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2004
UN ANNO DI TEMI SOCIALI NELLA
PROGRAMMAZIONE RAI
Analisi qualitativa
MINORI
Analisi
dei programmi e delle rubriche
Il tema dei minori è stato analizzato distinguendo due fasce
d’età: i bambini, considerando una
fascia d’età da 0 a 14, e i teen ager,
dai 15 ai 18anni; in numerosi casi, però, l’argomento o
la trattazione non consentivano una suddivisione tra diverse fasce d ’età.
Abbiamo inoltre separato le notizie che riguardano avvenimenti accaduti
all’ estero.
Gli argomenti in cui si è articolato tema sono stati:
la violenza subita, di gran lunga il sottotema più ricorrente,
che riguarda ogni tipo di violenze perpetrate ai danni dei minori, anche
quei casi in cui i più piccoli vengano rapiti (se invece a far
perdere traccia di sé è un adolescente, abbiamo adoperato
la categoria della “sparizione”); la pedofilia, che raccoglie
quei pochi casi in cui la minaccia sui minori si configura esplicitamente
come legata a tale crimine; l’educazione e la famiglia, trattando
sia le modalità più corrette di educare i figli, che anche
le problematiche legate ai rapporti tra famigliari, dalle normali dinamiche
ai conflitti, fino alla rottura del nucleo famigliare; l’adozione
e l’affido, con riferimento sia all’adozione nazionale
che a quella internazionale; le trasmissioni che hanno
dato voce al dramma dello sfruttamento del lavoro minorile,
e alle iniziative cui televisione e istituzioni hanno dato vita per conoscere
e arginare il problema; moltissimi i consigli su come preservare la salute dei
bambini e come affrontare le problematiche psicofisiche tipiche dell’età,
compresa l’obesità infantile; la devianza, rispetto
alle problematiche legate alla criminalità minorile,
con riferimento anche alle motivazioni del fenomeno e alle modalità di
recupero; il mondo della scuola, dalla riforma voluta
dal Ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti alle molteplici
iniziative volte all’istruzione, all’educazione degli studenti
e all’integrazione tra italiani e stranieri; in volontariato sono
inseriti i programmi che danno voce alle iniziative in favore dei bambini
di tutto il mondo. Costume, tempo libero e storie
di vita, trattano quelle notizie riguardanti rispettivamente
le mode e le abitudini di adolescenti e bambini, i passatempi, i giochi
e la biografia di giovani e giovanissimi che si sono distinti in qualche
campo
Esistono, infine, alcune trasmissioni esplicitamente dedicate
ai bambini: sia contenitori di informazioni indirizzati a
un pubblico di giovanissimi e approfondimenti sul mondo dei minori,
sia programmi di puro intrattenimento; di questi ultimi forniremo solo
una descrizione generale, visto che non tematizzano nessuna delle questioni
oggetto dell’indagine.
La violenza subita
Gli episodi di violenza subita da minori, sia in Italia
che nel resto del mondo, occupano la gran parte dell’attenzione
televisiva sui più giovani. Molto spesso sono i famigliari i responsabili
delle violenze, altre volte è la malavita, nazionale e internazionale,
o un sistema all’interno del quale la vita di un bambino non è degna
di rispetto, come nei casi dello sfruttamento del lavoro minorile, del
fenomeno dei bambini-soldato, della prostituzione minorile, del traffico
di organi, ecc. I bambini vengono venduti, comprati, ceduti, rapiti,
violati, uccisi, abbandonati dagli adulti, e spesso proprio da adulti
che sono loro consanguinei: sono numerosissimi i casi di madri che abbandonano
neonati abbandonati e di omicidi (a volte associati a suicidi) di bambini
colpiti dal proprio genitore.
Il fatto più eclatante del 2004 è stato sicuramente l’omicidio
della piccola Maria Geusa, 2 anni e mezzo, avvenuto ad aprile a Città di
Castello. Immediatamente si paventa l’ipotesi della violenza sessuale.
Il responsabile è un “amico di famiglia”, un imprenditore
di 32 anni a cui la madre di Maria aveva già in passato affidato
la figlia. Si configura un quadro molto fosco, che chiama direttamente
in causa, come complice, la madre della piccola vittima. Tg3 Primo
piano se ne occupa la sera del 07/04: viene offerto un quadro esaustivo
delle indagini, con interviste e ipotesi di colpevolezza. Il giornalista
sottolinea il paradosso della frequenza della colpevolezza delle famiglie
nei casi di sevizie e omicidi di bambini.
La trasmissione che più di ogni altra racconta questa vicenda è La
vita in diretta (Rai1), che segue passo passo l’evoluzione
delle indagini e confeziona servizi con interviste ai genitori di Maria,
a vicini e conoscenti, ad autorità.
Ma l’attenzione del programma sulla violenza ai minori non si
esaurisce nel caso della piccola Maria: si comincia il 06/04, con due
notizie: un padre che al termine di una lite con la sua compagna
ha scagliato la figlia di 8 mesi contro a un muro e il coma profondo
di una bimba di 2 anni e mezzo ricoverata a Città di Castello.
L’autrice di questo servizio anticipa il dramma con frasi emotivamente
connotate: “racconto da incubo” e “orrore senza limiti”;
entrambi i servizi esprimono apprensione per le vittime e incredulità per
l’accaduto.
Nei giorni successivi l’attenzione è tutta per Maria Geusa:
fino al 09/04 tutti i giorni vengono mandati in onda numerosi servizi
sull’accaduto; poi il 13, 14, 16, 19, 21, 23, 26, 28, 30 e a seguire
nei mesi successivi. Da un’iniziale distacco giornalistico nello
stile del racconto, si passa in pochi giorni a servizi che sempre più fanno
leva sull’emotività degli spettatori, fino alla puntata
del 19/05 in cui non appare più chiaro quale sia la notizia, mentre
il servizio indugia con immagini di giochi e indumenti da bambina: sono “fotografie
masterizzate su un CD rom”, definizione che non specifica nulla
sulla loro origine. Il commento abbonda di termini quali “orrore”, “strazio”, “scempio”, “mostro“.
Non è permesso capire, ma solo immaginare, e immaginare il peggio.
Il 07/04 un servizio dal titolo “Infanzia violata” elenca
una rassegna dei più recenti crimini contro i bambini, quasi sempre
vittime di famigliari: la “mano folle” è per lo più quella
del genitore, si dice. Tra le puntate più interessanti vi è quella
dell’08/04, che raccoglie alcuni elementi dai quali avrebbero potuto
partire approfondimenti di vario tipo: una vicina di casa si chiede se
una maggiore vigilanza da parte sua, del parroco del paese e delle maestre
dell’asilo e una conseguente denuncia alle autorità avrebbero
potuto salvare la piccola; viene sottolineata l’apparente “normalità” degli
autori di crimini efferati contro i bambini; il titolo di uno dei servizi è “Genitori:
solo voi potete salvare i bambini”, che gioca sul doppio binario
dei genitori come autori delle violenze contro i minori e delle famiglie
che creano i mostri che poi uccidono i bambini. Si tratta come detto
di spunti interessanti cui non fanno seguito ulteriori approfondimenti.
La conclusione il crimine contro Maria resta il crimine di un mostro,
con la complicità altrettanto mostruosa della madre, e dal trattamento
appaiono poco rilevanti ogni elemento di contestualizzazione .
La vita in diretta si occupa anche di: Luca che è stato
strangolato dalla madre (15/01), l’omicidio di Sara Jay (24/03)
e quello di Annalisa Durante (30/03) entrambi avvenuti per mano di persone
molto vicine alle vittime; l’assassinio di Samuele Lorenzi (26,
27, 28/04, 19/05); l’abbandono e la morte di Jacopo (03/05) e di
altri bimbi senza nome (17, 26/05, 15/10, 25, 26/11, 10/12); la morte
di Giusy Potenza (15, 22, 24, 26/11, 06, 09, 23/12), uccisa dal cugino
del padre. Il 27/05 va in onda il servizio “Morti di minori”,
mentre di “Omicidi in famiglia” si parla il 1° dicembre
e il 03/12; molti i servizi su bambini scomparsi: Angela Celentano (15/01),
Luca Cristello (20/02), Denise Pipitone (01/10, 26/10, 27/10, 02/11,
03/11, 06, 22/12), e altri (11/10, 02/12); per finire, il caso di una
bambina venduta dalla madre il 06/12.
Lo stile generale del racconto fa leva sulle emozioni e sull’emotività degli
spettatori, mentre, a parte i primi servizi su Maria Geusa, manca il
tentativo di capire cosa sia successo, di contestualizzare correttamente
le vicende, approfondirle, trovarne chiavi interpretative più generali,
che vadano al di là della definizione di “mostro” o “mostri”.
Possiamo citare alcuni altri esempi. La puntata del 22/10 sul processo
contro Annamaria Franzoni (accusata dell’omicidio del figlio) è caratterizzata
dal livore e dalle accuse rivolte contro la procura di Aosta da parte
dell’avvocato difensore Taormina e del marito della Franzoni; solo
il conduttore (Michele Cucuzza) riesce a dire qualche parola di pietà sul
piccolo Samuele; l’unità su una bambina ceduta per
danaro dalla madre naturale (06/12) è incentrata sull’intervista
alla madre della piccola, ma non è spiegato con sufficiente chiarezza
il provvedimento del tribunale che ha temporaneamente lasciato la bimba
con i genitori adottivi; nella stessa puntata si parla anche della morte
della giovane Giusy Potenza, attribuita al “branco” e al
fatto che “voleva vivere come i grandi” e della scomparsa
di Denise Pipitone; in quest’ultimo caso, per esempio, non solo
le parole della madre ma anche la ricostruzione effettuata dal servizio
sono caratterizzate quasi unicamente dal registro emotivo. Ancora prevalenza
di non detto nel servizio del 15/01 sul tentato strangolamento del figlio
da parte di una madre: se si eccettua il racconto molto umano del Vicequestore
che ha accolto la piccola vittima in caserma, sono più le domande
suscitate che le informazioni fornite. Il registro emotivo si fa toccante
nell’intervista alla mamma di Angela Celentano, scomparsa sette
anni fa sul monte Faito. L’emozione che fa tremare la voce, l’angoscia
del volto sono funzionali alla necessità vitale, per i genitori,
che la memoria della figlia non si spenga e colloca anche il registro
emotivo all’interno di una funzione di servizio.
Il tema delle violenze in famiglia è trattato da Enza Sampò in Unomattina del
10/11: in realtà è più che altro la narrazione di
due drammi personali: una donna che racconta delle violenze fisiche del
marito rivolte contro di lei e contro il figlio; un uomo narra il dolore
della separazione dai propri figli e le violenze psicologiche cui la
madre li sottopone. L’avvocato ospite non riesce a fornisce informazioni
decisive sui casi, mentre l’esortazione a rivolgersi all’Associazione
Genitori separati è lanciata da uno dei testimoni.
In Tg3 Primo piano del 05/04 Maurizio Mannoni intervista il
magistrato del Tribunale dei Minori Simonetta Matone con la quale avvia
una riflessione sulla violenza all’interno delle famiglie: la Matone
esorta anche i mass media ad avere il coraggio di denunciare le responsabilità delle
famiglie nelle violenze, negli abusi, nelle negligenze nei confronti
dei figli. A suo parere anche i giudici dovrebbero essere meno rigidi
nel privilegiare il legame di sangue con la famiglia di origine. Anche
un eccesso di privacy, messa in campo per tutelare il minore, potrebbe
nuocergli: è un invito al dibattito pubblico, aperto, su questi
temi.
Il tentaivo di porsi come trasmissione di servizio è evidente
in Piazza grande (Rai2) del 13/09: ospite è la zia di
Denise Pipitone, la bambina di Mazara del Vallo scomparsa nel nulla all’inizio
di settembre. Il racconto accompagna la messa in onda di immagini della
bambina, dati che la riguardano, numeri di telefono e un c/c postale
per aiutare la famiglia a portare avanti le indagini su Denise.
Il registro di ferma denuncia caratterizza alcune trasmissioni
che hanno affrontato il dramma delle violenze perpetrate ai danni di
minori in tutto il mondo.
Tg2 Dossier- storie del 13/03 offre uno squarcio sulla drammatica
realtà delle bambine prostitute cambogiane. Maria
Concetta Mattei presenta il servizio di Enzo Romeo “L’angelo
di Phnom Penh”con parole molto dure: “Ogni anno nel mondo,
nei Paesi più poveri, migliaia di bambini e bambine vengono venduti
per pochi dollari a turisti ricchi e perversi: turisti occidentali, molti
anche italiani. Contro questo turpe commercio si è levata la voce
di una giovane donna, ex bambina prostituta, oggi denominata ‘l’angelo
di Phnom Penh’, salvatrice di tante anime innocenti. Questa è la
sua forte denuncia contro una realtà troppo spesso taciuta”.
La trasmissione è molto dura, esplicita, chiara, di denuncia.
Ogni parola è scelta con attenzione, con l’intento di colpire
lo spettatore, fargli aprire gli occhi sulla realtà: l’incipit è “Dio
scampi i bambini dalla notte di Phnom Penh. C’è una strada
detta “dei fiorellini”, dove i mostri di turno possono trovare
le piccole costrette a prostituirsi”. Il dito è puntato
contro gli uomini asiatici e contro i turisti europei. I più temibili
non sono tanto i cosiddetti pedofili patologicamente definiti, che non
costituiscono la maggioranza dei clienti, quanto i “normali”,
giovani turisti o uomini d’affari. A questo proposito è trasmesso
uno spot molto duro dell’ECPAT (End child prostitution pornography
and trafficking) che mostra un uomo seminudo mentre, dalla sua stanza
d’albergo, telefona a casa e rivolge parole dolcissime alla moglie
e alla piccola figlia. Posata la cornetta, l’uomo poggia la mano
(con fede nuziale) su una bimba asiatica che siede in un angolo del letto. L’angelo
di Phnom Penh è Somaly Mam, ex bambina prostituta, oggi donna
di 33 anni che ha aperto cinque centri in tre Paesi del sud-est asiatico
dove vivono 200 bambine “strappate alle grinfie degli orchi del
sesso”. Somaly racconta il turpe commercio dalla parte delle bambine,
con i loro occhi, ed è un racconto che non si può dimenticare.
Il servizio avverte ripetutamente che il turismo sessuale è reato
e che dal 1998 esiste una legge sull’extraterritorialità che
consente di perseguire i crimini sessuali anche nei paesi d’origine
di chi li commette.
Un mondo a colori – magazine (Rai2) del 06/04 manda in
onda il servizio “Il grande inganno” che denuncia con coraggio
il fatto i diritti non sono uguali per tutti i bambini. L’esempio è quello
dei giovanissimi albanesi vittime della malavita internazionale e
del “grande inganno” (è la povertà che li spinge
a sognare un futuro migliore nei vicini Paesi europei) che li conduce
all’accattonaggio, alla prostituzione, alle adozioni illegali,
all’espianto di organi, ecc. Denuncia Bernard Boeton, dell’Associazione
Terre des hommes, che questo traffico non verrebbe così lasciato
correre se si trattasse di minori italiani, svizzeri o francesi.
Dalle parole di papa Giovanni Paolo II, pronunciate contro l’indifferenza
per le sofferenze dei bambini nel mondo, e contro il fenomeno dei bambini-soldato partono
due trasmissioni: A sua immagine – speciale (Rai1) del
13/11, che descrive numerose situazioni in cui prime vittime sono proprio
i bambini (Beslan, l’Iraq, i conflitti africani con i tanti bambini-soldato,
ecc.); molto coraggiose le parole del pediatra Mario Andolina, impegnato
nell’ospedale pediatrico di Baghdad, che afferma “Noi europei
ricchi siamo convinti di amare molto i bambini, e questa è una
falsa impressione: attorno a noi ci sono tragedie impensabili…”.
L’altra trasmissione è Porta a porta (Rai1) che
il 09/04 manda in onda il servizio “Facciamo qualcosa” contro
i bambini-soldato, fornendo molti dati soprattutto sulla realtà africana
e le violenze cui sono costretti bambini e bambine nelle terre di conflitto.
L’educazione – emerge – è la via per combattere
sfruttamento e violenza sui minori.
Il lavoro minorile
L’educazione scolastica è la chiave proposta per arginare
la piaga del lavoro minorile nella puntata di Tg2
Dossier intitolata “Io vorrei andare a scuola” che racconta
il Children’s world congress on child labour (del 23/05 ).
Ex bambini-lavoratori di tutto il mondo si sono dati convegno a Firenze
per far sentire la propria voce e chiedere aiuto ai governi per far sì che
altri bambini-lavoratori di tutto il mondo tornino a scuola e vedano
rispettata la propria condizione di bambini. Sono loro i protagonisti
del servizio, simbolo di speranza e ambasciatori di consapevolezza per
i coetanei dei Paesi da cui provengono. Nel corso della trasmissione
vengono forniti molti dati sulla realtà dello sfruttamento del
lavoro minorile, che non risparmia nessun Paese al mondo, nemmeno l’Italia:
manca la volontà dei governi di spezzare il circolo vizioso di
miseria e lavoro minorile, conclude il programma.
Una nota critica in questa carrellata di programmi che hanno mostrato
attenzione e sensibilità nei confronti dei minori va rilevata
rispetto al concerto Voci di speranza. No ai bambini-soldato! andato
in onda su Rai2 il 14/07. La serata è stata promossa dalla Commissione
per i diritti umani del Senato e alterna brani musicali a interventi
e servizi sulla realtà dei bambini-soldato. Non è molto
chiara l’utilità di questa serata, in onda a tarda ora,
in cui gli interventi sono stati molto tagliati – ma non il concerto – e
che non fornisce indicazioni per possibili interventi contro questa piaga.
Le interviste di Elisabetta Gardini e i suoi interventi sono brevissimi
e scollegati tra loro; non è chiaro lo scopo dell’iniziative
e le immagini registrate, che mostrano la realtà dei bambini-soldato
africani, si avvicendano tra un’esibizione canora e un’altra
provocando una sgradevole sensazione di esibizione e spettacolarizzazione
di un tema doloroso; l’apice del disagio si raggiunge quando l’altro
presentatore della serata invita il pubblico del concerto a gridare in
coro “No ai bambini-soldato!”
La pedofilia
Un aspetto particolare di violenza ai danni dei minori è legata
esplicitamente alla questione della pedofilia.
In una scuola di Roma è stato avviato un progetto pilota denominato “Cento
ore contro la pedofilia”, che prevede la presenza di esperti a
fianco di insegnanti e genitori per riconoscere e sconfiggere questo
crimine: affronta l’argomento il 13/01 la trasmissione di approfondimento Visite
a domicilio (Rai2). Numerosi gli esperti intervistati e molto interessanti
anche le vicende narrate, attraverso le quali è possibile comprendere
le difficoltà di fare giustizia e l’importanza della prevenzione.
L’omertà, emerge dal programma, è la principale alleata
dei pedofili (assieme ad Internet). Il fenomeno, viene detto, è in
aumento, e il programma esorta all’attenzione senza generare allarmismi.
Viene anche fornito un nuovo numero assegnato a Telefono Azzurro per
le emergenze di ogni tipo.
Tutto incentrato sulla figura di Michael Jackson e sulle accuse di pedofilia
a suo carico è Shake del 25/02 (Rai2). Nell’imminenza
del processo a suo carico, un servizio ricostruisce tutte le accuse già collezionate
dalla pop star, ma la trasmissione si occupa più del personaggio
che del crimine in sé o delle sue vittime.
Occhi puntati sulla rete Internet quale mezzo che facilita il compito
per i pedofili nello speciale di Tgr neapolis del 26/06. Il
pericolo è soprattutto nelle chat, attraverso le quali i pedofili
riescono ad agganciare le piccole vittime. I rappresentanti delle forze
dell’ordine intervistati esortano i genitori a vigilare sulla navigazione
dei propri figli, in modo da proteggerli dall’incontro con pedofili.
Molti i consigli utili per prevenire questo gravissimo crimine.
La salute
La programmazione si è preoccupata ampiamente anche della salute dei
bambini, con particolare attenzione all’alimentazione. Preoccupano
il rischio obesità, e disturbi alimentari quali anoressia e bulimia,
sempre più diffusi tra i giovanissimi. L’Italia sul
due del 25/02 si rivolge essenzialmente ai genitori, raccoglie i
loro sfoghi e tenta di dare qualche suggerimento, ma tutto sommato non
riesce ad andare molto oltre la messa in scena del dramma. Il dito è puntato
contro la cattiva comunicazione famigliare e contro i modelli imposti
dalla moda. In linea generale la programmazione sembra mostrare scarsissima
fiducia nell’educazione alimentare impartita dalle famiglie (e
in particolare dalle “mamme casalinghe”). Ad esempio, Unomattina con un
esperto nutrizionista dedica la rubrica “Alimentazione” alle
pietanze che dovrebbero mangiare i più piccoli (12/01): vengono
messe sotto accusa le cattive abitudini e i pessimi insegnamenti dei
genitori, mentre l’esperto tenta di responsabilizzare gli adulti
rispetto all’educazione alimentare dei figli. Ma ciò che
preoccupa più di tutto è l’obesità infantile,
che sta prendendo dimensioni molto rilevanti.
Sono molte le trasmissioni che partono dalla legge francese che vieta
il consumo di merendine a scuola per parlare della realtà italiana.
Tra gli ospiti de L’Italia sul due dell’11/03 il
nutrizionista Giorgio Calabrese rivela che sono i figli di madri casalinghe
i più obesi, ma esorta le mamme e le nonne a preparare per figli
e nipoti torte, magari a base di yogurt. Si scopre dunque che le mamme
che lavorano fuori casa danno ai figli per lo più merendine confezionate,
ma che le merendine (quelle italiane) oggi sono ben bilanciate e quindi
fanno bene: è la quantità da tenere sotto controllo.
Qualche contraddizione l’esprime anche il nutrizionista ospite
di Unomattina sabato & domenica (14/03), Marcello Ticca,
che esalta la qualità delle merendine confezionate italiane, salvo
congedare i telespettatori esortando mamme e nonne (sempre loro!) a preparare
dolci fatti in casa e dare frutta ai bambini. Ancora apologia di merendine
confezionate in Unomattina estate (15/09), dove il conduttore
afferma di preferire le mense scolastiche alla cattiva educazione alimentare
che troppo spesso le “mamme apprensive” impartiscono ai propri
figli.
Notiamo a margine che per quanto riguarda l’alimentazione dei
bambini gli interlocutori dei programmi sembrano essere sempre e solo
le “mamme e nonne”, mentre i padri e i nonni non vengono
mai chiamati in causa.
La trasmissione di Rai1 Tuttobenessere focalizza più volte,
nel corso dell’anno, l’attenzione sui bambini, e tratta tra
l’altro di sport (26 e 27/02), prevenzione, problemi alla vista,
influenza. In particolare la puntata del 26/02 denuncia i comportamenti
dannosi di molti genitori e di alcuni allenatori. Medici, pediatri, neuropsichiatri,
si alternano nel fornire informazioni sui molteplici vantaggi di un’attività sportiva
praticata dai bambini con severità, divertimento e con la giusta
dose di agonismo: ma troppo spesso sono i genitori a creare nei propri
figli ansia, eccesso di fatica e perfino “nausea da sport”.
Lo stesso argomento è ripreso nella puntata del 27/02: i medesimi
esperti continuano ad elencare i benefici psicofisici che nei bambini
derivano dalla pratica sportiva, ma le interviste al Prof. Vincenzo Gallai
e al Dott. Vincenzo Brunelli (neuropsichiatria), tratte dalla trasmissione Medicina
33, approfondiscono con competenza la psicologia e i bisogni dei
bambini, le loro aspettative quando giocano, fanno sport, competono con
amici e coetanei.
In generale, in un programma ricco di spunti interessanti un rischio
può essere individuato nella frammentarietà del discorso
che a volte è la conseguenza dell’alto numero di esperti
invitati.
Anche Gap. Generazioni alla prova del 21/05 affronta lo stesso
tema. La puntata “Damiano Tommasi. Un soldo di cacio” tratta
del mondo poco limpido che ruota attorno alle scuole di calcio. Tommasi,
calciatore, è un esempio morale per i ragazzini in ascolto: rifiuta
di dare valore a ciò che i media propagandano, guarda a ciò che è positivo
e che non ha bisogno di risonanza perché trova senso in se stesso.
I genitori, accusa Tommasi, fanno troppe pressioni sui figli che giocano
a calcio, obbedendo ai sogni di ricchezza, e superficialità che
dominano la nostra società. Gli ospiti di Gap sono quasi
sempre persone lontanissime dai modelli che si incontrano nella normale
programmazione televisiva e la trasmissione è sempre condotta
con intelligenza e sensibilità.
Altri programmi trattano i più diversi aspetti della salute dei
minori, con informazioni e consigli per i genitori: per esmpio,Unomattina
sabato & domenica del 22/05 si preoccupa dell’esposizione
al sole per i neonati; Telecamere salute del 19/09 affronta
il tema delicatissimo dell’accresciuta diffusione della depressione
infantile: le cause – afferma la psicoterapeuta Anna Oliverio Ferraris – quasi
sempre nascono dal rapporto con i genitori, e il gioco può rappresentare
la terapia più efficace. Ancora di gioco si parla in Unomattina
estate del 17/09, con interviste ai più piccoli sui loro
gusti in materia di divertimento. L’esperto è il neuropsichiatria
infantile Federico Allemand che sottolinea l’importanza per i bambini
del gioco libero, del tempo non organizzato, e mette sotto accusa i videogame
che sviluppano l’ossessione della vittoria e penalizzano la socializzazione.
E’ interessante sottolineare che al delicato e poco noto tema della
salute psichica dei bambini è dedicato molto meno tempo rispetto,
ad esempio,al problema dell’obesità.
Educazione e famiglia
Dalla’nalisi della programmazione i genitori italiani appaiono
piuttosto confusi rispetto ai metodi educativi da utilizzare con i propri
figli e rispetto alle fasi della loro crescita.
Nel rapporto genitori-figli l’adolescenza è il
momento più critico, e numerose trasmissioni affrontano il problema: TV7 del
22/10 tenta una seria indagine conoscitiva su sesso e adolescenza: “La
prima volta dei nostri figli” alterna il parere di esperti a interviste
ai protagonisti, a dati di ricerche specifiche. Si tratta nel complesso
di un programma di grande equilibrio, che cerca di gettare un po’ di
luce sulle abitudini degli adolescenti e le nuove tendenze rispetto al
sesso. L’Italia sul due del 12/01 si apre
con la testimonianza, un tantino preconfezionata – come spesso
avviene in questa trasmissione – di una ex-adolescente di 19 anni
che descrive con un misto di lucidità e luoghi comuni la
fase critica appena superata. La psicoterapeuta Maria Rita Parsi commenta
esortando i genitori a non avere paura dell’adolescenza e li invita
ad accompagnare sempre ogni fase della crescita dei figli. Interessante
la posizione di Don Mazzi, che consiglia di ripensare alla propria adolescenza,
per capire la delicata fase attraversata dai figli. I ragazzi intervistati
mettono in luce la carenza di dialogo e la mancanza di fiducia da parte
dei genitori. In generale emergono spunti interessanti, anche se non
assistiamo mai ad un reale confronto fra adulti e ragazzi.
Di ragazze adolescenti parla provocatoriamente Lidia Ravera, che simpatizza
con l’aggressività delle nuove teen ager e avverte: “Quello
della seduzione è l’unico gioco concesso alle ragazze mentre
nella società sono ancora i maschi a vincere”; con l’appoggio
di Massimo Giletti, la Ravera stigmatizza i modelli proposti dalla televisione
e consiglia di “far capire”, piuttosto che porre divieti
ai figli (Casa raiuno del 13/01).
Sempre trattando il tema dell’adolescenza, prevalgono i toni religiosi
in A sua immagine (Rai1, 29/02), dove lo psichiatra Vittorino
Andreoli presenta il suo libro “Lettera ad un adolescente.”
Un caso limite di incomprensione è raccontato a Domenica
in… del 24/10: un padre e una madre ricostruiscono le ore
che hanno preceduto il suicidio della figlia di 14 anni. Non intervengono
esperti in materia, ma attraverso la drammatica testimonianza dei genitori
che continuano a ripetere di non avere capito il motivo del gesto estremo
della figlia e il commento, in studio, di un ragazzo del pubblico,
emerge la necessità che i genitori insegnino ai figli a comunicare
con loro.
Se si analizzano i programmi che si sono preoccupati di dare consigli
sui metodi educativi da utilizzare con i ragazzi, va osservata la ricorrenza
del modello “bastone e carota” e di discorsi di senso comune. E’ infatti
emblematico che in molte trasmissioni che si sono occupate della
questione, ameno un ospite cita il detto napoletano “mazze e panelle
fanno i figli belli, panelle senza mazze fanno i figli pazzi”,
e qualcun altro che dice che “fare i genitori è un mestiere
difficile”.
Un problema generale di molti programmi può consistere nel fatto
che i consigli sono quasi sempre forniti da genitori (soprattutto appartenenti
al mondo dello spettacolo, ma anche persone qualsiasi) che si propongono
come autorità sull’argomento, e che sostengono le proprie
opinioni generalizzando la propria esperienza personale. Alcuni, poi,
ricordano l’educazione che loro stessi hanno ricevuto e che spesso
ripropongono senza grandi variazioni. Alcuni esempi: L’Italia
sul due del 09/04 fa sedere accanto a Don Mazzi Ricky Tognazzi,
il figlio di Venditti e poi attrici, attori e top model, due adolescenti
molto stereotipati (lui è molto saggio, lei è una modella).
Ognuno sembra improvvisare a partire da opinioni personali, la punizione
più ricorrente tra gli ospiti è di impedire, ai figli che
si sono comportati male, di vedere la televisione…e nemmeno l’esperto
riesce a fare chiarezza sulle fasi dello sviluppo dei bambini, sulla
loro psicologia e i metodi educativi più corretti. Dinamiche
analoghe nella trasmissione In famiglia (Rai2, 22/05): le celebrità ospiti
e i presentatori lasciano poco spazio al pediatra Roberto Albani per
motivare le sue teorie educative, che dall’accenno che riesce a
fare sembrerebbero interessanti (esortano i genitori a educare i figli
nella libertà e a sviluppare in loro il senso civico).
Anche Cominciamo bene estate del 19/06 dedica due ore all’argomento.
Due i momenti di particolare interesse. Il primo quando il Sostituto
procuratore del Tribunale dei minori Fulvio Filocamo offre una panoramica
sulla devianza minorile e esorta i genitori a prendere un episodio delinquenziale
come segnale di allarme di una situazione difficile ma reversibile; il
secondo quando il neuropsichiatria infantile Enzo Sechi stigmatizza
gli scapaccioni come il fallimento di un rapporto “difficile ma
bello”, e invita i genitori a guardare la televisione assieme ai
figli, per aiutarli a connettere le notizie spesso terribili cui li pongono
di fronte i mass media a reti affettive reali. L’esperto mette
anche in guardia contro l’eccesso di impegni che i genitori programmano
quotidianamente per i figli, perché “solo se il bambino
si annoia ha il tempo per pensare”.
Più esplicitamente di punizioni corporali si parla in Al
posto tuo del 06/12 (Rai2) e Unomattina del 09/12. Nel
game show condotto da Paola Perego le due parti sono in grande disequilibrio:le
opinioni dei fautori delle punizioni corporali sono deboli e poco argomentate
(ripetono il detto “mazze e panelle…” e “quando
ce vo’ ce vo’”), mentre la conduttrice, molto
coinvolta e combattiva, presenta le sue “armi” contro le
punizioni: un servizio su un uomo rovinato psicologicamente dalle violenze
subite dal padre, e gli interventi di un insegnante-scrittore, che
definisce lo “scappellotto educativo” un ossimoro in quanto
l’educazione è un processo, un dialogo continuo, mentre
i genitori sono convinti che i figli siano loro proprietà. Conclude “Lo
schiaffo è un simbolo di violenza. (…) Al suo posto occorrono
autorità, rigore e fermezza”. Il contenitore mattutino
di Rai1 affronta il tema delle punizioni attraverso la competenza di
Melita Cavallo, ex giudice minorile, che ritiene sia indispensabile
spiegare sempre ai figli le regole e le punizioni. Il resto è discussione
di senso comune in cui vengono mescolati scappellotti, ceffoni, punizioni,
sanzioni ecc.
Probabilmente il programma che su questo argomento svolge con maggiore
chiarezza una funzione informativa è In famiglia del
22/06. L’avvocato Roberto Arnoldi al quesito: “E’ lecito
sculacciare i figli?” risponde: “Sì, ma con tre accorgimenti:
dobbiamo avvertirli; dobbiamo prima spiegarglielo verbalmente; se non
hanno capito possiamo sculacciarli ma senza fargli del male, soltanto
sul sedere e solo nell’imminenza di un pericolo”, e aggiunge: “Uno
schiaffo sul viso da parte di un genitore è reato e non è mai
ammissibile”!
A proposito di dinamiche genitori-figli segnaliamo anche una puntata
di L’Italia sul due (14/01) che discute sull’utilizzo
del telefono cellulare da parte di adolescenti e pre-adolescenti, ormai
entrato a pieno diritto nel costume delle famiglie italiane, col plauso
dei genitori che hanno finalmente lo strumento per controllare i figli
in qualsiasi momento della giornata (contrario solo padre Antonio Rungi,
che riesce solo debolmente ad argomentare le sue perplessità).
Senza entrare nel merito della validità di tale strumento educativo,
sottolineiamo che non si fa accenno ad eventuali danni alla salute dei
minori.
Molto interessanti le riflessioni di Maria D’Alessio, docente
di Ecologia dello sviluppo presso l’Università La Sapienza
di Roma, invitata da Corrado Augias a Cominciamo bene. Le storie dell’08/03.
Di fronte allo scadimento dei programmi televisivi e all’invadenza
crescente della pubblicità la D’Alessio – autrice
del libro “Posso guardare la tv?” – invita i genitori
a sentire il coraggio del loro progetto educativo e quindi a protestare
quando qualcosa interferisce con tale progetto: dovrebbero protestare
in tutti i luoghi e chiedere il monitoraggio qualitativo della televisione,
previsto ma non attuato.
Anche la necessità di rivolgersi a una baby sitter può essere
vissuta come un’interferenza in un sano rapporto genitori-figli:
molti spunti e riflessioni nel programma Diario di famiglia del
17/07, a cura della psicoterapeuta Maria Rita Parsi. Un filmato ricostruisce
i tratti salienti di una storia vera, analoga a centinaia
di storie. Il titolo della puntata è “Quando i figli li
crescono gli altri” e a commentare il filmato c’è un
pubblico di adulti, con la Parsi e un orientatore famigliare. La conclusione
a cui si arriva è che l’importante è sempre individuare
un progetto educativo per i figli, progetto cui deve attenersi anche
la baby sitter “Non dobbiamo confondere un supporto con una delega
di ruolo”. La trasmissione è ben ideata, gli esperti guidano
in qualche modo il pubblico verso riflessioni interessanti, verso ragionamenti
psicologici e morali non banali; in complesso il programma può essere
davvero d’aiuto per i genitori.
Un contenitore di cartoni animati si assume il compito di fornire consigli
ai bambini e ai loro papà su come trascorrere le domeniche assieme,
cosa fare, dove andare: si tratta di E’ domenica papà,
che va in onda la domenica mattina a partire dalle 7. Delle oltre due
ore di trasmissione 14 minuti sono riservati alla descrizione delle mete
di babbi e figli, e il presentatore sostiene che la sua è l’unica
trasmissione che suggerisce di spegnere la tv e passare la domenica col
papà. Purtroppo però le mete suggerite sono rappresentate
in modo poco invitante, scarsamente descritte e a volte nemmeno troppo
originali (ad esempio, consiglia ai bambini napoletani di farsi portare
a Pompei). Mentre è interessante questo invito ad incrementare
il rapporto del padre con i figli, la figura del padre è rappresentata
spesso in modo stereotipato, e l’assenza costante delle madri in
queste piccole gite rischia di riprodurre una situazione in cui il padre
si occupa dei figli solo “quando la madre non c’è” e
non invece insieme a lei.
Sempre in tema genitori-figli, numerose trasmissioni si sono occupate
dell’affido dei bambini dopo la separazione dei coniugi.
Alcuni programmi trattano di casi estremi, per esempio di minori rapiti
dal coniuge straniero. La vita in diretta. Un giorno speciale del
12/03 è dominata da due racconti strazianti: quello di Stefano,
cui la ex moglie svizzera ha sottratto il figlio e quello di Lucia il
cui bambino vive da sette anni in Libano presso la famiglia del padre
e che lei riesce a vedere solo saltuariamente. Prevale il registro fortemente
emotivo e la narrazione del dolore rispetto al parere dell’esperto
in studio, breve e non troppo approfondito.
Anche Tg3 Primo piano del 21/06 racconta “Storie di bambini
strappati”: due padri e due madri narrano il proprio dramma, solo
per una madre conclusosi col ricongiungimento con la figlia. Anche questa
rubrica del Tg3 non cerca tanto di fare chiarezza sulle leggi e sui diritti
dei minori nelle controversie internazionali: ciò che ne deriva è la
convinzione che nessun diritto è garantito e che comunque
spesso l’Italia non riesce a far rispettare i diritti dei propri
concittadini.
Una visione più tecnica della questione emerge in Visite
a domicilio del 05/04: Carmen La Sorella invita politici, avvocati,
rappresentanti dell’Associazione Genitori separati, ecc a dibattere
sul progetto di riforma che prevede l’affido condiviso dei figli
in caso di separazione. Purtroppo molto spesso i turni di parola non
vengono rispettati, il litigio prevale sulla chiarezza e i numerosi
punti di vista che la trasmissione chiama ad confrontarsi non hanno
lo spazio per fornire le informazioni sufficienti al pubblico per farsi
un’idea sulla questione.
Lo “Sportello Lubrano” di Unomattina sabato & domenica del
22/05 affronta il tema della bigenitorialità con equilibrio sulle
questioni di genere (pur essendo gli ospiti solo uomini). Uno
sguardo tecnico anche per Unomattina del 12/11: è l’avvocato
Maretta Scoca che illustra le tipologie di affidamento oggi esistenti
e i principi sottesi alla proposta dell’affidamento condiviso;
in sovrimpressione la scritta “Cosa fare perché i figli
non paghino un prezzo troppo alto quando i genitori si separano”.
Nel corso della trasmissione viene stigmatizzato il comportamento scorretto
di molte madri che approfittano del fatto di avere ottenuto l’affidamento
esclusivo dei figli: per l’esperta andrebbero punite.
Infine segnaliamo una attenzione privilegiata agli delle separazioni
sulla psiche dei figli.
E’ ricca di spunti è la puntata de L’Italia sul
due del 07/04; al centro ci sono sempre le esperienze di separazione
vissute dai personaggi dello spettacolo come genitori o come figli,
ma nella puntata appaiono più sinceri del solito; lo psichiatra
Paolo Crepet, dopo aver ascoltato le storie osserva: “Dei bambini
ci occupiamo poco e ci interessiamo poco. Se ci interessassero davvero
i bambini il mondo sarebbe diverso, la scuola sarebbe diversa, ecc.
Nella nostra società ai bambini si può fare di tutto
(…) Non c’è qualcuno che deve intervenire e gli
altri niente (…) il problema è nella cultura.”
La prima parte di Tg2 Dossier del 19/09 offre uno sguardo di
grande interesse sulla realtà delle separazioni in
Italia: dati sul numero delle separazioni e dei bambini coinvolti e anche
sui problemi economici cui possono andare incontro entrambi gli ex coniugi;
tra gli ospiti il giudice minorile Simonetta Matone che avverte come
spesso i figli siano terreno di battaglia per gli ex coniugi: il genitore
affidatario si sente migliore di quello cui viene negato l’affidamento,
mentre bisognerebbe agire sempre nell’interesse della della stabilità dei
figli.
La scuola
Per quanto riguarda il tema della scuola, la riforma voluta
dal Ministro Letizia Moratti è l’argomento più ricorrente
delle unità analizzate.
Si trae spunto dalla protesta cui, all’inizio dell’anno,
hanno aderito insegnanti e famiglie contro alcuni punti della riforma
per illustrare tutte le novità previste dalla riforma: ne trattano
ad esempio Tg3 Primo piano il 15/01, Gt ragazzi del
15/01 e del 25/02 e Porta a porta del 10/03.
La rubrica di approfondimento di Rai3 invita il Sottosegretario alla
Pubblica istruzione Valentina Aprea a tentare di convincere bambini,
genitori, nonni (Stefania Sandrelli) e professori (Roberto Vecchioni)
sulla bontà del decreto attuativo della riforma e soprattutto
sui cambiamenti concernenti il tempo pieno. Ma il presentatore Maurizio
Cannoni è il primo a non mostrarsi troppo convinto delle argomentazioni
del Sottosegretario. In chiusura un servizio su un dossier di Legambiente lancia
accuse pesanti, tra cui la diminuzione dei fondi per l’istruzione
pubblica e per l’assistenza a portatori di handicap, ma non segue
alcun contraddittorio in studio.
Gt ragazzi affronta il tema riforma chiedendosi quale sarà il
destino delle scuole medie a indirizzo musicale: sono soprattutto le
voci dei bambini ad esprimere la gioia e la passione per l’apprendimento
della musica e degli strumenti musicali, opportunità messa a rischio
dalla riforma.
Nel campione esaminato il programma che più a lungo dibatte sui
pro e i contro della riforma scolastica è il salotto serale di
Bruno Vespa, che ospita Letizia Moratti e Silvio Berlusconi,
più il Segretario generale della Uil Luigi Angeletti, il Segretario
generale dello Snals Fedele Ricciato e alcuni giornalisti che in diversa
misura aprono un contraddittorio. La preparazione del Ministro sul tema è ovviamente
molto superiore a quella di tutti gli altri ospiti, mentre risulta imbarazzante
la modesta competenza di coloro che dovrebbero contestare il decreto
attuativo della legge.
Due servizi illustrano le novità della riforma nelle scuole elementari
e nelle medie superiori, ma approfondiscono alcuno dei nodi critici.
In ultimo due servizi raccolgono interviste di sindacalisti e studenti
in polemica con la Moratti. In studio Berlusconi e il Ministro della
pubblica istruzione contestano punto per punto le critiche appena ascoltate
nei servizi, evidentemente senza che i sindacalisti del servizio possano
ribattere.
La carenza di asili nido è un problema per molte
regioni italiane. Affronta l’argomento, un po’ brevemente, Tg3
punto donna del 09/03, che denuncia le responsabilità dei
tagli della Finanziaria e delle politiche regionali che fanno sì che
il Sud sia praticamente privo di nidi pubblici, con grande penalizzazione
per l’occupazione femminile.
Più articolate le interviste all’On. Anna Serafini e all’On.
Ida Germontani a Unomattina estate del 15/07. Si parte dalla
carenza di nidi al Sud per individuare possibili soluzioni. L’on.
Serafini offre una visione molto precisa sulla realtà italiana,
regione per regione, e afferma che “il nido è un diritto
del bambino, in aiuto alle famiglie: è un servizio educativo”,
quindi occorrono personale qualificato e strutture adeguate. Con queste
argomentazioni confuta la validità della proposta dell’on.
Germontani che vede la soluzione dei problemi nell’istituzione
di nidi aziendali e nidi condominiali.
La scuola italiana ha dato vita, nel corso dell’anno, a numerose
iniziative in nome della formazione degli studenti,
con prevalenza di esperienze di integrazione attuate tra i banchi scolastici:
a Roccastrada, in provincia di Grosseto, si dimostra come la scuola possa
fungere da mediatore culturale e aiuti così ad appianare i conflitti
tra italiani e stranieri. Il meticciato culturale, si
dice, è arricchimento per tutti (Un mondo a colori del
13/01); a Stagno (Cremona) sin dalla materna ha inizio l’integrazione
tra i figli della comunità sikh e i bambini del luogo, integrazione
che contagia anche gli adulti (Tgr economia e lavoro del 17/01);
più astrattamente di scuola come luogo della multietnicità e
della multiculturalità e di educazione alla tolleranza si dibatte
l’11/04 a Mattina 2 in famiglia: vengono intervistati
bambini delle elementari e in studio Anna Oliverio Ferraris commenta: “I
bambini di per loro non sono razzisti, perché sono molto curiosi
nei confronti della diversità. L’esempio degli adulti è fondamentale
per insegnare la tolleranza, molto più delle parole (…)”.
Altre iniziative nate nelle scuole: due studenti illustrano la radio-web
lanciata dal proprio Istituto, a Campobasso (Tg3 neapolis del
24/02); a Cavriglia i bambini di una classe elementare sono stati sottoposti
ad un esperimento che li ha privati per una settimana della televisione:
vengono intervistati, oltre ai protagonisti, conduttori, esperti, responsabili
Rai, e si stigmatizza la rappresentazione distorta che della famiglia
e dei rapporti umani fa la televisione. In conclusione si auspica che
la famiglia diventi interlocutrice privilegiata dei Media, non solo destinataria
(A sua immagine. Speciale del 22/05).
Adozione e affido
Le esperienze personali sono il registro più comune nella trattazione
dei temi dell’ adozione e dell’affido.
Sono infatti stranamente numerose le donne che si recano in televisione
alla ricerca della propria madre naturale; si tratta per lo più di
donne di una certa età, madri di famiglia, ma con il disagio di
non conoscere il volto della propria vera madre: La vita in diretta.
Un giorno speciale se ne occupa il 27/02 e l’11/03. Maria
Luisa, oggi cinquantenne depressa, tra le lacrime racconta di aver saputo
a vent’anni di essere figlia adottiva e di non essersi mai ripresa
da quel trauma. Tra gli ospiti due dei tre figli, il medico curante,
Don Mazzi; il registro è molto emotivo, le frasi pronunciate assai
toccanti, mentre gli indizi che vengono forniti per individuare la madre
naturale -ragione dichiarata della trasmissione - sono assolutamente
insufficienti. Quasi identica è, nella puntata dell’11/03,
la storia di Anna, anch’essa cinquantenne alla ricerca della madre
naturale, stesso trauma nell’apprendere di essere stata adottata,
stesso desiderio di conoscere l’identità della vera madre.
In questo caso è presente qualche elemento spettacolare aggiuntivo:
un’altra donna in trasmissione che afferma di essere sua parente,
e il prelievo in diretta di saliva delle due ospiti per verificare, attraverso
l’esame del Dna, se effettivamente sono consanguinee.
Analogie anche con nella vicenda di Luisa, ospitata da Frizzi il 09/04
a Piazza grande: la donna spiega quali fossero i pregiudizi
nei confronti dei bambini adottivi, le proprie sofferenze e il bisogno
di “colmare un vuoto”. Sua madre oggi dovrebbe avere 84 anni,
e l’unico indizio offerto è sulle origini napoletane e illustri
della madre.
Si tratta in generale di programmi in cui il contenuto spettacolare è prevalente,
e che a volte provocano una imbarazzante sensazione di “messa in
scena” di dolori privati che potrebbero restare tali, oltre al
rischio di provocare nello spettatore inconsapevoli reazioni emotive
di rifiuto nei confronti della pratica dell’adozione, che in questi
contesti appare foriera di dolori successivi.
Al di là dei registri prevalentemente emotivi, alcune trasmissioni
invece forniscono dati e informazioni tecniche sulle adozioni, nazionali
e internazionali, ponendosi come strumenti utili per lo spettatore. E’ il
caso dell’interessante Speciale Tg1 andato in onda il
18/01 e intitolato “Aggiungi un posto a tavola”. Nel volgere
di un’ora sono davvero numerose le informazioni fornite sulle adozioni,
sulle modalità delle adozioni internazionali e sullo spirito e
i contenuti della legge 2001 in materia. Viene riconosciuto che la strada
per l’adozione è molto impegnativa, ma che ogni bambino
ha diritto a una famiglia e che sono in forte aumento le adozioni internazionali,
perché i bambini italiani adottabili sono pochi. Segue una panoramica
su Ucraina e Romania, due Paesi di provenienza di bambini adottati in
Italia. L’ultima parte del programma è dedicata a
storie, felici e infelici, di adozioni e affidi. La trasmissione è molto
completa, ed è un equilibrato mix di registri: analizza, racconta,
informa, commuove, e tocca molte sfumature della delicatissima questione.
Tg parlamento e, in replica, Tg parlamento notte del
26 e del 27/02 informano sull’attività della Commissione
bicamerale per l’infanzia sulle adozioni internazionali, che ha
sottoposto al Ministro per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo
un’interrogazione parlamentare affinché si snelliscano e
si migliorino le procedure per le adozioni internazionali.
Sette giorni al parlamento del 28/02 entra più nello
specifico e, oltre a raccontare “storie di amore e di coraggio”,
attraverso interviste a parlamentari fornisce informazioni sulla normativa
vigente in materia di adozioni internazionali, le problematiche ancora
aperte, le questioni che si sta cercando di risolvere.
L’08/03 Giletti ospita a Casa raduno l’On Anna
Serafini, estensore della legge 2001 sulle adozioni, e Antonio Marziale,
presidente dell’Osservatorio sui minori, uniti nell’esaltare
la legge vigente e nell’additare le responsabilità della
burocrazia per inefficienze e lungaggini eccessive, ma osserva l’on.
Serafini: “Adottare è un gesto d’amore ma anche di
responsabilità (…). Quando si adotta un bambino è come
fare un bambino” e dunque tempi di adozione ragionevolmente lunghi
sono garanzia per i minori adottati. Gli ospiti danno vita a discorsi
poco ascoltati: la legge ha eliminato il pericoloso fai da te, ogni anno
in Italia vengono adottati tutti i bambini adottabili, le adozioni internazionali
sono aumentate del 35%. Resta il grave problema della mancanza di fondi
pubblici per coloro che si occupano a livello istituzionale di adozioni
e la mancata erogazione di finanziamenti statali per le coppie meno abbienti:
i costi di un’adozione internazionale sono alti e molti non possono
permetterseli.
Interamente sull’affido è centrata l’intervista proposta
da In famiglia dell’11/12, che informa su una legge che
entrerà in vigore entro il 2006 e che prevede la chiusura degli
Istituti per minori. Tutti i bambini di età compresa tra 0 e 17
anni saranno affidati a chi potrà garantire loro educazione, mantenimento,
affetto, con l’aiuto delle Istituzioni. Il Direttore generale del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali descrive lo spirito dell’istituzione
dell’affido e fornisce dettagliate informazioni sulle modalità di
accesso. Vengono forniti anche un numero verde cui rivolgersi per ulteriori
chiarimenti e il sito del Ministero. Al centro di tutto vengono posti
i diritti dei minori e l’aiuto che ciascuno può dare al
minore e alla sua famiglia d’origine.
Le altre trasmissioni sul tema adozione e affido creano spaccati spesso
molto dettagliati della realtà degli Istituti per minori, sia
in Italia che all’estero. Racconti di vita (Rai3) il 29/02
tratta, anche attraverso la voce di ex ospiti, dello spirito e le finalità di
due centri che accolgono minori in difficoltà con la propria famiglia
di origine o con la società: si tratta del “Borgo dei ragazzi
di Don Bosco”, a Roma, e dell’Associazione “Amici della
Zizzi”, a Livorno. In entrambi i casi il merito principale consiste
nel creare attorno ai ragazzi ospitati un’atmosfera di famiglia
allargata. Altri programmi puntano l’obiettivo sull’estero:
ciò che accade negli orfanotrofi di San Pietroburgo e in quelli
rumeni lo si può conoscere in Gt ragazzi del 06/04 e
in Unomattina estate del 13/07. Il servizio mandato in onda
dal notiziario dedicato ai minori punta il dito contro la povertà,
che troppo spesso costringe ad affidare i figli ad Istituti attrezzati,
ma pur sempre privi dell’elemento più importante per un
bambino: l’affetto della famiglia. (In realtà l’orfanotrofio
presentato somiglia ad un villaggio turistico e alcuni ospiti intervistati
dichiarano addirittura di non voler essere adottati…)
Il contenitore mattutino di Rai1 si concentra sul tema dell’Aids
e affida a Mino Damato il compito di descrivere la realtà rumena
di un enorme quantità di minori affetti da questa malattia (il
75% d’Europa): con l’aiuto di un servizio girato a Singureni
si chiarisce che questi bambini per lo più erano gli ospiti degli
orfanotrofi della dittatura e che ciò di cui più hanno
bisogno sono cibo, acqua e farmaci, oltre naturalmente a qualcuno che
ridia loro il senso della vita e la speranza nel futuro. Damato se ne
occupa con la Fondazione “Bambini in emergenza”. Dall’intervista
emerge l’importante osservazione che anche di fronte ai problemi
grandi, globali, è sempre possibile fare qualcosa cominciando
da una piccola parte. Contraddittoriamente, però, non vengono
fornite coordinate per eventuali donazioni del pubblico.
Costume e tempo libero
Il programma che più di tutti permette una conoscenza diretta
dei gusti e delle abitudini dei minori è certamente il Gt
ragazzi. Quasi sempre si tratta di interviste realizzate in studio,
o presso le scuole, oppure all’uscita dal cinema, in cui si richiedono
le opinioni dei bambini e dei ragazzi sui più svariati argomenti.
Alcuni esempi: gli adolescenti dicono di sentirsi troppo grandi per
mascherarsi a carnevale e danno la loro preferenza alla discoteca (23/02);
ai ragazzi di Viareggio piace invece mascherarsi e anche ai bambini delle
elementari (24/02); “Koda fratello orso” è un film
strepitoso: lo affermano alcuni bambini che hanno appena assistito alla
proiezione del film Disney (27/02); le paure dei ragazzi del Liceo scientifico “Oberdan” di
Trieste (08/04); una ragazzina farebbe la principessa solo per amore:
per lei è una grossa responsabilità (21/05); ragazzi di
scuole di tutt’Italia sono convenuti a Marano per un Festival di
spot: gli intervistati spiegano metodologie seguite e problemi affrontati;
un bambino musulmano racconta la festa del Ramadan; giovani di ambo i
sessi spiegano cosa sia, per ciascuno di loro, la moda e cosa facciano
per seguirla: a 13 anni non si è ancora tutti uguali… ((22/10).
Si tratta solo di qualcuno dei numerosi esempi di minori raccontati da
minori, messi in scena nella trasmissione a loro dedicata. Il pregio
di Gt ragazzi è proprio quello di rivolgersi ai minori
anche dando a loro il microfono, per sentirne direttamente la voce, mentre
un limite può forse essere individuato nella brevità delle
interviste, troppo poco approfondite per lasciare realmente libera espressione
ai ragazzi e consentire al pubblico di conoscere il loro mondo, i loro
gusti, ecc.
A Mattina 2 in famiglia con cadenza pressoché settimanale
servizi con interviste ai bambini delle elementari sospendono il dibattito
in studio tra adulti ed esperti. Dal Festival di Sanremo,
alla bellezza, alla ricchezza, alla mamma che lavora fuori casa, ecc.
ogni argomento è buono per chiedere l’opinione dei più piccoli,
che, tutto sommato, appaiono abbastanza spontanei nelle risposte. In
studio il dibattito prosegue tra i “grandi”, che spesso decidono
se i più piccoli hanno mostrato o meno maturità, intelligenza,
sensibilità, ecc.
Sono i giovani (in prevalenza di età compresa tra gli 11 e i
18 anni) i protagonisti assoluti della trasmissione Screensaver,
contenitore quotidiano di Rai3. Gli interlocutori del conduttore sono
infatti i ragazzi, sia come ospiti in studio che come autori o protagonisti
dei numerosi servizi in onda nel corso del programma.
Prendiamo, ad esempio, la puntata del 16/01: il primo argomento è la
fedeltà in amore: i giovani sono fedeli? Ospiti in studio studenti
di San Giovanni in Persicelo, che rispondono al quesito, per poi lasciare
la parola ai numerosi ragazzi intervistati in un servizio confezionato
al ritmo di un video musicale. Bisogna essere veloci per cogliere le
domande, che spesso si evincono solo dalle stesse risposte degli intervistati.
Quasi nessuno azzarda una divisione netta tra generi nell’atteggiamento
rispetto alla fedeltà. Il secondo argomento concerne i writer,
ovvero i “disegnatori con bomboletta”: alcuni di loro sono
presenti in studio e creano in diretta una delle loro opere; un servizio
mostra lo spot “Getta la bomboletta” realizzato dagli studenti
della Scuola media statale di Pietra Ligure (Savona) per invogliare i
propri coetanei ad esprimersi, ma sulle superfici consentite; un secondo
servizio monta diverse interviste e performance di alcuni writer di Bologna.
L’argomento è trattato in maniera esauriente e diretta,
con un’attenzione anche alle norme vigenti senza fingere che la
clandestinità non aggiunga emozione all’attività del
writer… La terza parte consiste nella presentazione dei protagonisti
e degli autori e quindi nella messa in onda di un cortometraggio realizzato
dagli studenti di un Istituto tecnico di San Giovanni in Persicelo. Il
prodotto, dal titolo “L’ultimo anno di scuola”, non è privo
di pregi e mostra come i ragazzi di oggi si siano impadroniti delle tecniche
di montaggio e delle conoscenze cinematografiche un tempo possedute solo
dagli addetti ai lavori.
Storie di vita
Storie di vita di bambini eccezionali vengono raccontate in diversi
programmi: c’è Ivan, 9 anni, che vive con la sua famiglia
a 2000 metri in provincia di Sondrio e ogni giorno percorre 100 Km in
auto e sugli sci per andare a scuola. Gt ragazzi (12/01) chiede
a due bambini di V elementare di confrontarsi con Ivan ed esprimere il
proprio parere (uno ne è affascinato, l’altro inorridito).
Stessa storia è raccontata il 17/01 a Mattina 2 in famiglia:
qui però il racconto è affidato completamente alle parole
della presentatrice che paragona Ivan al personaggio dei cartoni animati
Heidi e conclude ballando col colonnello delle previsioni meteo appunto
sulle note di “Heidi”. Altri esempi di minori “eccezionali”:
la modella tredicenne Jade, presentata come esempio del tutto negativo
dai conduttori di Piazza grande Stefania Orlando e Alfonso Signorini,
i quali lanciano un appello per far sì che le ragazzine conducano
una vita normale, adatta alla loro età. La promessa del motociclismo
Simone Corsi è il protagonista del servizio mandato in onda a Tv7 il
27/02. L’intervista al ragazzo desta simpatia, ed anche gli atteggiamenti
del padre sembrano molto sani, in controtendenza rispetto alla smania
di successo che connota tanti giovanissimi e soprattutto tanti genitori.
Infine la trasmissione di Raffaella Carrà Sogni permette
a un ragazzino di 11 anni, Alberto Diaco, di realizzare il sogno di condurre
un’edizione del Tg1. Un servizio ricostruisce ogni momento della
preparazione del ragazzo, i timori, le incertezze, vissuti fino al momento
della registrazione finale. Il ragazzo si sottopone a lezioni, prove
e provini, trucco e riesce, nella registrazione finale, a fare un buon
lavoro dimostrando come tenacia, determinazione e coraggio siano necessari
per realizzare i propri sogni.
Devianza
La devianza minorile non è un tema molto frequente, ma alcuni
programmi sull’argomento sono molto approfonditi,
Tg2 dossier del 29/02 affronta il tema dei detenuti minorenni.
Il servizio si intitola “Vite difficili” e fa una panoramica
su storie e condizioni dei 17 carceri minorili presenti sul territorio
nazionale. La trasmissione denuncia il pericolo, a causa dei tagli al
bilancio della Giustizia, di dover trasferire nelle prigioni anche i
1500 ragazzi oggi ospiti di case-famiglia. Vengono narrate anche storie
di chi dal carcere è uscito e “ha costruito il miracolo
di una vita normale”. Spesso sono proprio i protagonisti a raccontare,
ma parlano anche psichiatri, operatori, direttori di Istituti di pena.
Al centro di tutto la ri-educazione dei giovani detenuti. Ciò che
emerge è che il carcere minorile è un luogo protetto, mentre
i problemi esplodono negli istituti per adulti e nella stessa società,
che non è pronta ad accoglierli. Nessuno degli intervistati ha
timore di fare affermazioni scomode (ad esempio, che sono soprattutto
i minori stranieri a finire in galera). Le storie narrate sono interessanti
e offrono uno spaccato significativo di una realtà altrimenti
sconosciuta ai più ed elementi sui quali riflettere, non ultima
la responsabilità della società che, anche a pena estinta,
continua ad emarginare questi ragazzi.
Il sacerdote Gino Rivoldi racconta la propria esperienza nel carcere
minorile “Beccaria” di Milano a Cominciamo bene del
09/04. Assieme alla conduttrice Elsa Di Gati parla delle difficoltà di
comunicazione tra i giovani e nelle famiglie, e dell’importanza
di saper ascoltare veramente, di non trattare il prossimo come un estraneo.
Le colpe sono attribuite all’individualismo imposto dalla nostra
società e dalle famiglie in cui si vivono troppo spesso rapporti
affettivi superficiali. Don Rivoldi si augura che nessuno dei ragazzi
reclusi nelle carceri minorili sia costretto ad entrare in un Istituto
per adulti. La trasmissione è decisamente ricca di spunti interessanti.
Anche Gap del 16/07 è molto interessante. Il titolo
della puntata è “Giuseppe Centomani. Il male minore” e
ruota attorno all’intervista al criminologo e Dirigente giustizia
minorile per Piemonte e Val d’Aosta Centomani. Ciò il criminologo
intende soprattutto sostenere è che i crimini commessi dai minori
dipendono dall’ambiente, e si tratta di comportamenti sempre reversibili:
fondamentale è la funzione degli operatori carcerari e delle strutture
detentive alternative al carcere; bisognerebbe inoltre insegnare a genitori
e insegnanti ad essere dei veri educatori. La trasmissione tende a non
criminalizzare il minore che delinque e ad indicare nella superficialità,
nell’arrivismo, nella mancanza di valori, nell’incapacità di
educare i ragazzi le motivazioni che portano il minore a delinquere.
Un servizio fornisce dati precisi sull’incidenza della criminalità minorile,
e in studio si invitano i mass media a non alimentare l’onda emotiva
attorno a eclatanti fatti di cronaca di cui sono protagonisti i minorenni.
Ancora una volta Gap si dimostra un programma approfondito e
curato, penalizzato dall’orario: la puntata descritta è iniziata
all’01.26 di notte.
Di registro molto diverso è il dibattito organizzato a Unomattina l’08/04
in occasione dell’uscita del libro dello psichiatra criminologo
Paolo De Pasquali “Figli che uccidono”. Si parte dall’omicidio
Graneris (la diciottenne che trenta anni fa sterminò la famiglia
con la complicità del fidanzato), della quale De Pasquale traccia
un profilo psicologico per cercare la motivazione più generale
che conduce i figli ad uccidere i propri genitori. Il discorso rimane
però ad un livello poco approfondito e l’aspetto della responsabilità e
della redenzione è affidato unicamente alle parole di un monaco
cappuccino.
Le sparizioni
I casi di sparizioni di adolescenti sono per lo più affrontati
dalla trasmissione Chi l’ha visto. La modalità è,
ovviamente, sempre la stessa: sparisce un ragazzo e la madre o entrambi
i genitori si rivolgono al programma di Rai3 che da anni cerca le persone
scomparse. Ciò che prevale generalmente è una semplice
descrizione fisica, con dati e fotografia, ma anche se rapidamente, si
cerca di ricostruire i possibili motivi della fuga del giovane, e allora
spesso emerge una evidentissima incomunicabilità famigliare. I
figli che scappano sono chiusi, tendono ad escludere i genitori dalla
propria vita; i genitori chiudono gli occhi sulla realtà dei figli,
rifiutano di accettarne il carattere, le scelte: insomma, tra i vari “torna
a casa” e “ti vogliamo bene” quasi sempre si riescono
a leggere indizi di problemi nelle relazioni genitori-figli. Nel corso
della puntata dell’08/03 la conduttrice Daniela Poggi tenta un
approfondimento psicologico su cosa voglia dire attraversare i mutamenti
e le incertezze dell’adolescenza, e termina invitando i minori
ad essere giudiziosi e a “restituire ai genitori ciò che
hanno ricevuto da loro” Anche il servizio sulla fuga
di una ragazza di 16 anni chiosa “Il suo malessere è chiuso
nella sua età: 16 anni”, un po’ come se l’adolescenza
fosse una malattia di cui non sono chiare le cause. Altre volte
dalle parole della conduttrice i genitori appaiono quasi martiri di figli
scapestrati e capricciosi: è il caso della puntata del 17/05 durante
la quale la presentatrice compatisce le angosce che vivono padri e madri
di figli in fuga, mentre meno comprensione sembra rivolta ai disagi di
ragazzi che giungono ad un gesto così drammatico come quello di
sparire.
RILEVAZIONE DEI CONTENUTI NEI TELEGIORNALI
Le notizie relative ai minori sono molte ed equamente distribuite tra
i tre canal e nelle fasce orarie. Si deve purtroppo registrare che le
notizie riguardano spesso minori sono oggetto di violenze, quasi
sempre all’interno delle mura di casa, Sono infatti numerose
le notizie che riguardano bambini uccisi dai genitori
In alcuni casi le violenze avvengono invece per motivi politici,
quando i bambini muoiono vittime di conflitti e guerre nel mondo, o per
ragioni economiche, come nel caso della sparizione dei bambini in Mozambico
al fine di ucciderli ed spiantare loro gli organi, o sessuali, quando
di un sedicente mago è accusato di violenza sessuale su minori,
.
A proposito della relazione genitori-figli viene concessa qualche attenzione,
anche sullo stimolo di quanto avviene in Gran Bretagna, alle difficoltà dei
padri separati/divorziati che reclamano più diritti e un trattamento
più paritario con le madri.
Per quanto riguarda il ruolo di madre, anch’esso
viene mostrato come una condizione non facile, sempre più avanzata
nell’età del primo parto e sempre poco supportata dalle
istituzioni pubbliche (la realtà degli asili aziendali viene tratteggiata
come pionieristica).
Oltre alla propria abitazione un altro luogo spesso rappresentato in
congiunzione coi minori è la scuola. Alcuni fatti
si legano incidentalmente a questo luogo, come la strage di Beslan (in
cui numerosi bambini e le loro maestre trovano la morte per mano di terroristi
ceceni e soldati russi), o l’accusa di pedofilia ad alcune maestre
in una scuola italiana. Più significativa è la rappresentazione
della scuola come terreno di scontro politico-religioso: da una parte
il ministro dell’educazione Letizia Moratti difende la sua riforma,
dall’altra le associazioni dei genitori e gli insegnanti che la
accusano di ridurre il tempo pieno; o, ancora, le maestre che decidono
di rinunciare alla tradizionale recita natalizia della nascita di Gesù bambino
con la favola di Cappuccetto Rosso, per rispetto degli alunni musulmani.
A questo proposito, mentre alcuni servizi rivelano una realtà formativa
tendente a scelte laiche e che si pongono il problema di una società multietnica,
altri servizi affiancano spesso al parere di psicologi quello di sacerdoti
cattolici anche su problemi lontani dalle tematiche spirituali, come
i videogiochi.
L’anno inizia con alcune tragedie familiari, ai danni di figli
e mogli. Il Tg1 delle 20:00 mette in luce anche il “Progetto Icaro”,
promosso dai ministeri degli interni, lavori pubblici e istruzione per
sensibilizzare gli studenti medi superiori sul tema della sicurezza stradale.
L’evento che però fa più discutere è il mantenimento
o meno del tempo pieno nella scuola pubblica italiana, che il ministro
dell’istruzione Letizia Moratti ritiene di aver garantito con la
sua riforma, mentre i suoi avversari – politici e insegnanti – la
contestano con manifestazioni di piazza.
Il Tg3, il 13 gennaio, propone un’intervista
allo psicologo Vittorio Andreoli sulle recenti stragi familiari.
Il giorno dopo il Tg1 riferisce della riapparizione della mamma di Adelaide,
bambina handicappata costretta a vivere in un reparto di un ospedale
di Napoli e tenuta in vita grazie al respiratore artificiale (sindrome
di Werding Hoffman). Medicina Trentatre denuncia il rischio di obesità per
un bambino su cinque. Il Tg2 Giorno propone un’intervista, in seguito
alle stragi in famiglia, al docente ordinario di neurologia dell’università La
sapienza, Massimiliano Prencipe, sul rischio emulazione nei soggetti
psicolabili che può verificarsi dopo i numerosi casi di omicidio
e suicidio all’interno della famiglia. Il Tg2 Salute mostra alcuni
bambini disabili utilizzare il computer e sottolinea l’importanza
della tecnologia per migliorare la loro autonomia.
Il 15 gennaio il Tg1 delle 13:30 annuncia l’arresto di quattro
adolescenti scoperti mentre lanciavano sassi sulle auto in transito lungo
l’autostrada Milano Genova.
Il Tg2 delle 20:30 del 16 gennaio contiene due notizie sui minori: la
prima riguarda l’esplosione di una bomba in Iraq che ha lasciato
illesi alcuni soldati USA, ma ha ferito alcuni ragazzi che giocavano
nelle vicinanze e ha ucciso un quindicenne; continua il processo a carico
di Michael Jackson per molestie sessuali su minori (l’evento è però coperto
anche dalle altre due reti).
Il Tg1 delle 13.30 e il Tg3 delle 19.00 dedicano un servizio al Social
Forum di Bombay contro il lavoro minorile, e nelle immagini mostrano
alcuni bambini radunati all’interno di una baraccopoli, oltre a
una serie di interviste, tra cui alla responsabile dei progetti dell’associazione “Mani
tese”, Maria Cutino. Nella stessa edizione altre due notizie: l’inaugurazione
della cinquantottesima edizione di Pitti Immagine Bimbo, e l’uscita
di un libro per bambini scritto dalla cantante Madonna.
Seppur nelle edizioni mattutine, il Tg1 nell’ultima settimana
di febbraio ci informa degli scontri in Uganda tra i
governativi e i ribelli dell’esercito di resistenza del Signore
che assoldano anche bambini nelle loro fila per combattere nella guerra
civile che dura ormai da molti anni.
Il Tg2 Salute presenta un’intervista al primario di psicoanalisi
dell’università cattolica di Roma, Ermes Orlandelli, sulle
cause e sulle conseguenze dell’anoressia. Il servizio mostra anche
un articolo di giornale che riporta la notizia della morte di una ragazza
colpita da anoressia.
Medicina Trentatre del 24 febbraio mette sotto i riflettori il problema
della dislessia con un’intervista al neurologo dell’ospedale
Bambino Gesù sulle difficoltà di apprendimento della lettura
che può comparire nei bambini e sulle sue conseguenze: disgrafia
e discalculia.
Il giorno successivo è il primo giorno di quaresima e il Tg1
delle 13:30 raccoglie l’appello a favore dell’infanzia di
papa Giovanni Paolo II. Il Tg2 Giorno ci informa invece dell’arresto
di un sedicente mago – noto come Primo Russi, il veggente di Roma – con
l’accusa di violenza sessuale su minori che venivano adescati con
giocattoli nella sua abitazione. Il Tg2 delle 20:30 propone altri due
novi servizi sui minori: presso il lago San Marcel in Valle d’Aosta
una madre ha cercato di uccidere a coltellate la figlia di due anni per
un rito purificatorio, tentando poi invano il suicidio; a Colleferro
viene arrestato il parroco con l’accusa di violenza sessuale aggravata
e atti sessuali con minori. Il Tg3 Oredodici propone la storia di una
donna giordana, i cui familiari all’età di sedici anni bruciarono
il viso con dell’acido dopo aver scoperto che era rimasta incinta
senza essere sposata e per questo motivo è costretta a indossare
una maschera.
Medicina Trentatre rivela che un bambino su tre nasce con parte cesareo.
Il servizio è corredato da tabelle grafiche con percentuali di
parti cesarei in Italia e in Europa. La stessa rubrica propone poi un’intervista
al medico Giovanna Gomirato sull’alto tasso di natalità tra
coppie di immigrati extracomunitari e le difficoltà che queste
incontrano nelle strutture sanitarie italiane.
Nel frattempo scoppia il caso delle situazioni degradate del reparto
pediatrico dell’ospedale civico di Palermo, con bambini ammalati
sistemati su brandine nei corridoi e dell’ospedale “Arnaldo
Pugliese” di Catanzaro, messo sotto sequestro.
Il Tg2 Nonsolosoldi illustra le competenze e le possibilità di
lavoro offerte dagli istituti tecnici alberghieri.
Il 28 febbraio il Tg1 delle 20:00 dà spazio al convegno organizzato
dal movimento Forza Italia in risposta alla manifestazione organizzata
dai sindacati contro la riforma della scuola promossa dal ministro dell’istruzione
Letizia Moratti. Ancora il Tg1 delle 20:00, ma del girono dopo, rilancia
il processo, in corso in Belgio, contro il pedofilo Marc Dutroux, noto
anche come mostro di Marcinelle.
L’ultima notizia del mese proviene dal Tg3 che intervista il vescovo
di Ivrea, Arrigo Miglio, in merito alla decisione del direttore della
scuola elementare di Aglie di non ricevere la visita del vescovo per
non imbarazzare sette bambini di religioni diverse.
Marzo si apre con un servizio di Medicina Trentatre
dove viene intervistata il primario di psicologia dinamica dell’università di
Pavia, Silvia Vegetti Finzi sui motivi psicologici che spingono molte
coppie a non avere figli, sulle caratteristiche dei figli unici e sul
ruolo del padre nell’accudire i figli neonati. La particolarità del
servizio è che include anche un’intervista a un padre con
in braccio il figlio neonato sulle sue emozioni.
L’8 marzo il Tg2 delle 20:30 intervista Somaly Mam, fondatrice
dell’associazione AFESIP, che aiuta le minori prostitute di Phnom
Penh. Mam infatti da bambina fu venduta come prostituta e parla del problema
della prostituzione minorile in Asia e sulle minacce ricevute a causa
della sua attività.
Il giorno dopo il Tg1 delle 13:30 riferisce dell’arresto di un
giovane di Venezia che aveva creato un sito internet sulla legittimità della
pedofilia, con l’accusa di apologia di reato. Il Tg2 salute rivela
invece l’aumento dell’altezza media degli italiani.
Continua a fare notizia il processo contro Marc Dutroux, in particolare
il fatto della presenza in aula di una delle sue vittime. Tuttavia, solo
il Tg3 del 10 marzo segnala l’entrata in vigore della legge sulla
fecondazione assistita e propone un’intervista al primario ordinario
di ginecologia all’università di Bologna, Carlo Flamigni,
che commenta negativamente il fatto.
Medicina Trentatre del 12 marzo torna a parlare di dislessia,
in quanto molto diffusa tra i bambini. Nonostante si fosse parlato di
un rischio emulazione tutte e tre le reti danno risalto ad una tragedia
californiana in cui un uomo si barrica in casa e uccide sette bambini
e due donne; del resto, lo stesso giorno, ad Ancona un imprenditore,
fortemente depresso, viene ricoverato per tentato suicidio dopo aver
ucciso a fucilate la moglie e i due figli minorenni.
Il 14 marzo il Tg1 delle 13:30 dedica un servizio al congresso nazionale
dell’Unione Studenti, dove si discute sugli obiettivi da inserire
nel programma di governo a favore della scuola; partecipa al convegno
anche il segretario generale CGIL, Guglielmo Epifani.
Il mese di aprile è dominato dalla vicenda del
piccolo Roberto, bambino calabrese di due anni scomparso
il 31 marzo e misteriosamente ritrovato alcuni giorni dopo nello stesso
luogo dello smarrimento dal padre, un pastore. Il sostituto procuratore
di Crotone, Federico Somma rilascia intervista sulla possibilità che
il pastore abbia potuto vendere il proprio figlio. Il 5 aprile comunque
il padre del bambino viene scarcerato.
Il Tg2 delle 20:30 mostra il ministro delle pari opportunità Stefania
prestigiacomo inaugurare l’asilo nido aziendale “Pollicino”,
aperto dall’amministrazione comunale di Vigevano per i suoi dipendenti
e per quelli delle ditte situate nelle vicinanze. Alcune webcam poste
all’interno dell’asilo nido permettono il collegamento tra
gli ambienti del nido e gli uffici dei genitori.
Viene largamente coperta la notizia del ricovero in coma di una bambina
di tre anni in Umbria. Le indagini portano a un amico di famiglia che
avrebbe percosso e violentato la piccola, ma anche i genitori a un certo
punto sono chiamati dai magistrati. Nel frattempo la vicenda di Roberto
giunge a conclusione con la decisione del procuratore della Repubblica
presso la procura di Crotone , Francesco Tricoli, di affidare il bambino
a un istituto.
Il 6 aprile la bambina di San Giustino (Umbria), Maria, muore per le
sevizie ricevute. Il Tg3 in questa data è l’unica redazione
che ricorda il decennale del genocidio avvenuto in Ruanda da parte dell’etnia
hutu ai danni dell’etnia tutsi, di cui un milione di persone, compresi
i bambini, furono uccisi a colpi di machete.
Il giorno dopo due adolescenti trovano la morte per lo schianto del
ciclomotore, sul quale viaggiavano senza casco, contro la facciata di
un edificio.
Ancora una tragedia familiare: a Busto Arsizio, operaio siciliano uccide
due dei suoi tre figli per vendetta nei confronti della moglie dalla
quale era separato da due anni.
Medicina Trentatre ci introduce all’atmosfera pasquale parlando
di uova di cioccolata e delle qualità nutrizionali di questo alimento;
inoltre il nutrizionista dell’Istituto nazionale della nutrizione,
Andrea Ghiselli, considera il cioccolato uno dei fattori di rischio per
il cancro e sfata la notizia che esso prevenga la carie, spiega gli effetti
di tale alimento sulla psiche e l’importanza di un’adeguata
igiene orale.
Il Tg2 delle 20:30 del 9 aprile intervista due parroci italiani in Mozambico
che parlano del problema della sparizione dei bambini in quel paese al
fine di ucciderli ed espiantar loro gli organi.
A Modena viene trovato un neonato abbandonato in un cortile di un palazzo
e chiamato Jacopo. Il piccolo è ricoverato in coma cerebrale al
policlinico della città.
Nel mese di maggio il Tg2 delle 20:30 rivela che sono
in aumento i bambini che soffrono di cefalee. La notizia è poi
ripresa dalla rubrica Tg2 Salute che approfondisce l’argomento.
Hanno una certa risonanza i tre decessi per meningite fulminante nella
provincia di Genova, e il Tg1 delle 13:30 dedica un servizio alla profilassi
di questa malattia. Sempre il Tg1, ma delle 20:00, riferisce di un’operazione – “Diplomi
no problem” – che ha coinvolto quaranta scuole private per
truffa. Nella stessa data Il Tg2 Giorno e il Tg3 in un paio di edizioni
riferiscono della morte di due bambini palestinesi a causa di un’incursione
dell’esercito israeliano nella striscia di Gaza.
A Napoli, ce lo riferiscono il Tg1, il Tg2 e il Tg3, un sedicenne incensurato
viene ucciso probabilmente mentre tentava di impedire che gli rubassero
il motorino.
Il 19 maggio una notizia accentra un grande numero di servizi;; si tratta
di un’inchiesta dei carabinieri di Pastrengo che ha individuato
e arrestato 23 persone tra insegnati e direttori di scuole private e
parificate italiane, accusati di associazione a delinquere finalizzata
alla corruzione continuata per aver venduto diplomi a studenti che non
avevano mai sostenuto gli esami e neppure frequentato la scuola.
Durante il 20 maggio e i giorni seguenti i telegiornali si occupano
dell’omicidio di un sedicenne a Napoli: inizialmente ritenuto vittima
del tentativo di furto del suo motorino, viene poi scoperto che il minorenne
ha probabilmente minacciato con una pistola giocattolo (rinvenuta sul
luogo del delitto) il proprietario di un altro mezzo, fornito di arma
da fuoco, che gli ha sparato. Sempre il 20 maggio il Tg2 salute dedica
un paio di servizi all’alimentazione dei minori con un’intervista
alla nutrizionista dell’università la Sapienza, Valeria
Delbalzo, sui momenti della giornata indicati per la merenda, e alla
direttrice di una scuola materna, Maria Ferola, sul rispetto delle scelte
alimentari in base alla religione.
Intorno al 21 maggio le indagini chiariscono la tragedia di Napoli:
il sedicenne coinvolto non possedeva il motorino sul quale viaggiava,
bensì ne stava tentando il furto con una pistola giocattolo e
forse alcuni complici, ma il proprietario gli ha sparato un colpo al
torace ed è ora ricercato.
Si apre intanto il processo d’appello per Giovanni Erra, accusato
dell’omicidio di Desirée Piovanelli, e condannato a trenta
anni di reclusione. L’avvocato difensore di Erra rilascia intervista
in cui auspica per il proprio assistito una riduzione di pena, mentre
il padre di Desirée spera che essa venga confermata.
Tutti e tre i telegiornali danno ampia risonanza alla riforma scolastica
che estende l’obbligo di frequenza fino ai diciotto anni.
Il Tg1 delle 20:00 dedica un servizio all’assistenza degli orfani
e dei bisognosi attraverso la testimonianza di una coppia che ha fondato
un’associazione a tale scopo.
Il Tg3, sempre del 21 maggio, riconduce l’attenzione alla situazione
internazionale, con un servizio dall’Iraq, che mette insieme alcune
delle vicende che vedono coinvolti i soldati statunitensi in errori militari
(un elicottero colpisce il luogo di un matrimonio, uccidendo quindici
bambini). Il 22 maggio il Tg1 delle 20:00 dà visibilità alla
protesta dei padri separati che in Italia subirebbero un trattamento
diseguale rispetto alle madri dei propri figli, in quanto a loro sarebbero
affidati in percentuale molto bassa e comunque a condizioni inadeguate.
L’intervista al neuropsichiatra Giovanni Bollea sottolinea l’importanza
della figura paterna nella crescita dei bambini. Anche il Tg2 rilancia
questa manifestazione, aggiungendovi la testimonianza della presidente
dell’associazione madri separate, Daniela Fincato.
Il Tg3, invece, insiste sul Medio Oriente, dedicando quattro edizioni
alla morte di una bambina di tre anni a Rafah, cittadina palestinese
attaccata dall’esercito israeliano.
Sempre il Tg3 ed anche il Tg1 riferiscono della vicina entrata in vigore
dell’obbligo di patente anche per i motocicli.
Il mese di giugno prevede alcuni servizi di rito sugli
esami di maturità, che sono diffusi da tutti e tre i canali. il
Tg2 annuncia la scomparsa di un’adolescente
Verso la fine del mese Il Tg1 delle 13.30 parla della lotta alla pedofilia
via Internet. Tra il 21 e il 22 giugno tutte e tre le redazioni si interessano,
seppur con differente attenzione, alla scomparsa di una quindicenne a
Roma; dopo un depistaggio ai danni di una presunta setta satanica che
avrebbe commesso il rapimento, la ragazza viene ritrovata e si scopre
che era scappata di casa. Il 22 giugno il Tg1 rende note due sentenze:
la prima, in Italia, riguarda la reclusione per sedici anni per l’assassino
di Francesco Estatico che aveva rivolto un apprezzamento a una ragazza;
la seconda sentenza, in Belgio, colpisce Marc Dutroux, noto anche come
mostro di Marcinelle: ergastolo per l’uccisione di quattro persone
fra bambini e ragazze, e per la segregazione di altre due ragazze.
Nel frattempo, come ci segnala il Tg1 delle 20:00, proseguono le indagini
sulle “Bestie di Satana”, setta di ragazzi del varesotto
che ha ucciso alcuni coetanei praticando rituali improntati al satanismo.
Viene intervistata la madre di una delle vittime sulle frequentazioni
della figlia, ex-fidanzata di uno dei membri della setta e autore dei
delitti. Anche il Tg2 e il Tg3 si occupano della vicenda.
Il 26 giugno il Tg1 delle 13:30 riferisce di una strage familiare, a
Mazzarino (Sicilia), dove un ventisettenne ha ucciso la madre e la sorella, ferito
il fratello, e alla fine si è suicidato.
Il Tg2 delle 20:30 ci riporta la notizia tragica dell’omicidio
di un quindicenne, in Gran Bretagna, da parte di tre coetanei per rapinargli
un cellulare. Anche il Tg3 Oredodici parla di giovani vite spezzate,
ma dal fronte palestinese, a Nablus (Cisgiordania), dove gli scontri
tra soldati israeliani e terroristi palestinesi hanno causato la morte
di due giovani palestinesi e di numerosi feriti.
Il Tg3, invece, è l’unico a parlare di una morte sul luogo
di lavoro per un sedicenne che guidava un automezzo che trasportava materiale
ferroso.
Tutti e tre i canali tornano a ricordare l’imminente obbligo del
patentino per la guida dei ciclomotori. Il 24 giugno il Tg1 delle 13:30
propone, sull’argomento, anche un’intervista al ministro
delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi sull’importanza
dei corsi tenuti nelle scuole per il miglioramento della sicurezza stradale.
Sempre il Tg1 e nella stessa data dà spazio all’emergenza
umanitaria in corso nel Darfur, regione del Sudan in cui imperversano
violenti combattimenti tra la popolazione nera di religione cristiana
e le tribù nomadi musulmane protette dal governo. Il sottosegretario
agli esteri Margherita Boniver rilascia un’intervista sui fondi
stanziati per questa emergenza che colpisce particolarmente le donne e
i bambini. Anche il Tg2 riporta la notizia.
Il Tg3, e gli altri due canali, avvertono che non ci sarà alcuna
proroga per l’entrata in vigore dell’obbligo del patentino
per la guida dei ciclomotori. Il Tg3 Pomeriggio dedica un servizio alla
vita quotidiana di una famiglia irachena.
Nel corso del mese di luglio si verificano diversi
incidenti stradali mortali, in cui rimangono coinvolti alcuni bambini
e molti adolescenti. Il Tg3 Pomeriggio
Il 12 luglio il Tg2 Giorno e il Tg3 delle 19:00 si occupano del tentativo,
bloccato dal ministero dell’istruzione, di costituire presso l’istituto
magistrale “Agnesi” di Milano una classe di soli studenti
islamici Il 18 luglio il Tg1 delle 20:00 e il Tg3 delle 19:00 propongono
un paio di servizi sul Festival del cinema per ragazzi di Giffoni, con
interviste, tra gli altri, all’attore Michele Placido e all’esperto
in effetti speciali Carlo Rambaldi. Il Tg2 Giorno parla del problema
dei bambini cinesi rimasti orfani a causa della morte dei genitori per
AIDS. Il Tg2 Costume e società dà spazio aa alcune interviste
a genitori di ragazzi affetti da malattie mentali sulle patologie dei
propri figli, e sulla mancata assistenza dello stato verso i problemi
dei propri figli.
Il Tg2 delle 20:30 riporta l’attenzione sulla tragedia dell’Uganda
dove i guerriglieri dell’esercito di resistenza del Signore, Lords
Resistance Army (LRA), intendono sostituire la costituzione ugandese
con i dieci comandamenti cristiani. Il servizio è accompagnato
dall’intervista al presidente del pontificio consiglio Giustizia
e Pace, cardinale Renato Martino, sulle violenze perpetrate da questi
guerriglieri.
Il Tg1 delle 20:00 del 15 luglio dedica un servizio alla quindicesima
conferenza mondiale sull’AIDS, e intervista padre Giovanni Contarin,
dell’ordine dei Camilliani, sul centro di accoglienza di bambini
affetti da AIDS da lui diretto. Sempre il Tg1 riferisce poi del proseguimento
delle indagini a carico degli imputati nei delitti legati alle sette
sataniche. Infine ci propone un’intervista al presidente del comitato
TV e minori sulle violazioni delle norme legislative per la tutela dei
minori, e al ministro delle comunicazioni, Maurizio Gasparri.
Il giorno dopo un certo clamore suscita il rogo avvenuto in una scuola
elementare indiana che ha provocato la morte di un’ottantina di
bambini. Il Tg3 Pomeriggio riferisce anche del calo delle nascite in
Germania.
Il 17 luglio il Tg1 delle 20:00 pubblicizza il Festival del cinema di
Giffoni, con alcune sequenze del film “Garfield” del regista
Peter Hewitt.
Il giorno successivo si torna a parlare di neonati abbandonati: a Bergamo
viene trovato presso un’edicola un bambino in buone condizioni
di salute. Nel frattempo i tre telegiornali segnalano la prosecuzione
del processo per il delitto di Cogne.
Agosto, oltre ai numerosi incidenti stradali, riporta
la scoperta di un traffico di neonati tra la Bulgaria e l’Italia,
grazie all’operazione di polizia “Gypsy Storke”.
Medicina Trentatre, il 2 agosto, intervista un primario di dermatologia
che spiega l’importanza del sole per i bambini per la cura e la
prevenzione di malattie quali il rachitismo e i consigli da seguire per
evitare le scottature durante l’esposizione ai raggi solari. Ancora
la stessa rubrica, il giorno dopo, intervista il segretario del movimento
dei radicali italiani, Daniele Capezzone, sulla raccolta firme per un
referendum abrogativo della legge sulla fecondazione artificiale, sui
limiti alla ricerca scientifica imposti da tale legge, sulla violazione
dei diritti delle donne e sul problema delle adozioni.
Il Tg3 delle 19:00 del 4 agosto riporta l’attenzione sul rapporto
criminalità/gioventù che è particolarmente stretto
in certe aree del Meridione: la squadra mobile di Caltanissetta fa irruzione
all’interno di una villa nell’ambito di un’operazione
anti-mafia, arrestando nove persone, di cui tre minorenni, per furto
e traffico di droga. Le le tre reti riferiscono dell’arresto
a Gela di nove persone, di cui tre minorenni, con l’accusa di associazione
mafiosa, estorsione, traffico e spaccio di droga. Il Tg3 delle 19.00
intervista il sacerdote della missione “Italia solidale” e
la responsabile sulla difficile situazione umanitaria sudanese nella
regione del Darfur dove imperversano violenti combattimenti dovuti alla
guerra civile tra popolazione nera cristiana e le tribù nomadi
musulmane appoggiate dal governo che vuole islamizzare il paese.
Un altro rogo, anche questo avvenuto in terra straniera, richiama l’attenzione
generale: sette ragazzi francesi trovano la morte in un centro equestre
in Savoia a causa di un incendio divampato all’interno del maneggio.
Anche una notizia positiva, data la sua peculiarità, trova largo
riscontro: un bambino di sei anni, abbandonato dai genitori e vissuto
grazie alla protezione del fedele cane, gioca e comunica a gesti poiché non
ha imparato a parlare a causa della sua vita trascorsa solo con gli animali.
Il Tg1 Economia rivela l’aumento dei consumi dei ragazzi durante
il periodo estivo e le loro fonti di guadagno. Il Tg2 Costume e società propone
un’intervista al presidente della Fondazione Pangea Onlus, Luigi
Lopresti, sulla costruzione di una scuola in un villaggio del Kenya,
con un finanziamento di soli sedicimila euro.
Il Tg2 delle 20:30 intervista l’avvocato Carlo Taormina sugli
sviluppi che avrà la vicenda del delitto di Cogne in seguito ad
alcune prove che scagionerebbero Anna Maria Franzoni, condannata con
rito abbreviato a trenta anni di carcere per l’omicidio del figlio
Samuele Lorenzi.
A settembre, prevedibilmente, si susseguono i servizi
sulle riaperture delle scuole. Quest’anno, però, sono diversi
dal solito in quanto legati al ricordo della recentissima strage di Beslan,
in Ossezia, che ha visto una scuola elementare presa in ostaggio da un
gruppo di terroristi ceceni con mille persone al suo interno (molti di
queste sono bambini): quattrocento vittime alla fine conta l’operazione
di salvataggio dell’esercito russo per liberare la scuola.
Il Tg2 Giorno ci ricorda che le indagine sulla scomparsa di Denise Pipitone
proseguono, e ci rivela che il cellulare è sempre più usato
dai bambini italiani: sull’argomento è richiesta l’opinione
della docente di psicologia dell’età evolutiva Anna Oliverio
Ferrararis. Sempre il Tg2, ma edizione Mezzasera, dà spazio alla
protesta spettacolare di un uomo che, infrangendo i controlli di Buckingham
Palace, espone uno striscione dell’associazione dei padri divorziati
che chiede maggiori diritti sui figli.
Il Tg1 delle 20:00 raccoglie le lamentele di un gruppo di insegnati
di un liceo sul degrado dell’abbigliamento degli studenti, giudicato
eccessivamente provocatorio.
In data 14 settembre il Tg2 delle 20:30 pubblicizza l’ultimo libro
della serie legata al personaggio, tutto italiano, di Geronimo Stilton, “Il
segreto del coraggio”. Sempre il Tg2, nel pomeriggio, si era occupato
delle attività extrascolastiche dei bambini, senza però citare
la lettura per svago. Nella stessa data il Tg3 allarga alla situazione
internazionale il tema dei minori: a Baghdad muoiono alcuni ragazzi mentre
erano in fila per arruolarsi nella polizia; negli USA, invece, scade
il divieto di vendita sulle armi semiautomatiche, imposto dall’ex
presidente Bill Clinton nel 1994. Il servizio ricorda la strage del 1999
del liceo “Colombine High School” in cui un paio di studenti
uccisero a colpi di arma da fuoco quattordici compagni e un insegnante
prima di suicidarsi.
Il 15 settembre il Tg1 delle 20:00 fa discutere studenti, insegnanti
e genitori sull’opportunità o meno di tenere il telefono
cellulare acceso durante le lezioni.
Il Tg2 delle 18:00 riferisce di una nuova incursione israeliana, a Nablus,
che provoca la morte di sei militanti palestinesi e di una bambina di
undici anni.
Coperte da tutte e tre le reti sono poi le notizie sulla riapertura
della scuola di Beslan, in cui hanno trovato la morte quattrocento persone,
tra cui molti bambini a causa di un sequestro da parte di terroristi
ceceni (e dell’irruzione dell’esercito russo), e sul ritorno
in Iraq di una bambina irachena che è stata curata in Italia.
A metà settembre il ministro dell’istruzione, Letizia Moratti,
illustra al Tg2 Giorno gli interventi previsti per agevolare l’integrazione
dei bambini immigrati nella scuola italiana.
Intorno al 16 settembre torna alla ribalta il caso del delitto di Cogne
grazie a una nuova deposizione di Stefano Lorenzi, marito di Anna Maria
Franzoni, condannata in primo grado a trenta anni di carcere per l’omicidio
del figlio Samuele Lorenzi avvenuto il 30 gennaio 2002. Il marito avrebbe
depositato una memoria in cui indica il vero colpevole.
Mantiene alta l’attenzione sulla scomparsa della figlia il nuovo
appello di Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, che chiede di estendere
le indagini anche all’estero.
Il Tg1, come anche le atre due reti, in data 17 settembre, puntano i
riflettori su un bombardamento americano che ha colpito la cittadina
irachena di Falluja, ferendo e uccidendo numerosi bambini. Le immagini
mostrano gli interni di un ospedale dove il personale medico assiste
donne e bambini, e guerriglieri sanniti iracheni che, con il volto coperto,
imbracciano bazooka e fucili mitragliatori.
Fa notizia anche la condanna esemplare – ergastolo – per
un giovane pregiudicato di sedici anni di origine italiana a Londra,
per avere tentato l’omicidio di una sua insegnante mentre praticava
ginnastica in un parco.
Un servizio un po’ diverso è costituito dalle interviste
che il Tg1 delle 20:00 ha fatto ad alcuni giovani sui graffiti metropolitani
mentre un sondaggio Eurispes rileva che l’opinione dei giovani
italiani in merito ai graffiti risulta positiva.
Il 18 settembre il Tg1 delle 20:00 avverte che il gioco d’azzardo
sta diventando un problema patologico per molti adolescenti.
Mentre continuano le ricerche su Denise Pipitone, per la quale arrivano
anche segnalazioni rivelatisi presto infondate, il Tg1 delle 13:30 dedica
un servizio a un padre siciliano che si suicida dopo essersi reso conto
di aver sparato mortalmente al figlio che lo accompagnava in una battuta
di caccia.
Il 18 Ottobre ciascuna delle reti RAI copre le seguenti
notizie: la conferenza mondiale delle donne parlamentari sulla
tutela dei minori a Roma, la profanazione delle tombe del padre e della
sorella di uno dei ragazzi appartenenti alle “Bestie di Satana”,
l’omicidio di un diciassettenne napoletano che aveva rubato il
motorino alla figlia di un boss della camorra. In più il Tg1 delle
13:30 riferisce di un processo in corso a Brescia contro due maestre
indagate per atti di pedofilia sui bambini di un asilo comunale. Il Tg2
Salute dedica un servizio all’eccessiva frequenza di pasti fuori
dalle occasioni abituali dei bambini italiani, ritenuta la principale
causa del soprappeso crescente nella popolazione infantile. Infine il
Tg3 si occupa dell’atto vandalico che ha prodotto l’allagamento
del liceo milanese “Giuseppe Parini”: l’intervista
al preside chiarisce le dimensioni dei danni.
Il 19 ottobre il Tg2 delle 20:30 propone un’intervista alla responsabile
dell’Unicef Maria Calivis sull’elevato tasso di mortalità dei
bambini dell’Europa dell’Est che vivono in condizioni di
povertà. Il servizio ricorda poi la strage di Beslan. Sempre il
Tg2, ma nell’edizione Giorno, si era soffermato sulla situazione
internazionale con un’intervista a un curdo, in cui parla dei soprusi
subiti durante il regime dell’ex presidente Saddam Hussein e dei
disagi causati dalla povertà della propria famiglia.
Il 20 ottobre il Tg1 delle 13:30 riferisce della conclusione dell’inchiesta
sulla setta “Bestie di Satana”. Il Tg1 delle 20:00, presenta
il libro “C’era una volta nonno Libero” dell’attore
Lino Banfi, che dichiara che parte del ricavato andrà in beneficenza
per la costruzione di scuole per i bambini dell’Eritrea e di un
campo di calcio grazie all’aiuto del calciatore Francesco Totti,
anch’egli come Banfi ambasciatore Unicef. Nella stessa data, il
Tg2 delle 20:30 rende noto il caso che ha fatto schierare la Regione
Veneto contro l’iniziativa di un istituto agrario, il “Kennedy”,
dove il preside ha avviato un progetto di coltivazione della marijuana,
regolarmente autorizzato.
Il Tg1 delle 13:30 del 21 ottobre contiene due servizi sui giovani:
il primo riguarda le confessioni degli studenti del liceo classico di
Milano “Giuseppe Parini”, responsabili dell’allagamento
dell’intero istituto. Il secondo servizio mostra un gruppo di studenti
italiani visitare il campo di concentramento nazista di Auschwitz.
I liceali che, per evitare un compito in classe, hanno devastato un
intero edificio scolastico (trecentomila euro di danni) si guadagnano
l’attenzione anche del Tg1 delle 20:00 e del Tg2 delle 20:30. Il
Tg2 Giorno segnala che, in Francia, sono avvenute le prime espulsioni
delle studentesse musulmane che non hanno rispettato il divieto di indossare
il velo islamico a scuola.
Il Tg1 delle 13:30 del 21 ottobre contiene due servizi sui giovani:
il primo riguarda le confessioni degli studenti del liceo classico di
Milano “Giuseppe Parini”, responsabili dell’allagamento
dell’intero istituto. Il secondo servizio mostra un gruppo di studenti
italiani visitare il campo di concentramento nazista di Auschwitz.
La rubrica Medicina Trentatre torna sull’alimentazione dei bambini,
e sull’importanza della mensa scolastica per la loro educazione
alimentare. Il Tg1 delle 13:30 parla dello stato delle scuole irachene,
che sono fatiscenti, e mostra immagini, tra le altre, di soldati americani
che parlano con gli scolari iracheni. Sempre il Tg1, e nelle edizioni
principali, torna sul caso già coperto dal Tg3 del liceo “Giuseppe
Parini” di Milano: il gruppo di liceali che ha devastato la scuola
confessa e spiega che in questo modo intendevano evitare il compito di
greco.
Il Tg2 Giorno, invece, si occupa delle prime espulsioni dalle scuole
francesi delle ragazze islamiche che non hanno obbedito alla legge che
vieta di indossare il velo islamico a scuola.
Visti i recenti e mortali casi di meningite in Liguria, Medicina Trentatre
dedica un servizio ai vaccini esistenti utili per prevenire la meningite.
In data 24 ottobre, il Tg2 delle 20:30 dà spazio all’inaugurazione
di una scuola materna a Betlemme, realizzata con fondi italiani raccolti
dalla Conferenza Episcopale italiana (CEI). Su tutti i canali viene rilanciata
la notizia della morte di un tredicenne per le ferite procuratisi mentre
giocava con altri bambini durante un compleanno.
Nella settimana campione di novembre in seguito all’omicidio
del regista Theo van Gogh, hanno una certa risonanza i fatti provenienti
dall’Olanda, come l’esplosione di una bomba che ha danneggiato
una scuola elementare islamica (attentato rivolto contro la comunità islamica
ritenuta responsabile della morte del regista). Il Tg1
Economia propone un discorso del vicepresidente della Fiat, John Elkann,
ai giovani lettori che hanno partecipato al progetto “Un quotidiano
in classe”, sul suo rapporto col mondo dell’editoria.
Il Tg1 delle 20:00 e il Tg2 delle 18:30 segnalano il rientro degli studenti
nell’istituto professionale “Alcide de Gasperi”, dopo
che l’edificio era stato allagato nella notte, presumibilmente
da alcuni studenti che avevano manomesso un idrante. Grande attenzione
continua a ricevere il delitto di Cogne, in cui viene indagato per calunnia
lo stesso avvocato difensore, Carlo Taormina, che avrebbe saputo delle
fabbricazione artificiale delle prove che avrebbero dovuto scarcerare
Anna Maria Franzoni.
Il Tg2 Salute propone interviste ad un primario di medicina sportiva,
sui vantaggi dello sport per i bambini, ad un primario di ortopedia e
traumatologia sui traumi più frequenti che colpiscono i bambini
che praticano calcio, e infine ad un primario di psicologia clinica sugli
effetti positivi e negativi di tale attività.
Il 9 novembre il Tg1 delle 20:00 annuncia l’approvazione, da parte
del governo francese, di una sperimentazione della castrazione chimica
sui detenuti colpevoli di reati sessuali nell’ambito della lotta
alla violenza sessuale e alla pedofilia, mentre il Tg3 pubblicizza il
primo battesimo civile in Spagna.
Il 10 novembre il Tg1 delle 20:00 riferisce che per gli studenti del
liceo classico “Giuseppe Parini”, responsabili dell’allagamento
dell’istituto, è stata decisa una sospensione di quindici
giorni. Il Tg2 Salute ricorda quali esami è bene effettuare prima
di dedicarsi a un’attività sportiva: il test da sforzo con
il cicoergometro per valutare i battiti cardiaci durante uno sforzo,
la misurazione della massa grassa e l’esame spirometrico.
Il giorno dopo il Tg1 Economia si occupa di quanto costa un neonato
con alcune interviste separate a mamme sulle spese medie mensili per
i propri neonati. Intanto arriva il provvedimento disciplinare contro
i cinque studenti del liceo classico Parini di Milano che ne avevano
provocato l’allagamento il 17 ottobre, procurando danni per trecentomila
euro. Il provvedimento dichiara la sospensione dei ragazzi per quindici
giorni. Il Tg1 del giorno successivo nelle sue principali edizioni dà spazio
al permesso di libertà richiesto dagli educatori di Mauro, detto
Omar, Favaro, che con la fidanzata Erika aveva ucciso la madre e il fratello
di lei. Sempre le stesse edizioni segnalano l’arresto a Gravina,
in Puglia, di due maestre e un bidello per pedofilia. Il Tg2 Giorno
si occupa invece dell’educazione dei bambini al riciclaggio, mentre
il Tg3 rivela che i ragazzi italiani preferiscono la cucina della nonna
a quella dei fast food. Il Tg2 delle 20.30 propone un’intervista
al funzionario della squadra mobile di Roma, Dania Manti, sullo sfruttamento
dei bambini nomadi costretti all’accattonaggio
Il 13 novembre viene ritrovato il corpo senza vita di una quindicenne
a Manfredonia, Puglia. Il brutale omicidio di Giusy appare in un primo
tempo senza testimoni.
Giunge infine dalla Gran Bretagna la notizia che i ragazzi inglesi sono
sempre più obesi, mentre le immagini mostrano il primo ministro
Tony Blair che utilizza macchine per la ginnastica.
Chiudono la settimana campione di novembre il Tg1 delle 13:30 con le
immagini della partita tra la nazionale italiana di rugby e quella neozelandese,
il Tg1 delle 20:00 con l’allarme della Gran Bretagna sull’incremento
dell’obesità nella sua popolazione giovanile, il Tg3 delle
19:00 che mantiene alta l’attenzione sulle proteste all’interno
del mondo della scuola italiana, con l’annuncio di uno sciopero
generale della scuola.
A dicembre continuano le operazioni anti-pedofilia,
colpendo in particolare chi scarica immagini pornografiche da siti internet
con protagonisti bambini.
Una notizia che fa molto discutere è la decisione di alcune maestre
della scuola elementare “Acciardi” di mettere in scena la
favola di Cappuccetto rosso e non la tradizionale recita natalizia per
non offendere la sensibilità degli alunni di origine musulmana.
Il servizio è corredato dalle interviste al presidente della provincia
di Treviso, Luca Zaia, e dal rappresentante della comunità musulmana
di Treviso, Abdal Kerzajaim. Il Tg1 delle 20:00 del 6 dicembre annuncia
anche l’introduzione della patente a punti per i ciclomotori.
Nella stessa giornata riscuote grande attenzione pure il tentativo di
suicidio e l’omicidio della figlioletta da parte di una donna di
Cremona.
Il 7 dicembre viene comunicato che, in riforma al sistema di valutazione
scolastica nelle scuole elementari, ad ogni istituto viene attribuita
la libertà di deciderne metodi e tempi, eliminando così la
vecchia pagella. Nello stesso giorno il Tg1 delle 20:00 rivela il progressivo
avanzamento dell’età in cui le donne italiane diventano
madri: seguono alcune interviste a donne quarantenni sulla loro recente
maternità.
Rilanciata più e più volte è la condizione di maltempo
che ha colpito la Sardegna, provocando la morte di una donna anziana
e di sua nipote di tre anni a causa di un’ondata di fango che le
ha travolte.
Il Tg2 Notizie intervista due imprenditori, i cui dipendenti usufruiscono
di un asilo aziendale creato con gli investimenti di otto aziende limitrofe.
Ma il servizio ricorda che si tratta di una realtà rara, quella
dell’asilo aziendale.
Il Tg3 Pomeriggio introduce il discorso dei giochi (tipico del periodo
natalizio) con l’annuncio della vittoria da parte di un ragazzo
italiano della finale europea del torneo di videogiochi organizzato dalla
FIFA.
Il giorno 8 dicembre esce il rapporto della FAO sulla fame nel
mondo: ne danno notizia tutte e tre le redazioni nelle principali edizioni.
Il Tg2 salute si occupa dei difetti dell’udito con un’intervista
al primario di audiologia dell’università La sapienza, Giancarlo
Cianfrone, sullo studio di uno screening universale per la diagnosi della
sordità nei bambini e sulle terapie chirurgiche per la cura di
tale disturbo; inoltre, la rubrica propone un’intervista del giornalista
Luciano Onder al docente di pediatria all’università La
sapienza, Manuel Castello, sull’elevato numero di bambini obesi
e in soprappeso in Italia e su come intervenire per affrontare tale fenomeno.
Il Tg2 delle 20:30 parla ampiamente del rapporto dei bambini coi videogiochi
e lo fa attraverso tre interviste: la prima alla professoressa di psicologia
dell’età evolutiva dell’università la sapienza
Anna Oliverio Ferrarsi sul corretto comportamento da adottare nei confronti
dei figli riguardo al problema dei videogiochi; la seconda al sacerdote
Gianni Todescato sulla violenza di alcuni videogiochi e sul comportamento
più corretto da tenere rispetto ai videogiochi; la terza, e ultima,
intervista al pedagogista Giuseppe Lisciani sui rischi che comportano
i videogiochi per la salute dei bambini e sulla tendenza della scuola
italiana a non considerare il gioco una forma di apprendimento.
Il 9 dicembre esce il rapporto UNICEF sulle condizione dell’infanzia:
un’intervista al direttore UNICEF Italia Roberto Salvan sull’aumento
del numero di bambini poveri nei paesi industrializzati e sull’aumento
del tasso mortalità infantile nei paesi del terzo mondo.
Nell’ambito di servizi su una grande operazione anticamorra a
Napoli, il Tg2 delle 20:30 dell’11 dicembre intervista il vicepreside
della scuola elementare “Pascoli II”, Rosanna Casalino, sulla
percezione della camorra da parte dei bambini napoletani e sulla condizione
disagiata dei bambini che abitano i quartieri più poveri della
città.
L’anno si chiude con una notizia drammatica: due ragazzi, di cui
uno appena maggiorenne, confessano l’omicidio di un benzinaio a
Lecco durante un tentativo di rapina.
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