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FORUM
Al di là delle norme già esistenti, il lavoro per rendere un sito internet accessibile ai diversi tipi di disabilità è un work in progress continuo, anche in rapporto al progredire degli ausili tecnologici e a una sensibilità crescente verso "le diverse abilità".
Chiunque voglia dare il proprio contributo o offrire suggerimenti tecnici per migliorare l'accessibilità (anche per questo sito) può intervenire scrivendo a questo FORUM.
Giorgio Sommi (apre nuova finestra), collaboratore dell'Asphi di Bologna, apre il dibattito rispondendo ad alcune domande.
LA PAROLA AGLI ESPERTI
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pagina verranno aperti in una nuova finestra del browser
La ricerca
1.
Esiste in Italia una ricerca impegnata sul Web
e l'alta accessibilità?
Paolo Graziani, Consiglio Nazionale delle
Ricerche: "Esistono delle attività di
ricerca nei progetti europei che possono essere
ricondotte a questo tema, con partecipazione
di gruppi italiani, fra i quali il nostro istituto
(CNR-IROE "Nello Carrara" di Firenze)
ha un ruolo di primo piano. Queste ricerche sono
orientate all'applicazione del Principio della
Progettazione Universale (Design for All) a tutti
gli aspetti della progettazione dei servizi di
rete: dalle interfacce utente alla strutturazione
dell'informazione, dall'integrazione delle risorse,
come le banche dati, alla riconfigurabilità dei
terminali e delle modalità di interazione
uomo-macchina in funzione del profilo funzionale
dell'utente. I risultati sono per il momento
prevalentemente di sviluppo delle conoscenze
e delle metodologie piuttosto che di prodotti
e applicazioni, ma questo è normale quando
si tratta di ricerca avanzata. La ricaduta pratica
richiede certi tempi di maturazione ed è condizionata
da fattori che spesso sfuggono alle indagini
teoriche".
Giorgio Sommi - ASPHI, Associazione per lo
Sviluppo di Progetti Informatici per gli Handicappati: "La
situazione relativa alla ricerca su Web e accessibilità in
Italia non è diversa da quanto accade
in tutto il settore informatico. Ci sono gruppi
e persone più informate di altre nel seguire
gli sviluppi di quello che succede nel mondo
e più attive nel cercare di diffonderne
la conoscenza e l'applicazione in campo nazionale.
Non ci sono però presenze o iniziative
che, a livello internazionale, abbiano rilevanza
nell'ispirare cosa si deve fare e dove si deve
andare.
Le attività più meritorie e rilevanti
in Italia in questo momento sono quelle rivolte
a diffondere la sensibilità ai problemi
delle persone in situazione di handicap che debbono
accedere a siti Internet. E a fare in modo che
il maggior numero possibile di fornitori di informazioni
e servizi attraverso la rete tenga conto delle
raccomandazioni emesse dagli organismi internazionali.
Per dare una idea di come stanno le cose in Italia
basterà citare il fatto che, fra i siti
che già si occupano di aspetti di disabilità,
la percentuale di quelli che si preoccupano di
dichiararsi in qualche modo conformi alle direttive
internazionali non supera il 10%. Negli ultimi
tempi la Presidenza del Consiglio e l' AIPA hanno
svolto importanti azioni di sensibilizzazione e
di indirizzamento verso il rispetto delle raccomandazioni
internazionali. L'INPS ha sviluppato strumenti
che aiutano nella realizzazione di pagine accessibili.
Il CNR di Firenze (IROE) è fra i centri
più competenti sotto il profilo tecnico
ed è da tempo impegnato nel diffondere conoscenza
sull'argomento".
Per l'Ausilioteca di Bologna, Alberto
Mingardi: "Non sono molte le iniziative
in Italia e il più delle volte si tratta
di interpretazioni delle linee guida internazionali.
In Italia si può citare la guida "Accessibilià di
siti Web" del CNR-IROE http://etabeta.iroe.fi.cnr.it/accesso/accesso.htm e
la traduzione in italiano delle linee guida W3C
a cura del WAI-IT all'indirizzo http://www.aib.it/aib/cwai/cwai.htm.
Interessante anche la guida pratica presente
nel sito HTML.IT all'indirizzo http://www.html.it/accessibilita/index.html.
Non si tratta però di vere e proprie "ricerche" ma
di guide e interpretazioni. Da segnalare che
recentemente il governo italiano ha emanato delle
linee guida per l'organizzazione, l'usabilità e
l'accessibilità dei siti Web delle pubbliche
amministrazioni visibili all'indirizzo http://www.governo.it/sez_dossier/linee_web/index.html .
Interessante anche l'iniziativa xs2web che
vuole essere un vero e proprio portale sull'accessibilità al
web all'indirizzo: http://www.ecn.org/xs2web/ .
Può essere anche utile frequentare il
recente newsgroup in italiano it.comp.accessibilita
che contiene diversi interventi interessanti
(anche se sepolti sotto la solita marea di spam)".
Nicola Rabbi, Centro Documentazione Handicap: "Penso
che questi problemi siano portati avanti da più soggetti,
singole associazioni, gruppi di volontariato, istituti
di ricerca...non penso che siano coordinati tra
di loro. Tutti però fanno riferimento
alle linee indicate da Trace ( http://www.trace.wisc.edu/).
Ultimamente una ricerca è stata condotta
da Ferry Byte, un attivista della rete il cui indirizzo
email è: ferry.byte@ecn.org.
Recentemente è uscito il libro di uno
studioso americano, Jacob Nielsen, Web usability,
pubblicato da Apogeo edizioni, che ne parla espressamente
in un capitolo.
Sul sito del governo italiano ( www.governo.it)
c'è un documento fresco che è una direttiva su come
costruire i siti delle pubbliche amministrazioni secondo principi di usabilità e
di accessibilità ( i due concetti sono diversi e coincidono solo
in parte)".
Fabio Vitali, Università di Bologna
e CNR-IAT, Massimo Marchiori, Universitaà di
Venezia e W3C: " Occorre dire che,
almeno per quanto riguarda l'ambito strettamente
informatico, in Italia non ci risulta praticamente
ricerca attiva sull'accessibilità Web.
L'organizzazione che, a livello mondiale, si è fatta
carico di fornire soluzioni adeguate riguardo
all'accessibilità dei siti Web è il
W3C (World Wide Web Consortium, http://www.w3.org/).
Come ente che de facto gestisce gli standard
del mondo Web, il W3C si è fatto carico
sin dall'inizio dell'importante problema di far
evolvere il Web in tutti i suoi aspetti, tecnici
e sociali, e dunque ponendo il problema dell'accessibilità come
uno dei fattori primari in questo avanzamento.
Uno dei motti fondanti è quello che il
direttore di W3C, e inventore del World Wide
Web, Tim Berners-Lee, cita spesso: "il Web è per
tutti, e come tale deve essere accessibile a
tutti".
Il W3C ha una specifica sezione dedicata all'accessibilità,
la cosiddetta WAI (Web Accessibility Initiative).
Questa sezione ha il compito di produrre
delle linee guide che dovrebbero essere
rispettate a livello mondiale per assicurare l'alta accessibilità di
un sito Web. Inoltre, l'intero sviluppo degli standard W3C include nel
suo processo formativo non solo il rispetto di tali linee guida, ma anche
il continuo studio e approfondimento delle eventuali problematiche aggiuntive
che l'evoluzione del Web comporta. Pertanto, l'accessibilità è componente
integrante non solo di WAI, ma di tutte le attività di W3C, che
interagiscono continuamente con i membri di WAI".
Pina Lalli, Dipartimento Discipline della
Comunicazione dell'Università di
Bologna: "Se esiste sul piano scientifico,
personalmente non ne sono a conoscenza. Ho sentito
accennare al problema in contesti di volontariato,
ma l'unica fonte effettiva a tale proposito è il
lavoro svolto dal Segretariato sociale Rai. Gli
altri accenni istituzionali di cui ho sentito
vagamente parlare riguardano (ma non è tecnicamente
una questione di mera accessibilità informatica,
quanto piuttosto di opportunità di accesso
e miglioramento del servizio per fasce più larghe
di popolazione) i progetti di 'infopoint' coordinati
dal Comune di Modena tesi a costruire qualcosa
di specifico anche per ampliare le opportunità di
accesso delle fasce di popolazione anziana, ed
un progetto forse più avanzato dell'Urp
del comune di Bologna circa l'uso integrato possibile
degli apparecchi televisivi, soprattutto al fine
di ampliare le opportunità di accesso".
John Fischetti, ENIL Italia (Movimento per
la vita indipendente): "In Italia vi
sono diverse iniziative sul tema accessibilità nel
campo dell'informatica e nello specifico settore
del Web.
Vi sono iniziative pubbliche come il gruppo
di lavoro istituito dall'Aipa (Autorità per
l'Informatica nella Pubblica Amministrazione) http://www.aipa.it che
sta elaborando documenti e progetti su diversi aspetti nel campo dell'accessibilità dell'informatica:
norme per l'accessibilità dei siti Web e delle procedure informatiche
dei soggetti pubblici, corsi per Web editor e per responsabili EDP, norme
sul telelavoro, e parecchie altre cose ancora, e c'è l'iniziativa
del Dipartimento della Funzione Pubblica (DFP) che ha a sua volta costituito
un gruppo di lavoro specifico sull'accessibilità dei siti Web della
Pubblica Amministrazione. Recentemente il ministro della Funzione Pubblica,
Franco Bassanini ha emanato una circolare, la numero 3/2001 che ha per
titolo: "Linee guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei
siti Web delle pubbliche amministrazioni" che raccoglie i frutti
di quel gruppo di lavoro.
Un'altra iniziativa importante è quella dell'Inps, http://www.inps.it,
che ha avviato la fase di ristrutturazione del proprio sito sviluppando
un programma in grado di automatizzare la conversione di pagine non accessibili
in pagine accessibili, o comunque di aiutare efficacemente il personale
a risolvere i problemi che di volta involta si presentano.
Inoltre va segnalata l'intensa attività svolta dall'IROE del CNR
di Firenze in merito all'accessibilità dell'informazione in formato
elettronico, http://etabeta.iroe.fi.cnr.it/accesso/accesso.htm,
anche per il Forum per la Società dell'Informazione, e per conto
della Presidenza del Consiglio.
Vi sono anche iniziative private, come ad esempio sezioni dedicate all'accessibilità in
siti che trattano dei linguaggi e dei metalinguaggi con cui vengono costruite
le pagine Web e i servizi interattivi ad esse relative (html, xml, javascript,
perl, asp, php, eccetera), caso tipico è il sito http://www.html.it che
contiene buon materiale sulla accessibilità alle persone con disabilità,
in particolare ciechi e ipovedenti all'indirizzo http://www.html.it/accessibilita/index.html oppure
iniziative di aziende che vedono nel settore accessibilità anche
opportunità di business, magari a partire da una futura legge specifica
che obblighi a rispettare criteri di accessibilità nei siti Web
di soggetti pubblici e forse anche privati. Al momento le poche iniziative "aziendali" di
cui si ha notizia, non appaiono tecnicamente all'altezza del compito che
si sono prefisse, e sembrano orientate a investire risorse unicamente per
pubblicizzare il loro interesse nel settore, probabilmente rimandando a
tempi migliori e a contratti acquisiti una fase di effettivo sviluppo tecnico.
Ovviamente sarei lieto se nuove informazioni smentissero le impressioni
sopra citate, questo significherebbe che anche nel nostro Paese l'argomento "accessibilità informatica
e telematica per le persone con disabilità" è arrivato
a una decente fase di maturazione.
La direzione dello sviluppo, in particolare dell'Aipa, è di recepire
le norme del progetto WAI, oggi consultabili anche in italiano all'indirizzo http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm ma
legandole a una interpretazione "strumentale" della accessibilità,
cioè dell'andare a "vedere" se un sito adattato e dichiarato
accessibile risulta effettivamente tale utilizzando i più comuni
ausili e/o programmi adatti ad essere utilizzati dalle persone con disabilità.
Questo perché alcune parti delle norme WAI vengono ritenute di difficile
applicazione a breve termine e una loro obbligatorietà senza prevedere
percorsi alternativi e di verifica guidata produrrebbe probabilmente solo
una ulteriore norma non applicata. In questo senso, uno dei progetti Aipa è la
costruzione di un sito che contenga indicazioni pratiche e modelli da utilizzare
liberamente da chi non si ritiene ancora in grado di progettare un sito
completamente accessibile a partire da zero. L'Aipa è disponibile
a recepire indicazioni e proposte di integrazione e modifica e la bozza
del documento principale è stata a tal fine resa pubblica nel proprio
sito Web; sono già pervenuti parecchi interventi con osservazioni,
critiche e proposte, che verranno prese nella dovuta considerazione".
2.
Qual è la situazione in Europa e all'estero?
Paolo Graziani, Consiglio Nazionale delle
Ricerche: "Se ci si riferisce all'accessibilità della
rete dei siti Web, non ci sono grandi differenze
fra i vari paesi europei ed anche extra europei,
in quanto proprio il Web esprime e rappresenta,
meglio di qualunque altra cosa, il concetto di "globalizzazione" di
cui oggi si parla molto. Navigando in rete, non
si avvertono confini, lingue a parte, e i problemi
di accessibilità sono più o meno
gli stessi ovunque. Alcuni paesi stanno cercando
di definire delle norme per l'accessibilità dei
siti Web, ma questo riguarda quasi esclusivamente
i siti delle Pubbliche Amministrazioni, in quanto
risulta praticamente impossibile imporre regole
più generali in un settore dove la libertà è assoluta
e dichiarata come un principio irrinunciabile,
nel bene e nel male. Anche in Italia ci stiamo
muovendo in questa direzione: sono stati costituiti
due gruppi di lavoro: uno dal Ministro della
Funzione Pubblica e uno dall' AIPA (Autorità per
l'Informatica nella Pubblica Amministrazione).
Il primo di questi gruppi di lavoro ha già prodotto
delle raccomandazioni, riportate nella Circolare
3/2001 del Ministro Bassanini, dal titolo "LINEE
GUIDA PER L'ORGANIZZAZIONE, L'USABILITÀ E
L'ACCESSIBILITÀ DEI SITI WEB DELLE PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI". Il gruppo di lavoro dell' AIPA
sta studiando una serie di iniziative per definire
le norme ma anche per fornire supporto e formazione
a chi deve progettare e gestire i siti della
Pubblica Amministrazione con criteri di accessibilità.
L'Unione Europea ha previsto nel piano eEurope
( http://europa.eu.int/comm/information_society/eeurope/index_en.htm)
una sezione ePartecipazione, nella quale viene
considerata l'esigenza di evitare che si creino
fasce di esclusi dalla Società dell'Informazione
e si raccomanda agli stati membri di rendere
accessibili tutti i siti Web pubblici".
Giorgio Sommi - ASPHI, Associazione per lo
Sviluppo di Progetti Informatici per gli Handicappati: "L'Unione
Europea, attraverso l'Information Society Technologies
(IST) Programme supporta le iniziative prese
dal World Wide Web Consortium (W3C). Questo consorzio,
promosso da organizzazioni degli USA, dell'Europa
e del Giappone, è presieduto dall'ideatore
del World Wide Web e conta oltre 500 membri fra
cui i principali enti e aziende, pubblici e privati,
informatici e non, del mondo. Il promotore del
W3C per l'Europa è stata l'INRIA (Institut
National de Recherche en Informatique et en Automatique).
La Presidenza del Consiglio dei Ministri è,
ad esempio, uno dei membri italiani del W3C.
Informazioni sul W3C sono disponibili al sito http://www.w3c.org.
La specifica iniziativa sulla accessibilità promossa
dal W3C si chiama Web Access Initiative (WAI).
La WAI è una delle molte iniziative del
W3C relative allo studio e alla promozione degli
aspetti della universalità di Internet,
ed è basata sul presupposto che l'informazione è un
diritto per tutti e deve essere quindi accessibile
a tutti".
Per l'Ausilioteca di Bologna, Alberto
Mingardi: "Il problema dell'accessibilità è stato
affrontato all'estero da almeno 6/7 anni, cioè da
quando il Web ha iniziato ad avere contenuti
realmente multimediali. Inizialmente il problema
è stato posto dagli utenti non vedenti che,
con i loro browser in modalità testo,
non avevano la possibilità di "leggere" le
immagini inserite sempre più frequentemente
nelle pagine. A tutt'oggi i siti accessibili
all'estero sono prevalentemente siti dedicati
alla disabilita' (anche se molti siti rivolti
a disabili non sono affatto accessibili...)".
John Fischetti, ENIL Italia (Movimento per
la vita indipendente): "Vi sono diversi
documenti nazionali ed internazionali che promuovono
l'accessibilità nei sistemi informatici
e telematici per le persone con disabilità.
Probabilmente il primo di essi è stato
un documento degli USA, il Rehabilitation Act
del 1973 che nella "Section 508" richiedeva
che i sistemi federali e governativi fossero
accessibili. Poi le cose anche lì sono
andate a rilento, tanto che questa iniziativa è stata
estesa, rafforzata e finanziata solo nel 1998.
Arriviamo a dicembre 2000 e finalmente si giunge
alla fase esecutiva: la "Architectural and
Transportation Barriers Compliance Board", http://www.access-board.gov/ un'agenzia
federale indipendente degli Stati Uniti che
si occupa di problemi di accessibilità,
ha stabilito che tutti i siti governativi siano
completamente accessibili ai disabili e che,
entro sei mesi, tutte le agenzie governative
riprogettino i propri siti non accessibili.
Fanno
eccezione quelli connessi alla sicurezza nazionale,
militari, dei servizi segreti e di comunicazione
criptata. Il documento e le informazioni correlate
si trovano su: http://www.access-board.gov/news/508-final.htm.
Un altro documento importante risale al 1993,
quando le Nazioni Unite adottarono le UN Standard
Rules on the Equalization of Opportunities
for Persons with
Disabilities. La regola 5 cita, tra l'altro: "Gli stati dovranno
sviluppare strategie per rendere i servizi d'informazione e la documentazione
accessibile per differenti gruppi di persone con disabilità."
Anche in Europa si è avviato il processo di riconoscimento dei diritti
di accesso alle informazioni: l'8 dicembre 1999 la Commissione Europea
ha varato il progetto "eEurope" con il documento: eEurope -
An information Society for all, http://europa.eu.int/comm/information_society/eeurope/index_en.htm,
mirato ad accelerare la diffusione delle tecnologie digitali in Europa
e ad assicurare che tutti i cittadini europei siano messi in grado di
utilizzarle, il punto 7 dei 10 presentati è denominato "ePartecipazione
per i disabili" . In esso si sottolinea come gli sviluppi delle tecnologie
digitali offrano ai disabili ampie opportunità di superare le barriere
socioeconomiche, geografiche, culturali e temporali. Quel documento si
pone un obiettivo preciso entro la fine del 2001: "La commissione
e gli stati membri dovranno impegnarsi a rendere accessibili ai disabili
la struttura e il contenuto di tutti i siti Web pubblici ".
Nel successivo Piano d'Azione preparato dal Consiglio e dalla Commissione
Europea per il Consiglio Europeo di Feira tenutosi il 19-20 giugno 2000,
nell'ambito dell'obiettivo 2 - Investire nelle risorse umane
e nella formazione, al punto c) "partecipazione di tutti all'economia
basata sulla conoscenza", si enuncia tra l'altro che: "vista
la crescente tendenza a rendere accessibili online i servizi delle amministrazioni
centrali e le informazioni di carattere pubblico il fatto di consentire
a tutti i cittadini di accedere ai siti Web delle Pubbliche Amministrazioni è altrettanto
importante quanto garantire l'accesso agli edifici pubblici. Per quanto
riguarda le persone con esigenze speciali la sfida consiste nel garantire
il massimo livello di accessibilità alle tecnologie dell'informazione
in generale e la compatibilità di queste con le tecnologie assistive
e ponendo come azione l'applicazione degli orientamenti dell'iniziativa
WAI ai siti pubblici".
Alcuni documenti del progetto eEurope sono disponibili agli indirizzi:
http://www.governo.it/fsi/ita/eEurope.htm
http://www.europa.eu.int/comm/information_society/eeurope/documentation/
progrep/progrep_en.htm
http://www.europa.eu.int/comm/information_society/eeurope/
actionplan/index_en.htm
Inoltre vi sono iniziative di ricerca avviate in altri Paesi da aziende
o da gruppi legati alla diffusione di sistemi Open Source, valga per
tutti il caso della Sun, così descritto in un articolo pubblicato
su http://www.punto-informatico.it,
LinuxNews/ Sun finanzia Linux per i disabili, Sun creerà un laboratorio
in Australia per studiare tecnologie per l'accesso facilitato a Linux
per i disabili. Il tutto per Gnome.
01/10/00 - Plug-In - Sun Microsystems ha annunciato che creerà Accessibility
Technologies Lab per sviluppare tecnologie orientate a persone disabili.
Tale laboratorio lavorerà per sviluppare utility, device driver
e software per l'interazione vocale da utilizzare in GNOME 2.0.
Sun lavorerà con la GNOME Foundation e con altre società per
trovare i finanziamenti per lo sviluppo dell'accessibilità. I fondi
saranno poi gestiti dalla GNOME Foundation, che potrà anche usufruire
di donazioni da parte di corporazioni e singoli individui.
Sun Microsystems sta promuovendo la cosa come parte di un più vasto
programma per l'assistenza a persone disabili.
Il Laboratorio della Sun "Accessibility Technologies Lab" lavorerà insieme
alla comunità GNOME per implementare il progetto conosciuto come "GNOME
Accessibility Technologies Framework" che verrà distribuito
nell'ambiente di GNOME. Questo progetto fornirà agli sviluppatori,
dotati delle opportune piattaforme, di creare un'ampia gamma di prodotti
che saranno pienamente accessibili alle persone disabili. L'inizio dei
lavori è previsto per la fine del 2000.
Inoltre Sun sta pianificando una sponsorizzazione ad un summit in cui
verranno messi insieme esperti, partner e contribuenti per dare una prima
spinta
al progetto Open Source sull'accessibilità. Questo summit sarà focalizzato
sulla comprensione delle opportunità con lo scopo di sviluppare
e estendere tecnologie sull'accessibilità ai computer e alla rete.
A cura di noze, Soluzioni Open-Source:
http://www.noze.it
http://www.gnome.org
http://www.sun.com
3.
Quali criteri si dovrebbero rispettare per avere
siti Internet ad alta accessibilità?
Paolo Graziani, Consiglio Nazionale delle
Ricerche: "Uno dei criteri generali è quello
dell'utilizzazione di tecnologie multimediali
standard, in modo da evitare di dover ricorrere
a specifiche versioni di browser o di visualizzatori
(plug in) e in modo che l'informazione possa
rimanere completamente comprensibile per qualunque
configurazione di terminale utente. Inoltre,
mediante una ridondanza di informazione, si deve
assicurare che il contenuto informativo dei documenti
sia mantenuto anche quando venga a mancare la
percezione di una delle componenti multimediali,
come le parti grafiche, le immagini, le animazioni,
i suoni, i colori ecc.. Tale mancanza può essere
dovuta a ridotta capacità percettiva dell'utilizzatore
ma anche a ridotte prestazioni del terminale
disponibile all'utente o a disturbi e condizionamenti
ambientali che non consentono di fruire di tutte
le componenti multimediali. Questa constatazione
mostra che l'accessibilità è un
concetto generale, che non riguarda solo gli
utenti disabili ma torna a vantaggio di tutti.
La trasformazione coerente deve essere assicurata
anche con le varie forme di personalizzazione
delle modalità di visualizzazione dei
documenti, come la scelta della risoluzione grafica
dello schermo, del tipo e dimensione dei caratteri,
della combinazione di colori, del "foglio
di stile" (CSS) ecc.. Un altro importante
criterio è l'organizzazione del sito e
dei suoi documenti in modo tale da assicurare
un facile orientamento all'interno della struttura
di questi e quindi una facile navigazione e ricerca
di informazioni. Anche questo criterio si dimostra
di utilità generale, per cui, si può concludere
che l'accessibilità non deve essere vista
come una opzione per qualche categoria di utenti
ma deve essere concepita secondo il principio
di Progettazione Universale: un unico contenuto
informativo fruibile da tutti gli utenti, a prescindere
dalle loro capacità fisiche o sensoriali
e, entro certi limiti, dalla loro dotazione strumentale.
Si può prevedere quindi una adattabilità della
presentazione dell'informazione, in funzione
delle caratteristiche del browser dell'utente,
realizzata con procedure automatiche, ma si dovrebbero
invece evitare soluzioni di accessibilità basate
su versioni parallele speciali di siti, poiché queste
rappresentano un aggravio di lavoro per chi gestisce
il sito e non garantiscono all'utente la disponibilità degli
stessi contenuti del sito principale e il loro
aggiornamento".
Giogio Sommi - ASPHI, Associazione per lo
Sviluppo di Progetti Informatici per gli Handicappati: "Le
raccomandazioni emesse dal WAI si preoccupano
di:
- Coloro non in grado di vedere, di udire, di muoversi,
o non in grado di trattare con facilità o
non trattare del tutto certe informazioni.
- Coloro che hanno difficoltà a leggere
o a comprendere i testi.
- Coloro che non dispongono di tastiera o di mouse
o non sono in grado di usarla.
- Coloro che hanno schermi a solo testo, uno schermo
piccolo, o un collegamento a Internet lento.
- Coloro che non parlano o non capiscono il linguaggio
nel quale un certo documento è scritto.
- Coloro che sono in una situazione nella quale
i loro occhi, orecchi e mani sono impegnati o in
qualche modo impediti (per es. guida dell'auto
per recarsi al lavoro, ambiente di lavoro rumoroso)
- Coloro che non dispongono dell'ultima
versione di un browser, hanno un browser totalmente
diverso,
un browser a voce, o un diverso sistema operativo.
Come si vede solo la prima categoria di utilizzatori
di Internet per i quali sono pensate
le raccomandazioni include persone che normalmente indichiamo
come disabili. La seconda si preoccupa
dello svantaggio culturale o sociale, mentre tutte
le altre possono valere per tutti.
Le norme che devono essere rispettate nel
costruire una pagina accessibile sono
indicate come "linee guida" e specificano
caratteristiche che debbono essere presenti
nel modo con cui è costruita la pagina.
Le caratteristiche sono classificate in categorie
di diversa importanza indicate, come "deve" (must), "dovrebbe"(should), "può"(may)
riferendosi alla loro presenza nella pagina.
Il grado di conformità alle linee guida,
e quindi di accessibilità, va
da AAA (massimo) ad A (minimo), a secondo
che siano
rispettate tutte e tre le categorie
o una sola di esse. Esistono strumenti,
accessibili via
Internet (sito www.cast.org/bobby),
che consentono in modo automatico di
sottoporre una pagina Web e di avere
indicazioni sul suo
grado di conformità".
Per l'Ausilioteca di Bologna, Alberto
Mingardi: "I criteri sono tanti
(troppi?) forse anche perché lo stesso
linguaggio html non è nato pensando
anche ai disabili. È necessario quindi
evitare determinate strutture nelle pagine
per venire incontro alle esigenze dettate
dalle linee guida. Esistono comunque alcuni
elementi di importanza assoluta come per
esempio il dotare le immagini grafiche di
testo alternativo che descriva il ruolo dell'immagine
stessa (nessun browser per quanto intelligente
potrà mai capire da solo il significato
di una figura), e altre problematiche minori
che più che altro cercano di venire
incontro ai limiti degli attuali browser
utilizzati dalle persone disabili (es. la
capacità di leggere correttamente
le tabelle) e questo problema, forse, andrebbe
affrontato potenziando le caratteristiche
di accessibilità dei browser".
Nicola Rabbi, Centro Documentazione Handicap: "I
siti devono basarsi sulla semplicità,
nel non dover ricorrere agli ultimi
ritrovati tecnologici, avere a monte
un progetto chiaro
di quello che si vuole fare in termini
di informazione e in termini di servizi.
Un'attenzione particolare la dedicherei
alle persone svantaggiate mentalmente
che hanno bisogno di messaggi particolarmente semplici e immediati.
Nessuno pensa a loro sul Web. A questa
schiera di persone io aggiungerei anche
gli anziani, gli immigrati che non conoscono la lingua italiana.
Per
tutte quelle persone che soffrono del digital divide...c'è molto
da fare".
Fabio Vitali, Università di Bologna
e CNR-IAT, Massimo Marchiori, Universitaà di
Venezia e W3C: " Finora, W3C ha
prodotto un certo numero di documenti che
mirano a regolare (e/o chiarire) a livello
mondiale il problema dell'accessibilità nel
Web. I due documenti più rilevanti
sono il WCAG e l'ATAG. Il WCAG (che
sta per Web Content Accessibility
Guidelines, http://www.w3.org/TR/WCAG10/) è lo
standard che racchiude le linee guide per
l'accessibilità che gli sviluppatori
di un sito Web dovrebbero seguire. Ci sono
tre livelli di qualità, a seconda
del livello di accessibilità del sito: "A", "AA" e "AAA". "A" è il
livello di qualità minima per avere
un sito accessibile, mentre "AAA" è
la massima certificazione di accessibilità.
L'altro standard è il cosiddetto ATAG (che sta per Authoring Tools Accessibility
Guidelines, http://www.w3.org/TR/ATAG10/),
ed è rivolto agli sviluppatori di software per il Web.
Questo standard specifica in che modo gli strumenti che permettono
di creare
siti Web dovrebbero comportarsi in modo da facilitare la creazione
da parte degli utenti di un sito Web accessibile.
Questi due standard costituiscono i blocchi portanti attraverso
cui sviluppatori e utenti possono, a livello mondiale, facilitare
la risoluzione del problema
dell'accessibilità. Vi sono poi altri documenti tecnici che sviluppano
altri aspetti correlati (poiché ovviamente, il Web è in
continua evoluzione, e ci sono molte aree che devono essere tenute in
considerazione), assieme a una attività di sviluppo di
software per lo sviluppo e certificazione di siti Web accessibili.
La lezione più importante che proviene da questi standard è,
crediamo, l'apertura a modi diversi di interazione con il Web, non limitati
al browser di ultima generazione, né all'ipotesi che gli utenti
usino un personal computer con uno schermo grafico con tanti colori e
una risoluzione minima fissata. Difatti la risoluzione più importante
di WCAG, la prima, impone di fornire sempre alternative equivalenti al
contenuto visuale o sonoro dei siti Web. Ovvero, di fornire alternative
a qualunque immagine, suono, o organizzazione spaziale del testo sulla
pagina, cosicché essa sia ancora fruibile anche da chi non può visualizzarne
il contenuto su un browser standard.
Un sito che segue le regole proposte da WCAG, dunque, risulta
accessibile anche da chi non usa software standard, in particolare
da coloro che
non sono in possesso delle ultime versioni dei vari software,
o sono afflitti da una minorazione fisica (in particolare alla
vista o all'udito)".
Pina Lalli, Dipartimento Discipline della
Comunicazione dell'Università di
Bologna: "Dal punto di vista tecnico
ho scarsa competenza per rispondere. Potrei
tuttavia allargare la nozione di accessibilità e
ricordare alcune questioni più tipicamente
sociologiche: a) Il potenziamento delle informazioni
sulle discipline e le applicazioni informatiche
in ambiti scolastici (in generale e soprattutto
in quelli in cui siano presenti programmi
di inserimento di pdh, considerandole parte
integrante del sostegno previsto per legge
in ambito scolastico): ciò potrebbe
avere nel medio-lungo periodo effetti di
ampliamento delle opportunità di accesso
facendo dell'alfabetizzazione alle nuove
tecnologie una risorsa legittimamente ed
equamente condivisa negli scenari sociali
di socializzazione b) L'approntamento di
siti che consentano velocità di navigazione
in modo da non penalizzare anche con costi
aggiuntivi fasce sociali disagiate c) La
messa a disposizione delle innovazioni tecnologiche
che rendono possibile maggiori facilità di
accesso e di uso di strumenti già a
disposizione delle famiglie (ad esempio quanto
accennato sopra a proposito dei televisori)
d) L'individuazione di processi o protocolli
di scambio informativo con associazioni ed
enti del terzo settore, in modo da assicurare
un monitoraggio e un feedback costante sia
a fini di sensibilizzazione reciproca per
ampliare le opportunità di accesso,
sia per innestarsi sui bisogni e le esigenze
effettive, in termini espressivi oltre che
di contenuti".
4.
Quali sono le linee guida esistenti per creare
un sito ad alta accessibilità?
Paolo Graziani, Consiglio Nazionale delle
Ricerche: "Sull'accessibilità del
Web, i documenti generalmente considerati
di riferimento a livello internazionale sono
le "linee guida" elaborate
dal progetto WAI (Web Accessibility
Initiatives)
del consorzio W3C ( http://www.w3.org/WAI).
Data la complessità del problema dell'informazione
in rete, il progetto WAI ha ritenuto necessario
lavorare su tre fronti: il contenuto dei
documenti, con particolare riferimento ai
linguaggi utilizzati (Web content), gli applicativi
di navigazione (User Agents) e i sistemi
autore (Authoring Tools) elaborando delle
Linee Guida specifiche per ciascuno di questi
argomenti. Di particolare interesse per il
tema qui trattato sono quelle dirette a chi
sviluppa siti Web ("Web Content Accessibility
Guidelines" 1.0, http://www.w3.org/TR/WAI-WEBCONTENT/).
Tali Linee Guida si ispirano ai due
principi generali sopra citati: la
trasformabilità coerente
delle pagine e la loro strutturazione comprensibile
e facilmente navigabile. L'applicazione delle
Linee Guida WAI sul "Web content" prevede
l'utilizzo di "checkpoint" suddivisi
in tre livelli di priorità (indispensabili,
utili e consigliabili), la cui verifica determina
il livello di conformità di un sito
con tali raccomandazioni, contrassegnato
da una, due o tre A, a seconda di quali livelli
di priorità sono stati rispettati.
Le Linee Guida WAI però non rappresentano
delle norme da seguire ma solo degli orientamenti
la cui applicazione è lasciata alla
buona volontà degli operatori. Da
qui la necessità di emettere norme
più stringenti a livello europeo e
nazionale, come quelle citate in precedenza".
Giorgio Sommi - ASPHI, Associazione per
lo Sviluppo di Progetti Informatici per gli
Handicappati: "Il gruppo
WAI del W3C ha prodotto finora
diversi documenti.
I principali riguardano:
- Linee Guida per l'accessibilità ai
contenuti del Web
- Linee Guida per l'accessibilità agli
strumenti d'autore
- Linee Guida per l'accessibilità agli
agenti d'utente
Per prendere visione dei documenti contenenti
le ultime linee guida per
l'accessibilità si
può accedere all'indirizzo
di rete http://www.w3.org/wai .
Vi è poi una serie di documenti accessori,
tra i quali documenti relativi alle tecniche
da adottare per conseguire l'accessibilità,
con riferimenti specifici ai
linguaggi HTML e CSS.
Per l'Ausilioteca di Bologna, Alberto
Mingardi: "Le più autorevoli
linee guida internazionali
sono state recentemente unificate
dal consorzio W3C e sono disponibili
in tutte le lingue all'indirizzo http://www.w3.org/WAI/ .
Da segnalare anche l'esistenza
di alcuni siti "di validazione" che consentono
(anche se in maniera discutibile) una verifica
automatica dell'accessibilità del
proprio sito. Il più famoso è Bobby
della CAST disponibile alla
URL: http://www.cast.org/bobby .
Il problema principale è rappresentato
dalle sempre più frequenti "fughe
dagli standard". Un esempio è ben
rappresentato da alcuni plugin come il purtroppo
sempre più utilizzato Flash di Macromedia
(ma ce ne sono decine di altri), che ogni
volta obbligano a ripartire da zero. Intendiamoci,
le linee guida non limitano più di
tanto la creatività e un sito assolutamente
accessibile può anche essere uno splendido
sito, ma a costo di grande impegno da parte
del realizzatore che deve analizzare lunghi
documenti di linee guida, rimettere in discussione
i lavori già fatti, rinunciare a tools
multimediali, in altre parole deve lavorare
molto di più per ottenere un miglioramento
DA LUI non apprezzabile (anzi...). Forse
una semplificazione delle linee guida a pochi
punti essenziali ed un maggior lavoro sui
browser potrebbero rendere più semplice
il tutto. Da notare che molti siti risolvono
la questione mettendo in linea 2 siti: uno "normale" e
uno "accessibile" (solitamente
realizzato con solo testo o poco più).
Questa scelta, oltre che essere difficilmente
gestibile (vedi aggiornamenti), è anche
assolutamente discutibile sul piano culturale".
Grafici e autori di siti
-
Quali
criteri bisogna tenere presente quando si creano
pagine Web ad alta accessibilità?
Michele Orsi Bandini, Eventi Progetti Speciali: "Il
criterio è unico: tutti hanno il diritto
di accesso alla Rete. È quindi necessaria
un'ampia informazione sulle disabilità che
lo impediscono. Compito di chi progetta e compila
siti è quello di rendere, entro i limiti
della tecnologia esistente, l'informazione
accessibile a chi ha disabilità visive,
motorie, attenzionali, neurologiche ecc.
Nonostante i progressi fatti (Screen Reader,
Mouse boccali ecc.) è auspicabile un progresso
sia dell'hard che del soft".
-
Quali
sono le linee guida per creare un sito ad alta
accessibilità?
Michele Orsi Bandini, Eventi Progetti Speciali: "Primo
elemento da considerare è l'accesso
all'informazione. La Rete è il futuro
della comunicazione (quella serie, argomentata,
fruibile per approfondimenti e ricerche), quindi
tutti i siti dovranno aggiornarsi per l'alta
accessibilità. Detto questo, quali sono
i modi per una corretta progettazione? Inizialmente
la nostra ricerca andava verso "rami" diversificati
di scelta delle diverse prassi di utilizzo, a
seconda delle richieste. Purtroppo questa non è una
strada percorribile. Ad esempio, la gestione
di un portale in questi termini richiederebbe
risorse e tempi non conciliabili con la maggior
parte degli enti e delle aziende. Confortati
da incontri e ricerche, oggi riteniamo che un
sito debba avere (fermo restando il suo essere)
pochi, semplici comandi di scelta al suo interno
(Screen Reader, navigazioni per tasti ecc.)".
-
Come
conciliare estetica e alta accessibilità?
Michele Orsi Bandini, Eventi Progetti Speciali: "È una
sfida con poche e semplici domande e risposte.
Primo: chi non vede deve sentire, bene. Secondo:
chi ha una limitata manualità ha il diritto
di poter navigare con 2-3 tasti. Terzo: chi ha
problemi attenzionali ha il diritto ad una navigazione
quanto più possibile lineare e priva di
movimenti "flashati". Quarto: per chi
ha problemi neurologici è opportuno usare
coloristiche non invasive.
Detto questo sembra rimangano poche opzioni per
l'estetica, ma non è vero. La sfida è proprio
questa. Sono convinto che la creatività venga
stimolata dai limiti posti. Tra l'altro, l'accesso
alla creatività e alla piacevolezza dei
siti è un diritto per tutti, e la nostra
ricerca va in questo senso".
La medicina
1. Quali caratteristiche devono avere i siti
Internet per essere accessibili?
2. Che cosa è assolutamente vietato?
3. Esistono studi
e ricerche mediche che tengano conto dei problemi
di accesso ai siti Internet?
Valerio Spinedi, medico psichiatra:Considerazioni
sull'accessibilità ad un sito
web di utenti con problematiche di tipo
psichiatrico
Premessa
Il cosiddetto "malato psichiatrico" è tutt'ora fonte
di paura, di preoccupazione e di diffidenza. Ciò è dovuto
principalmente allo "stigma" sociale nei suoi confronti , alle
paure "ancestrali" riguardo la malattia mentale in senso lato,
considerata come qualcosa di minaccioso, di inaccessibile, e con caratteri
di presunta impulsività, tale da farci scappare appena incontriamo
per strada una persona che si sta comportando in modo strano, urla e sbraita
e non si sa con chi ce l'ha . Fuggiamo via facendo finta di niente,
impauriti, sperando di non essere interpellati da tali personaggi. Paura
dell'ignoto, paura di qualcosa che non siamo abituati a gestire e
a riconoscere... problematiche che in realtà convivono dentro tutti
noi, ma che spesso non siamo in grado di affrontare in maniera serena.
Con questo vorrei semplicemente affermare che rimane nel tempo, nell'animo
umano, la paura di una parte di noi stessi- chi più chi meno evidente-
che funziona in maniera diversa dal resto della mente, secondo schemi poco
convenzionali seguenti una logica apparentemente senza senso. Se si riesce,
con il tempo, ad entrare in contatto con tale visione della realtà,
si scopre che l'apparente non-senso e l'illogicità del
sistema schizofrenico - ad esempio- possono diventare comprensibili e spiegabili
, in un'ottica temporale che consideri la storia di vita del paziente,
il contesto familiare e sociale in cui vive, ecc. fino a che, ad un certo
punto, ci imbattiamo in qualcosa, in una "frattura" dell'esistere,
che non riusciamo a collocare nelle nostre consuete caselle mentali e che
quindi per differenziarci, e per catalogarla, definiamo "psicosi" .
Ciò premesso vorrei sottolineare quello che secondo me è il
fulcro della patologia mentale grave, attorno al quale si struttura
con il tempo tutto il resto: il problema della comunicazione affettiva
con
gli altri, in primis ovviamente con le figure parentali di riferimento.
Lo schizofrenico presenta un tipo di emotività molto caratteristica
che spesso ci lascia perplessi: da una parte può essere molto espansivo
e "affettivo" e dopo un attimo assumere improvvisamente un atteggiamento
freddo, distaccato e totalmente insensibile; per chi non è abituato
a tali variazioni tutto ciò appare incomprensibile, indecifrabile.
Anche certi comportamenti apparentemente impulsivi spesso sono gestiti
dalle cosiddette "voci" interne, che non sono altro che allucinazioni
uditive, presenti nella maggior parte dei pazienti psicotici gravi, voci
che in genere commentano gli atti del paziente stesso, spesso con caratteristiche
ostili, denigranti e persecutorie. è da aggiungere inoltre che l'ambiente
familiare in cui vive il malato spesso è denotato da un clima "difficile" in
cui le comunicazioni tra i vari componenti sono complesse, articolate secondo
schemi filtrati dalla paura, dalla fusione interpersonale e dall'aggressività.
In tale clima, si può facilmente immaginare come una persona con
una personalità "predisposta"- anche geneticamente -,
risponda attivamente con un comportamento e un pensiero atti a trovare
strategie di "sopravvivenza", che possono essere le più varie,
spaziando dal delirio all'aggressività, all'autismo, all'impulsività auto
ed eterodiretta.
Comunicazione con il "Web"
Sulla base di tale quadro del paziente psicotico "tipico", vorrei
proporre alcune considerazioni sulla possibilità che un paziente
psichiatrico arrivi ad usare il computer per collegarsi ad Internet e "navigare" o
entrare in una "chat" e dialogare con altri:
1. innanzitutto il paziente deve essere stimolato a
farlo, in quanto spesso manca proprio la volontà,- e la voglia- di fare qualunque cosa:
abbiamo visto infatti che i cosiddetti sintomi negativi ( apatia, abulia,
astenia, alogia, l'appiattimento dell'affettività ecc.)
condizionano pesantemente il quadro clinico e la qualità di vita
del paziente stesso, anche nell'ambito di una famiglia apparentemente "normale".
Per cui bisogna vincere notevoli resistenze per riuscire a superare questi
ostacoli, con l'aiuto oltre che dei familiari stessi, anche
degli operatori dei Servizi di Salute Mentale, che dovrebbero proporre
e stimolare
i pazienti idonei a intraprendere tale percorso;
2. è necessario associare inoltre una parallela capacità di
rassicurazione sulla "innocuità" della procedura,
nel senso che un primo approccio al computer potrebbe attivare
tutta una serie
di paure relative a tematiche deliranti molto frequenti di influenzamento,
tramite onde di vario tipo, comandate da forze esterne (deliri
di controllo, con eventuale influenzamento o inserzione del pensiero)
e il tramite di
queste interpretazioni spesso sono i macchinari elettronici.. Non
da ultimo bisogna sottolineare il carattere di anonimato di un
utente che naviga
o entra in un gruppo di discussione, anonimato garantito da un
pseudonimo, e quindi il paziente si dovrebbe sentire libero di
esprimere le proprie
opinioni, e non condizionato da un eventuale senso di vergogna,
o di sentirsi controllato, sensazioni molto frequenti in alcuni
pazienti;
3. il tipo di comunicazione con l'"esterno", con il mondo
virtuale, non passa attraverso il contatto fisico con altre persone, ma è mediato
da uno schermo: questo potrebbe rappresentare un vantaggio per i pazienti
che hanno problemi di contatto con gli altri, che non tollerano la vicinanza
con il prossimo; però io vedrei questa possibilità di intervento
come l'inizio di una stimolazione al cambiamento del paziente, che
ha come obbiettivo quello di arrivare a ripristinare un contatto affettivo
con gli altri il più adeguato possibile alle capacità comunicative
del paziente stesso;
4. l' intelligenza del paziente psicotico, almeno nelle fasi iniziali
della malattia e nei momenti di benessere pur sempre presenti, in genere è conservata,
quindi l'accesso non deve essere particolarmente facilitato, ma deve
essere sufficientemente stimolante a interessare la persona a scoprirlo
e a seguire e approfondire i propri interessi più o meno
celati dalla malattia stessa;
5. penso che la possibilità di creare un sito specifico per l'accesso
a utenti psichiatrici di varie patologie, possa essere utile e "terapeutico" al
tempo stesso, per vari motivi, sia di condivisione delle proprie esperienze
con altri, sia per aprire un canale di comunicazione con l"'esterno" che
spesso è considerato minaccioso e pericoloso per la propria incolumità fisica
e psichica, con la garanzia della protezione offerta dal fatto che si rimane
a casa propria, sia anche di puro divertimento nell'entrare in una
esperienza nuova. I gruppi di discussione "on line" mi sembrano
l'equivalente attuale-pur con le ovvie limitazioni del caso-, di gruppi
terapeutici di varia impostazione teorica, effettuati in ambito pubblico
o privato, con pazienti affetti da patologie psichiatriche di gravità varia.
Per concludere, penso che il valore della parola, sia che arrivi direttamente
al paziente che siede dall'altra parte della scrivania, sia proveniente
dall'"etere", abbia collegata anche una valenza affettiva
che può produrre effetti positivi su chi la riceve.
Le associazioni
1.
Come è la situazione Web e alta accessibilità?
Fabio Ferrero e Sabato De Rosa, Istituto dei
Ciechi Francesco Cavazza - Bologna: "In
generale potremmo dire che la situazione non è certo
delle migliori. C'è però da rilevare
che per quanto attiene alle pubbliche amministrazioni
ed affini qualcosa si sta muovendo: a proposito
consigliamo di vedere il sito dell'Aipa, http://www.aipa.it.
Giovanni Battista Pesce, Aice - Associazione
Italiana contro l'epilessia: "Nei
siti delle associazioni contro l'epilessia si
evitano i grandi contrasti cromatici e stimolazioni
luminose intermittenti che, assieme al normale
flickering del monitor e a una prolungata esposizione,
favoriscono l'accesso delle crisi nelle persone
con epilessie fotosensibili. L'evoluzione di
nuovi software per l'edizione di pagine Web sempre
più dinamiche porta ad aumentare tali
controindicazioni".
2.
Quali criteri bisogna tenere presente quando si
creano siti ad alta accessibilità?
Fabio Ferrero e Sabato De Rosa, Istituto dei
Ciechi Francesco Cavazza - Bologna: "Bisogna
evitare java e flash; in generale evitare plug-ins
grafici, animazioni ecc., o quanto meno fornire
una alternativa accessibile degli stessi. Si
sconsiglia, però, un duplicato in versione
solo testo di un sito. Un ottimo punto di partenza
potrebbe essere la consultazione delle linee
guida Wai e la stessa proposta di documento elaborata
dalla commissione accessibilità Aipa.
Giovanni Battista Pesce, Aice - Associazione
Italiana contro l'epilessia: "Va
consigliata la costruzione, per quanto riguarda
le disabilità neurologiche connesse alle
epilessie fotosensibili, di pagine prive di intermittenze,
accesi contrasti di colori vivaci e loro movimentazione.
Vanno manifestati alcuni consigli come il sedere
ad una maggiore distanza dallo schermo, almeno
due metri e mezzo, porre una lampada sulla televisione
e a rimanere per un periodo meno prolungato possibile
di esposizione davanti al monitor. Inoltre, per
chi soffre di epilessie fotosensibili, è consigliato
l'uso di lenti polarizzate. L'oscuramento totale
di un occhio, con una lente o anche il palmo
della mano, evita al 95% l'accesso delle crisi".
3.
Come lavorare per promuovere la realizzazione di
siti ad alta accessibilità?
Fabio Ferrero e Sabato De Rosa, Istituto
dei Ciechi Francesco Cavazza - Bologna: "Sicuramente
bisogna agire a più livelli:
1) fare cultura ed informazione: l'accessibilità e/o l'usabilità di
un sito tornano a vantaggio non solo dei disabili, ma di tutta la comunità informatica;
2) promuovere la formazione: la maggior parte dei Web designer
da una parte ignora le problematiche legate alla disabilità e
dall'altra utilizza strumenti di sviluppo che rendono difficoltosa
la realizzazione di pagine
accessibili;
3) incentivare con forme da elaborare la realizzazione di siti
ad alta accessibilità e fruibilità.
Giovanni Battista Pesce, Aice - Associazione
Italiana contro l'epilessia: "Certamente
la definizione da parte di una commissione del
ministero della Sanità e delle Poste e
Telecomunicazioni, aperta alle reti televisive
e alle associazioni, di un protocollo da assumere
nei siti degli Enti Pubblici e consigliato in
quelli privati, svilupperebbe una cultura più accessibile
alle persone in situazione di handicap o a quelle
potenziali".
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