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PROGRAMMAZIONE SOCIALE

 

Caratteristiche del Servizio pubblico in Europa

Per un elenco completo delle emittenti pubbliche europee:
http://www.segretariatosociale.rai.it/link/link_utili/tv_pubbliche.html

 

INDICE

Austria

Belgio

Cipro

Croazia

Danimarca

Estonia

Finlandia

Francia

Germania

Gran Bretagna

Grecia

Irlanda

Lettonia

Lituania

Lussemburgo

Malta

Norvegia

Olanda

Polonia

Portogallo

Repubblica Ceca

Romania

Repubblica Slovacca

Slovenia

Spagna

Svezia

Svizzera

Turchia

Ungheria


Austria

La fornitura del servizio pubblico radiotelevisivo in Austria  regolata dalla recente Legge No.83/2001 che ha portato delle rilevanti novità modificando la precedente Legge No.379/1984. In particolare ha trasformato la ORF (Oesterreichischer Rundfunk), Società Austriaca di Radiotelevisione, in una fondazione "sui generis" dotata di personalitá giuridica propria e senza fini di lucro. Lo scopo della fondazione  di garantire che ORF, parallelamente ai suoi obiettivi aziendali, adempia alla missione di servizio pubblico che le  affidata. La legge ha pieno effetto dal 1gennaio 2002.

I nuovi organi istituiti dalla legge sono il Consiglio della Fondazione, il Direttore Generale e il Consiglio degli utenti

Il Consiglio della Fondazione ( il Consiglio di amministrazione)  il pi importante corpo politico. E' formato da 35 componenti cosí nominati:

  • Nove dal Governo Federale
  • Nove dalle Province Federali (una per ogni regione)
  • Sei dal Consiglio degli Utenti
  • Cinque dal Consiglio centrale dello staff ORF
  • inoltre il Governo Federale nomina sei componenti in proporzione al numero di seggi dei partiti politici nell'assemblea nazionale, dando giusto riguardo alle indicazioni dei partiti stessi.

Il Consiglio resta in carica per 4 anni. Una delle sue maggiori prerogative  la capacitá di nomina e di revoca del Direttore Generale. Il Consiglio decide, fra l'altro, l'entitá del canone di abbonamento.

Il Direttore Generale amministra la Fondazione,  nominato dal Consiglio della Fondazione a maggioranza semplice per un periodo di 5 anni. Per revocarlo occorre una maggioranza di 2/3 dei componenti del Consiglio. Il direttore determina, in accordo con il Consiglio della Fondazione, le linee generali della programmazione, definisce le linee strategiche e i piani a medio e lungo termine.

Il Consiglio degli utenti  l'organo preposto alla salvaguardia degli interessi degli utenti. E' composto da rappresentanti dei pi importanti gruppi sociali. Svolge la sua funzione principalmente attraverso raccomandazioni sulla creazione dei programmi.

Altri organi della ORF sono la giá esistente Corte di controllo che svolge attivitá di controllo finanziario e la Commissione di controllo, prevista all'art.40 della nuova legge, che vigila sulla buona condotta economica e sulla significativitá del business intrapreso.

La ORF produce e distribuisce due canali televisivi, tre canali radiofonici nazionali e nove  canali radiofonici regionali. Con riferimento alla programmazione, i servizi che la ORF deve fornire sono stabiliti alla sezione 4 della parte 1 della Legge. In particolare la programmazione deve dare risalto alle problematiche delle persone disabili (sez.4 comma 10); alle problematiche familiari e giovanili e all'eguale trattamento (pari opportunitá) fra uomini e donne (sez.4 comma 11); alle chiese e le comunitá religiose legalmente riconosciute (sez.4 comma 12); deve fornire informazioni su temi inerenti la protezione dell'ambiente, dei consumatori, della salute (sez.4 comma 14).

Programmi di alta qualitá devono essere trasmessi dall'emittente nel prime time (8.00p.m.-10.00p.m.).

La ORF deve redigere un rapporto annuale sulle attivitá svolte.

Link:

ORF:
http://www.orf.at/

Sito dell'Autoritá Austriaca per i media (versione inglese):
http://www.rtr.at/web.nsf/englisch/startseite?Opendocument

Legge federale sulla ORF (in inglese):
http://www.bka.gv.at/bka/medien/orfg-eng.pdf

Leggi sul broadcasting in Austria (in inglese):
http://www.bka.gv.at/bka/medien/broadcastinglaw.htm

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Belgio

Il sistema pubblico radiotelevisivo riflette le divisioni politiche su cui  basato il sistema federale belga. Ogni comunitá del paese ha differenti leggi sul broadcasting e relative autoritá di garanzia. Le emittenti di servizio pubblico sono tre:

  • RTBF (abbreviazione di Radiotelevisione belga della comunitá francese Wallonie-Bruxelles), istituita attraverso un decreto del 1977, che trasmette due canali televisivi e cinque canali radiofonici;
  • VRT (precedentemente BRTN), Radiotelevisione belga della comunitá olandese, istituita con un decreto del 1979, che nel 1998  stata riorganizzata come compagine privata sottoposta a legge pubblica e avente una specifica missione di servizio da assolvere. VRT trasmette tre canali televisivi (TV1, KETNET e CANVAS) e tre canali radiofonici;
  • BRF, struttura della comunitá di lingua tedesca creata nel 1995, che produce trasmissioni radiofoniche e ri-trasmette programmi curati da altre comunitá linguistiche.

Ogni comunitá ha un proprio ordinamento peculiare per la gestione dei servizi di radiotelevisione, pur in presenza di un quadro generale simile in ogni comunitá. Le principali competenze sono infatti attribuite al Governo della Comunitá nella persona del Ministro competente, l'esecutivo  poi affiancato, nelle funzioni di regolazione e controllo, dalle Autoritá per i media.

La RTBF  attualmente regolata attraverso un Contract de gestion che  stato stipulato con il Governo per il periodo 2002-2005. Il Contract de gestion  l'equivalente del Contratto di servizio fra la Rai e lo Stato Italiano, nel caso della RTBF peró esso ha durata quadriennale. La legge detta in maniera puntuali i doveri dell'emittente, le quote di programmazione per i vari generi, i tetti pubblicitari, le norme per la tutela dei minori e delle fasce svantaggiate, ecc... Il Contratto viene rinnovato ogni quattro anni. L'autoritá di controllo  il Consiglio Superiore dell'audiovisivo belga, istituita sul modello francese. On line  possibile consultare anche il precedente contratto di gestione (1997/2001).

Per quanto riguarda le trasmissioni della VRT, anch'esse sono disciplinate da un Contratto di servizio, di durata peró quinquennale. Il contratto attualmente in vigore  stato approvato il 7 giugno 2001 e comprende il periodo dal 2002 al 2006. L'Autoritá Fiamminga sui Media, composta da un presidente e da due commissioni, controlla l'applicazione delle leggi sul broadcasting. On line  possibile consultare il contratto 1997/2001.

Link:

Sito del Consiglio superiore dell'Audiovisivo belga:
http://www.csa.cfwb.be/first.asp

BRTF:

Contratto attuale (2002-2005) in francese:
http://www.csa.cfwb.be/pdf/Contrat%20de%20gestion%202002-2005.pdf

Contratto 1998-2001 in francese:
http://www.csa.cfwb.be/pdf/Contrat%20de%20gestion%201998-2001.pdf

VRT:

Contratto 1997/2001 (in inglese):
http://www.vrt.be/doc/maxie.doc

Contratto 2002/2006 in lingua olandese (inglese non disponibile):

http://www.vrt.be/doc/bo0206.doc

BRF:

http://www.brf.be

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Cipro

L'emittente pubblica radiotelevisiva cipriota  Cyprus Broadcasting Corporation (CyBC), la quale trasmette su tutto il territorio dell'isola due canali televisivi in onda 24 ore al giorno (CyBC1 e CyBC2) e quattro canali radiofonici. L'emittente trasmette inoltre un canale televisivo satellitare.

CyBC1  il canale informativo che si distingue per i suoi notiziari offerti, oltre che in greco, anche in lingua turca ed inglese. La sua offerta  incentrata sull'attualitá, la politica, la finanza, la societá, la cultura, lo sport. CyBC2  il canale di intrattenimento, trasmette film e programmi seriali, anche di importazione, programmi musicali e per bambini. Esso ritrasmette inoltre, per circa ottanta ore settimanali, una parte dei programmi di Euronews. L'emittente  regolata da una apposita Legge sulla Cyprus Broadcasting Corporation.

CyBC  un'organizzazione non-profit che investe la totalitá degli utili nella promozione della propria missione, che  quella classica dei servizi pubblici che si ispirano al modello teorizzato dal primo direttore della BBC: informare, educare, intrattenere. I suoi proventi derivano da contributi statali e da pubblicitá commerciale. Il maggiore organo di governo di CyBC  il Consiglio di Amministrazione, composto da nove membri nominati con mandato triennale dal Consiglio dei Ministri, che ha fra l'altro il compito di nominare il Direttore Generale (che dura in carica per cinque anni).

Il sistema di monopolio nelle radiotelevisioni della CyBC si  aperto alla concorrenza dei privati a partire dal 1992. La legge fondamentale che attualmente regola le trasmissioni radiotelevisive private cipriote  la Legge sulle stazioni radiofoniche e televisive del 1998. La legge ha istituito fra l'altro l'Autoritá cipriota per la radio e la televisione, che ovviamente non ha poteri sulla CyBC la quale ha un suo statuto separato e fondato sullo Stato. 

Link:

Cyprus Broadcasting Corporation
http://www.cybc.com.cy/

Ufficio Stampa e Informazione della Repubblica di Cipro (in inglese)
http://www.pio.gov.cy/pio/eng/mission.htm

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Croazia

Il broadcasting in Croazia  regolato dalla Legge sulle telecomunicazioni che ha lo scopo di regolare le telecomunicazioni, la radio, la televisione (inclusa quella via cavo), le relazioni fra fornitori e utenti dei servizi di telecomunicazione, cosí come la costruzione, il mantenimento e l'utilizzazione delle strutture di telecomunicazione e delle stazioni radio.

La legge ha un ambito di applicazione molto ampio, dal quale restano esclusi solo gli equipaggiamenti ad uso delle forze armate e dei corpi di polizia nonché le strutture e i terminali ad uso dell'Istituto Croato di Telecomunicazioni.

Le attivitá di radiotelevisione sono disciplinate dal capitolo XII della legge. In particolare, le trasmissioni della concessionaria pubblica HRT (Radiotelevisione croata) sono previste dall'art.86 della legge.

Il broadcasting dell'emittente pubblica  quindi regolato in dettaglio dalla Legge sulla radiotelevisione croata (Legge sulla HRT) cosí come pubblicata nella Gazzetta Ufficiale No.43 del 1992, No.24 del 1996, No.145 del 1998 ed infine modificata dalla Legge sulla radiotelevisione croata proclamata il 26/2/2001. Alla fine del 2002  stato presentato un nuovo disegno di legge sulla HRT che  ancora in discussione nel Parlamento Croato.

La HRT (Hrvatska radiotelevizija, Radiotelevisione Croata),  una azienda pubblica controllata dalla Repubblica di Croazia. Il suo ruolo  di supportare gli eventi pubblici significativi e di soddisfare l'interesse pubblico attraverso l'informazione. HRT opera come un servizio pubblico solo in caso di disastri naturali, di epidemie, in casi di emergenza e in caso di guerra. Come emittente pubblica  regolata dalla suddetta Legge sulla HRT e dal suo statuto interno. HRT  tenuta a redigere un codice di condotta per i suoi operatori.

Gli organi di amministrazione sono il Consiglio per la Radiotelevisione e il Consiglio dei Direttori, l'organo di controllo  il Consiglio dei supervisori.

Il Consiglio per la Radiotelevisione  istituito per garantire l'influenza del pubblico sulla programmazione radiotelevisiva. Esso  costituito da 23 membri nominati e rimossi dalla Camera dei Deputati del Parlamento croato.

Il Consiglio:

  • Definisce le linee guida per i programmi radiofonici e televisivi
  • Presenta la sua opinione sul piano finanziario
  • Produce un report annuale e, su raccomandazione del Consiglio dei Direttori, adotta il piano strategico annuale
  • Nomina e rimuove i Direttori dei programmi radiofonici e televisivi su indicazione del Direttore generale e in aperta competizione. I direttori dei programmi non possono ricoprire contemporaneamente ruoli ufficiali in partiti politici. Il loro mandato dura 4 anni ed  rinnovabile.
  • Redige almeno una volta l'anno un report sulle sue attivitá che viene sottoposto all'esame della Camera dei Deputati.

Il Direttore Generale di HRT, i Direttori dei programmi, i membri del Consiglio dei Direttori e i membri del Consiglio dei supervisori partecipano ai lavori del Consiglio per la Radiotelevisione pur senza potere decisionale. Essi, escluso il Consiglio dei supervisori, sono responsabili per l'attuazione delle decisioni prese dal consiglio.

Il Consiglio dei Direttori  composto da 5 membri ed ha il compito di amministrare la HRT. E' presieduto dal Direttore generale, nominato dal Parlamento. Prende decisioni a maggioranza. I componenti del consiglio sono nominati e rimossi dal Consiglio dei supervisori su indicazione del Direttore generale.

Il Consiglio dei supervisori vigila sulle operazioni e sulla correttezza legale dell'operato di HRT, redige i rapporti da sottoporre al Parlamento.

Le norme che disciplinano la produzione e la realizzazione dei programmi sono contenute nel Capitolo II della Legge sulla Radiotelevisione Croata (Artt.4,5,6,7,8). Le norme sono molto snelle e non contengono riferimenti a quote o percentuali. 

Link:

Radiotelevisione Croata (HRT):
http://www.hrt.hr/hr/

Legge sulla radiotelevisione in Croazia (in inglese):
http://www.hrt.hr/hrt/zakon_eng.html

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Danimarca

Il broadcasting pubblico danese  attualmente regolato dal Ministero della Cultura attraverso la Legge sul broadcasting No.1052 del 17 Dicembre 2002 entrato in vigore dal 1 Gennaio 2003.

Le emittenti pubbliche radiotelevisive sono DR (Radio Danimarca, istituzione pubblica indipendente che trasmette due canali televisivi e quattro canali radiofonici interamente finanziati dal canone) e TV2 (composta da TV2/Danimarca - che diffonde programmi a livello nazionale - e da otto strutture regionali. TV2 si finanzia attraverso il canone e attraverso entrate pubblicitarie). Entrambe sono governate da un proprio Consiglio di amministrazione che vigila sulle attivitá dell'emittente. Questi organi sono affiancati dai Consigli per i programmi.

I rispettivi Consigli di amministrazione sono i maggiori organi di governo di DR e TV2, essi sono responsabili delle attivitá di trasmissione, nominano il Direttore generale e il management delle emittenti.

I Consigli per i programmi sono invece organi consultivi. Essi discutono le questioni generali riguardanti la fornitura dei programmi di servizio, valutano la programmazione di DR e TV2 e discutono le strategie per la fornitura di programmi adeguati alla missione di servizio assegnata alle emittenti. I Consigli sono invitati ad esprimere i propri giudizi dal Consiglio di amministrazione.

Il Consiglio di amministrazione di DR comprende dieci componenti che durano in carica per quattro anni. Tre di essi, presidente compreso, sono nominati dal Ministero della Cultura, sei dal Parlamento, uno dallo staff permanente di DR.

Il Consiglio di TV2  composto da nove membri, otto di essi, compreso presidente e vice-presidente, sono nominati dal Ministero della Cultura, uno dallo staff permanente dell'emittente.

Il Consiglio per i programmi di DR comprende 30 membri, quello di TV2 20. Anch'essi hanno un mandato quadriennale e sono nominati dal Ministero della Cultura. Sono scelti fra i gruppi sociali rilevanti. Un terzo dei componenti  scelto fra le organizzazioni degli utenti e degli ascoltatori.

La fornitura dei programmi  disciplinata in dettaglio dai capitoli 3,4,5,6 della Legge sul broadcasting (Legge N.1052) reperibile on line in inglese:

Link:

Legge sul broadcasting (in inglese):
http://www.kum.dk/sw4498.asp

Sito del Ministero della Cultura (versione inglese):
http://www.kum.dk/sw1356.asp

Sito dell'Autoritá danese sui media:
http://www.mediesekretariat.dk/

Notizie in inglese sull'Autoritá:
http://www.randi-abel.dk/mediasecretariat.htm

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Estonia

Gli anni '90 sono stati un periodo di profonde trasformazioni per il broadcasting radiotelevisivo in Estonia. Come avvenuto in tutti i paesi usciti dal regime comunista, il sistema di broadcasting locale ha conosciuto infatti una lunga fase di deregulation e l'ingresso di competitori privati. La novitá maggiore  stata introdotta nel 1993, momento in cui l'Estonia ha smesso la ripetizione dei tre canali televisivi trasmessi da Mosca e da San Pietroburgo.

Attualmente in Estonia viene trasmesso un canale televisivo pubblico, prodotto dall'emittente Eesti Televisioon (ETV) e tre canali televisivi privati.

Le trasmissioni radiofoniche pubbliche sono invece assicurate da un'altra emittente pubblica: Eesti Raadio (ER), che trasmette cinque canali nazionali: un canale di informazione (Vikerraadio), un canale per giovani (Raadio2), uno di musica classica (Klassikaraadio), uno in lingua russa (Raadio4) e infine Raadio Tallinn, per gli ascoltatori dei distretti di Tallin e Harju.

Le trasmissioni della radio e della televisione estoni sono attualmente regolate dalla Legge sul broadcasting approvata nel 1994 e dai successivi, numerosi emendamenti (nel corso del solo 1997 sono stati apportati ben cinque emendamenti). La legge ha fra l'altro istituito il Consiglio sul Broadcasting, la massima autoritá che vigila sull'operato di Eesti Raadio e di Eesti Televisioon. Il Consiglio  composto da nove membri nominati dal Governo su proposta della Commissione degli Affari Culturali del Parlamento. Dei nove componenti, che hanno un mandato quinquennale, cinque sono scelti fra i componenti della Camera dei Deputati, mentre quattro vengono scelti fra riconosciute personalitá del settore.

Link:

Eesti Televisioon:
http://www.etv.ee/

Eesti Raadio:
http://www.er.ee/

Sito del Consiglio sul Broadcasting (versione inglese):
http://www.rhn.ee/e_main.htm#

Legge sul broadcasting (in inglese):
http://www.esis.ee/legislation/broadcasting.pdf

oppure:
http://www.rhn.ee/dokumendid/seadused/seadusandlus_eng/Broadcasting%20Act.pdf

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Finlandia

Il sistema di broadcasting radiotelevisivo pubblico finlandese dal primo Gennaio 1999  regolato dalla Legge su Yleisradio Oy ovvero sulla compagnia radiotelevisiva di Stato. La Legge disciplina in maniera organica i compiti dell'emittente pubblica, tuttavia non contiene riferimenti puntuali alle quote di programmazione per i vari generi. E' composta ed  stata modificata da diverse normative reperibili online quali:

- la Legge No.1380/1993 adottata il 22 dicembre 1993 e successive modifiche;

- la Legge No.340/1995 adottata il 17 marzo 1995;

- la Legge No.746/1998 adottata il 9 ottobre 1998;

- la Legge No.492/2002 adottata il 14 giugno 2002.

Fra queste, la Legge 746/1998 sul finanziamento della radiotelevisione di Stato (Act on the State Television and Radio Fund) disciplina la gestione e il reperimento dei fondi da parte dell'emittente e sostituisce il titolo 4 della Legge su Yleisradio Oy.

YLE, l'emittente pubblica finlandese,  una societá a responsabilitá limitata che opera nel settore amministrativo del Ministero dei trasporti e delle comunicazioni. L'emittente trasmette 5 canali televisivi e 13 radiofonici. Nel 2002 lo share quotidiano delle televisioni ha raggiunto il 45%, quello delle radio il 51%. L'emittente svolge un ruolo centrale nella produzione e presentazione di programmi relativi alle arti nazionali, ai programmi educativi e per bambini. I servizi per il pubblico comprendono anche quelli per gruppi "speciali e minoritari". Le attivitá di YLE sono finanziate principalmente dal canone di abbonamento e i programmi non sono interrotti da spot pubblicitari.

Negli ultimi anni, la YLE si  specializzata in programmi di intrattenimento e informazione che siano largamente comprensibili. Essa  tenuta a redigere un rapporto annuale da indirizzare al Ministero dei trasporti e delle comunicazioni, che vigila sull'effettivo compimento della missione di servizio affidata all'impresa. I rapporti sugli ultimi due anni sono reperibili on-line. In linea con le previsioni di legge, i due terzi dei programmi trasmessi nel 2002 dal primo canale televisivo, YLETV1, e la metá di quelli del secondo, YLETV2, sono stati a carattere informativo.

Gli organi di gestione della compagnia (di proprietá statale al 99,9%) sono il Consiglio di amministrazione, il Consiglio dei Direttori e il Direttore generale. L'organo principale  il Consiglio di Amministrazione composto da 21 membri scelti dal Parlamento al momento dell'insediamento. La composizione del consiglio deve comprendere rappresentanti del mondo delle scienze, delle arti, dell'educazione, dell'economia, cosí come rappresentanti dei differenti gruppi sociali e linguistici. Il CdA nomina il Consiglio dei direttori e il Direttore generale. I doveri dell'emittente in quanto servizio pubblico sono definiti alla sezione 7 del capitolo 3 della legge.

Link alla Legge su Yleisradio Oy:
http://www.mintc.fi/www/sivut/english/tele/massmedia/yle_legisl.html

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Francia

In Francia esistono due emittenti distinte che gestiscono rispettivamente il servizio pubblico radiofonico e televisivo. I canali radiofonici pubblici sono trasmessi dall'emittente Radio France, i tre canali televisivi pubblici (France2, France3, France5) dal gruppo audiovisivo France Télévisions

La legge fondamentale che attualmente regola la fornitura dei servizi di radiotelevisione francesi  la recente Legge del 1 agosto 2000 sulla comunicazione audiovisiva (che ha completato ed emendato la Legge No.86/1067 del 1986).

La Legge No.86/1067, da ultimo modificata nel settembre 2003, ha previsto per la prima volta che le radiotelevisioni pubbliche siano regolate attraverso dei Cahier des missions et de charges, ovvero da leggi predisposte dal Governo che definiscano la missione e i doveri (quote di programmazione, standard qualitativi, norme deontologiche, misure per il rispetto dei minori, per la tutela del pluralismo, ecc..) che le radio ed ognuno dei tre canali di France Télévisions deve assolvere in quanto concessionaria di servizio pubblico.

Dal momento della introduzione nel 1986, i cahier sono stati pi volte modificati attraverso decreti legge nel 1987, 1994, 1996, 1998, 1999, 2001 ed infine attraverso il decreto 751/2002 del 2 maggio 2002.

A completare il quadro legislativo delle televisioni pubbliche,  stata di recente adottata una figura giuridica nuova nella regolazione dei rapporti fra lo Stato Francese e la concessionaria France Télévisions. Essa  definita Contrat d'objectifs et de moyens ed  una legge in parte assimilabile al Contratto di servizio fra lo Stato Italiano e la Rai. Lo stesso non puó dirsi dei Cahier de missions et de charges, poiché essi non hanno carattere di contratto ma sono disposti unilateralmente dal Governo.

Il preambolo di ogni cahier per le televisioni, ovvero quello di France2, di France3, di France5, ha carattere simile, in virt del comune status di ogni canale pubblico. Nei capitoli seguenti sono invece definiti gli obblighi specifici per ogni canale, in linea alle diverse missioni. Il sistema televisivo pubblico  pensato infatti in un'ottica di complementarietá fra i vari canali, in cui l'offerta di ogni rete si completa e non si sovrappone a quella delle altre. In quest'ottica, la programmazione di France2  a vocazione generalista, quella France3  vicina alle realtá regionali e territoriali, infine la programmazione di France5  ispirata alla convivialitá e al fine di suscitare e stimolare l'interattivitá da parte dei telespettatori attraverso la trasmissione di programmi educativi e di formazione. France5 fa parte del gruppo France Télévisions dal 2 agosto del 2000, ovvero dall'indomani dell'approvazione della nuova Legge sull'audiovisivo. L'emittente, nata il 13 dicembre del 1994 con il nome La Cinquime, ha conosciuto nell'ultimo anno di esercizio una forte crescita di ascolti (cfr. www.france5.fr).

Per quanto riguarda il Contrat d'objectifs et de moyens, oltre che allo scopo di rendere pi efficace la legislazione sui media, esso  stato creato anche in relazione alle indicazioni contenute nel protocollo di Amsterdam sulla salvaguardia dei servizi radiotelevisivi pubblici in Europa. Cosí il preambolo del Contract d'objectifs: conformemente all'art.53 della Legge del 30 settembre 1986 n.1067, completata e modificata dalla Legge del 1 agosto 2000 sulla comunicazione audiovisiva,  stato concluso un Contrat d'objectifs et de moyens fra France Télévision e lo Stato per il periodo 2001-2005.

Tale contratto riposa sulla volontá di fondare su un principio di responsabilitá reciproca le relazioni fra lo Stato e France Télévision al fine di mettere in opera una autentica strategia a medio termine, mettendo a disposizione una maggiore visibilitá economica e budgetaria.

Un supporto essenziale della rinnovata relazione fra lo Stato-azionista e France Télévision  un controllo annuale della esecuzione del contratto che la concessionaria deve sottoporre all'esame del Parlamento e del Governo.

Il progetto alla base del Contrat d'objectifs et de moyens di France Télévisions  di riaffermare la missione della televisione pubblica (universalitá dei pubblici, diversitá dell'offerta, sostegno alla creativitá e all'innovazione, strategie di sviluppo del digitale terrestre, ecc..). Il contratto 2001-2005, attualmente in corso di revisione, si articola in sei aree: i programmi; il pubblico; il digitale terrestre; la diversificazione; le risorse umane; le risorse finanziarie.

Per quanto riguarda l'emittente pubblica France Télévisions, essa si configura come una holding che, oltre a controllare le tre reti televisive, gestisce diverse imprese: France Télévisions Publicité,  France2 Cinéma e France3 Cinéma; France Télévisions Interactive, France Télévisions Service, France Télévisions Distribution, che opera soprattutto per la distribuzione dei programmi all'estero.

L'emittente pubblica radiofonica Radio France, con oltre 4000 dipendenti e 1500 collaboratori,  una delle imprese radiofoniche pi grandi e importanti in Europa. Essa trasmette cinque canali a diffusione nazionale ed oltre quaranta canali regionali e locali; inoltre produce e trasmette, fin dal 1931, i programmi di Radio France Internationale (RFI), attualmente diffusi in 19 lingue. Anche per Radio France, come per le televisioni, il Governo predispone un Cahier de mission et de charges, sul cui rispetto si fonda e si rinnova la concessione pubblica.

L'autoritá di garanzia e di controllo del sistema di radiotelevisione francese  il Consiglio Superiore dell'Audiovisivo (CSA), istituito attraverso la Legge n.26 del 1989. Essa vigila, fra l'altro, sull'esecuzione dei Cahier da parte delle emittenti pubbliche. Il CSA, che  un'autoritá amministrativa indipendente,  composta da nove membri eletti per sei anni: tre vengono nominati dal Presidente dell'Assemblea nazionale, tre dal Senato e tre dal Presidente della Repubblica, che sceglie anche il presidente del CSA.

Ogni anno le emittenti radiofoniche e televisive sono tenute a redigere un rapporto sull'esecuzione del Cahier da indirizzare, oltre che al Consiglio Superiore dell'Audiovisivo, al Ministro della Comunicazione, competente sulle questioni radiotelevisive. I due organi assicurano il compimento della missione di servizio pubblico affidata ai vari canali.

Link a siti internet e documenti in lingua francese:

Radio France:
www.radiofrance.fr

Cahier de missions et de charges de Radio France:
http://www.csa.fr/infos/textes/textes_detail.php?id=9258

France Télévisions:
www.francetelevisions.fr

Contratto di obiettivi di France Televisions
http://www.francetelevisions.fr/data/doc/synthese_com.pdf

France2:
www.france2.fr

Cahier de charges di France2:
http://www.csa.fr/infos/textes/textes_detail.php?id=9246

France3:
www.france3.fr

Cahier de charges di France3:
http://www.csa.fr/infos/textes/textes_detail.php?id=13154

France5:
www.france5.fr

Cahier de charges di France5:
http://www.csa.fr/infos/textes/textes_detail.php?id=9247

Sito del CSA (da cui  possibile reperire tutti i testi legislativi che regolano il broadcasting in Francia):
http://www.csa.fr/index.php

Legge 1067 del 1986 nella sua versione consolidata e modificata (settembre 2003):
http://www.csa.fr/upload/publication/loi86-1067septembre2003.pdf

Decreti attuativi della legge 1067 del 1986 con gli emendamenti pi recenti:
http://www.csa.fr/upload/publication/decretsmaj2003-10-15.pdf

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Germania

La libertá di broadcasting in Germania trova fondamento nell'ART.5 comma 1 e 2 della Costituzione Federale, in linea con l'ART.10 della Convenzione Europea per la protezione dei diritti umani e delle libertá fondamentali. Lo sviluppo dell'attuale sistema  stato fortemente influenzato dalle delibere della Corte Costituzionale Federale, che si  sempre espressa affermando in primo luogo che i principali media devono essere liberi da qualunque interferenza. Lo status delle emittenti radiotelevisive pubbliche  stato determinato in dettaglio dalla Corte, non solo per l'iniziale monopolio statale, ma anche per il mandato loro affidato di incontrare le richieste basilari del pubblico. La Corte ha di recente ribadito la necessitá della radiotelevisione pubblica. Per assicurare il pluralismo, la Corte ha stabilito i principi che il Parlamento deve osservare nello stabilire il quadro legislativo per le trasmissioni radiotelevisive.

Nel 1961 la Corte ha emesso il primo giudizio sul broadcasting, che viene cosí affidato alla giurisdizione degli Stati (Lander). Le trasmissioni radiotelevisive in Germania sono dunque regolate dalla legge degli Stati (Bundeslander). I Lander (Stati) hanno fatto largo uso di questa facoltá, spesso giungendo a degli accordi interstatali sul broadcasting. Gli accordi possono essere raggiunti da due o pi Stati, la ZDF (secondo canale pubblico) nasce nel 1961 da un accordo fra tutti i Lander della Germania, altri canali coinvolgono un numero inferiore di Lander.

Nei primi anni '80 tutti gli Stati hanno optato per un sistema misto di broadcasting, in cui, affianco alle emittenti pubbliche sono ammesse trasmissioni da parte di privati.

Il Trattato dei Lander sul broadcasting (Rundfunkstaatsvertrag) del 1991, emendato nel 1996, che comprende tutti i Lander della Germania riunificata,  attualmente la base del sistema misto di broadcasting e pi in generale del broadcasting in Germania, esso contiene infatti le regole fondamentali di disciplina della radiotelevisione.

Le funzioni del servizio pubblico, disciplinate dal capitolo II del Trattato, non sono state modificate dall'introduzione del sistema misto. Restano quindi valide le precedenti leggi dei Lander per la produzione e la diffusione dei programmi radiotelevisivi nel proprio territorio o nelle corporazioni di pi Stati.

Attualmente esistono dodici corporazioni (Public Corporation System, PBC), esse sono enti regionali di diritto pubblico:

  1. Bayerischer Rundfunk
  2. Hessisker Rundfunk
  3. Mitteldeutscher Rundfunk
  4. Norddeutscher Rundfunk
  5. Ostdeutscher Rundfunk
  6. Brandeburg
  7. Radio Bremen
  8. Saarlÿndischer
  9. Sender Freies Berlin
  10. Suddeutscher Rundfunk
  11. Sudwest Rundfunk
  12. Westdeutscher Rundfunk

Queste corporazioni hanno costituito fin dal 1950, un'associazione nazionale conosciuta come Associazione delle corporazioni di servizio pubblico radiotelevisivo (ARD) che  responsabile dei programmi del I°canale pubblico. Tali programmi sono diffusi dalle corporazioni sia per via terrestre (analogico) che attraverso il cavo. Le corporazioni statali offrono anche un programma TV regionale (terrestre) generalmente conosciuto come III°canale (il II°  ZDF). ARD trasmette inoltre cinque canali radiofonici.

Inoltre, siccome  attualmente possibile la trasmissione via cavo, molti canali delle singole corporazioni possono essere ricevuti anche in altri Lander. I canali I°, II° e III° possono inoltre essere ricevuti via satellite.

ZDF trasmette un unico canale nazionale (il II°Canale) che  responsabile inoltre di Deutschlandradio.

Dal 1 aprile 1997 ARD e ZDF hanno avviato una collaborazione per la produzione di programmi per il Canale dei bambini e dal 7 aprile 1997 per il Phoenix channel (documentari).

Le corporazioni sono stabilite da leggi pubbliche ovvero sono stabilite da leggi dello stato o accordi inter-statali che ne determinano la funzione e la struttura. Esse non devono essere considerate come stock companies di proprietá statale.

Le PBC hanno tutte pi o meno la stessa struttura: sono guidate da un Direttore generale che ha la responsabilitá dei programmi; a questo sono affiancati due corpi di controllo: la Commissione di Gestione, generalmente chiamata Consiglio di Amministrazione (board of administration), che svolge il controllo amministrativo e finanziario; la Commissione per il monitoraggio dei programmi, generalmente chiamata Consiglio delle trasmissioni (broadcasting board) che assicura la pluralitá di opinioni ed  dunque composta dai gruppi sociali rilevanti.

Deutsche welle (voce della Germania)  la sola corporazione governata da una legge federale, finanziata per la maggior parte da fondi del governo federale.

I maggiori gruppi privati sono SAT1 dal 1985, e RTL Plus dal 1986. Oggi un gran numero di operatori offre canali radio e TV. Nessuno dei larghi gruppi privati offre radio su tutto il territorio nazionale. Le radio private sono regionali e/o locali.

Per quanto riguarda le norme specifiche per la produzione e la messa in onda dei programmi, nella tradizione legislativa tedesca non ci sono definizioni chiare, contenuti specifici e obbligazioni sui programmi per le emittenti pubbliche. Un principio fondamentale infatti  l'autonomia nella realizzazione dei programmi. Un altro criterio basilare che deve orientare la produzione delle emittenti pubbliche  il concetto di Grundversorgung ovvero la necessitá che le PBC forniscano un servizio comprensibile e "di base" cio capace di incontrare i bisogni di tutta la popolazione. Né il Contratto né altre leggi contengono indicazioni specifiche su quote, percentuali ecc..

Dal 1996 una delle corporazioni di ARD (WRD-Fernsehen) ha sviluppato un programma per il controllo della qualitá. Il sistema considera diverse variabili, basate su misure qualitative e quantitative.

Il RUNDFUNKRAT di ARD e il FERNSEHRAT di ZDF sono corpi intermedi di supervisione per il controllo dei programmi e le decisioni sui programmi prese dai direttori. Ogni due anni, fra l'altro, devono produrre un rapporto da sottoporre alla KEF, la Commissione per l'accertamento del fabbisogno finanziario degli enti radiotelevisivi.

Ogni Lander della Germania ha una propria Autoritá di controllo per i media. Esse peró sono responsabili esclusivamente della regolamentazione del settore privato. Le emittenti pubbliche sono infatti regolate dai propri statuti e regolamenti. Le autoritá di controllo di ogni Lander hanno costituito un'associazione, la ALM (Arbeitsgemeinschaft der Landesmedienanstalten), Associazione delle autoritá di controllo sul broadcasting.

Link:

sito della ALM, Associazione delle autoritá di controllo sul broadcasting in Germania:
http://www.alm.de/

Legge tedesca sul broadcasting (in inglese):
http://www.iuscomp.org/gla/literature/broadcst.htm

Trattato dei Lander sul broadcasting (Rundfunkstaatsvertrag):
http://www.iuscomp.org/gla/statutes/RuStaV.htm

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Gran Bretagna

L'emittente pubblica radiotelevisiva inglese, BBC (British Broadcasting Corporation) trasmette due canali televisivi nazionali, BBC1 e BBC2, i quali comprendono sotto-divisioni nazionali e regionali; diversi canali televisivi via cavo e digitali; cinque radio nazionali e oltre quaranta radio locali, essa inoltre trasmette il sito web pi visitato d'Europa. I canali televisivi di BBC raccolgono, in un contesto esterno caratterizzato da forte competizione, oltre il 40% dell'audience, le radio circa il 50%.

La BBC  stabilita costituzionalmente da un Royal Charter; un Accordo (Agreement between the Secretary of State of National Heritage and the BBC - assimilabile al nostro Contratto di servizio) che accompagna il Royal Charter riconosce la sua indipendenza editoriale e precisa in dettaglio gli obblighi verso il pubblico che essa deve rispettare. Il primo Agreement  stato formulato nel 1926,  un documento decennale che  stato pi volte rinnovato. L'attuale Agreement  in vigore dal 25 gennaio 1996 e la sua scadenza  dunque il 2006. La BBC  fuori da un'ottica commerciale, infatti, ad eccezione di attivitá specifiche rivolte soprattutto verso altri paesi, si finanzia per lo pi attraverso il canone di abbonamento.

Un Consiglio di 12 Governatori, nominati dalla Regina su consiglio dei Ministri, salvaguardano l'indipendenza e monitorano la performance dell'emittente. La valutazione viene attuata anche attraverso un rapporto annuale agli utenti e al Parlamento che la BBC  tenuta a redigere (sul sito si trovano i rapporti degli ultimi 6 anni). Il Consiglio dei Governatori  affiancato da sei organi consultivi (Consigli Nazionali sul Broadcasting) che collaborano per assicurare che l'interesse degli utenti sia appropriatamente rappresentato e garantito. I Consigli Nazionali discutono su programmi e questioni strategiche riguardanti la BBC, stabiliscono degli obiettivi annuali e forniscono pareri sulle attivitá correnti.
La BBC  suddivisa in 16 divisioni i cui direttori formano il Consiglio di amministrazione (Board of Management) presieduta dal Direttore generale che riferisce ai Governatori. I Governatori, scelti fra personalitá indipendenti, rappresentano l'interesse pubblico. Non essendoci un utile da spartire fra gli azionisti, questa funzione  pi facilmente perseguibile.

Delle 16 divisioni che costituiscono l'impresa, nove gestiscono i network e i programmi, cinque forniscono servizi di supporto professionale, due infine si occupano di servizi commerciali, destinati per lo pi ad altri paesi, che fanno si che la BBC abbia ulteriori entrate.

Per la realizzazione dei programmi, gli operatori della BBC seguono un codice chiamato Producers' Guidelines, adottato fin dal 1989 e che contiene, fra l'altro, norme atte a favorire la massima apertura al pluralismo e la tutela delle minoranze. Esso comprende infatti indicazioni sugli standard che riguardano la completezza e l'imparzialitá dell'informazione, le questioni politiche, le elezioni, la trasparenza, il rispetto e la tutela dei minori.

Di recente (2002/2003) la BBC ha creato inoltre un nuovo centro denominato Corporate Social Responsability  per coordinare le molteplici iniziative sul sociale della BBC. Il primo rapporto di questa nuova struttura sará pubblicato nel 2004.

Nel 1996 il paese ha adottato una nuova legge sul broadcasting (Broadcasting Act) per la disciplina delle trasmissioni radiotelevisive digitali terrestri. Al Capitolo VI la legge contiene le previsioni per la BBC.

Link:

Royal Charter:
http://www.bbc.co.uk/info/policies/charter/pdf/charter.pdf

Agreement:
http://www.bbc.co.uk/info/policies/charter/pdf/agreement.pdf

Rapporti annuali:
http://www.bbc.co.uk/annualreport/

Broadcasting Act:
http://www.hmso.gov.uk/acts/acts1996/1996055.htm

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Grecia

L'emittente radiotelevisiva pubblica greca  Radiotelevisione Ellenica S.A. (EPT). Essa trasmette due canali televisivi nazionali: ETI e NET, un canale regionale con ampia copertura geografica (ET3), quattro radio nazionali, 19 radio locali.

EPT ha operato in regime di monopolio fino alla fine degli anni '80, momento in cui il sistema radiotelevisivo greco si  aperto alla concorrenza da parte dei competitori privati. La deregulation ha portato un forte contraccolpo sul comparto pubblico, anche se esso ha un sistema di finanziamento misto basato su introiti da pubblicitá commerciale oltre che sul finanziamento pubblico (in Grecia non esiste l'abbonamento al servizio pubblico radiotelevisivo; esso viene finanziato attraverso una quota della bolletta elettrica).

Solo nel 1995 tuttavia il paese ha adottato una legge di disciplina per le emittenti private (Legge n.2328/1995).

L'organo di controllo del sistema radiotelevisivo  il Consiglio Nazionale per la Radio e la Televisione istituito nel 1989 per il controllo delle emittenti pubbliche e private. La recente Legge n.2863/2000 ha rafforzato i poteri del Consiglio in merito all'assegnazione delle frequenze e alle sanzioni. La nuova legge assicura maggiori poteri anche al ministero competente sulle questioni radiotelevisive, il Ministero per la stampa e i mass media. Il Consiglio  composto da sette membri che durano in carica per quattro anni. Il Presidente e il vice-Presidente sono scelti dal Collegio dei Presidenti del Parlamento Greco su proposta del Presidente del Parlamento.

Link:
www.ert.gr

Al momento purtroppo non  reperibile on-line una traduzione delle leggi greche sul brodcasting, né  possibile la consultazione in inglese del sito del Consiglio Nazionale per la Radio e la Televisione.

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Irlanda

Il broadcasting in Irlanda  previsto e regolamentato dalle indicazioni costituzionali e dalla legge sul broadcasting (Broadcasting Act) approvato nel 1960. I cambiamenti avvenuti nel sistema di broadcasting nel corso degli anni sono stati affrontati  attraverso numerosi emendamenti al Broadcasting Act stesso. Nel 2001 la legge  stata infine riformulata in un testo pi organico che ha portato consistenti modifiche nel panorama dell'audiovisivo irlandese. Il ruolo e la missione del servizio pubblico radiotelevisivo  definito nella Sezione 28 del Broadcasting Act. La legge ha subito alcuni emendamenti nel 2003. 

L'emittente pubblica irlandese  RTE (Radio Telifis Eireann, Radiotelevisione irlandese). Essa trasmette tre canali televisivi nazionali e cinque canali radio. I due canali televisivi principali sono RTE1, canale di servizio pubblico basato sull'informazione e sull'attualitá, e Network 2 la cui programmazione cerca di essere pi vicina al pubblico giovane attraverso lo stile dei conduttori e la trasmissione di programmi musicali, film di successo ecc.. Dal 1996  stato creato un terzo canale, in lingua irlandese: Telefis na Gailge (TG4), che  gestito dalla stessa RTE e che  tenuto a rispettare tutti gli obblighi di emittente pubblica, ma che, in base al Broadcasting Act del 2001,  sottoposto a una Autoritá sulla comunicazione separata: la Broadcasting Authority Teilifis na Gaeilge.

L'unico competitore indigeno di RTE  il canale commerciale privato TV3.

La produzione e la realizzazione dei programmi di RTE viene disciplinata, oltre che dalle previsioni legislative, da una dettagliata guida (Programme Makers Guidelines) ad uso di tutti gli operatori del servizio pubblico. La guida contiene tutti i riferimenti normativi e le norme deontologiche che gli operatori del servizio pubblico devono rispettare nello svolgimento del proprio lavoro.

La guida comprende fra l'altro due paragrafi specifici per il rispetto di tutte le diversitá e per il riconoscimento dei gruppi marginali, cosí come previsto dalla sezione 19, comma 11 della Legge sul Broadcasting.

RTE  soggetta ai nove membri della RTE Authority, autoritá amministrativa di controllo nominata dal Governo. Fra le altre competenze, l'Autorithy approva il piano strategico triennale di RTE. Il piano 2002-2005 ha previsto dei consistenti tagli all'organico dell'emittente e la creazione di sei Divisioni (Integrated Business Divisions): Television, Radio, News, Publishing, Network and Performing groups.

L'RTE Executive Board, l'organo esecutivo dell'emittente,  presieduto dal Direttore Generale che riferisce all'Authority. L'emittente  tenuta a redigere un rapporto annuale sullo svolgimento delle proprie attivitá. Esso viene pubblicato sul sito.

Gli ultimi anni hanno visto l'introduzione di diverse novitá che stanno trasformando la concessionaria pubblica. Nel 2001  stata infatti creata una nuova struttura, The Forum on Broadcasting, al fine di accogliere le richieste e le sollecitazioni provenienti dagli utenti e dalla societá civile ed indirizzarle verso il management dell'emittente e verso il Legislatore.

Nel corso del 2002 inoltre, la responsabilitá di RTE  stata trasferita dal Department (Ministero) of Arts, Heritage, Gaeltacht and the Island al Department of Communications, Marine and Natural Resources. Al fine di salvaguardare e rafforzare la missione di servizio affidata ad RTE (attuata dal 2002 anche attraverso un aumento di 43 euro del canone di abbonamento) il nuovo ministero competente ha accolto il Report del Forum sul Broadcasting.

Lo scopo immediato del Ministero e del Forum  di redigere una nuova Carta fondamentale attraverso la quale la RTE potrá meglio rispondere alle richieste e alle necessitá del pubblico (vedi http://www.marine.gov.ie/display.asp/pg=818).

La nuova legge, oltre alla regolamentazione puntuale dei doveri e degli obblighi dell'emittente pubblica, prevede per RTE:

a) l'istituzione di un Audience Council;

b) che essa operi sotto un Code of Fair Trading Practice che stabilisca gli obblighi dell'emittente in relazione a quattro sfere di attivitá:

  • la rete di trasmissione;
  • il piano per le trasmissioni pubblicitarie;
  • l'acquisizione e la produzione dei programmi

c) che pubblichi una dichiarazione di impegni (annual Statements of Commitments) al fine di:

  • identificare le prioritá dell'anno
  • esprimere gli obiettivi in termini tanto quantitativi quanto qualitativi, poiché non sempre maggior quantitá implica miglioramento
  • valutare la percezione del livello di servizio percepito dall'audience
  • affiancare i doveri legali de RTE
  • superare ció che un operatore commerciale potrebbe offrire

Un resoconto sull'attuazione e la messa in opera di queste attivitá sará pubblicata in un report annuale che avrá carattere diverso di quelli finora licenziati. Alcune delle novitá previste sono giá state implementate nel corso del 2003, come l'istituzione dell'Audience Council e la definizione del Code of Fair Trading Practice. La nuova 'carta' invece non  ancora pronta.

Il report del 2003 in cui per la prima volta saranno valutati i risultati tenendo conto della rispondenza alla dichiarazione d'intenti non sono, ovviamente, ancora disponibili.

Link:

RTE Authority:
http://www.irtc.ie/

Broadcasting act:
http://www.irtc.ie/br_act2001.html
(oppure: http://www.irishstatutebook.ie/ZZA4Y2001.html)

emendamenti del 2003 (broadcasting act 2003):
http://www.gov.ie/bills28/acts/2003/a1303.pdf

Guida per i programmi di RTE:
http://www.rte.ie/about/organisation/ProgrammeMakersGuidelines.pdf

Rapporto RTE 2002:
http://www.rte.ie/about/organisation/annualreport/2002eng.pdf

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Lettonia

I principi generali per le trasmissioni radiotelevisive in Lettonia sono attualmente disciplinati dalla Legge sulla radio e sulla televisione del 1995 e dai successivi emendamenti. La legge disciplina tanto il settore pubblico quanto le trasmissioni da parte dei privati, entrati nel mercato dell'audiovisivo fin dall'indipendenza ottenuta nel 1991.

L'assegnazione delle licenze di trasmissione  assicurata dal Consiglio Nazionale per e la radio e la televisione che  anche l'organo di controllo del sistema.

La fornitura del servizio pubblico radiotelevisivo  assicurato da due emittenti distinte, ovvero da Latvijas Radio (Radio Lettone) e da Latvijas Television. Latvijas Radio offre quattro canali nazionali ed  l'emittente radiofonica pi seguita del paese; Latvijas Television trasmette due canali nazionali la cui offerta si differenzia soprattutto perché il secondo canale dedica il 20% della programmazione alle minoranze linguistiche.

Tutte le notizie e le leggi riguardanti il sistema radiotelevisivo lettone sono consultabili in inglese sul sito internet del Consiglio Nazionale per la radio e la televisione.

Link:

Latvijas television:
http://www.ltv.lv/

Latvijas radio
http://www.radio.org.lv/

Consiglio Nazionale per e la radio e la televisione:
http://www.nrtp.lv/  versione inglese: http://www.nrtp.lv/en/index.php

Legge sulla radiotelevisione (in inglese):
http://www.nrtp.lv/en/Law.doc

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Lituania

L'emittente pubblica radiotelevisiva lituana  LRT (Lietuvos Nacionalinis Radijas ir Televizija, Radiotelevisione Nazionale Lituana), istituzione non profit pubblica appartenente allo Stato e operante in base alla Legge sulla Radio e sulla Tel

evisione Nazionale Lituana (Legge No.I-1571) approvata l'8 ottobre 1996 e da ultimo emendata il 25 Gennaio 2001 attraverso la legge No.IX-155. Un'altra legge fondamentale che regola il servizio offerto da LRT  la Legge riguardante la fornitura di informazione al pubblico approvata il 2 giugno 1996 (Legge No.I-1418) ed emendata il 18 ottobre 2001 (No.IX-561).
LTR trasmette un canale televisivo e due canali radiofonici nazionali.

In base alla Legge 1571, gli organi di Governo della LRT sono il Consiglio di Amministrazione e la Commissione amministrativa. Il pi importante  il Consiglio di Amministrazione che rappresenta il pubblico interesse. Esso  composto da dodici membri scelti per un periodo di sei anni fra individui che si siano distinti in campo sociale, scientifico e culturale. Quattro di essi sono scelti dal Presidente della Repubblica, quattro dal Parlamento e uno ciascuno dal Consiglio Lituano delle Scienze, dal Consiglio Lituano sulle attivitá Educative, dall'Associazione Lituana degli Artisti, dalla Conferenza Episcopale Lituana. I poteri del Consiglio, molto ampi, sono stabiliti all'art.10 della Legge 1571.

Il Consiglio, oltre a determinare la programmazione dell'emittente, ad approvare i piani strategici ed i rapporti annuali sulle attivitá di LRT, ad assumere i regolamenti, ha il compito di nominare il Direttore Generale (il quale dura in carica per cinque anni e non puó essere scelto fra i membri del Consiglio stesso) e i cinque componenti della Commissione Esecutiva (cfr.art.11).

LRT impiega circa 700 operatori e si finanzia quasi interamente (90% circa) attraverso fondi statali.

La Legge riguardante la fornitura di informazione al pubblico (L.1418) ha istituito la Commissione Lituana sulla Radio e la Televisione al fine di disciplinare e vigilare sulle attivitá delle emittenti radiotelevisive private, entrate con forza nel settore all'indomani della caduta del sistema comunista sovietico.

Link:

Radiotelevisione lituana:
http://www.lrt.lt/

versione inglese (solo legislazione e notizie): http://www.lrt.lt/eng/

Legge sulla Radio e sulla Televisione Nazionale Lituana e Legge sulla fornitura dell'informazione al pubblico (in inglese)
http://www.lrt.lt/eng/laws/

Sito della Commissione per la radio e la televisione in Lituania (in inglese)
http://www.rtk.lt/en/

Sito dell'autoritá di regolazione delle Telecomunicazioni (in inglese) http://www.rrt.lt/english/english.htm

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Lussemburgo

Il Governo del Lussemburgo si  sempre impegnato nella fornitura di un contesto liberale che favorisse l'iniziativa dei privati in campo radiotelevisivo. In questo modo, le attivitá di radiotelevisione sono sempre state dominio esclusivo di imprese private.

Il settore pubblico non ha mai avuto un ruolo importante, ed  presente solo attraverso servizi quali il televideo e alcuni servizi satellitari forniti dalla SES, compagnia basata in Lussemburgo che opera sul sistema ASTRA.

Fino al 1991, momento in cui  stata approvata la nuova Legge sui Media, con l'intento di favorire la nascita di nuovi operatoti, nel paese c'era un monopolio di fatto nella radiotelevisione gestito dalla CLT (Compagnie Luxembourgeoise de Télédiffusion). La societá, creata nel 1931 e denominata CTR (Compagnie Luxembourgeoise de la Radio), era basata su una concessione del Governo del Lussemburgo. CTR si  da subito caratterizzata per la vocazione europeista, trasmettendo canali in lingua francese, tedesca e inglese. Nel corso degli anni '50, la compagnia  entrata nel mercato della televisione, cambiando la denominazione in CLT ed avviando le trasmissioni radiofoniche e televisive di RTL (Radiotelevisione Lussemburghese), attualmente controllata al 100% da RTL Group. La deregulation che ha caratterizzato il mondo dei media in Europa nel corso degli anni '80, ha consentito alla CLT di acquisire nuovi canali in diversi paesi (Germania, Francia, Belgio, Olanda, Regno Unito, Svezia, Polonia, Ungheria ed Austria). Grazie all'importanza acquisita, nel 1997  avvenuta la fusione con UFA, importante gruppo multimediale tedesco, che consente oggi al nuovo gruppo di essere presente in tutti i settori della produzione e della distribuzione dell'audiovisivo. Nel 2000 il gruppo CLT-UFA si  fusa infine con la britannica Pearson TV e ha cambiato denominazione in RTL Group. Presente in 9 paesi, con il controllo di 23 catene televisive e 17 radiofoniche, con la produzione di oltre 160 milioni di pagine internet al mese, RTL Group  oggi il primo gruppo audiovisivo europeo.

Link:

RTL:
http://rtl.lu/home.rtl

Legislazione sui media (in francese):
http://www.gouvernement.lu/dossiers/medias_soc_information/media/encadrem/
legmedia.html

Commissione indipendente per il broadcasting:
http://www.mediacom.public.lu/institutions/Institutions_nationales/cir/

Consiglio nazionale dei programmi:
http://www.mediacom.public.lu/institutions/Institutions_nationales/cnp/index.html

Commissione consultiva dei media:
http://www.mediacom.public.lu/institutions/Institutions_nationales/ccm/index.html

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Malta

Con una superficie di 316 km quadrati e 381.000 abitanti, dal 1 maggio 2004 Malta sará il piú piccolo paese dell'Unione Europea.

La sua emittente radiotelevisiva pubblica  oggi PBS Ltd (Public Broadcasting Services) che risponde al Ministero dell'Educazione. I servizi radiotelevisivi di Malta sono sottoposti alla supervisione e al controllo dell'Autoritá sul Broadcasting, creata fin dal 1961 come organo indipendente nominato dal Presidente della Repubblica.

Le trasmissioni radiofoniche dell'emittente pubblica Maltese (Radju Malta) sono state avviate nel 1935, quelle televisive nel 1962. Fino all'inizio degli anni'90, non essendo consentita l'iniziativa privata nel campo della radiotelevisione, l'emittente pubblica trasmetteva in regime di monopolio. Nel 1991, anno in cui  stata approvata la Legge sul Broadcasting (Legge No.XII/1991), che negli anni seguenti ha subito numerosi emendamenti, la prima stazione radiofonica privata ha iniziato le trasmissioni. L'ingresso massiccio dei privati nel sistema ha portato ad una crisi inevitabile nel comparto pubblico, il quale nell'ottobre 2000 ha subito un processo di ristrutturazione a seguito del quale PBS trasmette due canali televisivi, TVM (Televisione Maltese), e CC Canale12 (Canale della Comunitá) e tre canali radiofonici: Radju Malta, Radju FM Bronia e Ten606.

Link

PBS:
http://www.pbs.com.mt

Autoritá maltese per i media (versione in inglese):
http://www.ba-malta.org/m_main.htm

http://www.ba-malta.org/m_authority.htm

Legislazione maltese sul broadcasting:
http://www.ba-malta.org/legislation/index_legal%20notices.htm

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Norvegia

NRK (Norsk Rikskringkasting), la concessionaria pubblica radiotelevisiva norvegese,  nata nel 1933 ed ha operato come monopolista fino all'inizio degli anni '80. Attualmente trasmette un canale televisivo nazionale (NRK-1), due canali televisivi trasmessi in parte per via terrestre e in parte attraverso il satellite (NRK-to e tvNorge) e tre canali radiofonici (P1, P2 e Petre).

NRK  definita emittente di servizio pubblico dal 1988, anno in cui l'impresa  stata trasformata in una fondazione e la frase "al servizio del pubblico"  stata inserita nel suo Statuto. La vaghezza e la vastitá del concetto "servizio pubblico" ha indotto il Governo ad istituire, nel 1995, un "Consiglio dell'emittente di servizio pubblico" (Public service broadcasting council) (Allmennkringkastingrad) che aiutasse nella individuazione dei criteri che NRK deve rispettare e che provvedesse all'analisi e alla verifica dei rapporti annuali prodotti dall'emittente. 

Le attivitá della NRK sono regolate dalla Legge sul Broadcasting del 4 dicembre 1992 e dai suoi successivi emendamenti, i pi recenti dei quali sono contenuti nella Legge No.6 del 14 gennaio 2000. Il ministero competente in relazione alle attivitá radiotelevisive  il Ministero della Cultura

La NRK  una societá a responsabilitá limitata, sottoposta alla legge norvegese sulle imprese commerciali. Le uniche eccezioni sono specificate nella Legge sul Broadcasting.

Gli organi di gestione della NRK sono il Consiglio dei direttori (Board of directors) che puó partecipare alle deliberazioni del Consiglio dell'emittente ma non ha poteri sulla programmazione; il Direttore generale dell'emittente che, in quanto responsabile amministrativo,  responsabile della produzione e della messa in onda dei programmi; partecipa alle deliberazioni del Consiglio dell'emittente; puó partecipare alle deliberazioni dei Consigli regionali sulla programmazione.

Le attivitá di NRK sono finanziate per lo pi attraverso il canone di abbonamento. Sui canali di servizio pubblico non possono essere trasmessi spot pubblicitari.

Il Consiglio dell'emittente  composto da 14 componenti. Sei di essi, compresi Presidente e Vice-presidente, sono nominati dal Re. Essi durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati una sola volta. Il Presidente del Consiglio puó prendere parte ai lavori del Consiglio di Amministrazione e partecipare alle sue decisioni.

Il Consiglio dell'emittente esprime giudizi sulla programmazione della NRK e sulle questioni che gli sottopone il Direttore generale o che essa stessa reputa meritevoli di attenzione. Il Consiglio puó essere invitato dal Consiglio di amministrazione o dal Direttore generale ad esprimere giudizi su questioni amministrative e finanziarie.

Per far si che NRK incontri il pi possibile i bisogni e le richieste del pubblico, sono stati previsti ed istituiti dei Consigli regionali sulla programmazione, organi consultivi che possono esprimere opinioni in merito alla programmazione degli uffici regionali dell'emittente.

Link:

NKR:
http://www.nrk.no/

Ministero della Cultura norvegese (in inglese):
http://odin.dep.no/kkd/engelsk/

Legge sul Broadcasting (in inglese):
http://odin.dep.no/kkd/engelsk/media/018041-200005/index-dok000-b-n-a.html

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Olanda

Il sistema di broadcasting olandese  principalmente regolato dal Commissariaat voor de Media (Autoritá Olandese per i Media) che  un organismo indipendente che opera dal 1988, ovvero dal momento dell'approvazione della Legge sui media (Media act). Quest'ultimo, insieme al Decreto sui media (Media Decree),  una delle due leggi fondamentali che regolano il Broadcasting radiotelevisivo in Olanda. L'Autoritá opera affinché le emittenti pubbliche e private rispettino le leggi olandesi sui media.

La versione pi recente del Media act (che nel corso degli anni ha subito diversi emendamenti)  del febbraio 2001. La versione pi recente del Media decree  del giugno del 2001.

L'Olanda ha sviluppato un sistema di broadcasting pubblico molto articolato, in cui diverse Associazioni per il broadcasting fra cittadini ottengono degli spazi di programmazione. La Legge sui media ha stabilito due emittenti pubbliche: NOS e NPS che sono organizzazioni complementari alle Associazioni per il broadcasting. Le emittenti trasmettono, oltre a diversi canali radiofonici, tre canali televisivi nazionali.

Le associazioni per il broadcasting sono le seguenti: AVRO, BNN, EO, KRO, NCRV, TROS, VARA, VPRO. I tre canali pubblici sono costituiti attraverso l'unione di diverse associazioni. Per esempio Nederland1, il primo canale pubblico, comprende AVRO, KRO, EO e NCRV; il secondo canale, TV2, comprende TROS, EO, BNN e NOS Sport. Il compito delle due emittenti  proprio di coordinare le attivitá e le necessitá di trasmissione delle associazioni per il broadcasting.

La legge detta i criteri per poter costituire un'associazione, che ovviamente puó nascere in relazione ad esigenze politiche, religiose o culturali. Tutti e tre i canali televisivi pubblici sono tenuti a rispettare norme per lo svolgimento della missione di servizio pubblico loro affidata dalla legge.

Le prerogative di NOS e di NPS non si limitano al coordinamento delle attivitá delle associazioni. Le emittenti infatti forniscono quei programmi che le associazioni non sono in grado di realizzare (notiziari, servizi parlamentari, eventi di interesse nazionale, eventi sportivi di particolare rilevanza,) e per i quali hanno a disposizione circa il 40% del tempo di antenna.

Link:

Media act (in inglese):   
http://www.cvdm.nl/documents/mediaact.pdf

Media decree (in inglese):
http://www.cvdm.nl/documents/mediadecree.pdf

Versione inglese del sito dell'autoritá olandese per i media:  
http://www.cvdm.nl/pages/english.asp?m=a&&flash=5

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Polonia

Le pi importanti imprese nel campo dell'audiovisivo in Polonia sono la radio pubblica Polskie Radio S.A. e la televisione pubblica TVP S.A. (Televisione Polacca).

Polskie Radio trasmette 4 canali nazionali: PR1 e PR3 (generaliste), PR2 (che offre principalmente musica classica e letteratura) e il canale educativo Radio Bis. Essa incorpora inoltre PR5 canale estero su onde corte e 17 radio regionali, che sono emittenti indipendenti. Polskie Radio  soggetta al controllo del Consiglio Nazionale sul Broadcasting.

La televisione pubblica TVP trasmette due canali nazionali (TVP1 e TVP2) e controlla 12 canali regionali che gestiscono i programmi locali e i programmi destinati alle minoranze linguistiche. I canali regionali compongono quello che si potrebbe chiamare TVP3. TVP trasmette inoltre il canale satellitare TV Polonia.

Le attivitá della radio e della televisione pubblica polacca sono regolate dal Capitolo IV della Legge polacca sul broadcasting approvata dal Parlamento nel dicembre del 1992 (in vigore dal marzo del 1993) e che ha subito negli anni successivi numerosi emendamenti. I doveri particolari delle emittenti pubbliche sono enunciati all'art.21 della Legge.

Gli organi di gestione della TVP sono il Consiglio dei Direttori, il Consiglio dei Supervisori e l'Assemblea generale.

Il Consiglio dei Direttori  composto da due membri nominati dal Consiglio dei Supervisori, ha mandato quadriennale e si occupa della gestire quotidiana e dei piani strategici dell'impresa. Il Consiglio dei Supervisori svolge le attivitá di controllo sulle operazioni della societá. Oltre al Consiglio dei direttori nomina, su indicazione di questi ultimi, i responsabili dei centri regionali. Il Consiglio dei supervisori  composto da nove membri. Otto di essi sono nominati dal Consiglio nazionale sul Broadcasting, uno dal Ministero del Tesoro. Durano in carica per tre anni. L'Assemblea Generale  il pi importante organo della societá, essa esamina ed approva il report annuale sottopostole dal Consiglio dei direttori, controlla l'operato del Consiglio dei direttori e del Consiglio dei Supervisori. Il rappresentante del Ministero del tesoro tutela l'interesse nazionale e il Parlamento polacco.

Altri organi importanti sono il Consiglio dei programmi, organo consultivo rinnovato ogni quattro anni, composto da 15 membri che sono nominati dal Consiglio Nazionale sul Broadcasting e sono scelti fra i membri del Parlamento e i rappresentanti delle arti e della cultura.

Per assicurare il massimo rispetto dei principi etici e deontologici che devono caratterizzare la produzione e messa in onda delle notizie e dei programmi, TVP ha redatto nel 1996 un codice deontologico per il rispetto del quale  stata creata la TVP Commissione Etica che ha il compito di valutare l'osservanza delle norme etiche nell'operato dei giornalisti e programmisti.

Per quanto riguarda l'assetto societario, TVP  una societá del Ministero del Tesoro. Le sue attivitá sono finanziate principalmente attraverso la vendita di spazi pubblicitari, dal canone di abbonamento, dalle sponsorizzazioni e da altre fonti come la vendita di programmi e servizi. Attualmente l'impresa impiega circa 600 dipendenti, un terzo dei quali nelle strutture regionali.

Per quanto riguarda gli organi di garanzia, la Legge polacca sul broadcasting ha istituito il Consiglio Nazionale sul Broadcasting che opera dal 28 aprile 1993. Esso  un organo statale competente sulle questioni riguardanti la radio e la televisione. Subito dopo la sua istituzione,  stato presentato un disegno di legge per l'inserimento del Consiglio nella Costituzione Polacca. Esso  "entrato" quindi nella Costituzione del 2 aprile 1997 agli articoli 213, 214, 215. L'articolo 213, comma 1, stabilisce che: "il Consiglio salvaguarderá la libertá di espressione, il diritto all'informazione cosí come l'interesse pubblico sulle questioni riguardanti le trasmissioni radiofoniche e televisive". Il Consiglio  composto da nove componenti che rappresentano le diverse componenti sociali e politiche del paese, sono nominati dalle massime autoritá polacche e durano in carica per sei anni.

Link:

Sito del Consiglio Nazionale sul Broadcasting (versione inglese):
http://www.krrit.gov.pl/stronykrrit/english.htm

Polskie radio:
http://www.radio.com.pl/

Radiotelevisione Polacca (RTP):
http://www.tvp.pl/

Guida alla TVP del 2002 (in inglese)
http://wiadomosci.tvp.pl/informator_en/1,0000000000.strona

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Portogallo

L'emittente pubblica portoghese  RTP (Radiotelevisione portoghese).

RTP trasmette due canali radiofonici nazionali; numerosi canali radiofonici locali e internazionali; due canali televisivi nazionali (RTP1, RTP2); due canali televisivi regionali: RTP Madeira ed RTP Azzorre; due canali tv internazionali (RTP Internacional, RTP Africa) e un canale televisivo all news (NTV).

L'opportunitá del Servizio pubblico radiotelevisivo  affermata all'art.38, comma5 della Costituzione portoghese, alla quale seguono, in via gerarchica, le disposizioni legislative interne e comunitarie, un atto di concessione e un Contratto di servizio triennale. L'ultimo contratto (conformemente alla risoluzione n°1 del 7/12/94 sul futuro del servizio pubblico radiotelevisivo;in accordo alla risoluzione A4-0140/96 del Parlamento Europeo del 14/6/95;in considerazione della legge 58/90 attraverso la quale viene rilasciata alla RTP una concessione per 15 anni; in considerazione della legge 21/92)  stato stipulato nel dicembre del 1996 fra lo Stato (rappresentato dal Ministro del Tesoro e delle Finanze e dal Ministro per le Comunicazioni sociali) e RTP. Sul sito istituzionale, molto ricco nella sezione legislativa,  reperibile il contratto 1997/2000 che  ormai scaduto. Il nuovo contratto, previsto e confermato dalla legge n.31 del 1998 non  stato ancora approvato.

Il 14 luglio 1998  stata approvata invece la nuova Legge sulla Televisione (LEI N°31-A/98) che al Capitolo 4 assicura e regola il servizio pubblico.

La RTP sta attualmente attraversando una profonda crisi finanziaria e di identitá. La crisi  legata principalmente all'apertura del sistema radiotelevisivo alla concorrenza da parte di competitori privati a partire dall'inizio degli anni '90. Anche in virt di questa crisi, il 22 agosto del 2003  stata approvata una legge (n.°33/2003) di ristrutturazione delle imprese statali nel settore dell'audiovisivo, attraverso la quale la RTP (Radiotelevisão Portuguesa S.A., societá anonima a capitale esclusivamente pubblico)  stata trasformata in societá per azioni e la sua denominazione  divenuta Rádio e Televisão de Portugal, SGPS, S.A. (Cfr. sito dell'autoritá di controllo delle comunicazioni: Alta Autoritá per le Comunicazioni Sociali: http://www.aacs.pt/index.htm e la Legge n.33/2003 http://www.aacs.pt/legislacao/lei_33_2003.htm ).

Il sito istituzionale della Radiotelevisione portoghese non ha cambiato denominazione ed  raggiungibile all'indirizzo www.rtp.pt

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Repubblica Ceca

La legge fondamentale che regola il broadcasting nella Repubblica Ceca  la Legge No. 483/1991, approvata all'indomani della costituzione della Repubblica e che  stata pi volte emendata, fino alla attuale versione, ovvero alla Legge sul broadcasting No.231/2001 del 17 maggio 2001.  Quest'ultima ha istituito il Consiglio per la Radio e la Televisione, autoritá amministrativa di controllo composta da 13 membri nominati dal Primo Ministro su indicazione della Camera dei Deputati il cui mandato dura per 6 anni. Il Consiglio ha fra l'altro il compito di sottoporre ogni anno alla Camera dei Deputati un rapporto annuale sulle sue attivitá e sullo stato delle emittenti radiofoniche e televisive. I doveri dell'emittente televisiva  pubblica (Ceska Televize, che non comprende l'emittente pubblica Cesky Rozhlas ovvero Radio Ceca) sono stabiliti all'art.2 e 3 della legge 483 e successive modifiche. In particolare la legge dispone che il compito della televisione ceca  di creare e diffondere programmi per tutti i gruppi di abitanti con particolare attenzione ai loro diritti di libertá di religione, di cultura, alle loro origini etniche o nazionali, all'identitá nazionale, alle origini sociali, all'etá e al sesso, cosí che tali programmi possano riflettere il pi largo spettro di opinioni politiche, religiose, filosofiche o artistiche, al fine di favorire la reciproca comprensione e la tolleranza e dare supporto alla coesione di una societá pluralistica. All'emittente  inoltre affidato il compito di favorire lo sviluppo dell'identitá culturale dei residenti nella Repubblica Ceca, comprese le minoranze nazionali ed etniche.

Le emittenti pubbliche operano inoltre sulla base delle leggi della Repubblica e dei propri statuti e regolamenti interni.

Il 27 agosto 2003  stato approvato il nuovo Statuto della Televisione Ceca, che definisce l'emittente come istituzione di servizio pubblico.

Il governo della Televisione Ceca  affidato al Direttore generale che  responsabile inoltre del Consiglio della televisione ceca, cosí come previsto dalla legge.

La struttura organizzativa dell'emittente comprende 11 divisioni: Dipartimento dei Direttori esecutivi; Segreteria del Direttore generale; Programmi; Produzione; News; Finanza; Attivitá Commerciali; Dipartimento Legale; Comunicazioni; Studio televisivo di Brno; Studio televisivo di Ostrava. Vi sono ovviamente ulteriori articolazioni e sottostrutture.

I direttori delle 11 divisioni costituiscono il Consiglio dei direttori che  un organo consultivo permanente del Direttore generale. I direttori possono anche essere scelti fra altri manager per decisione del Direttore generale.

Il sistema di finanziamento  misto, le risorse derivanti dal canone di abbonamento sono affiancate dagli introiti delle attivitá commerciali.

Link:

Consiglio per la radio e la televisione ceca (versione inglese):
http://www.rrtv.cz/en/

Statuto della Televisione Ceca del 2003 (in inglese):
http://www.czech-tv.cz/english/pdf/statute.pdf 

Broadcasting Act del 2001 (in inglese):
http://www.rrtv.cz/zakony_en/broadcasting_act2001.html

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Romania

La libertá di espressione in Romania trova fondamento all'art.30 della Costituzione del 1991. La prima legge sul broadcasting nella Romania post-comunista  la Legge N°48 del 21 maggio 1992 che nel corso degli anni ha subito diversi emendamenti, fino all'approvazione di una nuova legge sulle trasmissioni radiofoniche e televisive, la Legge N°504 dell'11 luglio 2002 pubblicata nel "Monitorul Oficial" (Gazzetta Ufficiale Rumena) N°534 del 22 luglio 2002. L'autoritá di controllo del sistema di broadcasting rumeno  il Consiglio Nazionale dell'Audiovisivo (CNA), istituito con la legge del 1992 ed attualmente disciplinato dal capitolo II della legge 504. Il CNA  un'autoritá pubblica autonoma sottoposta al controllo del Parlamento e garante dell'interesse pubblico. Il suo fine  di assicurare il pluralismo in tutte le sue forme, favorire la libera competizione, bilanciare i programmi nazionali e locali, proteggere i diritti umani e i diritti dei minori, la lingua e la cultura rumena nonché i diritti delle minoranze, assicurare la trasparenza nel settore dell'audiovisivo.

Il Consiglio  composto di 11 componenti nominati dal Parlamento. Essi sono peró cosí scelti: tre dal Senato, tre dalla Camera dei Deputati, due dal Presidente della Repubblica, tre dal Governo. Durano in carica per quattro anni e rappresentano il pubblico interesse e non la propria parte politica. Il mandato  incompatibile con altri mandati pubblici o privati, ad eccezione dell'insegnamento. Il CSA  gestito da un Presidente scelto dal Parlamento fra i membri del CSA stesso. La carica di presidente dura per 2 anni e il mandato puó essere rinnovato una sola volta. Il CSA redige un rapporto annuale delle proprie attivitá che viene sottoposto al Parlamento.

In Romania ci sono due societá distinte che gestiscono i servizi televisivi e i servizi radiofonici pubblici.

L'emittente radiofonica pubblica, Societăţii Romane de Radiodifuziune trasmette quattro canali radiofonici: news, cultura, giovani e musica; un canale internazionale (Radio Romania internazionale RRI) e dieci canali regionali e locali che trasmettono programmi propri.

L'emittente pubblica rumena, Societatea Romană de Televiziune (TVR) trasmette quattro canali televisivi: due canali nazionali e due canali internazionali via satellite. I canali nazionali sono Romania1, generalista e TVR2 il cui focus sono programmi culturali ed educativi; i canali satellitari sono TVR International e TVR Cultural.

Il sistema di finanziamento  misto: esiste una tassa sulla radio e sulla televisione alla quale si aggiunge il finanziamento attraverso la pubblicitá.

La tv pubblica ha numerosi concorrenti privati. Inoltre in Romania  molto sviluppata la tv via cavo: con circa 3 milioni di sottoscrittori, essa risulta essere il quinto paese per diffusione del cavo in Europa.

Le trasmissioni di "Televisione rumena" e di "Radio rumena" sono regolate dalla Legge del 41 del 1994 (LEGE privind organizarea şi funcţionarea Societăţii Romšne de Radiodifuziune şi Societăţii Romšne de Televiziune) che definisce missione e doveri dell'emittente. In linea con la legge, TVR adotta una strategia di programmazione triennale (quella attuale comprende il triennio 2002-2004) con la quale si definiscono gli obiettivi e si dettano in maniera puntuale le quote di programmazione che ogni canale deve dedicare ai vari generi. Questo documento  paragonabile, con le dovute cautele, al nostro Contratto di servizio.

Nel 2002  stato approvato un nuovo Regolamento interno (Regulamentul de Ordine Interioară) ad uso di tutti gli operatori di TVR che rende organiche tutte le direttive e le leggi che disciplinano la produzione e la trasmissione dei programmi.

Di seguito si riportano i Link alla Legge 504 del 2002 (Legge sull'audiovisivo, versione in inglese):

CHAPTER I - General Provisions
http://www.cna.ro/eng/legis_cap1.html


CHAPTER II - The National Audio-Visual Council
http://www.cna.ro/eng/legis_cap2.html


CHAPTER III - The Content of Audio-visual Communication
http://www.cna.ro/eng/legis_cap3.html


CHAPTER IV - The Legal Regime of the Ownership within the Audio-visual Field
http://www.cna.ro/eng/legis_cap4.html


CHAPTER V - Licenses and authorisations
http://www.cna.ro/eng/legis_cap5.html


CHAPTER VI - The Limits of the Exclusivity Right
http://www.cna.ro/eng/legis_cap6.html


CHAPTER VII - Infringements and Sanctions
http://www.cna.ro/eng/legis_cap7.html


CHAPTER VIII - Final and Transitory Provisions
http://www.cna.ro/eng/legis_cap8.html

Non essendo reperibile il testo in inglese della legge No.41/1991 si riporta il link alla versione originale in rumeno:
http://www.cdep.ro/pls/legis/legis_pck.htp_act?ida=5020

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Repubblica Slovacca

L'emittente televisiva pubblica Slovacca, STV (Slovenská televízia, Televisione Slovacca), trasmette due canali nazionali, STV1 ed STV2. STV sta attraversando un periodo di grossi cambiamenti. Il nuovo management infatti, in carica dal gennaio 2003, ha deciso di operare una trasformazione radicale sull'organizzazione e sulla strategia d'impresa al fine di superare il progressivo declino che ha investito l'azienda pubblica negli ultimi anni. Il cambiamento comprende tagli allo staff, che da circa 2000 dipendenti dovrebbe passare a circa 800.

Lo scopo della riorganizzazione aziendale  di consentire a STV di avere una struttura pi snella e dinamica che le consenta di produrre migliori programmi giá a partire dal 2004.

L'emittente pubblica radiofonica slovacca  invece Slovakradio, la quale trasmette 5 canali radio, il pi popolare dei quali  Rádio Slovensko, la cui offerta  incentrata sulle news e su programmi di approfondimento legati all'attualitá. Slovakradio trasmette inoltre un canale internazionale e un canale in streaming dal web.

In Parlamento sono stati presentati disegni di legge per l'incremento dei canali sia della televisione che della radio pubblica. E' inoltre in discussione la nuova legge sui media di servizio pubblico.

Fin dal 1992 la Repubblica Slovacca, attraverso la legge No.294, si  dotata di un organo dedicato alla regolamentazione e al controllo del settore radiotelevisivo, il Consiglio della Repubblica Slovacca per le trasmissioni radiofoniche e televisive. Una nuova legge sul broadcasting, la No.308/2000 del 4 Ottobre del 2000, ha riorganizzato il Consiglio e la sua denominazione  stata cambiata in Consiglio per il broadcasting e la ritrasmissione.

Le leggi sulla radio e la televisione slovacche, reperibili sul sito del Consiglio, sono state approvate all'indomani della costituzione della Repubblica. La legge sulla Televisione Slovacca  la No.254/1991 del 24 Maggio 1991, quella sulla Radio, approvata nello stesso giorno,  la legge No.255/1991.
Attraverso la legge sulle telecomunicazioni, No.195 del 19 Maggio 2000,  stata creata inoltre un'autoritá amministrativa indipendente sulle comunicazioni, l'Ufficio per le telecomunicazioni della Repubblica Slovacca, fra i cui compiti  prevista la collaborazione con il Consiglio per il broadcasting per le questioni riguardanti la radio e la televisione.

Link:

Tv:
http://www.stv.sk/

Radio:
http://www.slovakradio.sk/

Sito del Consiglio per il Broadcasting e la ritrasmissione (versione inglese) dove si trovano le leggi sulla radio e sulla televisione:
http://www.rada-rtv.sk

Link alla versione inglese del sito dell'Ufficio per le telecomunicazioni della Repubblica Slovacca
http://www.teleoff.gov.sk/english/

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Slovenia

L'emittente radiotelevisiva pubblica slovena  Radiotelevisione Slovenia (RTV), che dalla "Legge su RTV Slovenia" (legge speciale dell'8 aprile 1994)  definita "istituzione pubblica che svolge un ruolo di servizio pubblico nel campo delle attivitá di radiotelevisione". Con circa 2300 impiegati, RTV  la pi grande impresa di comunicazione slovena.

Dal 1990 in poi, ovvero dall'indomani della caduta del comunismo, i privati hanno iniziato ad operare nel settore radiotelevisivo, anche se le radiotelevisioni private, ad oggi, hanno per lo pi dimensione locale ed un'offerta basata maggiormente su soap e fiction di importazione americana.

Il servizio pubblico di RTV  stato stabilito dal Parlamento sloveno. Conformemente alla legge, RTV trasmette 2 canali televisivi nazionali, 3 canali radio nazionali, un canale radio e uno televisivo rispettivamente per le minoranze di lingua italiana e ungherese, infine programmi per le minoranze slovene dei paesi nei paesi vicini.

RTV aderisce agli standard europei stabiliti dalla Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera del Consiglio d'Europa e dalla Direttiva sui Media elettronici dell'Unione Europea.

L'organo di governo di RTV  il "Consiglio di TRV Slovenia" composto da 25 membri. Cinque di essi sono scelti dal Parlamento in una proporzione che rifletta il pi possibile le forze politiche al Governo. Un membro viene scelto dalla minoranza italiana e uno da quella ungherese, tre dagli operatori di RTV ed i restanti 15 dalle associazioni di categoria, delle arti, dell'universitá, delle comunitá religiose, dal Consiglio delle dell'organizzazione delle persone disabili, ecc.. Il mandato ha una durata di quattro anni e puó essere rinnovato. Il Consiglio adotta gli statuti, nomina il Direttore Generale e gli altri manager, determina l'ammontare del canone di abbonamento, definisce gli standard, i piani strategici e altre questioni rilevanti.

Le operazioni finanziarie sono supervisionate da una Commissione di controllo composta da sette membri, cinque dei quali nominati dal Parlamento e due dagli operatori di RTV per una durata di 4 anni.

La gestione delle attivitá economiche ed operative di RTV sono affidate al Direttore generale che ha un mandato di 4 anni ed  nominato dal Consiglio sulla base di una pubblica consultazione.

Le leggi fondamentali che regolano le attivitá di RTV sono la "Legge su RTV Slovenia" (legge speciale dell'8 aprile 1994), la Legge sui media pubblici (attuale Legge sui Media del 2001), lo Statuto di RTV Slovenia, gli operatori di RTV sono tenuti al rispetto di un codice deontologico chiamato "Standard Professionali e Principi Etici del Giornalismo nei Programmi di RTV Slovenia". Il rispetto del codice viene valutato attraverso un lavoro di monitoraggio della programmazione.
Per quanto riguarda il sistema di finanziamento, le entrate di RTV sono per lo pi legate al canone di abbonamento, che costituisce oltre il 60% delle entrate, per il 30% circa sono costituite da entrate pubblicitarie e derivanti da attivitá economiche, una parte minima  costituita da aiuti statali e da attivitá straordinarie.

La Legge sui Media del 2001 ha creato un nuovo organo indipendente, il Consiglio sul Broadcasting, ovvero l'autoritá di governo e controllo nel settore delle comunicazioni sloveno. Il Consiglio  composto da sette membri scelti dal Parlamento. Il mandato del Consiglio dura cinque anni.

Link:

Radiotelevisione slovena:
http://www.rtvslo.si/modload.php?&c_mod=rnews

Legge speciale dell'8 aprile 1994 su RTV Slovenia (sommario)
http://www.uvi.si/eng/office/history/law-rtv/index.text.html

e link alla versione inglese del sito di RTV (about RTV)
http://www.rtvslo.si/modload.php?&c_mod=static&c_menu=1048034034

Broadcasting Council (in  inglese)
http://www.sigov.si/srd/eng/

Legge sui media, 25 aprile 2001 (in inglese):
http://www.sigov.si/srd/eng/

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Spagna

La RadioTelevision Espanola (RTVE)  un ente pubblico ascritto amministrativamente alla Societá Statale delle Partecipazioni Industriali dal 1gennaio 2001. I suoi alti organi di controllo e gestione sono il Consiglio di Amministrazione e la Direzione generale.

Il Consiglio di Amministrazione  formato da 12 membri, metá designati dal Congresso, metá dal Senato. Ha mandato di durata coincidente con la Legislazione vigente al momento del suo insediamento. Alle sedute assiste il Direttore generale.

Il Direttore generale  l'organo esecutivo del gruppo RTVE,  nominato dal Governo, udito il Consiglio di Amministrazione e resta in carica per un periodo di quattro anni, salvo scioglimento anticipato delle Camere.

Il controllo diretto e permanente dell'attuazione della RTVE e delle sue societá statali si realizza attraverso una Commissione parlamentare del Congresso dei Deputati. Questa, formata da un ampio numero di parlamentari che rappresentano l'intero arco costituzionale, si riunisce almeno una volta al mese. 

A partire dal primo gennaio 2002  entrata in vigore una modifica legislativa che risulta vitale per il futuro del gruppo RadioTelevision Espanola. Attraverso questa modifica, si  affidata a RTVE una funzione di servizio pubblico che ingloba tutti i programmi e i canali di Radio Nacional de Espana e di Television Espanola. Con questa misura si vuole che RTVE diventi una radiotelevisione forte, un punto di riferimento nel settore sul modello di altre emittenti pubbliche radiotelevisive europee.

Ogni anno, conformemente al mandato legale, la societá  tenuta a presentare un rapporto sull'esecuzione della funzione di servizio alla Commissione parlamentare della Camera dei Deputati, che esercita il controllo dell'attuazione dell'ente pubblico RTVE e delle sue societá e che vigila specialmente per il compimento effettivo della funzione di servizio pubblico legalmente attribuita.

RTVE  attualmente il principale gruppo audiovisivo nel panorama spagnolo. Allo stesso tempo, essa si misura con i pi importanti operatori pubblici radiotelevisivi del mondo, favorita dalla crescente diffusione della lingua spagnola nel mondo. La diversificazione  uno dei punti forti dell'emittente: nel 2002 essa ha trasmesso pi di 80.000 ore su TVE e RNE (Radio) comprensive di tutti i generi e i formati per rispondere alle diversificate necessitá sociali e culturali.

Nel 2002 il primo canale televisivo pubblico, TVE1, ha consolidato la sua leadership nel paese. Nel corso dello stesso anno  stata completata la digitalizzazione delle trasmissioni internazionali cosí come la diffusione via satellite. Le diffusioni delle due reti generaliste sono anch'esse digitali dall'aprile 2002. RTVE  oggi chiamata a sviluppare e diffondere il digitale terrestre.

Il quadro normativo che regola le trasmissioni di RTVE  cosí articolato:

  1. Protocollo di Amsterdam (2/10/97)
  2. Comunicazione della Commissione Europea (15/11/2001) detta i criteri interpretativi del Protocollo di Amsterdam: ogni stato deve a) definire la funzione di servizio pubblico, b) disporre il sistema di finanziamento pi conveniente, c)affidare a un organismo o ad un'autoritá indipendente il controllo del compimento effettivo della funzione di servizio pubblico
  3. La disposizione addizionale 16° della legge 24/2001 su materie fiscali, amministrative e di ordine sociale ha modificato l'apparato 1 dell'art.5 della legge 4/1980 sullo statuto della radio e della televisione, con effetto dal gennaio 2002 definendo la funzione i servizio affidata ad RTVE

La funzione di servizio pubblico di RTVE:

  • Comprende produzione ed emissione di un congiunto equilibrato di canali e programmi (generalisti e/o tematico)
  • Non puó comprendere attivitá che non siano riconducibili alla radiodiffusione sonora o televisiva
  • Deve integrare programmi diversificati di ogni genere
  • Ha il fine di rispondere alle necessitá democratiche, sociali e culturali
  • Deve diffondere l'accesso della cittadinanza all'informazione, alla cultura, all'educazione e all'intrattenimento
  • Deve rispondere a determinati standard qualitativi.

I servizi offerti da RTVE devono compiere una serie di obiettivi propri di un servizio pubblico globale, che si dettagliano in 10 punti:

  • incentivare la conoscenza dei valori costituzionali: libertá, giustizia, uguaglianza e pluralismo politico
  • promuovere attivamente il pluralismo, anche attraverso iniziative specifiche. Il riferimento deve essere ogni tipo di pluralismo, non solo quello politico, con pieno rispetto delle minoranze , mediante il dibattito democratico, l'informazione obiettiva r plurale e la libera espressione delle opinioni
  • promuovere il rispetto della dignitá umana, specialmente in relazione ai diritti dei minori, alle pari opportunitá fra i sessi e alla non discriminazione per alcun motivo.
  • favorire la diversitá culturale e linguistica
  • offrire qualitá, diversificazione, innovazione, e standard etici adeguati
  • tenere sempre presenti le audience pi vaste, tanto nel numero come nella diversitá, assicurando la massima copertura geografica, sociale e culturale.
  • favorire l'accesso di tutti a tutti i diversi generi di programmazione e agli eventi istituzionali, sociali, culturali e sportivi, rivolgendosi a tutti i segmenti di audience, etá e gruppi sociali, incluse le minoranze con disabilitá
  • favorire l'educazione, la diffusione intellettuale e artistica
  • assicurare la protezione dei diritti dei consumatori
  • incrementare la produzione audiovisuale spagnola ed europea

Conformemente al mandato legale, RTVE deve promuovere lo sviluppo, la conoscenza, la promozione delle diversitá culturali, linguistiche e sociali delle Comunitá e Cittá autonome.

Infine, RTVE deve promuovere attivamente lo sviluppo della societá dell'informazione attraverso 4 linee di attuazione

  • Partecipando al progresso tecnologico
  • Utilizzando tutte le vie e i mezzi di diffusione e distribuzione, le nuove tecniche di diffusione e produzione dei programmi e i servizi di comunicazione audiovisuali
  • Sviluppando nuovi servizi, inclusi quelli digitali e on line
  • Diffondendo i servizi e le decisioni delle differenti amministrazioni pubbliche ai cittadini

Link:

Legge sullo status della radiotelevisione del 10 gennaio n.4/1980 (in spagnolo):
http://noticias.juridicas.com/base_datos/Admin/l4-1980.html

Disposizione addizionale 16 che modifica la legge la legge spagnola sulla radiotelevisione pubblica (in spagnolo):
http://noticias.juridicas.com/base_datos/Admin/l24-2001.t5.html#da16

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Svezia

Sveriges television AB (Svt), l'emittente televisiva pubblica svedese (le trasmissioni radiofoniche sono trasmesse da altre emittenti), dal 1 gennaio 1997  controllata da una fondazione, la Forvaltningsstiftelsen for Sveriges Television AB. Lo scopo della fondazione  di assicurare l'indipendenza delle compagnie di servizio pubblico, ovvero delle emittenti televisive Sveriges television AB, Sveriges Utbildningsradion ("Emittente svedese di programmi educativi") e dell'emittente radiofonica Sveriges radio.

Svt  una emittente televisiva libera, indipendente e non governativa. Attualmente essa produce novi canali televisivi, servizi teletext e internet. STV1 e STV2, i due canali televisivi nazionali, sono trasmessi in forma sia analogica che digitale.

Le attivitá della televisione svedese sono regolate da tre leggi fondamentali: la Legge costituzionale fondamentale sulla libertá di espressione, la Legge sulla Radio e la Televisione (844/1996), il Broadcast chart (assimilabile al nostro contratto di servizio) predisposto dal Governo al fine di assicurare un buon livello di libertá di espressione e di informazione. Il contratto (chart), entrato in vigore il 1 gennaio 1997 per un periodo di quattro anni, sostituisce l'accordo fra lo Stato e la STV. In accordo con l'art.3, sez.7, par.2 della Legge sulla Radio e la Televisione, la charter viene rinnovata automaticamente per un periodo di quattro anni senza alcun emendamento nel caso in cui cosí voglia l'emittente, e nel caso in cui il Governo, prima di due anni dalla scadenza, non manifesta volontá di modifiche. In virt di questa previsione, il contratto del 1997  stato rinnovato in maniera automatica.

Il contratto puó essere rescisso.

L'art. 18 del contratto contiene norme dedicate alla tutela delle fasce svantaggiate e all'accrescimento dei dispositivi per l'accessibilitá.

Nel 2000, la STV ha subito un processo di riorganizzazione aziendale volto a far si che essa possa meglio affrontare i rapidi cambiamenti nel mondo dei media contemporanei.

L'organo di governo principale  il Consiglio di Amministrazione dal quale dipendono il Direttore del management e il Direttore dei programmi. Il secondo organo di gestione  la Commissione esecutiva dalla quale dipendono le otto articolazioni dell'azienda.

Link:

Charter (in inglese):
http://www.svt.se/hela/inenglish/charter.pdf

Sito dell'autoritá sulla radio e la televisione (versione inglese):
http://www.rtvv.se/english/index.htm

Legge sulla radio e sulla televisione (in inglese):
http://www.rtvv.se/english/pdf/rtvact.pdf

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Svizzera

Le trasmissioni della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana (RTSI) sono autorizzate da una concessione che viene rilasciata ad un'unica societá, la SSR, che  costituita da quattro societá regionali. La CORSI (Societá Cooperativa per la Radiotelevisione Svizzera di lingua Italiana) o RTSI  una di queste. L'organizzazione dell'emittente pubblica radiotelevisiva riflette la natura confederale e multilingue del paese.

La SRG SSR Ideé Suisse  un'azienda non profit al servizio della comunitá. Non persegue alcuno scopo di lucro: la maggior parte del suo finanziamento  assicurata dal gettito del canone radio-tv, integrato da proventi commerciali.

La gamma di programmi della SRG SSR  nazionale, multimediale e plurilingue. Comprende 7 emittenti televisive e 18 reti radiofoniche nelle quattro lingue nazionali, ma anche siti complementari - per un totale di dieci lingue - e servizi di Teletext in italiano, tedesco e francese.

Dal punto di vista dell'organizzazione istituzionale, la Societá svizzera di radiotelevisione SRG SSR idée suisse  un'unione di associazioni alla quale puó aderire qualsiasi cittadino svizzero. Questa organizzazione rappresenta la struttura societaria della SRG SSR e fa da tramite tra l'opinione pubblica e l'azienda SRG SSR: i suoi soci possono esercitare un influsso sulla SRG SSR esattamente come gli azionisti di una societá anonima. Essa comprende quattro societá regionali:

  • RDRS: SRG idée suisse Deutschschweiz Radio- und Fernsehgesellschaft der deut-schen und rÿtoromanischen Schweiz
  • RTSR: SSR idée suisse romande / société de radio-télévision suisse romande
  • CORSI: Societá cooperativa per la radiotelevisione nella Svizzera italiana
  • CRR: Cuminanza rumantscha radio e televisiun

A livello nazionale, gli organi della societá sono:

  • Il Consiglio centrale, diretto dal Presidente della SRG SSR,
  • Il Comitato del Consiglio centrale
  • Il Direttore generale
  • L'Ufficio di revisione

Al Consiglio centrale e al Comitato del Consiglio centrale corrispondono a livello regionale i Consigli regionali e rispettivi Comitati. Ad essi si affiancano i Consigli del pubblico che a loro volta nominano gli Organi di mediazione

Dal 1° ottobre 2002 Jean-Bernard Mônch  presidente del Consiglio centrale, organo supremo della SRG SSR.

Alla base della legislazione Svizzera per le trasmissioni radiotelevisive vi  l'art.93 della Costituzione federale. Segue, a cascata, la legge sulla radiotelevisione (LRTV) del 1991 attualmente in corso di revisione, un'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) del 1997 che ha modificato in parte la LRTV; la concessione; lo statuto interno delle societá.

La "madre" di tutte le leggi sulle trasmissioni radiotelevisive  la Costituzione federale che all'art.93 stabilisce che la legislazione sulla radiotelevisione  di competenza della Confederazione; che la radio e la televisione debbono contribuire all'istruzione e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all'intrattenimento; che esse debbono inoltre considerare le particolaritá del Paese e i bisogni dei Cantoni, presentando gli avvenimenti in modo corretto e riflettendo adeguatamente la pluralitá delle opinioni. L'art.93 garantisce l'indipendenza della radio e della televisione (dallo Stato), nonché l'autonomia nella concezione dei programmi.

La base per tutte le emittenti radio-tv  la Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV), essa rappresenta il quadro giuridico all'interno del quale si muovono i media elettronici in Svizzera. La legge, che dedica un capitolo intero (il terzo) alla SRG SSR,  stata varata dalle Camere federali ed  sottoposta al referendum facoltativo. La LRTV del 21 giugno 1991, attualmente in vigore,  ora in fase di revisione. La nuova legge non dovrebbe entrare in vigore prima del 2004. I principali obiettivi che si prefigge la nuova legge sono un servizio pubblico pi forte, incentrato sulla Svizzera, e maggiore libertá per le emittenti radio-tv commerciali. Il 6 ottobre 1997, in relazione all'art74 della legge 21 giugno 1991 sulla radiotelevisione,  stata emanata dal Consiglio federale svizzero, un'Ordinanza sulla Radiotelevisione (ORTV) (che  legge dello Stato dal 23 dicembre 1997) e che  stata modifica il 23 giugno 1999 e il cui testo  disponibile sul sito.

La base per la SRG SSR  la Concessione. Essa  stabilisce il numero di reti radiotelevisive che la SRG SSR puó avere in ciascuna regione linguistica (art.2); definisce il mandato di programma che la SRG SSR deve assolvere nell'insieme dei suoi programmi (art.3); esplicita il quadro giuridico dell'organizzazione SRG SSR.

 La Concessione stabilisce le modalitá d'uso del canone da parte della SRG SSR; vieta la pubblicitá sulle reti radiofoniche della SRG SSR (art.11) (ad eccezione dell'autopromozione di reti e trasmissioni)

La colonna portante per il funzionamento di ognuna delle 4 societá sono gli Statuti.  L'attuale statuto  stato approvato dall'Assemblea dei delegati il 22 novembre 1991e dal Consiglio federale il 12 febbraio 1992. Lo Statuto della SRG SSR precisa i compiti sanciti dalla concessione e definisce nei dettagli l'organizzazione della SRG SSR. Sul sito della SRG SSR  disponibile un'ampia documentazione; in particolare sono presenti documenti sulla discussione della nuova LRTV che dovrebbe essere varata nel 2004 e che dovrebbe rafforzare la missione di servizio pubblico. Al momento non esiste una carta assimilabile al nostro Contratto di Servizio.

A questo indirizzo  possibile reperire tutti i riferimenti normativi in lingua italiana che regolano l'emittente di servizio pubblico svizzera:
http://www.srg-ssr.ch/it/legal_guidelines/it_rechtsgrundlagen.html

Altri Link:

Statuto della CORSI:
http://www.srg-ssr-idee-suisse.ch/it/corporation/corsi/it_corsi_statuten.html

Costituzione
http://www.srg-ssr-idee-suisse.ch/it/legal_guidelines/it_101.html

Concessione:
http://www.srg-ssr-idee-suisse.ch/it/legal_guidelines/it_konzession.html

Statuti:
http://www.srg-ssr-idee-suisse.ch/it/legal_guidelines/it_statuten.html

Ordinanza:
http://www.srg-ssr-idee-suisse.ch/it/legal_guidelines/it_verordnungen.html

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Turchia

Tre leggi fondamentali in Turchia regolano le trasmissioni radiofoniche e televisive: la principale  la Costituzione, che garantisce a tutti la libertá di espressione, ad essa segue la Legge No.3984 del 20 aprile 1994, ovvero la "legge sull'istituzione e le trasmissioni dei canali radiofonici e televisivi", che istituisce inoltre l'autoritá di controllo del sistema; infine la Legge No.2954 sulla TRT, che definisce gli obblighi particolari cui  sottoposta l'emittente pubblica radiotelevisiva.

TRT, Turkiye Radyo Televizyon Kukumu (Compagnia turca di radiotelevisione),  stata creata nel 1964, periodo in cui nel paese si erano iniziati i primi test di trasmissione del segnale televisivo. La liberalizzazione del sistema  avvenuta nel corso degli anni '90, in virt della pressione esercitata dalle imprese private. Nel 1993 un emendamento all'art.133 della Costituzione ha rimosso gli ostacoli alle trasmissioni da parte dei privati.

La Legge No.2954 chiarisce lo status dell'emittente pubblica. TRT viene definita come un'istituzione per la fornitura di servizio pubblico avente autonomia costituzionale. Il management dell'emittente  scelto dal Governo, che nomina il Consiglio di amministrazione e il suo presidente.

La TRT trasmette sette canali televisivi: TRT1; canale generalista; TRT2, canale culturale; TRT3 canale "giovane" (offre prevalentemente programmi musicali e sportivi); TRT4 canale educativo che trasmette fra l'altro lezioni universitarie; TRT-INT e TRT-AVRASYA canali internazionali che hanno la funzione di fare da ponte fra l'Europa e l'Asia; il canale regionale GAP-TV. Uno schema simile a quello per le televisioni, ovvero caratterizzato da canali tematici, viene seguito per le trasmissioni degli altrettanti canali radio.

L'organo di controllo del sistema turco di broadcasting, istituito attraverso la legge del 1994,  il Supremo Consiglio per la Radio e la Televisione (Radyo ve Televizyon Ust Kurulu, RTÊK), che vigila sull'osservanza della legge da parte delle emittenti e in particolare sull'osservanza dei fondamentali valori della Repubblica Turca. La RTÊK  composta da neve membri, scelti dalle forze politiche in Parlamento: cinque sono nominati dalla maggioranza di governo, quattro dall'opposizione.

Link alla legge No.3984 del 20 aprile 1994:
http://www.rtuk.org.tr/ying3984.htm

Link alla versione inglese del sito della RTÊK:
http://www.rtuk.org.tr/eng1y.htm

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Ungheria

Le attivitá di trasmissione radiofonica e televisiva ungherese trovano il proprio fondamento nella Costituzione Ungherese, il cui testo rivisitato  stato approvato il 23 ottobre 1989 (giorno dell'anniversario della rivolta del 1956). La nuova Costituzione contiene un capitolo interamente dedicato ai diritti fondamentali della persona, molti dei quali non erano previsti nella costituzione di ispirazione sovietica del 1949. L'art.61 riconosce la libertá di espressione, il diritto di accesso e diffusione alle informazioni di interesse pubblico, la libertá di stampa. L'articolo contiene altresí norme volte a garantire il pluralismo.

Il broadcasting radiofonico e televisivo  regolato in dettaglio dalla Legge sulla radio e sulla televisione, o Legge sui Media, a lungo discussa ed adottata nel 1996 per governare l'ingresso dei privati nel sistema in un'ottica pluralista. La Legge distingue e governa le attivitá delle emittenti di servizio pubblico, delle emittenti pubbliche, di quelle non-profit e di quelle commerciali. La Legge ha inoltre istituito la Commissione Nazionale sulla Radio e sulla Televisione che  l'organo di supervisione sulle attivitá radiotelevisive.

Un'altra legge fondamentale nel sistema delle trasmissioni ungheresi  la Legge LXXII sulle Telecomunicazioni del 1992 che fornisce il quadro legislativo per la concessione delle frequenze. La legge ha istituito l'Autoritá sulle Comunicazioni, la quale valuta, fra l'altro, il possesso dei requisiti per l'assegnazione delle frequenze delle societá richiedenti.

In Ungheria non esiste una legge separata per la trasmissione delle emittenti radiotelevisive pubbliche, all'interno della Legge sui media vi sono infatti norme dedicate esclusivamente ad esse e norme specifiche per le emittenti commerciali e non-profit.

L'art.34 della Legge definisce le emittenti non-profit: emittenti che contribuiscono a fornire servizi per le aspirazioni delle minoranze nazionali, etniche o di altro tipo e a servire i gruppi svantaggiati, o che intendano servire come forum per le questioni pubbliche di una comunitá. La Legge prevede che gli introiti di queste emittenti siano impiegati esclusivamente per il proseguimento e lo sviluppo dello scopo istituzionale. Il tempo dedicato alla pubblicitá delle emittenti non-profit non puó superare i tre minuti per ogni ora di trasmissione.

La Legge sui media ha portato una trasformazione nell'emittente pubblica nazionale. La Radiotelevisione nazionale ungherese  stata infatti sottratta al controllo e alla gestione statale ed  stata trasformata in un'emittente di servizio pubblico nazionale: Magyar Televizió (MTV).

In accordo con la legge, solo alcune emittenti possono essere considerate emittenti di servizio pubblico. L'art.53 stabilisce che l'Ungheria ha una televisione di servizio pubblico nazionale, MTV appunto, che trasmette due canali nazionali, M1 e M2, pi un canale satellitare, Duna Tv, creato principalmente per gli ungheresi che si trovano fuori dal territorio nazionale. La legge prevede che l'emittente pubblica in generale possa trasmettere al massimo sei minuti di pubblicitá per ogni ora di programmazione, cinque minuti al massimo durante il giorno. Tutti i doveri che le emittenti di servizio pubblico e le emittenti pubbliche devono rispettare sono stabiliti all'art.2 della Legge sui media. La differenza fra lo status di emittente di servizio pubblico ed emittente di servizio  legata all'assetto proprietario, MTV  infatti controllata dallo Stato, gli obblighi sono gli stessi per entrambe le emittenti.

Il Parlamento ha un potere di controllo diretto e indiretto sulle attivitá delle emittenti. Una delle sue prerogative  la nomina della Commissione Nazionale sulla Radio e sulla Televisione che ha il compito di verificare il rispetto della legge da parte delle emittenti radiotelevisive e di riferire in Parlamento.

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Link:

Magyar televizió
http://www.mtv.hu/

Magyar radio
http://www.radio.hu/

Legge sui media (estratti servizio pubblico). La legge ha avuto alcuni emendamenti nel 2002 ma non  disponibile on-line
http://www.minelres.lv/NationalLegislation/Hungary/
Hungary_TVRadio_excerpts_English.htm

Commissione Nazionale sulla Radio e sulla Televisione
http://www.ortt.hu/

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