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titolo WEB E ACCESSIBILITA'


FORUM

Al di là delle norme già esistenti, il lavoro per rendere un sito internet accessibile ai diversi tipi di disabilità è un work in progress continuo, anche in rapporto al progredire degli ausili tecnologici e a una sensibilità crescente verso "le diverse abilità".

Chiunque voglia dare il proprio contributo o offrire suggerimenti tecnici per migliorare l'accessibilità (anche per questo sito) può intervenire scrivendo a questo FORUM.


Giorgio Sommi (apre nuova finestra), collaboratore dell'Asphi di Bologna, apre il dibattito rispondendo ad alcune domande.

1. Quali sono i limiti delle attuali norme per la costruzione di siti ad elevata accessibilità?

2. In che direzione lavorare e su che cosa insistere per migliorarle?

3. Come fare per comprendere e rispettare il maggior numero di disabilità differenti?


 

LA PAROLA AGLI ESPERTI

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La ricerca

  1. Esiste in Italia una ricerca impegnata sul Web e l'alta accessibilità?
  2. Qual è la situazione in Europa e all'estero?
  3. Quali criteri si dovrebbero rispettare per avere siti Internet ad alta accessibilità?
  4. Quali sono le linee guida esistenti per creare un sito ad alta accessibilità?


Grafici e autori di siti

  1. Quali criteri bisogna tenere presente quando si creano pagine Web ad alta accessibilità?
  2. Quali sono le linee guida per creare un sito ad alta accessibilità?
  3. Come conciliare estetica e alta accessibilità?


La medicina

  1. Quali caratteristiche devono avere i siti Internet per essere accessibili?
  2. Che cosa è assolutamente vietato?
  3. Esistono studi e ricerche mediche che tengano conto dei problemi di accesso ai siti Internet?


Le associazioni

  1. Come è la situazione Web e alta accessibilità?
  2. Quali criteri bisogna tenere presente quando si creano siti ad alta accessibilità?
  3. Come lavorare per promuovere la realizzazione di siti ad alta accessibilità?


 

La ricerca

 

1. Esiste in Italia una ricerca impegnata sul Web e l'alta accessibilità?

Paolo Graziani, Consiglio Nazionale delle Ricerche: "Esistono delle attività di ricerca nei progetti europei che possono essere ricondotte a questo tema, con partecipazione di gruppi italiani, fra i quali il nostro istituto (CNR-IROE "Nello Carrara" di Firenze) ha un ruolo di primo piano. Queste ricerche sono orientate all'applicazione del Principio della Progettazione Universale (Design for All) a tutti gli aspetti della progettazione dei servizi di rete: dalle interfacce utente alla strutturazione dell'informazione, dall'integrazione delle risorse, come le banche dati, alla riconfigurabilità dei terminali e delle modalità di interazione uomo-macchina in funzione del profilo funzionale dell'utente. I risultati sono per il momento prevalentemente di sviluppo delle conoscenze e delle metodologie piuttosto che di prodotti e applicazioni, ma questo è normale quando si tratta di ricerca avanzata. La ricaduta pratica richiede certi tempi di maturazione ed è condizionata da fattori che spesso sfuggono alle indagini teoriche".
Giorgio Sommi - ASPHI, Associazione per lo Sviluppo di Progetti Informatici per gli Handicappati: "La situazione relativa alla ricerca su Web e accessibilità in Italia non è diversa da quanto accade in tutto il settore informatico. Ci sono gruppi e persone più informate di altre nel seguire gli sviluppi di quello che succede nel mondo e più attive nel cercare di diffonderne la conoscenza e l'applicazione in campo nazionale. Non ci sono però presenze o iniziative che, a livello internazionale, abbiano rilevanza nell'ispirare cosa si deve fare e dove si deve andare.
Le attività più meritorie e rilevanti in Italia in questo momento sono quelle rivolte a diffondere la sensibilità ai problemi delle persone in situazione di handicap che debbono accedere a siti Internet. E a fare in modo che il maggior numero possibile di fornitori di informazioni e servizi attraverso la rete tenga conto delle raccomandazioni emesse dagli organismi internazionali. Per dare una idea di come stanno le cose in Italia basterà citare il fatto che, fra i siti che già si occupano di aspetti di disabilità, la percentuale di quelli che si preoccupano di dichiararsi in qualche modo conformi alle direttive internazionali non supera il 10%. Negli ultimi tempi la Presidenza del Consiglio e l'AIPA hanno svolto importanti azioni di sensibilizzazione e di indirizzamento verso il rispetto delle raccomandazioni internazionali. L'INPS ha sviluppato strumenti che aiutano nella realizzazione di pagine accessibili. Il CNR di Firenze (IROE) è fra i centri più competenti sotto il profilo tecnico ed è da tempo impegnato nel diffondere conoscenza sull'argomento".
Per l'Ausilioteca di Bologna, Alberto Mingardi: "Non sono molte le iniziative in Italia e il più delle volte si tratta di interpretazioni delle linee guida internazionali. In Italia si può citare la guida "Accessibilià di siti Web" del CNR-IROE http://etabeta.iroe.fi.cnr.it/accesso/accesso.htm e la traduzione in italiano delle linee guida W3C a cura del WAI-IT all'indirizzo http://www.aib.it/aib/cwai/cwai.htm. Interessante anche la guida pratica presente nel sito HTML.IT all'indirizzo http://www.html.it/accessibilita/index.html. Non si tratta però di vere e proprie "ricerche" ma di guide e interpretazioni. Da segnalare che recentemente il governo italiano ha emanato delle linee guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei siti Web delle pubbliche amministrazioni visibili all'indirizzo http://www.governo.it/sez_dossier/linee_web/index.html . Interessante anche l'iniziativa xs2web che vuole essere un vero e proprio portale sull'accessibilità al web all'indirizzo: http://www.ecn.org/xs2web/ . Può essere anche utile frequentare il recente newsgroup in italiano it.comp.accessibilita che contiene diversi interventi interessanti (anche se sepolti sotto la solita marea di spam)".
Nicola Rabbi, Centro Documentazione Handicap: "Penso che questi problemi siano portati avanti da più soggetti, singole associazioni, gruppi di volontariato, istituti di ricerca...non penso che siano coordinati tra di loro. Tutti però fanno riferimento alle linee indicate da Trace (http://www.trace.wisc.edu/). Ultimamente una ricerca è stata condotta da Ferry Byte, un attivista della rete il cui indirizzo email è: ferry.byte@ecn.org.
Recentemente è uscito il libro di uno studioso americano, Jacob Nielsen, Web usability, pubblicato da Apogeo edizioni, che ne parla espressamente in un capitolo.
Sul sito del governo italiano (www.governo.it) c'è un documento fresco che è una direttiva su come costruire i siti delle pubbliche amministrazioni secondo principi di usabilità e di accessibilità ( i due concetti sono diversi e coincidono solo in parte)".
Fabio Vitali, Università di Bologna e CNR-IAT, Massimo Marchiori, Universitaà di Venezia e W3C: " Occorre dire che, almeno per quanto riguarda l'ambito strettamente informatico, in Italia non ci risulta praticamente ricerca attiva sull'accessibilità Web. L'organizzazione che, a livello mondiale, si è fatta carico di fornire soluzioni adeguate riguardo all'accessibilità dei siti Web è il W3C (World Wide Web Consortium, http://www.w3.org/). Come ente che de facto gestisce gli standard del mondo Web, il W3C si è fatto carico sin dall'inizio dell'importante problema di far evolvere il Web in tutti i suoi aspetti, tecnici e sociali, e dunque ponendo il problema dell'accessibilità come uno dei fattori primari in questo avanzamento. Uno dei motti fondanti è quello che il direttore di W3C, e inventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, cita spesso: "il Web è per tutti, e come tale deve essere accessibile a tutti".
Il W3C ha una specifica sezione dedicata all'accessibilità, la cosiddetta WAI (Web Accessibility Initiative). Questa sezione ha il compito di produrre delle linee guide che dovrebbero essere
rispettate a livello mondiale per assicurare l'alta accessibilità di un sito Web. Inoltre, l'intero sviluppo degli standard W3C include nel suo processo formativo non solo il rispetto di tali linee guida, ma anche il continuo studio e approfondimento delle eventuali problematiche aggiuntive che l'evoluzione del Web comporta. Pertanto, l'accessibilità è componente integrante non solo di WAI, ma di tutte le attività di W3C, che interagiscono continuamente con i membri di WAI".
Pina Lalli, Dipartimento Discipline della Comunicazione dell'Università di Bologna: "Se esiste sul piano scientifico, personalmente non ne sono a conoscenza. Ho sentito accennare al problema in contesti di volontariato, ma l'unica fonte effettiva a tale proposito è il lavoro svolto dal Segretariato sociale Rai. Gli altri accenni istituzionali di cui ho sentito vagamente parlare riguardano (ma non è tecnicamente una questione di mera accessibilità informatica, quanto piuttosto di opportunità di accesso e miglioramento del servizio per fasce più larghe di popolazione) i progetti di 'infopoint' coordinati dal Comune di Modena tesi a costruire qualcosa di specifico anche per ampliare le opportunità di accesso delle fasce di popolazione anziana, ed un progetto forse più avanzato dell'Urp del comune di Bologna circa l'uso integrato possibile degli apparecchi televisivi, soprattutto al fine di ampliare le opportunità di accesso".
John Fischetti, ENIL Italia (Movimento per la vita indipendente): "In Italia vi sono diverse iniziative sul tema accessibilità nel campo dell'informatica e nello specifico settore del Web.
Vi sono iniziative pubbliche come il gruppo di lavoro istituito dall'Aipa (Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione) http://www.aipa.it che sta elaborando documenti e progetti su diversi aspetti nel campo dell'accessibilità dell'informatica: norme per l'accessibilità dei siti Web e delle procedure informatiche dei soggetti pubblici, corsi per Web editor e per responsabili EDP, norme sul telelavoro, e parecchie altre cose ancora, e c'è l'iniziativa del Dipartimento della Funzione Pubblica (DFP) che ha a sua volta costituito un gruppo di lavoro specifico sull'accessibilità dei siti Web della Pubblica Amministrazione. Recentemente il ministro della Funzione Pubblica, Franco Bassanini ha emanato una circolare, la numero 3/2001 che ha per titolo: "Linee guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei siti Web delle pubbliche amministrazioni" che raccoglie i frutti di quel gruppo di lavoro.
Un'altra iniziativa importante è quella dell'Inps, http://www.inps.it, che ha avviato la fase di ristrutturazione del proprio sito sviluppando un programma in grado di automatizzare la conversione di pagine non accessibili in pagine accessibili, o comunque di aiutare efficacemente il personale a risolvere i problemi che di volta involta si presentano.
Inoltre va segnalata l'intensa attività svolta dall'IROE del CNR di Firenze in merito all'accessibilità dell'informazione in formato elettronico, http://etabeta.iroe.fi.cnr.it/accesso/accesso.htm, anche per il Forum per la Società dell'Informazione, e per conto della Presidenza del Consiglio.
Vi sono anche iniziative private, come ad esempio sezioni dedicate all'accessibilità in siti che trattano dei linguaggi e dei metalinguaggi con cui vengono costruite le pagine Web e i servizi interattivi ad esse relative (html, xml, javascript, perl, asp, php, eccetera), caso tipico è il sito http://www.html.it che contiene buon materiale sulla accessibilità alle persone con disabilità, in particolare ciechi e ipovedenti all'indirizzo http://www.html.it/accessibilita/index.html oppure iniziative di aziende che vedono nel settore accessibilità anche opportunità di business, magari a partire da una futura legge specifica che obblighi a rispettare criteri di accessibilità nei siti Web di soggetti pubblici e forse anche privati. Al momento le poche iniziative "aziendali" di cui si ha notizia, non appaiono tecnicamente all'altezza del compito che si sono prefisse, e sembrano orientate a investire risorse unicamente per pubblicizzare il loro interesse nel settore, probabilmente rimandando a tempi migliori e a contratti acquisiti una fase di effettivo sviluppo tecnico. Ovviamente sarei lieto se nuove informazioni smentissero le impressioni sopra citate, questo significherebbe che anche nel nostro Paese l'argomento "accessibilità informatica e telematica per le persone con disabilità" è arrivato a una decente fase di maturazione.
La direzione dello sviluppo, in particolare dell'Aipa, è di recepire le norme del progetto WAI, oggi consultabili anche in italiano all'indirizzo http://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm ma legandole a una interpretazione "strumentale" della accessibilità, cioè dell'andare a "vedere" se un sito adattato e dichiarato accessibile risulta effettivamente tale utilizzando i più comuni ausili e/o programmi adatti ad essere utilizzati dalle persone con disabilità. Questo perché alcune parti delle norme WAI vengono ritenute di difficile applicazione a breve termine e una loro obbligatorietà senza prevedere percorsi alternativi e di verifica guidata produrrebbe probabilmente solo una ulteriore norma non applicata. In questo senso, uno dei progetti Aipa è la costruzione di un sito che contenga indicazioni pratiche e modelli da utilizzare liberamente da chi non si ritiene ancora in grado di progettare un sito completamente accessibile a partire da zero. L'Aipa è disponibile a recepire indicazioni e proposte di integrazione e modifica e la bozza del documento principale è stata a tal fine resa pubblica nel proprio sito Web; sono già pervenuti parecchi interventi con osservazioni, critiche e proposte, che verranno prese nella dovuta considerazione".

2. Qual è la situazione in Europa e all'estero?

Paolo Graziani, Consiglio Nazionale delle Ricerche: "Se ci si riferisce all'accessibilità della rete dei siti Web, non ci sono grandi differenze fra i vari paesi europei ed anche extra europei, in quanto proprio il Web esprime e rappresenta, meglio di qualunque altra cosa, il concetto di "globalizzazione" di cui oggi si parla molto. Navigando in rete, non si avvertono confini, lingue a parte, e i problemi di accessibilità sono più o meno gli stessi ovunque. Alcuni paesi stanno cercando di definire delle norme per l'accessibilità dei siti Web, ma questo riguarda quasi esclusivamente i siti delle Pubbliche Amministrazioni, in quanto risulta praticamente impossibile imporre regole più generali in un settore dove la libertà è assoluta e dichiarata come un principio irrinunciabile, nel bene e nel male. Anche in Italia ci stiamo muovendo in questa direzione: sono stati costituiti due gruppi di lavoro: uno dal Ministro della Funzione Pubblica e uno dall'AIPA (Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione). Il primo di questi gruppi di lavoro ha già prodotto delle raccomandazioni, riportate nella Circolare 3/2001 del Ministro Bassanini, dal titolo "LINEE GUIDA PER L'ORGANIZZAZIONE, L'USABILITÀ E L'ACCESSIBILITÀ DEI SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI". Il gruppo di lavoro dell'AIPA sta studiando una serie di iniziative per definire le norme ma anche per fornire supporto e formazione a chi deve progettare e gestire i siti della Pubblica Amministrazione con criteri di accessibilità. L'Unione Europea ha previsto nel piano eEurope (http://europa.eu.int/comm/information_society/eeurope/index_en.htm) una sezione ePartecipazione, nella quale viene considerata l'esigenza di evitare che si creino fasce di esclusi dalla Società dell'Informazione e si raccomanda agli stati membri di rendere accessibili tutti i siti Web pubblici".
Giorgio Sommi - ASPHI, Associazione per lo Sviluppo di Progetti Informatici per gli Handicappati: "L'Unione Europea, attraverso l'Information Society Technologies (IST) Programme supporta le iniziative prese dal World Wide Web Consortium (W3C). Questo consorzio, promosso da organizzazioni degli USA, dell'Europa e del Giappone, è presieduto dall'ideatore del World Wide Web e conta oltre 500 membri fra cui i principali enti e aziende, pubblici e privati, informatici e non, del mondo. Il promotore del W3C per l'Europa è stata l'INRIA (Institut National de Recherche en Informatique et en Automatique). La Presidenza del Consiglio dei Ministri è, ad esempio, uno dei membri italiani del W3C. Informazioni sul W3C sono disponibili al sito http://www.w3c.org. La specifica iniziativa sulla accessibilità promossa dal W3C si chiama Web Access Initiative (WAI).
La WAI è una delle molte iniziative del W3C relative allo studio e alla promozione degli aspetti della universalità di Internet, ed è basata sul presupposto che l'informazione è un diritto per tutti e deve essere quindi accessibile a tutti".
Per l'Ausilioteca di Bologna, Alberto Mingardi: "Il problema dell'accessibilità è stato affrontato all'estero da almeno 6/7 anni, cioè da quando il Web ha iniziato ad avere contenuti realmente multimediali. Inizialmente il problema è stato posto dagli utenti non vedenti che, con i loro browser in modalità testo, non avevano la possibilità di "leggere" le immagini inserite sempre più frequentemente nelle pagine. A tutt'oggi i siti accessibili all'estero sono prevalentemente siti dedicati alla disabilita' (anche se molti siti rivolti a disabili non sono affatto accessibili...)".
John Fischetti, ENIL Italia (Movimento per la vita indipendente): "Vi sono diversi documenti nazionali ed internazionali che promuovono l'accessibilità nei sistemi informatici e telematici per le persone con disabilità. Probabilmente il primo di essi è stato un documento degli USA, il Rehabilitation Act del 1973 che nella "Section 508" richiedeva che i sistemi federali e governativi fossero accessibili. Poi le cose anche lì sono andate a rilento, tanto che questa iniziativa è stata estesa, rafforzata e finanziata solo nel 1998. Arriviamo a dicembre 2000 e finalmente si giunge alla fase esecutiva: la "Architectural and Transportation Barriers Compliance Board", http://www.access-board.gov/ un'agenzia federale indipendente degli Stati Uniti che si occupa di problemi di accessibilità, ha stabilito che tutti i siti governativi siano completamente accessibili ai disabili e che, entro sei mesi, tutte le agenzie governative riprogettino i propri siti non accessibili. Fanno eccezione quelli connessi alla sicurezza nazionale, militari, dei servizi segreti e di comunicazione criptata. Il documento e le informazioni correlate si trovano su: http://www.access-board.gov/news/508-final.htm.
Un altro documento importante risale al 1993, quando le Nazioni Unite adottarono le UN Standard Rules on the Equalization of Opportunities for Persons with Disabilities. La regola 5 cita, tra l'altro: "Gli stati dovranno sviluppare strategie per rendere i servizi d'informazione e la documentazione accessibile per differenti gruppi di persone con disabilità."
Anche in Europa si è avviato il processo di riconoscimento dei diritti di accesso alle informazioni: l'8 dicembre 1999 la Commissione Europea ha varato il progetto "eEurope" con il documento: eEurope - An information Society for all, http://europa.eu.int/comm/information_society/eeurope/index_en.htm, mirato ad accelerare la diffusione delle tecnologie digitali in Europa e ad assicurare che tutti i cittadini europei siano messi in grado di utilizzarle, il punto 7 dei 10 presentati è denominato "ePartecipazione per i disabili" . In esso si sottolinea come gli sviluppi delle tecnologie digitali offrano ai disabili ampie opportunità di superare le barriere socioeconomiche, geografiche, culturali e temporali. Quel documento si pone un obiettivo preciso entro la fine del 2001: "La commissione e gli stati membri dovranno impegnarsi a rendere accessibili ai disabili la struttura e il contenuto di tutti i siti Web pubblici ".
Nel successivo Piano d'Azione preparato dal Consiglio e dalla Commissione Europea per il Consiglio Europeo di Feira tenutosi il 19-20 giugno 2000, nell'ambito dell'obiettivo 2 - Investire nelle risorse umane e nella formazione, al punto c) "partecipazione di tutti all'economia basata sulla conoscenza", si enuncia tra l'altro che: "vista la crescente tendenza a rendere accessibili online i servizi delle amministrazioni centrali e le informazioni di carattere pubblico il fatto di consentire a tutti i cittadini di accedere ai siti Web delle Pubbliche Amministrazioni è altrettanto importante quanto garantire l'accesso agli edifici pubblici. Per quanto riguarda le persone con esigenze speciali la sfida consiste nel garantire il massimo livello di accessibilità alle tecnologie dell'informazione in generale e la compatibilità di queste con le tecnologie assistive e ponendo come azione l'applicazione degli orientamenti dell'iniziativa WAI ai siti pubblici".
Alcuni documenti del progetto eEurope sono disponibili agli indirizzi:
http://www.governo.it/fsi/ita/eEurope.htm
http://www.europa.eu.int/comm/information_society/eeurope/documentation/
progrep
/progrep_en.htm
http://www.europa.eu.int/comm/information_society/eeurope/
actionplan/index_en.htm

Inoltre vi sono iniziative di ricerca avviate in altri Paesi da aziende o da gruppi legati alla diffusione di sistemi Open Source, valga per tutti il caso della Sun, così descritto in un articolo pubblicato su http://www.punto-informatico.it, LinuxNews/ Sun finanzia Linux per i disabili, Sun creerà un laboratorio in Australia per studiare tecnologie per l'accesso facilitato a Linux per i disabili. Il tutto per Gnome.
01/10/00 - Plug-In - Sun Microsystems ha annunciato che creerà Accessibility Technologies Lab per sviluppare tecnologie orientate a persone disabili. Tale laboratorio lavorerà per sviluppare utility, device driver e software per l'interazione vocale da utilizzare in GNOME 2.0.
Sun lavorerà con la GNOME Foundation e con altre società per trovare i finanziamenti per lo sviluppo dell'accessibilità. I fondi saranno poi gestiti dalla GNOME Foundation, che potrà anche usufruire di donazioni da parte di corporazioni e singoli individui.
Sun Microsystems sta promuovendo la cosa come parte di un più vasto programma per l'assistenza a persone disabili.
Il Laboratorio della Sun "Accessibility Technologies Lab" lavorerà insieme alla comunità GNOME per implementare il progetto conosciuto come "GNOME Accessibility Technologies Framework" che verrà distribuito nell'ambiente di GNOME. Questo progetto fornirà agli sviluppatori, dotati delle opportune piattaforme, di creare un'ampia gamma di prodotti che saranno pienamente accessibili alle persone disabili. L'inizio dei lavori è previsto per la fine del 2000.
Inoltre Sun sta pianificando una sponsorizzazione ad un summit in cui verranno messi insieme esperti, partner e contribuenti per dare una prima spinta al progetto Open Source sull'accessibilità. Questo summit sarà focalizzato sulla comprensione delle opportunità con lo scopo di sviluppare e estendere tecnologie sull'accessibilità ai computer e alla rete.
A cura di noze, Soluzioni Open-Source:
http://www.noze.it
http://www.gnome.org
http://www.sun.com

3. Quali criteri si dovrebbero rispettare per avere siti Internet ad alta accessibilità?

Paolo Graziani, Consiglio Nazionale delle Ricerche: "Uno dei criteri generali è quello dell'utilizzazione di tecnologie multimediali standard, in modo da evitare di dover ricorrere a specifiche versioni di browser o di visualizzatori (plug in) e in modo che l'informazione possa rimanere completamente comprensibile per qualunque configurazione di terminale utente. Inoltre, mediante una ridondanza di informazione, si deve assicurare che il contenuto informativo dei documenti sia mantenuto anche quando venga a mancare la percezione di una delle componenti multimediali, come le parti grafiche, le immagini, le animazioni, i suoni, i colori ecc.. Tale mancanza può essere dovuta a ridotta capacità percettiva dell'utilizzatore ma anche a ridotte prestazioni del terminale disponibile all'utente o a disturbi e condizionamenti ambientali che non consentono di fruire di tutte le componenti multimediali. Questa constatazione mostra che l'accessibilità è un concetto generale, che non riguarda solo gli utenti disabili ma torna a vantaggio di tutti. La trasformazione coerente deve essere assicurata anche con le varie forme di personalizzazione delle modalità di visualizzazione dei documenti, come la scelta della risoluzione grafica dello schermo, del tipo e dimensione dei caratteri, della combinazione di colori, del "foglio di stile" (CSS) ecc.. Un altro importante criterio è l'organizzazione del sito e dei suoi documenti in modo tale da assicurare un facile orientamento all'interno della struttura di questi e quindi una facile navigazione e ricerca di informazioni. Anche questo criterio si dimostra di utilità generale, per cui, si può concludere che l'accessibilità non deve essere vista come una opzione per qualche categoria di utenti ma deve essere concepita secondo il principio di Progettazione Universale: un unico contenuto informativo fruibile da tutti gli utenti, a prescindere dalle loro capacità fisiche o sensoriali e, entro certi limiti, dalla loro dotazione strumentale. Si può prevedere quindi una adattabilità della presentazione dell'informazione, in funzione delle caratteristiche del browser dell'utente, realizzata con procedure automatiche, ma si dovrebbero invece evitare soluzioni di accessibilità basate su versioni parallele speciali di siti, poiché queste rappresentano un aggravio di lavoro per chi gestisce il sito e non garantiscono all'utente la disponibilità degli stessi contenuti del sito principale e il loro aggiornamento".
Giogio Sommi - ASPHI, Associazione per lo Sviluppo di Progetti Informatici per gli Handicappati: "Le raccomandazioni emesse dal WAI si preoccupano di:
  • Coloro non in grado di vedere, di udire, di muoversi, o non in grado di trattare con facilità o non trattare del tutto certe informazioni.
  • Coloro che hanno difficoltà a leggere o a comprendere i testi.
  • Coloro che non dispongono di tastiera o di mouse o non sono in grado di usarla.
  • Coloro che hanno schermi a solo testo, uno schermo piccolo, o un collegamento a Internet lento.
  • Coloro che non parlano o non capiscono il linguaggio nel quale un certo documento è scritto.
  • Coloro che sono in una situazione nella quale i loro occhi, orecchi e mani sono impegnati o in qualche modo impediti (per es. guida dell'auto per recarsi al lavoro, ambiente di lavoro rumoroso)
  • Coloro che non dispongono dell'ultima versione di un browser, hanno un browser totalmente diverso, un browser a voce, o un diverso sistema operativo.
Come si vede solo la prima categoria di utilizzatori di Internet per i quali sono pensate le raccomandazioni include persone che normalmente indichiamo come disabili. La seconda si preoccupa dello svantaggio culturale o sociale, mentre tutte le altre possono valere per tutti.
Le norme che devono essere rispettate nel costruire una pagina accessibile sono indicate come "linee guida" e specificano caratteristiche che debbono essere presenti nel modo con cui è costruita la pagina. Le caratteristiche sono classificate in categorie di diversa importanza indicate, come "deve" (must), "dovrebbe"(should), "può"(may) riferendosi alla loro presenza nella pagina. Il grado di conformità alle linee guida, e quindi di accessibilità, va da AAA (massimo) ad A (minimo), a secondo che siano rispettate tutte e tre le categorie o una sola di esse. Esistono strumenti, accessibili via Internet (sito www.cast.org/bobby), che consentono in modo automatico di sottoporre una pagina Web e di avere indicazioni sul suo grado di conformità".
Per l'Ausilioteca di Bologna, Alberto Mingardi: "I criteri sono tanti (troppi?) forse anche perché lo stesso linguaggio html non è nato pensando anche ai disabili. È necessario quindi evitare determinate strutture nelle pagine per venire incontro alle esigenze dettate dalle linee guida. Esistono comunque alcuni elementi di importanza assoluta come per esempio il dotare le immagini grafiche di testo alternativo che descriva il ruolo dell'immagine stessa (nessun browser per quanto intelligente potrà mai capire da solo il significato di una figura), e altre problematiche minori che più che altro cercano di venire incontro ai limiti degli attuali browser utilizzati dalle persone disabili (es. la capacità di leggere correttamente le tabelle) e questo problema, forse, andrebbe affrontato potenziando le caratteristiche di accessibilità dei browser".
Nicola Rabbi, Centro Documentazione Handicap: "I siti devono basarsi sulla semplicità, nel non dover ricorrere agli ultimi ritrovati tecnologici, avere a monte un progetto chiaro di quello che si vuole fare in termini di informazione e in termini di servizi.
Un'attenzione particolare la dedicherei alle persone svantaggiate mentalmente che hanno bisogno di messaggi particolarmente semplici e immediati. Nessuno pensa a loro sul Web. A questa schiera di persone io aggiungerei anche gli anziani, gli immigrati che non conoscono la lingua italiana. Per tutte quelle persone che soffrono del digital divide...c'è molto da fare".
Fabio Vitali, Università di Bologna e CNR-IAT, Massimo Marchiori, Universitaà di Venezia e W3C: " Finora, W3C ha prodotto un certo numero di documenti che mirano a regolare (e/o chiarire) a livello mondiale il problema dell'accessibilità nel Web. I due documenti più rilevanti sono il WCAG e l'ATAG. Il WCAG (che sta per Web Content Accessibility Guidelines, http://www.w3.org/TR/WCAG10/) è lo standard che racchiude le linee guide per l'accessibilità che gli sviluppatori di un sito Web dovrebbero seguire. Ci sono tre livelli di qualità, a seconda del livello di accessibilità del sito: "A", "AA" e "AAA". "A" è il livello di qualità minima per avere un sito accessibile, mentre "AAA" è la massima certificazione di accessibilità.
L'altro standard è il cosiddetto ATAG (che sta per Authoring Tools Accessibility Guidelines, http://www.w3.org/TR/ATAG10/), ed è rivolto agli sviluppatori di software per il Web. Questo standard specifica in che modo gli strumenti che permettono di creare siti Web dovrebbero comportarsi in modo da facilitare la creazione da parte degli utenti di un sito Web accessibile.
Questi due standard costituiscono i blocchi portanti attraverso cui sviluppatori e utenti possono, a livello mondiale, facilitare la risoluzione del problema dell'accessibilità. Vi sono poi altri documenti tecnici che sviluppano altri aspetti correlati (poiché ovviamente, il Web è in continua evoluzione, e ci sono molte aree che devono essere tenute in considerazione), assieme a una attività di sviluppo di software per lo sviluppo e certificazione di siti Web accessibili.
La lezione più importante che proviene da questi standard è, crediamo, l'apertura a modi diversi di interazione con il Web, non limitati al browser di ultima generazione, né all'ipotesi che gli utenti usino un personal computer con uno schermo grafico con tanti colori e una risoluzione minima fissata. Difatti la risoluzione più importante di WCAG, la prima, impone di fornire sempre alternative equivalenti al contenuto visuale o sonoro dei siti Web. Ovvero, di fornire alternative a qualunque immagine, suono, o organizzazione spaziale del testo sulla pagina, cosicché essa sia ancora fruibile anche da chi non può visualizzarne il contenuto su un browser standard.
Un sito che segue le regole proposte da WCAG, dunque, risulta accessibile anche da chi non usa software standard, in particolare da coloro che non sono in possesso delle ultime versioni dei vari software, o sono afflitti da una minorazione fisica (in particolare alla vista o all'udito)".
Pina Lalli, Dipartimento Discipline della Comunicazione dell'Università di Bologna: "Dal punto di vista tecnico ho scarsa competenza per rispondere. Potrei tuttavia allargare la nozione di accessibilità e ricordare alcune questioni più tipicamente sociologiche: a) Il potenziamento delle informazioni sulle discipline e le applicazioni informatiche in ambiti scolastici (in generale e soprattutto in quelli in cui siano presenti programmi di inserimento di pdh, considerandole parte integrante del sostegno previsto per legge in ambito scolastico): ciò potrebbe avere nel medio-lungo periodo effetti di ampliamento delle opportunità di accesso facendo dell'alfabetizzazione alle nuove tecnologie una risorsa legittimamente ed equamente condivisa negli scenari sociali di socializzazione b) L'approntamento di siti che consentano velocità di navigazione in modo da non penalizzare anche con costi aggiuntivi fasce sociali disagiate c) La messa a disposizione delle innovazioni tecnologiche che rendono possibile maggiori facilità di accesso e di uso di strumenti già a disposizione delle famiglie (ad esempio quanto accennato sopra a proposito dei televisori) d) L'individuazione di processi o protocolli di scambio informativo con associazioni ed enti del terzo settore, in modo da assicurare un monitoraggio e un feedback costante sia a fini di sensibilizzazione reciproca per ampliare le opportunità di accesso, sia per innestarsi sui bisogni e le esigenze effettive, in termini espressivi oltre che di contenuti".
John Fischetti, ENIL Italia (Movimento per la vita indipendente): "Rispondere a questa domanda richiederebbe decine di pagine. Ritengo molto più produttivo rimandare alla lettura dei documenti fino ad oggi prodotti. La bozza del documento Aipa, la circolare del DFP, le direttive WAI, il progetto TRACE, gli studi di settore specifici legati ad aziende oppure a gruppi interessati alla diffusione dei sistemi Open Source. Ognuno ha prodotto qualcosa di valido e se i concetti di base sono sovrapponibili probabilmente per il 90 per cento, in ognuno c'è un elemento di originalità che lo rende meritevole di attenzione.
Quindi, oltre ai materiali descritti in precedenza, mi limito a proporre un elenco di link. Buona navigazione.

http://www.trace.wisc.edu/index.html
http://www.trace.wisc.edu/world/computer_access/software
http://www.microsoft.com/enable
http://www.sun.com/access
http://ncam.wgbh.org/cdrom
http://ocularis.sourceforge.net
http://www.prosa.it/philosophy/gpl.txt
http://ppewww.ph.gla.ac.uk/~flavell/alt/alt-text.html
http://www.ecn.org/xs2web/ricerche.htm
http://www.delorie.com/web/
http://www.cast.org/bobby/
http://validator.w3.org/
http://users.iol.it/buste/clarr/rel_usab.htm
http://www.apple.com/education/k12/disability/
http://www.pluto.linux.it/ildp/HOWTO/Access-HOWTO.html
http://users.iol.it/buste/clarr/rel_tool.htm
http://www.anybrowser.org/campaign/anybrowser_it.html
http://www.useit.com/

4. Quali sono le linee guida esistenti per creare un sito ad alta accessibilità?

Paolo Graziani, Consiglio Nazionale delle Ricerche: "Sull'accessibilità del Web, i documenti generalmente considerati di riferimento a livello internazionale sono le "linee guida" elaborate dal progetto WAI (Web Accessibility Initiatives) del consorzio W3C (http://www.w3.org/WAI). Data la complessità del problema dell'informazione in rete, il progetto WAI ha ritenuto necessario lavorare su tre fronti: il contenuto dei documenti, con particolare riferimento ai linguaggi utilizzati (Web content), gli applicativi di navigazione (User Agents) e i sistemi autore (Authoring Tools) elaborando delle Linee Guida specifiche per ciascuno di questi argomenti. Di particolare interesse per il tema qui trattato sono quelle dirette a chi sviluppa siti Web ("Web Content Accessibility Guidelines" 1.0, http://www.w3.org/TR/WAI-WEBCONTENT/). Tali Linee Guida si ispirano ai due principi generali sopra citati: la trasformabilità coerente delle pagine e la loro strutturazione comprensibile e facilmente navigabile. L'applicazione delle Linee Guida WAI sul "Web content" prevede l'utilizzo di "checkpoint" suddivisi in tre livelli di priorità (indispensabili, utili e consigliabili), la cui verifica determina il livello di conformità di un sito con tali raccomandazioni, contrassegnato da una, due o tre A, a seconda di quali livelli di priorità sono stati rispettati. Le Linee Guida WAI però non rappresentano delle norme da seguire ma solo degli orientamenti la cui applicazione è lasciata alla buona volontà degli operatori. Da qui la necessità di emettere norme più stringenti a livello europeo e nazionale, come quelle citate in precedenza".
Giorgio Sommi - ASPHI, Associazione per lo Sviluppo di Progetti Informatici per gli Handicappati: "Il gruppo WAI del W3C ha prodotto finora diversi documenti. I principali riguardano:
  • Linee Guida per l'accessibilità ai contenuti del Web
  • Linee Guida per l'accessibilità agli strumenti d'autore
  • Linee Guida per l'accessibilità agli agenti d'utente
Per prendere visione dei documenti contenenti le ultime linee guida per l'accessibilità si può accedere all'indirizzo di rete http://www.w3.org/wai .
Vi è poi una serie di documenti accessori, tra i quali documenti relativi alle tecniche da adottare per conseguire l'accessibilità, con riferimenti specifici ai linguaggi HTML e CSS.
Per l'Ausilioteca di Bologna, Alberto Mingardi: "Le più autorevoli linee guida internazionali sono state recentemente unificate dal consorzio W3C e sono disponibili in tutte le lingue all'indirizzo http://www.w3.org/WAI/ . Da segnalare anche l'esistenza di alcuni siti "di validazione" che consentono (anche se in maniera discutibile) una verifica automatica dell'accessibilità del proprio sito. Il più famoso è Bobby della CAST disponibile alla URL: http://www.cast.org/bobby . Il problema principale è rappresentato dalle sempre più frequenti "fughe dagli standard". Un esempio è ben rappresentato da alcuni plugin come il purtroppo sempre più utilizzato Flash di Macromedia (ma ce ne sono decine di altri), che ogni volta obbligano a ripartire da zero. Intendiamoci, le linee guida non limitano più di tanto la creatività e un sito assolutamente accessibile può anche essere uno splendido sito, ma a costo di grande impegno da parte del realizzatore che deve analizzare lunghi documenti di linee guida, rimettere in discussione i lavori già fatti, rinunciare a tools multimediali, in altre parole deve lavorare molto di più per ottenere un miglioramento DA LUI non apprezzabile (anzi...). Forse una semplificazione delle linee guida a pochi punti essenziali ed un maggior lavoro sui browser potrebbero rendere più semplice il tutto. Da notare che molti siti risolvono la questione mettendo in linea 2 siti: uno "normale" e uno "accessibile" (solitamente realizzato con solo testo o poco più). Questa scelta, oltre che essere difficilmente gestibile (vedi aggiornamenti), è anche assolutamente discutibile sul piano culturale".

 

Grafici e autori di siti

  1. Quali criteri bisogna tenere presente quando si creano pagine Web ad alta accessibilità?

    Michele Orsi Bandini, Eventi Progetti Speciali: "Il criterio è unico: tutti hanno il diritto di accesso alla Rete. È quindi necessaria un'ampia informazione sulle disabilità che lo impediscono. Compito di chi progetta e compila siti è quello di rendere, entro i limiti della tecnologia esistente, l'informazione accessibile a chi ha disabilità visive, motorie, attenzionali, neurologiche ecc.

    Nonostante i progressi fatti (Screen Reader, Mouse boccali ecc.) è auspicabile un progresso sia dell'hard che del soft".

  2. Quali sono le linee guida per creare un sito ad alta accessibilità?

    Michele Orsi Bandini, Eventi Progetti Speciali: "Primo elemento da considerare è l'accesso all'informazione. La Rete è il futuro della comunicazione (quella serie, argomentata, fruibile per approfondimenti e ricerche), quindi tutti i siti dovranno aggiornarsi per l'alta accessibilità. Detto questo, quali sono i modi per una corretta progettazione? Inizialmente la nostra ricerca andava verso "rami" diversificati di scelta delle diverse prassi di utilizzo, a seconda delle richieste. Purtroppo questa non è una strada percorribile. Ad esempio, la gestione di un portale in questi termini richiederebbe risorse e tempi non conciliabili con la maggior parte degli enti e delle aziende. Confortati da incontri e ricerche, oggi riteniamo che un sito debba avere (fermo restando il suo essere) pochi, semplici comandi di scelta al suo interno (Screen Reader, navigazioni per tasti ecc.)".

  3. Come conciliare estetica e alta accessibilità?

    Michele Orsi Bandini, Eventi Progetti Speciali: "È una sfida con poche e semplici domande e risposte. Primo: chi non vede deve sentire, bene. Secondo: chi ha una limitata manualità ha il diritto di poter navigare con 2-3 tasti. Terzo: chi ha problemi attenzionali ha il diritto ad una navigazione quanto più possibile lineare e priva di movimenti "flashati". Quarto: per chi ha problemi neurologici è opportuno usare coloristiche non invasive.

    Detto questo sembra rimangano poche opzioni per l'estetica, ma non è vero. La sfida è proprio questa. Sono convinto che la creatività venga stimolata dai limiti posti. Tra l'altro, l'accesso alla creatività e alla piacevolezza dei siti è un diritto per tutti, e la nostra ricerca va in questo senso".

La medicina

1. Quali caratteristiche devono avere i siti Internet per essere accessibili?

2. Che cosa è assolutamente vietato?

3. Esistono studi e ricerche mediche che tengano conto dei problemi di accesso ai siti Internet?

Valerio Spinedi, medico psichiatra:Considerazioni sull'accessibilità ad un sito web di utenti con problematiche di tipo psichiatrico
Premessa
Il cosiddetto "malato psichiatrico" è tutt'ora fonte di paura, di preoccupazione e di diffidenza. Ciò è dovuto principalmente allo "stigma" sociale nei suoi confronti , alle paure "ancestrali" riguardo la malattia mentale in senso lato, considerata come qualcosa di minaccioso, di inaccessibile, e con caratteri di presunta impulsività, tale da farci scappare appena incontriamo per strada una persona che si sta comportando in modo strano, urla e sbraita e non si sa con chi ce l'ha . Fuggiamo via facendo finta di niente, impauriti, sperando di non essere interpellati da tali personaggi. Paura dell'ignoto, paura di qualcosa che non siamo abituati a gestire e a riconoscere... problematiche che in realtà convivono dentro tutti noi, ma che spesso non siamo in grado di affrontare in maniera serena. Con questo vorrei semplicemente affermare che rimane nel tempo, nell'animo umano, la paura di una parte di noi stessi- chi più chi meno evidente- che funziona in maniera diversa dal resto della mente, secondo schemi poco convenzionali seguenti una logica apparentemente senza senso. Se si riesce, con il tempo, ad entrare in contatto con tale visione della realtà, si scopre che l'apparente non-senso e l'illogicità del sistema schizofrenico - ad esempio- possono diventare comprensibili e spiegabili , in un'ottica temporale che consideri la storia di vita del paziente, il contesto familiare e sociale in cui vive, ecc. fino a che, ad un certo punto, ci imbattiamo in qualcosa, in una "frattura" dell'esistere, che non riusciamo a collocare nelle nostre consuete caselle mentali e che quindi per differenziarci, e per catalogarla, definiamo "psicosi" . Ciò premesso vorrei sottolineare quello che secondo me è il fulcro della patologia mentale grave, attorno al quale si struttura con il tempo tutto il resto: il problema della comunicazione affettiva con gli altri, in primis ovviamente con le figure parentali di riferimento.
Lo schizofrenico presenta un tipo di emotività molto caratteristica che spesso ci lascia perplessi: da una parte può essere molto espansivo e "affettivo" e dopo un attimo assumere improvvisamente un atteggiamento freddo, distaccato e totalmente insensibile; per chi non è abituato a tali variazioni tutto ciò appare incomprensibile, indecifrabile. Anche certi comportamenti apparentemente impulsivi spesso sono gestiti dalle cosiddette "voci" interne, che non sono altro che allucinazioni uditive, presenti nella maggior parte dei pazienti psicotici gravi, voci che in genere commentano gli atti del paziente stesso, spesso con caratteristiche ostili, denigranti e persecutorie. è da aggiungere inoltre che l'ambiente familiare in cui vive il malato spesso è denotato da un clima "difficile" in cui le comunicazioni tra i vari componenti sono complesse, articolate secondo schemi filtrati dalla paura, dalla fusione interpersonale e dall'aggressività. In tale clima, si può facilmente immaginare come una persona con una personalità "predisposta"- anche geneticamente -, risponda attivamente con un comportamento e un pensiero atti a trovare strategie di "sopravvivenza", che possono essere le più varie, spaziando dal delirio all'aggressività, all'autismo, all'impulsività auto ed eterodiretta.

Comunicazione con il "Web"

Sulla base di tale quadro del paziente psicotico "tipico", vorrei proporre alcune considerazioni sulla possibilità che un paziente psichiatrico arrivi ad usare il computer per collegarsi ad Internet e "navigare" o entrare in una "chat" e dialogare con altri:

1. innanzitutto il paziente deve essere stimolato a farlo, in quanto spesso manca proprio la volontà,- e la voglia- di fare qualunque cosa: abbiamo visto infatti che i cosiddetti sintomi negativi ( apatia, abulia, astenia, alogia, l'appiattimento dell'affettività ecc.) condizionano pesantemente il quadro clinico e la qualità di vita del paziente stesso, anche nell'ambito di una famiglia apparentemente "normale". Per cui bisogna vincere notevoli resistenze per riuscire a superare questi ostacoli, con l'aiuto oltre che dei familiari stessi, anche degli operatori dei Servizi di Salute Mentale, che dovrebbero proporre e stimolare i pazienti idonei a intraprendere tale percorso;
2. è necessario associare inoltre una parallela capacità di rassicurazione sulla "innocuità" della procedura, nel senso che un primo approccio al computer potrebbe attivare tutta una serie di paure relative a tematiche deliranti molto frequenti di influenzamento, tramite onde di vario tipo, comandate da forze esterne (deliri di controllo, con eventuale influenzamento o inserzione del pensiero) e il tramite di queste interpretazioni spesso sono i macchinari elettronici.. Non da ultimo bisogna sottolineare il carattere di anonimato di un utente che naviga o entra in un gruppo di discussione, anonimato garantito da un pseudonimo, e quindi il paziente si dovrebbe sentire libero di esprimere le proprie opinioni, e non condizionato da un eventuale senso di vergogna, o di sentirsi controllato, sensazioni molto frequenti in alcuni pazienti;
3. il tipo di comunicazione con l'"esterno", con il mondo virtuale, non passa attraverso il contatto fisico con altre persone, ma è mediato da uno schermo: questo potrebbe rappresentare un vantaggio per i pazienti che hanno problemi di contatto con gli altri, che non tollerano la vicinanza con il prossimo; però io vedrei questa possibilità di intervento come l'inizio di una stimolazione al cambiamento del paziente, che ha come obbiettivo quello di arrivare a ripristinare un contatto affettivo con gli altri il più adeguato possibile alle capacità comunicative del paziente stesso;
4. l' intelligenza del paziente psicotico, almeno nelle fasi iniziali della malattia e nei momenti di benessere pur sempre presenti, in genere è conservata, quindi l'accesso non deve essere particolarmente facilitato, ma deve essere sufficientemente stimolante a interessare la persona a scoprirlo e a seguire e approfondire i propri interessi più o meno celati dalla malattia stessa;
5. penso che la possibilità di creare un sito specifico per l'accesso a utenti psichiatrici di varie patologie, possa essere utile e "terapeutico" al tempo stesso, per vari motivi, sia di condivisione delle proprie esperienze con altri, sia per aprire un canale di comunicazione con l"'esterno" che spesso è considerato minaccioso e pericoloso per la propria incolumità fisica e psichica, con la garanzia della protezione offerta dal fatto che si rimane a casa propria, sia anche di puro divertimento nell'entrare in una esperienza nuova. I gruppi di discussione "on line" mi sembrano l'equivalente attuale-pur con le ovvie limitazioni del caso-, di gruppi terapeutici di varia impostazione teorica, effettuati in ambito pubblico o privato, con pazienti affetti da patologie psichiatriche di gravità varia. Per concludere, penso che il valore della parola, sia che arrivi direttamente al paziente che siede dall'altra parte della scrivania, sia proveniente dall'"etere", abbia collegata anche una valenza affettiva che può produrre effetti positivi su chi la riceve.

Le associazioni

1. Come è la situazione Web e alta accessibilità?

Fabio Ferrero e Sabato De Rosa, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza - Bologna: "In generale potremmo dire che la situazione non è certo delle migliori. C'è però da rilevare che per quanto attiene alle pubbliche amministrazioni ed affini qualcosa si sta muovendo: a proposito consigliamo di vedere il sito dell'Aipa, http://www.aipa.it.
Giovanni Battista Pesce, Aice - Associazione Italiana contro l'epilessia: "Nei siti delle associazioni contro l'epilessia si evitano i grandi contrasti cromatici e stimolazioni luminose intermittenti che, assieme al normale flickering del monitor e a una prolungata esposizione, favoriscono l'accesso delle crisi nelle persone con epilessie fotosensibili. L'evoluzione di nuovi software per l'edizione di pagine Web sempre più dinamiche porta ad aumentare tali controindicazioni".

2. Quali criteri bisogna tenere presente quando si creano siti ad alta accessibilità?

Fabio Ferrero e Sabato De Rosa, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza - Bologna: "Bisogna evitare java e flash; in generale evitare plug-ins grafici, animazioni ecc., o quanto meno fornire una alternativa accessibile degli stessi. Si sconsiglia, però, un duplicato in versione solo testo di un sito. Un ottimo punto di partenza potrebbe essere la consultazione delle linee guida Wai e la stessa proposta di documento elaborata dalla commissione accessibilità Aipa.
Giovanni Battista Pesce, Aice - Associazione Italiana contro l'epilessia: "Va consigliata la costruzione, per quanto riguarda le disabilità neurologiche connesse alle epilessie fotosensibili, di pagine prive di intermittenze, accesi contrasti di colori vivaci e loro movimentazione. Vanno manifestati alcuni consigli come il sedere ad una maggiore distanza dallo schermo, almeno due metri e mezzo, porre una lampada sulla televisione e a rimanere per un periodo meno prolungato possibile di esposizione davanti al monitor. Inoltre, per chi soffre di epilessie fotosensibili, è consigliato l'uso di lenti polarizzate. L'oscuramento totale di un occhio, con una lente o anche il palmo della mano, evita al 95% l'accesso delle crisi".

3. Come lavorare per promuovere la realizzazione di siti ad alta accessibilità?

 Fabio Ferrero e Sabato De Rosa, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza - Bologna: "Sicuramente bisogna agire a più livelli:
1) fare cultura ed informazione: l'accessibilità e/o l'usabilità di un sito tornano a vantaggio non solo dei disabili, ma di tutta la comunità informatica;
2) promuovere la formazione: la maggior parte dei Web designer da una parte ignora le problematiche legate alla disabilità e dall'altra utilizza strumenti di sviluppo che rendono difficoltosa la realizzazione di pagine accessibili;
3) incentivare con forme da elaborare la realizzazione di siti ad alta accessibilità e fruibilità.
Giovanni Battista Pesce, Aice - Associazione Italiana contro l'epilessia: "Certamente la definizione da parte di una commissione del ministero della Sanità e delle Poste e Telecomunicazioni, aperta alle reti televisive e alle associazioni, di un protocollo da assumere nei siti degli Enti Pubblici e consigliato in quelli privati, svilupperebbe una cultura più accessibile alle persone in situazione di handicap o a quelle potenziali".