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PROGRAMMAZIONE SOCIALE

 

2004

UN ANNO DI TEMI SOCIALI NELLA PROGRAMMAZIONE RAI

Analisi qualitativa

MINORI

Analisi dei programmi e delle rubriche

Il tema dei minori è stato analizzato distinguendo due fasce d’età: i bambini,  considerando una fascia d’età da 0 a 14, e i teen ager, dai 15 ai 18anni; in numerosi casi, però, l’argomento o la trattazione non consentivano una suddivisione tra diverse fasce d ’età.

Abbiamo inoltre separato le notizie che riguardano avvenimenti accaduti all’ estero.

Gli argomenti in cui si è articolato tema sono stati: 

la violenza subita, di gran lunga il sottotema più ricorrente, che riguarda ogni tipo di violenze perpetrate ai danni dei minori, anche quei casi in cui i più piccoli vengano rapiti (se invece a far perdere traccia di sé è un adolescente, abbiamo adoperato la categoria della “sparizione”); la pedofilia, che  raccoglie quei pochi casi in cui la minaccia sui minori si configura esplicitamente come legata a tale crimine; l’educazione e la famiglia, trattando sia le modalità più corrette di educare i figli, che anche le problematiche legate ai rapporti tra famigliari, dalle normali dinamiche ai conflitti, fino alla rottura del nucleo famigliare; l’adozione e l’affido, con riferimento sia all’adozione nazionale che a quella internazionale; le trasmissioni che hanno dato voce al dramma dello sfruttamento del lavoro minorile, e alle iniziative cui televisione e istituzioni hanno dato vita per conoscere e arginare il problema; moltissimi i consigli su come preservare la salute dei bambini e come affrontare le problematiche psicofisiche tipiche dell’età, compresa l’obesità infantile; la devianza, rispetto alle  problematiche legate alla criminalità minorile, con riferimento anche alle motivazioni del fenomeno e alle modalità di recupero; il mondo della scuola, dalla riforma voluta dal Ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti alle molteplici iniziative volte all’istruzione, all’educazione degli studenti e all’integrazione tra italiani e stranieri; in volontariato sono inseriti i programmi che danno voce alle iniziative in favore dei bambini di tutto il mondo. Costume, tempo libero e storie di vita, trattano quelle notizie riguardanti rispettivamente le mode e le abitudini di adolescenti e bambini, i passatempi, i giochi e la biografia di giovani e giovanissimi che si sono distinti in qualche campo

Esistono, infine, alcune trasmissioni esplicitamente dedicate ai bambini: sia contenitori di informazioni indirizzati a un pubblico di giovanissimi e approfondimenti sul mondo dei minori, sia programmi di puro intrattenimento; di questi ultimi forniremo solo una descrizione generale, visto che non tematizzano nessuna delle questioni oggetto dell’indagine.

La violenza subita

Gli episodi di violenza subita da minori, sia in Italia che nel resto del mondo, occupano la gran parte dell’attenzione televisiva sui più giovani. Molto spesso sono i famigliari i responsabili delle violenze, altre volte è la malavita, nazionale e internazionale, o un sistema all’interno del quale la vita di un bambino non è degna di rispetto, come nei casi dello sfruttamento del lavoro minorile, del fenomeno dei bambini-soldato, della prostituzione minorile, del traffico di organi, ecc. I bambini vengono venduti, comprati, ceduti, rapiti, violati, uccisi, abbandonati dagli adulti, e spesso proprio da adulti che sono loro consanguinei: sono numerosissimi i casi di madri che abbandonano neonati abbandonati e di omicidi (a volte associati a suicidi) di bambini colpiti dal proprio genitore.

Il fatto più eclatante del 2004 è stato sicuramente l’omicidio della piccola Maria Geusa, 2 anni e mezzo, avvenuto ad aprile a Città di Castello. Immediatamente si paventa l’ipotesi della violenza sessuale. Il responsabile è un “amico di famiglia”, un imprenditore di 32 anni a cui la madre di Maria aveva già in passato affidato la figlia. Si configura un quadro molto fosco, che chiama direttamente in causa, come complice, la madre della piccola vittima. Tg3 Primo piano se ne occupa la sera del 07/04: viene offerto un quadro esaustivo delle indagini, con interviste e ipotesi di colpevolezza. Il giornalista sottolinea il paradosso della frequenza della colpevolezza delle famiglie nei casi di sevizie e omicidi di bambini.

La trasmissione che più di ogni altra racconta questa vicenda è La vita in diretta (Rai1), che segue passo passo l’evoluzione delle indagini e confeziona servizi con interviste ai genitori di Maria, a vicini e conoscenti, ad autorità.

Ma l’attenzione del programma sulla violenza ai minori non si esaurisce nel caso della piccola Maria: si comincia il 06/04, con due notizie:  un padre che al termine di una lite con la sua compagna ha scagliato la figlia di 8 mesi contro a un muro e il coma profondo di una bimba di 2 anni e mezzo ricoverata a Città di Castello. L’autrice di questo servizio anticipa il dramma con frasi emotivamente connotate: “racconto da incubo” e “orrore senza limiti”; entrambi i servizi esprimono apprensione per le vittime e incredulità per l’accaduto.

Nei giorni successivi l’attenzione è tutta per Maria Geusa: fino al 09/04 tutti i giorni vengono mandati in onda numerosi servizi sull’accaduto; poi il 13, 14, 16, 19, 21, 23, 26, 28, 30 e a seguire nei mesi successivi. Da un’iniziale distacco giornalistico nello stile del racconto, si passa in pochi giorni a servizi che sempre più fanno leva sull’emotività degli spettatori, fino alla puntata del 19/05 in cui non appare più chiaro quale sia la notizia, mentre il servizio indugia con immagini di giochi e indumenti da bambina: sono “fotografie masterizzate su un CD rom”, definizione che non specifica nulla sulla loro origine. Il commento abbonda di  termini quali “orrore”, “strazio”, “scempio”, “mostro“. Non è permesso capire, ma solo immaginare, e immaginare il peggio. Il 07/04 un servizio dal titolo “Infanzia violata” elenca una rassegna dei più recenti crimini contro i bambini, quasi sempre vittime di famigliari: la “mano folle” è per lo più quella del genitore, si dice. Tra le puntate più interessanti vi è quella dell’08/04, che raccoglie alcuni elementi dai quali avrebbero potuto partire approfondimenti di vario tipo: una vicina di casa si chiede se una maggiore vigilanza da parte sua, del parroco del paese e delle maestre dell’asilo e una conseguente denuncia alle autorità avrebbero potuto salvare la piccola; viene sottolineata l’apparente “normalità” degli autori di crimini efferati contro i bambini; il titolo di uno dei servizi è “Genitori: solo voi potete salvare i bambini”, che gioca sul doppio binario dei genitori come autori delle violenze contro i minori e delle famiglie che creano i mostri che poi uccidono i bambini. Si tratta come detto di spunti interessanti cui non fanno seguito ulteriori approfondimenti. La conclusione il crimine contro Maria resta il crimine di un mostro, con la complicità altrettanto mostruosa della madre, e dal trattamento appaiono poco rilevanti ogni elemento di contestualizzazione .

La vita in diretta si occupa anche di: Luca che è stato strangolato dalla madre (15/01),  l’omicidio di Sara Jay (24/03) e quello di Annalisa Durante (30/03) entrambi avvenuti per mano di persone molto vicine alle vittime; l’assassinio di Samuele Lorenzi (26, 27, 28/04, 19/05); l’abbandono e la morte di Jacopo (03/05) e di altri bimbi senza nome (17, 26/05, 15/10, 25, 26/11, 10/12); la morte di Giusy Potenza (15, 22, 24, 26/11, 06, 09, 23/12), uccisa dal cugino del padre. Il 27/05 va in onda il servizio “Morti di minori”, mentre di “Omicidi in famiglia” si parla il 1° dicembre e il 03/12; molti i servizi su bambini scomparsi: Angela Celentano (15/01), Luca Cristello (20/02), Denise Pipitone (01/10, 26/10, 27/10, 02/11, 03/11, 06, 22/12), e altri (11/10, 02/12); per finire, il caso di una bambina venduta dalla madre il 06/12.

Lo stile generale del racconto fa leva sulle emozioni e sull’emotività degli spettatori, mentre, a parte i primi servizi su Maria Geusa, manca il tentativo di capire cosa sia successo, di contestualizzare correttamente le vicende, approfondirle, trovarne chiavi interpretative più generali, che vadano al di là della definizione di “mostro” o  “mostri”.

Possiamo citare alcuni altri esempi. La puntata del 22/10 sul processo contro Annamaria Franzoni (accusata dell’omicidio del figlio) è caratterizzata dal livore e dalle accuse rivolte contro la procura di Aosta da parte dell’avvocato difensore Taormina e del marito della Franzoni; solo il conduttore (Michele Cucuzza) riesce a dire qualche parola di pietà sul piccolo Samuele; l’unità su una  bambina ceduta per danaro dalla madre naturale (06/12) è incentrata sull’intervista alla madre della piccola, ma non è spiegato con sufficiente chiarezza il provvedimento del tribunale che ha temporaneamente lasciato la bimba con i genitori adottivi; nella stessa puntata si parla anche della morte della giovane Giusy Potenza, attribuita al “branco” e al fatto che “voleva vivere come i grandi” e della scomparsa di Denise Pipitone; in quest’ultimo caso, per esempio, non solo le parole della madre ma anche la ricostruzione effettuata dal servizio sono caratterizzate quasi unicamente dal registro emotivo. Ancora prevalenza di non detto nel servizio del 15/01 sul tentato strangolamento del figlio da parte di una madre: se si eccettua il racconto molto umano del Vicequestore che ha accolto la piccola vittima in caserma, sono più le domande suscitate che le informazioni fornite. Il registro emotivo si fa toccante nell’intervista alla mamma di Angela Celentano, scomparsa sette anni fa sul monte Faito. L’emozione che fa tremare la voce, l’angoscia del  volto sono funzionali alla necessità vitale, per i genitori, che la memoria della figlia non si spenga e colloca anche il registro emotivo all’interno di una funzione di servizio. 

Il tema delle violenze in famiglia è trattato da Enza Sampò in Unomattina del 10/11: in realtà è più che altro la narrazione di due drammi personali: una donna che racconta delle violenze fisiche del marito rivolte contro di lei e contro il figlio; un uomo narra il dolore della separazione dai propri figli e le violenze psicologiche cui la madre li sottopone. L’avvocato ospite non riesce a fornisce informazioni decisive sui casi, mentre l’esortazione a rivolgersi all’Associazione Genitori separati è lanciata da uno dei testimoni.

In Tg3 Primo piano del 05/04 Maurizio Mannoni intervista il magistrato del Tribunale dei Minori Simonetta Matone con la quale avvia una riflessione sulla violenza all’interno delle famiglie: la Matone esorta anche i mass media ad avere il coraggio di denunciare le responsabilità delle famiglie nelle violenze, negli abusi, nelle negligenze nei confronti dei figli. A suo parere anche i giudici dovrebbero essere meno rigidi nel privilegiare il legame di sangue con la famiglia di origine. Anche un eccesso di privacy, messa in campo per tutelare il minore, potrebbe nuocergli: è un invito al dibattito pubblico, aperto, su questi temi.

Il tentaivo di porsi come trasmissione di servizio è evidente in Piazza grande (Rai2) del 13/09: ospite è la zia di Denise Pipitone, la bambina di Mazara del Vallo scomparsa nel nulla all’inizio di settembre. Il racconto accompagna la messa in onda di immagini della bambina, dati che la riguardano, numeri di telefono e un c/c postale per aiutare la famiglia a portare avanti le indagini su Denise.

Il registro di ferma denuncia caratterizza alcune trasmissioni che hanno affrontato il dramma delle violenze perpetrate ai danni di minori in tutto il mondo.

Tg2 Dossier- storie del 13/03 offre uno squarcio sulla drammatica realtà delle bambine prostitute cambogiane. Maria Concetta Mattei presenta il servizio di Enzo Romeo “L’angelo di Phnom Penh”con parole molto dure: “Ogni anno nel mondo, nei Paesi più poveri, migliaia di bambini e bambine vengono venduti per pochi dollari a turisti ricchi e perversi: turisti occidentali, molti anche italiani. Contro questo turpe commercio si è levata la voce di una giovane donna, ex bambina prostituta, oggi denominata ‘l’angelo di Phnom Penh’, salvatrice di tante anime innocenti. Questa è la sua forte denuncia contro una realtà troppo spesso taciuta”. La trasmissione è molto dura, esplicita, chiara, di denuncia. Ogni parola è scelta con attenzione, con l’intento di colpire lo spettatore, fargli aprire gli occhi sulla realtà: l’incipit è “Dio scampi i bambini dalla notte di Phnom Penh. C’è una strada detta “dei fiorellini”, dove i mostri di turno possono trovare le piccole costrette a prostituirsi”. Il dito è puntato contro gli uomini asiatici e contro i turisti europei. I più temibili non sono tanto i cosiddetti pedofili patologicamente definiti, che non costituiscono la maggioranza dei clienti, quanto i “normali”, giovani turisti o uomini d’affari. A questo proposito è trasmesso uno spot molto duro dell’ECPAT (End child prostitution pornography and trafficking) che mostra un uomo seminudo mentre, dalla sua stanza d’albergo, telefona a casa e rivolge parole dolcissime alla moglie e alla piccola figlia. Posata la cornetta, l’uomo poggia la  mano (con fede nuziale) su una bimba asiatica che siede in un angolo del letto.  L’angelo di Phnom Penh è Somaly Mam, ex bambina prostituta, oggi donna di 33 anni che ha aperto cinque centri in tre Paesi del sud-est asiatico dove vivono 200 bambine “strappate alle grinfie degli orchi del sesso”. Somaly racconta il turpe commercio dalla parte delle bambine, con i loro occhi, ed è un racconto che non si può dimenticare. Il servizio avverte ripetutamente che il turismo sessuale è reato e che dal 1998 esiste una legge sull’extraterritorialità che consente di perseguire i crimini sessuali anche nei paesi d’origine di chi li commette.

Un mondo a colori – magazine (Rai2) del 06/04 manda in onda il servizio “Il grande inganno” che denuncia con coraggio il fatto i diritti non sono uguali per tutti i bambini. L’esempio è quello dei giovanissimi albanesi vittime della malavita internazionale e del “grande inganno” (è la povertà che li spinge a sognare un futuro migliore nei vicini Paesi europei) che li conduce all’accattonaggio, alla prostituzione, alle adozioni illegali, all’espianto di organi, ecc. Denuncia Bernard Boeton, dell’Associazione Terre des hommes, che questo traffico non verrebbe così lasciato correre se si trattasse di minori italiani, svizzeri o francesi. 

Dalle parole di papa Giovanni Paolo II, pronunciate contro l’indifferenza per le sofferenze dei bambini nel mondo, e contro il fenomeno dei bambini-soldato partono due trasmissioni: A sua immagine – speciale (Rai1) del 13/11, che descrive numerose situazioni in cui prime vittime sono proprio i bambini (Beslan, l’Iraq, i conflitti africani con i tanti bambini-soldato, ecc.); molto coraggiose le parole del pediatra Mario Andolina, impegnato nell’ospedale pediatrico di Baghdad, che afferma “Noi europei ricchi siamo convinti di amare molto i bambini, e questa è una falsa impressione: attorno a noi ci sono tragedie impensabili…”. L’altra trasmissione è Porta a porta (Rai1) che il 09/04 manda in onda il servizio “Facciamo qualcosa” contro i bambini-soldato, fornendo molti dati soprattutto sulla realtà africana e le violenze cui sono costretti bambini e bambine nelle terre di conflitto. L’educazione – emerge – è la via per combattere sfruttamento e violenza sui minori.

Il lavoro minorile

L’educazione scolastica è la chiave proposta per arginare la piaga del lavoro minorile nella puntata di  Tg2 Dossier intitolata “Io vorrei andare a scuola” che racconta il Children’s world congress on child labour (del 23/05  ). Ex bambini-lavoratori di tutto il mondo si sono dati convegno a Firenze per far sentire la propria voce e chiedere aiuto ai governi per far sì che altri bambini-lavoratori di tutto il mondo tornino a scuola e vedano rispettata la propria condizione di bambini. Sono loro i protagonisti del servizio, simbolo di speranza e ambasciatori di consapevolezza per i coetanei dei Paesi da cui provengono. Nel corso della trasmissione vengono forniti molti dati sulla realtà dello sfruttamento del lavoro minorile, che non risparmia nessun Paese al mondo, nemmeno l’Italia: manca la volontà dei governi di spezzare il circolo vizioso di miseria e lavoro minorile, conclude il programma.

Una nota critica in questa carrellata di programmi che hanno mostrato attenzione e sensibilità nei confronti dei minori va rilevata rispetto al   concerto Voci di speranza. No ai bambini-soldato! andato in onda su Rai2 il 14/07. La serata è stata promossa dalla Commissione per i diritti umani del Senato e alterna brani musicali a interventi e servizi sulla realtà dei bambini-soldato. Non è molto chiara l’utilità di questa serata, in onda a tarda ora, in cui gli interventi sono stati molto tagliati – ma non il concerto – e che non fornisce indicazioni per possibili interventi contro questa piaga. Le interviste di Elisabetta Gardini e i suoi interventi sono brevissimi e scollegati tra loro; non è chiaro lo scopo dell’iniziative e le immagini registrate, che mostrano la realtà dei bambini-soldato africani, si avvicendano tra un’esibizione canora e un’altra provocando una sgradevole sensazione di esibizione e spettacolarizzazione di un tema doloroso; l’apice del disagio si raggiunge quando l’altro presentatore della serata invita il pubblico del concerto a gridare in coro “No ai bambini-soldato!”

La pedofilia

Un aspetto particolare di violenza ai danni dei minori è legata esplicitamente alla questione della pedofilia.

In una scuola di Roma è stato avviato un progetto pilota denominato “Cento ore contro la pedofilia”, che prevede la presenza di esperti a fianco di insegnanti e genitori per riconoscere e sconfiggere questo crimine: affronta l’argomento il 13/01 la trasmissione di approfondimento Visite a domicilio (Rai2). Numerosi gli esperti intervistati e molto interessanti anche le vicende narrate, attraverso le quali è possibile comprendere le difficoltà di fare giustizia e l’importanza della prevenzione. L’omertà, emerge dal programma, è la principale alleata dei pedofili (assieme ad Internet). Il fenomeno, viene detto, è in aumento, e il programma esorta all’attenzione senza generare allarmismi. Viene anche fornito un nuovo numero assegnato a Telefono Azzurro per le emergenze di ogni tipo.

Tutto incentrato sulla figura di Michael Jackson e sulle accuse di pedofilia a suo carico è Shake del 25/02 (Rai2). Nell’imminenza del processo a suo carico, un servizio ricostruisce tutte le accuse già collezionate dalla pop star, ma la trasmissione si occupa più del personaggio che del crimine in sé o delle sue vittime.

Occhi puntati sulla rete Internet quale mezzo che facilita il compito per i pedofili nello speciale di Tgr neapolis del 26/06. Il pericolo è soprattutto nelle chat, attraverso le quali i pedofili riescono ad agganciare le piccole vittime. I rappresentanti delle forze dell’ordine intervistati esortano i genitori a vigilare sulla navigazione dei propri figli, in modo da proteggerli dall’incontro con pedofili. Molti i consigli utili per prevenire questo gravissimo crimine.

La salute

La programmazione si è preoccupata ampiamente anche della salute dei bambini, con particolare attenzione all’alimentazione. Preoccupano il rischio obesità, e disturbi alimentari quali anoressia e bulimia, sempre più diffusi tra i giovanissimi. L’Italia sul due del 25/02 si rivolge essenzialmente ai genitori, raccoglie i loro sfoghi e tenta di dare qualche suggerimento, ma tutto sommato non riesce ad andare molto oltre la messa in scena del dramma. Il dito è puntato contro la cattiva comunicazione famigliare e contro i modelli imposti dalla moda. In linea generale la programmazione sembra mostrare scarsissima fiducia nell’educazione alimentare impartita dalle famiglie (e in particolare dalle “mamme casalinghe”). Ad esempio, Unomattina con  un esperto nutrizionista dedica la rubrica “Alimentazione” alle pietanze che dovrebbero mangiare i più piccoli (12/01): vengono messe sotto accusa le cattive abitudini e i pessimi insegnamenti dei genitori, mentre l’esperto tenta di responsabilizzare gli adulti rispetto all’educazione alimentare dei figli. Ma ciò che preoccupa più di tutto è l’obesità infantile, che sta prendendo dimensioni molto rilevanti.

Sono molte le trasmissioni che partono dalla legge francese che vieta il consumo di merendine a scuola per parlare della realtà italiana. Tra gli ospiti de L’Italia sul due dell’11/03 il nutrizionista Giorgio Calabrese rivela che sono i figli di madri casalinghe i più obesi, ma esorta le mamme e le nonne a preparare per figli e nipoti torte, magari a base di yogurt. Si scopre dunque che le mamme che lavorano fuori casa danno ai figli per lo più merendine confezionate, ma che le merendine (quelle italiane) oggi sono ben bilanciate e quindi fanno bene: è la quantità da tenere sotto controllo.

Qualche contraddizione l’esprime anche il nutrizionista ospite di Unomattina sabato & domenica (14/03), Marcello Ticca, che esalta la qualità delle merendine confezionate italiane, salvo congedare i telespettatori esortando mamme e nonne (sempre loro!) a preparare dolci fatti in casa e dare frutta ai bambini. Ancora apologia di merendine confezionate in Unomattina estate (15/09), dove il conduttore afferma di preferire le mense scolastiche alla cattiva educazione alimentare che troppo spesso le “mamme apprensive” impartiscono ai propri figli.

Notiamo a margine che per quanto riguarda l’alimentazione dei bambini gli interlocutori dei programmi sembrano essere sempre e solo le “mamme e nonne”, mentre i padri e i nonni non vengono mai chiamati in causa.

La trasmissione di Rai1 Tuttobenessere focalizza più volte, nel corso dell’anno, l’attenzione sui bambini, e tratta tra l’altro di sport (26 e 27/02), prevenzione, problemi alla vista, influenza. In particolare la puntata del 26/02 denuncia i comportamenti dannosi di molti genitori e di alcuni allenatori. Medici, pediatri, neuropsichiatri, si alternano nel fornire informazioni sui molteplici vantaggi di un’attività sportiva praticata dai bambini con severità, divertimento e con la giusta dose di agonismo: ma troppo spesso sono i genitori a creare nei propri figli ansia, eccesso di fatica e perfino “nausea da sport”. Lo stesso argomento è ripreso nella puntata del 27/02: i medesimi esperti continuano ad elencare i benefici psicofisici che nei bambini derivano dalla pratica sportiva, ma le interviste al Prof. Vincenzo Gallai e al Dott. Vincenzo Brunelli (neuropsichiatria), tratte dalla trasmissione Medicina 33, approfondiscono con competenza la psicologia e i bisogni dei bambini, le loro aspettative quando giocano, fanno sport, competono con amici e coetanei.

In generale, in un programma ricco di spunti interessanti un rischio può essere individuato nella frammentarietà del discorso che a volte è la conseguenza dell’alto numero di esperti invitati. 

Anche Gap. Generazioni alla prova del 21/05 affronta lo stesso tema. La puntata “Damiano Tommasi. Un soldo di cacio” tratta del mondo poco limpido che ruota attorno alle scuole di calcio. Tommasi, calciatore, è un esempio morale per i ragazzini in ascolto: rifiuta di dare valore a ciò che i media propagandano, guarda a ciò che è positivo e che non ha bisogno di risonanza perché trova senso in se stesso. I genitori, accusa Tommasi, fanno troppe pressioni sui figli che giocano a calcio, obbedendo ai sogni di ricchezza, e superficialità che dominano la nostra società. Gli ospiti di Gap sono quasi sempre persone lontanissime dai modelli che si incontrano nella normale programmazione televisiva e la trasmissione è sempre condotta con intelligenza e sensibilità.

Altri programmi trattano i più diversi aspetti della salute dei minori, con informazioni e consigli per i genitori: per esmpio,Unomattina sabato & domenica del 22/05 si preoccupa dell’esposizione al sole per i neonati; Telecamere salute del 19/09 affronta il tema delicatissimo dell’accresciuta diffusione della depressione infantile: le cause – afferma la psicoterapeuta Anna Oliverio Ferraris – quasi sempre nascono dal rapporto con i genitori, e il gioco può rappresentare la terapia più efficace. Ancora di gioco si parla in Unomattina estate del 17/09, con interviste ai più piccoli sui loro gusti in materia di divertimento. L’esperto è il neuropsichiatria infantile Federico Allemand che sottolinea l’importanza per i bambini del gioco libero, del tempo non organizzato, e mette sotto accusa i videogame che sviluppano l’ossessione della vittoria e penalizzano la socializzazione. E’ interessante sottolineare che al delicato e poco noto tema della salute psichica dei bambini è dedicato molto meno tempo rispetto, ad esempio,al problema dell’obesità.

Educazione e famiglia

Dalla’nalisi della programmazione i genitori italiani appaiono piuttosto confusi rispetto ai metodi educativi da utilizzare con i propri figli e rispetto alle fasi della loro crescita.

Nel rapporto genitori-figli l’adolescenza è il momento più critico, e numerose trasmissioni affrontano il problema: TV7 del 22/10 tenta una seria indagine conoscitiva su sesso e adolescenza: “La prima volta dei nostri figli” alterna il parere di esperti a interviste ai protagonisti, a dati di ricerche specifiche. Si tratta nel complesso di un programma di grande equilibrio, che cerca di gettare un po’ di luce sulle abitudini degli adolescenti e le nuove tendenze rispetto al sesso.   L’Italia sul due del 12/01 si apre con la testimonianza, un tantino preconfezionata – come spesso avviene in questa trasmissione – di una ex-adolescente di 19 anni che descrive con  un misto di lucidità e luoghi comuni la fase critica appena superata. La psicoterapeuta Maria Rita Parsi commenta esortando i genitori a non avere paura dell’adolescenza e li invita ad accompagnare sempre ogni fase della crescita dei figli. Interessante la posizione di Don Mazzi, che consiglia di ripensare alla propria adolescenza, per capire la delicata fase attraversata dai figli. I ragazzi intervistati mettono in luce la carenza di dialogo e la mancanza di fiducia da parte dei genitori. In generale emergono spunti interessanti, anche se non assistiamo mai ad un reale confronto fra adulti e ragazzi.

Di ragazze adolescenti parla provocatoriamente Lidia Ravera, che simpatizza con l’aggressività delle nuove teen ager e avverte: “Quello della seduzione è l’unico gioco concesso alle ragazze mentre nella società sono ancora i maschi a vincere”; con l’appoggio di Massimo Giletti, la Ravera stigmatizza i modelli proposti dalla televisione e consiglia di “far capire”, piuttosto che porre divieti ai figli (Casa raiuno del 13/01).

Sempre trattando il tema dell’adolescenza, prevalgono i toni religiosi in A sua immagine (Rai1, 29/02), dove lo psichiatra Vittorino Andreoli presenta il suo libro “Lettera ad un adolescente.”

Un caso limite di incomprensione è raccontato a Domenica in… del 24/10: un padre e una madre ricostruiscono le ore che hanno preceduto il suicidio della figlia di 14 anni. Non intervengono esperti in materia, ma attraverso la drammatica testimonianza dei genitori che continuano a ripetere di non avere capito il motivo del gesto estremo della figlia e il commento, in studio, di un ragazzo del pubblico, emerge la necessità che i genitori insegnino ai figli a comunicare con loro.

Se si analizzano i programmi che si sono preoccupati di dare consigli sui metodi educativi da utilizzare con i ragazzi, va osservata la ricorrenza del modello “bastone e carota” e di discorsi di senso comune.  E’ infatti emblematico che in molte  trasmissioni che si sono occupate della questione, ameno un ospite cita il detto napoletano “mazze e panelle fanno i figli belli, panelle senza mazze fanno i figli pazzi”, e qualcun altro che dice che “fare i genitori è un mestiere difficile”.

Un problema generale di molti programmi può consistere nel fatto che i consigli sono quasi sempre forniti da genitori (soprattutto appartenenti al mondo dello spettacolo, ma anche persone qualsiasi) che si propongono come autorità sull’argomento, e che sostengono le proprie opinioni generalizzando la propria esperienza personale. Alcuni, poi, ricordano l’educazione che loro stessi hanno ricevuto e che spesso ripropongono senza grandi variazioni. Alcuni esempi: L’Italia sul due del 09/04 fa sedere accanto a Don Mazzi Ricky Tognazzi, il figlio di Venditti e poi attrici, attori e top model, due adolescenti molto stereotipati (lui è molto saggio, lei è una modella). Ognuno sembra improvvisare a partire da opinioni personali, la punizione più ricorrente tra gli ospiti è di impedire, ai figli che si sono comportati male, di vedere la televisione…e nemmeno l’esperto riesce a fare chiarezza sulle fasi dello sviluppo dei bambini, sulla loro psicologia e i metodi educativi più corretti.  Dinamiche analoghe nella trasmissione In famiglia (Rai2, 22/05): le celebrità ospiti e i presentatori lasciano poco spazio al pediatra Roberto Albani per motivare le sue teorie educative, che dall’accenno che riesce a fare sembrerebbero interessanti (esortano i genitori a educare i figli nella libertà e a sviluppare in loro il senso civico).

Anche Cominciamo bene estate del 19/06 dedica due ore all’argomento. Due i momenti di particolare interesse. Il primo quando il Sostituto procuratore del Tribunale dei minori Fulvio Filocamo offre una panoramica sulla devianza minorile e esorta i genitori a prendere un episodio delinquenziale come segnale di allarme di una situazione difficile ma reversibile; il secondo quando   il neuropsichiatria infantile Enzo Sechi stigmatizza gli scapaccioni come il fallimento di un rapporto “difficile ma bello”, e invita i genitori a guardare la televisione assieme ai figli, per aiutarli a connettere le notizie spesso terribili cui li pongono di fronte i mass media a reti affettive reali. L’esperto mette anche in guardia contro l’eccesso di impegni che i genitori programmano quotidianamente per i figli, perché “solo se il bambino si annoia ha il tempo per pensare”.

Più esplicitamente di punizioni corporali si parla in Al posto tuo del 06/12 (Rai2) e Unomattina del 09/12. Nel game show condotto da Paola Perego le due parti sono in grande disequilibrio:le opinioni dei fautori delle punizioni corporali sono deboli e poco argomentate (ripetono il detto “mazze e panelle…” e “quando ce vo’ ce vo’”),  mentre la conduttrice, molto coinvolta e combattiva, presenta le sue “armi” contro le punizioni: un servizio su un uomo rovinato psicologicamente dalle violenze subite dal padre, e gli interventi di un insegnante-scrittore, che definisce lo “scappellotto educativo” un ossimoro in quanto l’educazione è un processo, un dialogo continuo, mentre i genitori sono convinti che i figli siano loro proprietà. Conclude “Lo schiaffo è un simbolo di violenza. (…) Al suo posto occorrono autorità, rigore e fermezza”. Il contenitore mattutino di Rai1 affronta il tema delle punizioni attraverso la competenza di Melita Cavallo, ex giudice minorile, che ritiene sia indispensabile spiegare sempre ai figli le regole e le punizioni. Il resto è discussione di senso comune in cui vengono mescolati scappellotti, ceffoni, punizioni, sanzioni ecc.

Probabilmente il programma che su questo argomento svolge con maggiore chiarezza una funzione informativa è In famiglia del 22/06. L’avvocato Roberto Arnoldi al quesito: “E’ lecito sculacciare i figli?” risponde: “Sì, ma con tre accorgimenti: dobbiamo avvertirli; dobbiamo prima spiegarglielo verbalmente; se non hanno capito possiamo sculacciarli ma senza fargli del male, soltanto sul sedere e solo nell’imminenza di un pericolo”, e aggiunge: “Uno schiaffo sul viso da parte di un genitore è reato e non è mai ammissibile”!

A proposito di dinamiche genitori-figli segnaliamo anche una puntata di  L’Italia sul due (14/01) che discute sull’utilizzo del telefono cellulare da parte di adolescenti e pre-adolescenti, ormai entrato a pieno diritto nel costume delle famiglie italiane, col plauso dei genitori che hanno finalmente lo strumento per controllare i figli in qualsiasi momento della giornata (contrario solo padre Antonio Rungi, che riesce solo debolmente ad argomentare le sue perplessità). Senza entrare nel merito della validità di tale strumento educativo, sottolineiamo che non si fa accenno ad eventuali danni alla salute dei minori.

Molto interessanti le riflessioni di Maria D’Alessio, docente di Ecologia dello sviluppo presso l’Università La Sapienza di Roma, invitata da Corrado Augias  a Cominciamo bene. Le storie dell’08/03. Di fronte allo scadimento dei programmi televisivi e all’invadenza crescente della pubblicità la D’Alessio – autrice del libro “Posso guardare la tv?” – invita i genitori a sentire il coraggio del loro progetto educativo e quindi a protestare quando qualcosa interferisce con tale progetto: dovrebbero protestare in tutti i luoghi e chiedere il monitoraggio qualitativo della televisione, previsto ma non attuato.

Anche la necessità di rivolgersi a una baby sitter può essere vissuta come un’interferenza in un sano rapporto genitori-figli: molti spunti e riflessioni nel programma Diario di famiglia del 17/07, a cura della psicoterapeuta Maria Rita Parsi. Un filmato ricostruisce i tratti salienti di una storia vera, analoga   a centinaia di storie. Il titolo della puntata è “Quando i figli li crescono gli altri” e a commentare il filmato c’è un pubblico di adulti, con la Parsi e un orientatore famigliare. La conclusione a cui si arriva è che l’importante è sempre individuare un progetto educativo per i figli, progetto cui deve attenersi anche la baby sitter “Non dobbiamo confondere un supporto con una delega di ruolo”. La trasmissione è ben ideata, gli esperti guidano in qualche modo il pubblico verso riflessioni interessanti, verso ragionamenti psicologici e morali non banali;  in complesso il programma può essere davvero d’aiuto per i genitori.  

Un contenitore di cartoni animati si assume il compito di fornire consigli ai bambini e ai loro papà su come trascorrere le domeniche assieme, cosa fare, dove andare: si tratta di E’ domenica papà, che va in onda la domenica mattina a partire dalle 7. Delle oltre due ore di trasmissione 14 minuti sono riservati alla descrizione delle mete di babbi e figli, e il presentatore sostiene che la sua è l’unica trasmissione che suggerisce di spegnere la tv e passare la domenica col papà.  Purtroppo però le mete suggerite sono rappresentate in modo poco invitante, scarsamente descritte e a volte nemmeno troppo originali (ad esempio, consiglia ai bambini napoletani di farsi portare a Pompei). Mentre è interessante questo invito ad incrementare il rapporto del padre con i figli, la figura del padre è rappresentata spesso in modo stereotipato, e l’assenza costante delle madri in queste piccole gite rischia di riprodurre una situazione in cui il padre si occupa dei figli solo “quando la madre non c’è” e non invece insieme a lei.

Sempre in tema genitori-figli, numerose trasmissioni si sono occupate dell’affido dei bambini dopo la separazione dei coniugi.

Alcuni programmi trattano di casi estremi, per esempio di minori rapiti dal coniuge straniero. La vita in diretta. Un giorno speciale del 12/03 è dominata da due racconti strazianti: quello di Stefano, cui la ex moglie svizzera ha sottratto il figlio e quello di Lucia il cui bambino vive da sette anni in Libano presso la famiglia del padre e che lei riesce a vedere solo saltuariamente. Prevale il registro fortemente emotivo e la narrazione del dolore rispetto al parere dell’esperto in studio, breve e non troppo approfondito.

Anche Tg3 Primo piano del 21/06 racconta “Storie di bambini strappati”: due padri e due madri narrano il proprio dramma, solo per una madre conclusosi col ricongiungimento con la figlia. Anche questa rubrica del Tg3 non cerca tanto di fare chiarezza sulle leggi e sui diritti dei minori nelle controversie internazionali: ciò che ne deriva è la convinzione che   nessun diritto è garantito e che comunque spesso l’Italia non riesce a far rispettare i diritti dei propri concittadini.

Una visione più tecnica della questione emerge in Visite a domicilio del 05/04: Carmen La Sorella invita politici, avvocati, rappresentanti dell’Associazione Genitori separati, ecc a  dibattere sul progetto di riforma che prevede l’affido condiviso dei figli in caso di separazione. Purtroppo molto spesso i turni di parola non vengono rispettati, il litigio prevale sulla chiarezza e i numerosi punti di vista che la trasmissione chiama ad confrontarsi non hanno lo spazio per fornire le informazioni sufficienti al pubblico per farsi un’idea sulla questione.

Lo “Sportello Lubrano” di Unomattina sabato & domenica del 22/05 affronta il tema della bigenitorialità con equilibrio sulle questioni di genere (pur essendo gli ospiti solo uomini). Uno sguardo tecnico anche per Unomattina del 12/11: è l’avvocato Maretta Scoca che illustra le tipologie di affidamento oggi esistenti e i principi sottesi alla proposta dell’affidamento condiviso; in sovrimpressione la scritta “Cosa fare perché i figli non paghino un prezzo troppo alto quando i genitori si separano”. Nel corso della trasmissione viene stigmatizzato il comportamento scorretto di molte madri che approfittano del fatto di avere ottenuto l’affidamento esclusivo dei figli: per l’esperta andrebbero punite.

Infine segnaliamo una attenzione privilegiata agli delle separazioni sulla psiche dei figli.

E’ ricca di spunti è la puntata de L’Italia sul due del 07/04; al centro ci sono sempre le esperienze di separazione vissute dai personaggi dello spettacolo come genitori o come figli, ma nella puntata appaiono più sinceri del solito; lo psichiatra Paolo Crepet, dopo aver ascoltato le storie osserva: “Dei bambini ci occupiamo poco e ci interessiamo poco. Se ci interessassero davvero i bambini il mondo sarebbe diverso, la scuola sarebbe diversa, ecc. Nella nostra società ai bambini si può fare di tutto (…) Non c’è qualcuno che deve intervenire e gli altri niente (…) il problema è nella cultura.”

La prima parte di Tg2 Dossier del 19/09 offre uno sguardo di grande   interesse sulla realtà delle separazioni in Italia: dati sul numero delle separazioni e dei bambini coinvolti e anche sui problemi economici cui possono andare incontro entrambi gli ex coniugi; tra gli ospiti il giudice minorile Simonetta Matone che avverte come spesso i figli siano terreno di battaglia per gli ex coniugi: il genitore affidatario si sente migliore di quello cui viene negato l’affidamento, mentre bisognerebbe agire sempre nell’interesse della della stabilità dei figli.

La scuola

Per quanto riguarda il tema della scuola, la riforma voluta dal Ministro Letizia Moratti è l’argomento più ricorrente delle unità analizzate.

Si trae spunto dalla protesta cui, all’inizio dell’anno, hanno aderito insegnanti e famiglie contro alcuni punti della riforma per illustrare tutte le novità previste dalla riforma: ne trattano ad esempio Tg3 Primo piano il 15/01, Gt ragazzi del 15/01 e del 25/02 e Porta a porta del 10/03.

La rubrica di approfondimento di Rai3 invita il Sottosegretario alla Pubblica istruzione Valentina Aprea a tentare di convincere bambini, genitori, nonni (Stefania Sandrelli) e professori (Roberto Vecchioni) sulla bontà del decreto attuativo della riforma e soprattutto sui cambiamenti concernenti il tempo pieno. Ma il presentatore Maurizio Cannoni è il primo a non mostrarsi troppo convinto delle argomentazioni del Sottosegretario. In chiusura  un servizio su un dossier di Legambiente  lancia accuse  pesanti, tra cui la  diminuzione dei fondi per l’istruzione pubblica e per l’assistenza a portatori di handicap, ma non segue alcun contraddittorio in studio.

Gt ragazzi affronta il tema riforma chiedendosi quale sarà il destino delle scuole medie a indirizzo musicale: sono soprattutto le voci dei bambini ad esprimere la gioia e la passione per l’apprendimento della musica e degli strumenti musicali, opportunità messa a rischio dalla riforma.

Nel campione esaminato il programma che più a lungo dibatte sui pro e i contro della riforma scolastica è il salotto serale di Bruno Vespa, che ospita   Letizia Moratti e Silvio Berlusconi, più il Segretario generale della Uil Luigi Angeletti, il Segretario generale dello Snals Fedele Ricciato e alcuni giornalisti che in diversa misura aprono un contraddittorio. La preparazione del Ministro sul tema è ovviamente molto superiore a quella di tutti gli altri ospiti, mentre risulta imbarazzante la modesta competenza di coloro che dovrebbero contestare il decreto attuativo della legge.

Due servizi illustrano le novità della riforma nelle scuole elementari e nelle medie superiori, ma approfondiscono alcuno dei nodi critici. In ultimo due servizi raccolgono interviste di sindacalisti e studenti in polemica con la Moratti. In studio Berlusconi e il Ministro della pubblica istruzione contestano punto per punto le critiche appena ascoltate nei servizi, evidentemente senza che i sindacalisti del servizio possano ribattere.

La carenza di asili nido è un problema per molte regioni italiane. Affronta l’argomento, un po’ brevemente, Tg3 punto donna del 09/03, che denuncia le responsabilità dei tagli della Finanziaria e delle politiche regionali che fanno sì che il Sud sia praticamente privo di nidi pubblici, con grande penalizzazione per l’occupazione femminile.

Più articolate le interviste all’On. Anna Serafini e all’On. Ida Germontani a Unomattina estate del 15/07. Si parte dalla carenza di nidi al Sud per individuare possibili soluzioni. L’on. Serafini offre una visione molto precisa sulla realtà italiana, regione per regione,  e afferma che “il nido è un diritto del bambino, in aiuto alle famiglie: è un servizio educativo”, quindi occorrono personale qualificato e strutture adeguate. Con queste argomentazioni confuta la validità della proposta dell’on. Germontani che vede la soluzione dei problemi nell’istituzione di nidi aziendali e nidi condominiali.

La scuola italiana ha dato vita, nel corso dell’anno, a numerose iniziative in nome della formazione degli studenti, con prevalenza di esperienze di integrazione attuate tra i banchi scolastici: a Roccastrada, in provincia di Grosseto, si dimostra come la scuola possa fungere da mediatore culturale e aiuti così ad appianare i conflitti tra italiani e stranieri. Il meticciato culturale, si dice, è arricchimento per tutti (Un mondo a colori del 13/01); a Stagno (Cremona) sin dalla materna ha inizio l’integrazione tra i figli della comunità sikh e i bambini del luogo, integrazione che contagia anche gli adulti (Tgr economia e lavoro del 17/01); più astrattamente di scuola come luogo della multietnicità e della multiculturalità e di educazione alla tolleranza si dibatte l’11/04 a Mattina 2 in famiglia: vengono intervistati bambini delle elementari e in studio Anna Oliverio Ferraris commenta: “I bambini di per loro non sono razzisti, perché sono molto curiosi nei confronti della diversità. L’esempio degli adulti è fondamentale per insegnare la tolleranza, molto più delle parole (…)”.

Altre iniziative nate nelle scuole: due studenti illustrano la radio-web lanciata dal proprio Istituto, a Campobasso (Tg3 neapolis del 24/02); a Cavriglia i bambini di una classe elementare sono stati sottoposti ad un esperimento che li ha privati per una settimana della televisione: vengono intervistati, oltre ai protagonisti, conduttori, esperti, responsabili Rai, e si stigmatizza la rappresentazione distorta che della famiglia e dei rapporti umani fa la televisione. In conclusione si auspica che la famiglia diventi interlocutrice privilegiata dei Media, non solo destinataria (A sua immagine. Speciale del 22/05).

Adozione e affido

Le esperienze personali sono il registro più comune nella trattazione dei temi dell’ adozione e dell’affido.

Sono infatti stranamente numerose le donne che si recano in televisione alla ricerca della propria madre naturale; si tratta per lo più di donne di una certa età, madri di famiglia, ma con il disagio di non conoscere il volto della propria vera madre: La vita in diretta. Un giorno speciale se ne occupa il 27/02 e l’11/03. Maria Luisa, oggi cinquantenne depressa, tra le lacrime racconta di aver saputo a vent’anni di essere figlia adottiva e di non essersi mai ripresa da quel trauma. Tra gli ospiti due dei tre figli, il medico curante, Don Mazzi; il registro è molto emotivo, le frasi pronunciate assai toccanti, mentre gli indizi che vengono forniti per individuare la madre naturale -ragione dichiarata della trasmissione -  sono assolutamente insufficienti. Quasi identica è, nella puntata dell’11/03, la storia di Anna, anch’essa cinquantenne alla ricerca della madre naturale, stesso trauma nell’apprendere di essere stata adottata, stesso desiderio di conoscere l’identità della vera madre. In questo caso è presente qualche elemento spettacolare aggiuntivo: un’altra donna in trasmissione che afferma di essere sua parente, e il prelievo in diretta di saliva delle due ospiti per verificare, attraverso l’esame del Dna, se effettivamente sono consanguinee.

Analogie anche con nella vicenda di Luisa, ospitata da Frizzi il 09/04 a Piazza grande: la donna spiega quali fossero i pregiudizi nei confronti dei bambini adottivi, le proprie sofferenze e il bisogno di “colmare un vuoto”. Sua madre oggi dovrebbe avere 84 anni, e l’unico indizio offerto è sulle origini napoletane e illustri della madre.

Si tratta in generale di programmi in cui il contenuto spettacolare è prevalente, e che a volte provocano una imbarazzante sensazione di “messa in scena” di dolori privati che potrebbero restare tali, oltre al rischio di provocare nello spettatore inconsapevoli reazioni emotive di rifiuto nei confronti della pratica dell’adozione, che in questi contesti appare foriera di dolori successivi.

Al di là dei registri prevalentemente emotivi, alcune trasmissioni invece forniscono dati e informazioni tecniche sulle adozioni, nazionali e internazionali, ponendosi come strumenti utili per lo spettatore. E’ il caso dell’interessante Speciale Tg1 andato in onda il 18/01 e intitolato “Aggiungi un posto a tavola”. Nel volgere di un’ora sono davvero numerose le informazioni fornite sulle adozioni, sulle modalità delle adozioni internazionali e sullo spirito e i contenuti della legge 2001 in materia. Viene riconosciuto che la strada per l’adozione è molto impegnativa, ma che ogni bambino ha diritto a una famiglia e che sono in forte aumento le adozioni internazionali, perché i bambini italiani adottabili sono pochi. Segue una panoramica su Ucraina e Romania, due Paesi di provenienza di bambini adottati in Italia.  L’ultima parte del programma è dedicata a storie, felici e infelici, di adozioni e affidi. La trasmissione è molto completa, ed è un equilibrato mix di registri: analizza, racconta, informa, commuove, e tocca molte sfumature della delicatissima questione.

Tg parlamento e, in replica, Tg parlamento notte del 26 e del 27/02 informano sull’attività della Commissione bicamerale per l’infanzia sulle adozioni internazionali, che ha sottoposto al Ministro per le pari opportunità Stefania Prestigiacomo un’interrogazione parlamentare affinché si snelliscano e si migliorino le procedure per le adozioni internazionali.

Sette giorni al parlamento del 28/02 entra più nello specifico e, oltre a raccontare “storie di amore e di coraggio”, attraverso interviste a parlamentari fornisce informazioni sulla normativa vigente in materia di adozioni internazionali, le problematiche ancora aperte, le questioni che si sta cercando di risolvere.

L’08/03 Giletti ospita a Casa raduno l’On Anna Serafini, estensore della legge 2001 sulle adozioni, e Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui minori, uniti nell’esaltare la legge vigente e nell’additare le responsabilità della burocrazia per inefficienze e lungaggini eccessive, ma osserva l’on. Serafini: “Adottare è un gesto d’amore ma anche di responsabilità (…). Quando si adotta un bambino è come fare un bambino” e dunque tempi di adozione ragionevolmente lunghi sono garanzia per i minori adottati. Gli ospiti danno vita a discorsi poco ascoltati: la legge ha eliminato il pericoloso fai da te, ogni anno in Italia vengono adottati tutti i bambini adottabili, le adozioni internazionali sono aumentate del 35%. Resta il grave problema della mancanza di fondi pubblici per coloro che si occupano a livello istituzionale di adozioni e la mancata erogazione di finanziamenti statali per le coppie meno abbienti: i costi di un’adozione internazionale sono alti e molti non possono permetterseli.

Interamente sull’affido è centrata l’intervista proposta da In famiglia dell’11/12, che informa su una legge che entrerà in vigore entro il 2006 e che prevede la chiusura degli Istituti per minori. Tutti i bambini di età compresa tra 0 e 17 anni saranno affidati a chi potrà garantire loro educazione, mantenimento, affetto, con l’aiuto delle Istituzioni. Il Direttore generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali descrive lo spirito dell’istituzione dell’affido e fornisce dettagliate informazioni sulle modalità di accesso. Vengono forniti anche un numero verde cui rivolgersi per ulteriori chiarimenti e il sito del Ministero. Al centro di tutto vengono posti i diritti dei minori e l’aiuto che ciascuno può dare al minore e alla sua famiglia d’origine.

Le altre trasmissioni sul tema adozione e affido creano spaccati spesso molto dettagliati della realtà degli Istituti per minori, sia in Italia che all’estero. Racconti di vita (Rai3) il 29/02 tratta, anche attraverso la voce di ex ospiti, dello spirito e le finalità di due centri che accolgono minori in difficoltà con la propria famiglia di origine o con la società: si tratta del “Borgo dei ragazzi di Don Bosco”, a Roma, e dell’Associazione “Amici della Zizzi”, a Livorno. In entrambi i casi il merito principale consiste nel creare attorno ai ragazzi ospitati un’atmosfera di famiglia allargata. Altri programmi puntano l’obiettivo sull’estero: ciò che accade negli orfanotrofi di San Pietroburgo e in quelli rumeni lo si può conoscere in Gt ragazzi del 06/04 e in Unomattina estate del 13/07. Il servizio mandato in onda dal notiziario dedicato ai minori punta il dito contro la povertà, che troppo spesso costringe ad affidare i figli ad Istituti attrezzati, ma pur sempre privi dell’elemento più importante per un bambino: l’affetto della famiglia. (In realtà l’orfanotrofio presentato somiglia ad un villaggio turistico e alcuni ospiti intervistati dichiarano addirittura di non voler essere adottati…)

 Il contenitore mattutino di Rai1 si concentra sul tema dell’Aids e affida a Mino Damato il compito di descrivere la realtà rumena di un enorme quantità di minori affetti da questa malattia (il 75% d’Europa): con l’aiuto di un servizio girato a Singureni si chiarisce che questi bambini per lo più erano gli ospiti degli orfanotrofi della dittatura e che ciò di cui più hanno bisogno sono cibo, acqua e farmaci, oltre naturalmente a qualcuno che ridia loro il senso della vita e la speranza nel futuro. Damato se ne occupa con la Fondazione “Bambini in emergenza”. Dall’intervista emerge l’importante osservazione che anche di fronte ai problemi grandi, globali, è sempre possibile fare qualcosa cominciando da una piccola parte. Contraddittoriamente, però, non vengono fornite coordinate per eventuali donazioni del pubblico.

Costume e  tempo libero

Il programma che più di tutti permette una conoscenza diretta dei gusti e delle abitudini dei minori è certamente il Gt ragazzi. Quasi sempre si tratta di interviste realizzate in studio, o presso le scuole, oppure all’uscita dal cinema, in cui si richiedono le opinioni dei bambini e dei ragazzi sui più svariati argomenti.

Alcuni esempi: gli adolescenti dicono di sentirsi troppo grandi per mascherarsi a carnevale e danno la loro preferenza alla discoteca (23/02); ai ragazzi di Viareggio piace invece mascherarsi e anche ai bambini delle elementari (24/02); “Koda fratello orso” è un film strepitoso: lo affermano alcuni bambini che hanno appena assistito alla proiezione del film Disney (27/02); le paure dei ragazzi del Liceo scientifico “Oberdan” di Trieste (08/04); una ragazzina farebbe la principessa solo per amore: per lei è una grossa responsabilità (21/05); ragazzi di scuole di tutt’Italia sono convenuti a Marano per un Festival di spot: gli intervistati spiegano metodologie seguite e problemi affrontati; un bambino musulmano racconta la festa del Ramadan; giovani di ambo i sessi spiegano cosa sia, per ciascuno di loro, la moda e cosa facciano per seguirla: a 13 anni non si è ancora tutti uguali… ((22/10). Si tratta solo di qualcuno dei numerosi esempi di minori raccontati da minori, messi in scena nella trasmissione a loro dedicata. Il pregio di Gt ragazzi è proprio quello di rivolgersi ai minori anche dando a loro il microfono, per sentirne direttamente la voce, mentre un limite può forse essere individuato nella brevità delle interviste, troppo poco approfondite per lasciare realmente libera espressione ai ragazzi e consentire al pubblico di conoscere il loro mondo, i loro gusti, ecc.

A Mattina 2 in famiglia con cadenza pressoché settimanale servizi con interviste ai bambini delle elementari sospendono il dibattito in studio tra adulti ed esperti. Dal   Festival di Sanremo, alla bellezza, alla ricchezza, alla mamma che lavora fuori casa, ecc. ogni argomento è buono per chiedere l’opinione dei più piccoli, che, tutto sommato, appaiono abbastanza spontanei nelle risposte. In studio il dibattito prosegue tra i “grandi”, che spesso decidono se i più piccoli hanno mostrato o meno maturità, intelligenza, sensibilità, ecc.

Sono i giovani (in prevalenza di età compresa tra gli 11 e i 18 anni) i protagonisti assoluti della trasmissione Screensaver, contenitore quotidiano di Rai3. Gli interlocutori del conduttore sono infatti i ragazzi, sia come ospiti in studio che come autori o protagonisti dei numerosi servizi in onda nel corso del programma.

Prendiamo, ad esempio, la puntata del 16/01: il primo argomento è la fedeltà in amore: i giovani sono fedeli? Ospiti in studio studenti di San Giovanni in Persicelo, che rispondono al quesito, per poi lasciare la parola ai numerosi ragazzi intervistati in un servizio confezionato al ritmo di un video musicale. Bisogna essere veloci per cogliere le domande, che spesso si evincono solo dalle stesse risposte degli intervistati. Quasi nessuno azzarda una divisione netta tra generi nell’atteggiamento rispetto alla fedeltà. Il secondo argomento concerne i writer, ovvero i “disegnatori con bomboletta”: alcuni di loro sono presenti in studio e creano in diretta una delle loro opere; un servizio mostra lo spot “Getta la bomboletta” realizzato dagli studenti della Scuola media statale di Pietra Ligure (Savona) per invogliare i propri coetanei ad esprimersi, ma sulle superfici consentite; un secondo servizio monta diverse interviste e performance di alcuni writer di Bologna. L’argomento è trattato in maniera esauriente e diretta, con un’attenzione anche alle norme vigenti senza fingere che la clandestinità non aggiunga emozione all’attività del writer… La terza parte consiste nella presentazione dei protagonisti e degli autori e quindi nella messa in onda di un cortometraggio realizzato dagli studenti di un Istituto tecnico di San Giovanni in Persicelo. Il prodotto, dal titolo “L’ultimo anno di scuola”, non è privo di pregi e mostra come i ragazzi di oggi si siano impadroniti delle tecniche di montaggio e delle conoscenze cinematografiche un tempo possedute solo dagli addetti ai lavori.

Storie di vita

Storie di vita di bambini eccezionali vengono raccontate in diversi programmi:  c’è Ivan, 9 anni, che vive con la sua famiglia a 2000 metri in provincia di Sondrio e ogni giorno percorre 100 Km in auto e sugli sci per andare a scuola. Gt ragazzi (12/01) chiede a due bambini di V elementare di confrontarsi con Ivan ed esprimere il proprio parere (uno ne è affascinato, l’altro inorridito). Stessa storia è raccontata il 17/01 a Mattina 2 in famiglia: qui però il racconto è affidato completamente alle parole della presentatrice che paragona Ivan al personaggio dei cartoni animati Heidi e conclude ballando col colonnello delle previsioni meteo appunto sulle note di “Heidi”. Altri esempi di minori “eccezionali”: la modella tredicenne Jade, presentata come esempio del tutto negativo dai conduttori di Piazza grande Stefania Orlando e Alfonso Signorini, i quali lanciano un appello per far sì che le ragazzine conducano una vita normale, adatta alla loro età. La promessa del motociclismo Simone Corsi è il protagonista del servizio mandato in onda a Tv7 il 27/02. L’intervista al ragazzo desta simpatia, ed anche gli atteggiamenti del padre sembrano molto sani, in controtendenza rispetto alla smania di successo che connota tanti giovanissimi e soprattutto tanti genitori. Infine la trasmissione di Raffaella Carrà Sogni permette a un ragazzino di 11 anni, Alberto Diaco, di realizzare il sogno di condurre un’edizione del Tg1. Un servizio ricostruisce ogni momento della preparazione del ragazzo, i timori, le incertezze, vissuti fino al momento della registrazione finale. Il ragazzo si sottopone a lezioni, prove e provini, trucco e riesce, nella registrazione finale, a fare un buon lavoro dimostrando come tenacia, determinazione e coraggio siano necessari per realizzare i propri sogni.

Devianza

La devianza minorile non è un tema molto frequente, ma alcuni programmi sull’argomento sono molto approfonditi,

Tg2 dossier del 29/02 affronta il tema dei detenuti minorenni. Il servizio si intitola “Vite difficili” e fa una panoramica su storie e condizioni dei 17 carceri minorili presenti sul territorio nazionale. La trasmissione denuncia il pericolo, a causa dei tagli al bilancio della Giustizia, di dover trasferire nelle prigioni anche i 1500 ragazzi oggi ospiti di case-famiglia. Vengono narrate anche storie di chi dal carcere è uscito e “ha costruito il miracolo di una vita normale”. Spesso sono proprio i protagonisti a raccontare, ma parlano anche psichiatri, operatori, direttori di Istituti di pena. Al centro di tutto la ri-educazione dei giovani detenuti. Ciò che emerge è che il carcere minorile è un luogo protetto, mentre i problemi esplodono negli istituti per adulti e nella stessa società, che non è pronta ad accoglierli. Nessuno degli intervistati ha timore di fare affermazioni scomode (ad esempio, che sono soprattutto i minori stranieri a finire in galera). Le storie narrate sono interessanti e offrono uno spaccato significativo di una realtà altrimenti sconosciuta ai più ed elementi sui quali riflettere, non ultima la responsabilità della società che, anche a pena estinta, continua ad emarginare questi ragazzi.

Il sacerdote Gino Rivoldi racconta la propria esperienza nel carcere minorile “Beccaria” di Milano a Cominciamo bene del 09/04. Assieme alla conduttrice Elsa Di Gati parla delle difficoltà di comunicazione tra i giovani e nelle famiglie, e dell’importanza di saper ascoltare veramente, di non trattare il prossimo come un estraneo. Le colpe sono attribuite all’individualismo imposto dalla nostra società e dalle famiglie in cui si vivono troppo spesso rapporti affettivi superficiali. Don Rivoldi si augura che nessuno dei ragazzi reclusi nelle carceri minorili sia costretto ad entrare in un Istituto per adulti. La trasmissione è decisamente ricca di spunti interessanti.

Anche Gap del 16/07 è molto interessante. Il titolo della puntata è “Giuseppe Centomani. Il male minore” e ruota attorno all’intervista al criminologo e Dirigente giustizia minorile per Piemonte e Val d’Aosta Centomani. Ciò il criminologo intende soprattutto sostenere è che i crimini commessi dai minori dipendono dall’ambiente, e si tratta di comportamenti sempre reversibili: fondamentale è la funzione degli operatori carcerari e delle strutture detentive alternative al carcere; bisognerebbe inoltre insegnare a genitori e insegnanti ad essere dei veri educatori. La trasmissione tende a non criminalizzare il minore che delinque e ad indicare nella superficialità, nell’arrivismo, nella mancanza di valori, nell’incapacità di educare i ragazzi le motivazioni che portano il minore a delinquere. Un servizio fornisce dati precisi sull’incidenza della criminalità minorile, e in studio si invitano i mass media a non alimentare l’onda emotiva attorno a eclatanti fatti di cronaca di cui sono protagonisti i minorenni. Ancora una volta Gap si dimostra un programma approfondito e curato, penalizzato dall’orario: la puntata descritta è iniziata all’01.26 di notte.

Di registro molto diverso è il dibattito organizzato a Unomattina l’08/04 in occasione dell’uscita del libro dello psichiatra criminologo Paolo De Pasquali “Figli che uccidono”. Si parte dall’omicidio Graneris (la diciottenne che trenta anni fa sterminò la famiglia con la complicità del fidanzato), della quale De Pasquale traccia un profilo psicologico per cercare la motivazione più generale che conduce i figli ad uccidere i propri genitori. Il discorso rimane però ad un livello poco approfondito e l’aspetto della responsabilità e della redenzione è affidato unicamente alle parole di un monaco cappuccino.

Le sparizioni

I  casi di sparizioni di adolescenti sono per lo più affrontati dalla trasmissione Chi l’ha visto. La modalità è, ovviamente, sempre la stessa: sparisce un ragazzo e la madre o entrambi i genitori si rivolgono al programma di Rai3 che da anni cerca le persone scomparse. Ciò che prevale generalmente è una semplice descrizione fisica, con dati e fotografia, ma anche se rapidamente, si cerca di ricostruire i possibili motivi della fuga del giovane, e allora spesso emerge una evidentissima incomunicabilità famigliare. I figli che scappano sono chiusi, tendono ad escludere i genitori dalla propria vita; i genitori chiudono gli occhi sulla realtà dei figli, rifiutano di accettarne il carattere, le scelte: insomma, tra i vari “torna a casa” e “ti vogliamo bene” quasi sempre si riescono a leggere indizi di problemi nelle relazioni genitori-figli. Nel corso della puntata dell’08/03 la conduttrice Daniela Poggi tenta un approfondimento psicologico su cosa voglia dire attraversare i mutamenti e le incertezze dell’adolescenza, e termina invitando i  minori ad essere giudiziosi e a “restituire ai genitori ciò che hanno ricevuto da loro”   Anche il servizio sulla fuga di una ragazza di 16 anni chiosa “Il suo malessere è chiuso nella sua età: 16 anni”, un po’ come se l’adolescenza fosse una malattia di cui non sono chiare le cause.  Altre volte dalle parole della conduttrice i genitori appaiono quasi martiri di figli scapestrati e capricciosi: è il caso della puntata del 17/05 durante la quale la presentatrice compatisce le angosce che vivono padri e madri di figli in fuga, mentre meno comprensione sembra rivolta ai disagi di ragazzi che giungono ad un gesto così drammatico come quello di sparire.

RILEVAZIONE DEI CONTENUTI NEI TELEGIORNALI

Le notizie relative ai minori sono molte ed equamente distribuite tra i tre canal e nelle fasce orarie. Si deve purtroppo registrare che le notizie riguardano spesso minori sono oggetto di violenze, quasi sempre all’interno delle mura di casa, Sono infatti  numerose le notizie che riguardano bambini uccisi dai genitori

In  alcuni casi le violenze avvengono invece per motivi politici, quando i bambini muoiono vittime di conflitti e guerre nel mondo, o per ragioni economiche, come nel caso della sparizione dei bambini in Mozambico al fine di ucciderli ed spiantare loro gli organi, o sessuali, quando di un sedicente mago è accusato di violenza sessuale su minori, . 

A proposito della relazione genitori-figli viene concessa qualche attenzione, anche sullo stimolo di quanto avviene in Gran Bretagna, alle difficoltà dei padri separati/divorziati che reclamano più diritti e un trattamento più paritario con le madri.

Per quanto riguarda il ruolo di madre, anch’esso viene mostrato come una condizione non facile, sempre più avanzata nell’età del primo parto e sempre poco supportata dalle istituzioni pubbliche (la realtà degli asili aziendali viene tratteggiata come pionieristica).

Oltre alla propria abitazione un altro luogo spesso rappresentato in congiunzione coi minori è la scuola. Alcuni fatti si legano incidentalmente a questo luogo, come la strage di Beslan (in cui numerosi bambini e le loro maestre trovano la morte per mano di terroristi ceceni e soldati russi), o l’accusa di pedofilia ad alcune maestre in una scuola italiana. Più significativa è la rappresentazione della scuola come terreno di scontro politico-religioso: da una parte il ministro dell’educazione Letizia Moratti difende la sua riforma, dall’altra le associazioni dei genitori e gli insegnanti che la accusano di ridurre il tempo pieno; o, ancora, le maestre che decidono di rinunciare alla tradizionale recita natalizia della nascita di Gesù bambino con la favola di Cappuccetto Rosso, per rispetto degli alunni musulmani.

A questo proposito, mentre alcuni servizi rivelano una realtà formativa tendente a scelte laiche e che si pongono il problema di una società multietnica, altri servizi affiancano spesso al parere di psicologi quello di sacerdoti cattolici anche su problemi lontani dalle tematiche spirituali, come i videogiochi.

L’anno inizia con alcune tragedie familiari, ai danni di figli e mogli. Il Tg1 delle 20:00 mette in luce anche il “Progetto Icaro”, promosso dai ministeri degli interni, lavori pubblici e istruzione per sensibilizzare gli studenti medi superiori sul tema della sicurezza stradale. L’evento che però fa più discutere è il mantenimento o meno del tempo pieno nella scuola pubblica italiana, che il ministro dell’istruzione Letizia Moratti ritiene di aver garantito con la sua riforma, mentre i suoi avversari – politici e insegnanti – la contestano con manifestazioni di piazza.

Il Tg3, il 13 gennaio, propone un’intervista allo psicologo Vittorio Andreoli sulle recenti stragi familiari.

Il giorno dopo il Tg1 riferisce della riapparizione della mamma di Adelaide, bambina handicappata costretta a vivere in un reparto di un ospedale di Napoli e tenuta in vita grazie al respiratore artificiale (sindrome di Werding Hoffman). Medicina Trentatre denuncia il rischio di obesità per un bambino su cinque. Il Tg2 Giorno propone un’intervista, in seguito alle stragi in famiglia, al docente ordinario di neurologia dell’università La sapienza, Massimiliano Prencipe, sul rischio emulazione nei soggetti psicolabili che può verificarsi dopo i numerosi casi di omicidio e suicidio all’interno della famiglia. Il Tg2 Salute mostra alcuni bambini disabili utilizzare il computer e sottolinea l’importanza della tecnologia per migliorare la loro autonomia.

Il 15 gennaio il Tg1 delle 13:30 annuncia l’arresto di quattro adolescenti scoperti mentre lanciavano sassi sulle auto in transito lungo l’autostrada Milano Genova.

Il Tg2 delle 20:30 del 16 gennaio contiene due notizie sui minori: la prima riguarda l’esplosione di una bomba in Iraq che ha lasciato illesi alcuni soldati USA, ma ha ferito alcuni ragazzi che giocavano nelle vicinanze e ha ucciso un quindicenne; continua il processo a carico di Michael Jackson per molestie sessuali su minori (l’evento è però coperto anche dalle altre due reti).

Il Tg1 delle 13.30 e il Tg3 delle 19.00 dedicano un servizio al Social Forum di Bombay contro il lavoro minorile, e nelle immagini mostrano alcuni bambini radunati all’interno di una baraccopoli, oltre a una serie di interviste, tra cui alla responsabile dei progetti dell’associazione “Mani tese”, Maria Cutino. Nella stessa edizione altre due notizie: l’inaugurazione della cinquantottesima edizione di Pitti Immagine Bimbo, e l’uscita di un libro per bambini scritto dalla cantante Madonna.

Seppur nelle edizioni mattutine, il Tg1 nell’ultima settimana di febbraio ci informa degli scontri in Uganda tra i governativi e i ribelli dell’esercito di resistenza del Signore che assoldano anche bambini nelle loro fila per combattere nella guerra civile che dura ormai da molti anni.

Il Tg2 Salute presenta un’intervista al primario di psicoanalisi dell’università cattolica di Roma, Ermes Orlandelli, sulle cause e sulle conseguenze dell’anoressia. Il servizio mostra anche un articolo di giornale che riporta la notizia della morte di una ragazza colpita da anoressia.

Medicina Trentatre del 24 febbraio mette sotto i riflettori il problema della dislessia con un’intervista al neurologo dell’ospedale Bambino Gesù sulle difficoltà di apprendimento della lettura che può comparire nei bambini e sulle sue conseguenze: disgrafia e discalculia.

Il giorno successivo è il primo giorno di quaresima e il Tg1 delle 13:30 raccoglie l’appello a favore dell’infanzia di papa Giovanni Paolo II. Il Tg2 Giorno ci informa invece dell’arresto di un sedicente mago – noto come Primo Russi, il veggente di Roma – con l’accusa di violenza sessuale su minori che venivano adescati con giocattoli nella sua abitazione. Il Tg2 delle 20:30 propone altri due novi servizi sui minori: presso il lago San Marcel in Valle d’Aosta una madre ha cercato di uccidere a coltellate la figlia di due anni per un rito purificatorio, tentando poi invano il suicidio; a Colleferro viene arrestato il parroco con l’accusa di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minori. Il Tg3 Oredodici propone la storia di una donna giordana, i cui familiari all’età di sedici anni bruciarono il viso con dell’acido dopo aver scoperto che era rimasta incinta senza essere sposata e per questo motivo è costretta a indossare una maschera. 

Medicina Trentatre rivela che un bambino su tre nasce con parte cesareo. Il servizio è corredato da tabelle grafiche con percentuali di parti cesarei in Italia e in Europa. La stessa rubrica propone poi un’intervista al medico Giovanna Gomirato sull’alto tasso di natalità tra coppie di immigrati extracomunitari e le difficoltà che queste incontrano nelle strutture sanitarie italiane.

Nel frattempo scoppia il caso delle situazioni degradate del reparto pediatrico dell’ospedale civico di Palermo, con bambini ammalati sistemati su brandine nei corridoi e dell’ospedale “Arnaldo Pugliese” di Catanzaro, messo sotto sequestro.

Il Tg2 Nonsolosoldi illustra le competenze e le possibilità di lavoro offerte dagli istituti tecnici alberghieri.

Il 28 febbraio il Tg1 delle 20:00 dà spazio al convegno organizzato dal movimento Forza Italia in risposta alla manifestazione organizzata dai sindacati contro la riforma della scuola promossa dal ministro dell’istruzione Letizia Moratti. Ancora il Tg1 delle 20:00, ma del girono dopo, rilancia il processo, in corso in Belgio, contro il pedofilo Marc Dutroux, noto anche come mostro di Marcinelle.  

L’ultima notizia del mese proviene dal Tg3 che intervista il vescovo di Ivrea, Arrigo Miglio, in merito alla decisione del direttore della scuola elementare di Aglie di non ricevere la visita del vescovo per non imbarazzare sette bambini di religioni diverse.

Marzo si apre con un servizio di Medicina Trentatre dove viene intervistata il primario di psicologia dinamica dell’università di Pavia, Silvia Vegetti Finzi sui motivi psicologici che spingono molte coppie a non avere figli, sulle caratteristiche dei figli unici e sul ruolo del padre nell’accudire i figli neonati. La particolarità del servizio è che include anche un’intervista a un padre con in braccio il figlio neonato sulle sue emozioni.

L’8 marzo il Tg2 delle 20:30 intervista Somaly Mam, fondatrice dell’associazione AFESIP, che aiuta le minori prostitute di Phnom Penh. Mam infatti da bambina fu venduta come prostituta e parla del problema della prostituzione minorile in Asia e sulle minacce ricevute a causa della sua attività.

Il giorno dopo il Tg1 delle 13:30 riferisce dell’arresto di un giovane di Venezia che aveva creato un sito internet sulla legittimità della pedofilia, con l’accusa di apologia di reato. Il Tg2 salute rivela invece l’aumento dell’altezza media degli italiani.

Continua a fare notizia il processo contro Marc Dutroux, in particolare il fatto della presenza in aula di una delle sue vittime. Tuttavia, solo il Tg3 del 10 marzo segnala l’entrata in vigore della legge sulla fecondazione assistita e propone un’intervista al primario ordinario di ginecologia all’università di Bologna, Carlo Flamigni, che commenta negativamente il fatto.

Medicina Trentatre del 12 marzo torna  a parlare di dislessia, in quanto molto diffusa tra i bambini. Nonostante si fosse parlato di un rischio emulazione tutte e tre le reti danno risalto ad una tragedia californiana in cui un uomo si barrica in casa e uccide sette bambini e due donne; del resto, lo stesso giorno, ad Ancona un imprenditore, fortemente depresso, viene ricoverato per tentato suicidio dopo aver ucciso a fucilate la moglie e i due figli minorenni.

Il 14 marzo il Tg1 delle 13:30 dedica un servizio al congresso nazionale dell’Unione Studenti, dove si discute sugli obiettivi da inserire nel programma di governo a favore della scuola; partecipa al convegno anche il segretario generale CGIL, Guglielmo Epifani.

Il mese di aprile è dominato dalla vicenda del piccolo Roberto, bambino calabrese di due anni scomparso il 31 marzo e misteriosamente ritrovato alcuni giorni dopo nello stesso luogo dello smarrimento dal padre, un pastore. Il sostituto procuratore di Crotone, Federico Somma rilascia intervista sulla possibilità che il pastore abbia potuto vendere il proprio figlio. Il 5 aprile comunque il padre del bambino viene scarcerato.

Il Tg2 delle 20:30 mostra il ministro delle pari opportunità Stefania prestigiacomo inaugurare l’asilo nido aziendale “Pollicino”, aperto dall’amministrazione comunale di Vigevano per i suoi dipendenti e per quelli delle ditte situate nelle vicinanze. Alcune webcam poste all’interno dell’asilo nido permettono il collegamento tra gli ambienti del nido e gli uffici dei genitori.

Viene largamente coperta la notizia del ricovero in coma di una bambina di tre anni in Umbria. Le indagini portano a un amico di famiglia che avrebbe percosso e violentato la piccola, ma anche i genitori a un certo punto sono chiamati dai magistrati. Nel frattempo la vicenda di Roberto giunge a conclusione con la decisione del procuratore della Repubblica presso la procura di Crotone , Francesco Tricoli, di affidare il bambino a un istituto.

Il 6 aprile la bambina di San Giustino (Umbria), Maria, muore per le sevizie ricevute. Il Tg3 in questa data è l’unica redazione che ricorda il decennale del genocidio avvenuto in Ruanda da parte dell’etnia hutu ai danni dell’etnia tutsi, di cui un milione di persone, compresi i bambini, furono uccisi a colpi di machete.

Il giorno dopo due adolescenti trovano la morte per lo schianto del ciclomotore, sul quale viaggiavano senza casco, contro la facciata di un edificio.

Ancora una tragedia familiare: a Busto Arsizio, operaio siciliano uccide due dei suoi tre figli per vendetta nei confronti della moglie dalla quale era separato da due anni.

Medicina Trentatre ci introduce all’atmosfera pasquale parlando di uova di cioccolata e delle qualità nutrizionali di questo alimento; inoltre il nutrizionista dell’Istituto nazionale della nutrizione, Andrea Ghiselli, considera il cioccolato uno dei fattori di rischio per il cancro e sfata la notizia che esso prevenga la carie, spiega gli effetti di tale alimento sulla psiche e l’importanza di un’adeguata igiene orale.

Il Tg2 delle 20:30 del 9 aprile intervista due parroci italiani in Mozambico che parlano del problema della sparizione dei bambini in quel paese al fine di ucciderli ed espiantar loro gli organi.

A Modena viene trovato un neonato abbandonato in un cortile di un palazzo e chiamato Jacopo. Il piccolo è ricoverato in coma cerebrale al policlinico della città.

Nel mese di maggio il Tg2 delle 20:30 rivela che sono in aumento i bambini che soffrono di cefalee. La notizia è poi ripresa dalla rubrica Tg2 Salute che approfondisce l’argomento.

Hanno una certa risonanza i tre decessi per meningite fulminante nella provincia di Genova, e il Tg1 delle 13:30 dedica un servizio alla profilassi di questa malattia. Sempre il Tg1, ma delle 20:00, riferisce di un’operazione – “Diplomi no problem” – che ha coinvolto quaranta scuole private per truffa. Nella stessa data Il Tg2 Giorno e il Tg3 in un paio di edizioni riferiscono della morte di due bambini palestinesi a causa di un’incursione dell’esercito israeliano nella striscia di Gaza.

A Napoli, ce lo riferiscono il Tg1, il Tg2 e il Tg3, un sedicenne incensurato viene ucciso probabilmente mentre tentava di impedire che gli rubassero il motorino.

Il 19 maggio una notizia accentra un grande numero di servizi;; si tratta di un’inchiesta dei carabinieri di Pastrengo che ha individuato e arrestato 23 persone tra insegnati e direttori di scuole private e parificate italiane, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione continuata per aver venduto diplomi a studenti che non avevano mai sostenuto gli esami e neppure frequentato la scuola.

Durante il 20 maggio e i giorni seguenti i telegiornali si occupano dell’omicidio di un sedicenne a Napoli: inizialmente ritenuto vittima del tentativo di furto del suo motorino, viene poi scoperto che il minorenne ha probabilmente minacciato con una pistola giocattolo (rinvenuta sul luogo del delitto) il proprietario di un altro mezzo, fornito di arma da fuoco, che gli ha sparato. Sempre il 20 maggio il Tg2 salute dedica un paio di servizi all’alimentazione dei minori con un’intervista alla nutrizionista dell’università la Sapienza, Valeria Delbalzo, sui momenti della giornata indicati per la merenda, e alla direttrice di una scuola materna, Maria Ferola, sul rispetto delle scelte alimentari in base alla religione. 

Intorno al 21 maggio le indagini chiariscono la tragedia di Napoli: il sedicenne coinvolto non possedeva il motorino sul quale viaggiava, bensì ne stava tentando il furto con una pistola giocattolo e forse alcuni complici, ma il proprietario gli ha sparato un colpo al torace ed è ora ricercato.

Si apre intanto il processo d’appello per Giovanni Erra, accusato dell’omicidio di Desirée Piovanelli, e condannato a trenta anni di reclusione. L’avvocato difensore di Erra rilascia intervista in cui auspica per il proprio assistito una riduzione di pena, mentre il padre di Desirée spera che essa venga confermata.

Tutti e tre i telegiornali danno ampia risonanza alla riforma scolastica che estende l’obbligo di frequenza fino ai diciotto anni.

Il Tg1 delle 20:00 dedica un servizio all’assistenza degli orfani e dei bisognosi attraverso la testimonianza di una coppia che ha fondato un’associazione a tale scopo.

Il Tg3, sempre del 21 maggio, riconduce l’attenzione alla situazione internazionale, con un servizio dall’Iraq, che mette insieme alcune delle vicende che vedono coinvolti i soldati statunitensi in errori militari (un elicottero colpisce il luogo di un matrimonio, uccidendo quindici bambini). Il 22 maggio il Tg1 delle 20:00 dà visibilità alla protesta dei padri separati che in Italia subirebbero un trattamento diseguale rispetto alle madri dei propri figli, in quanto a loro sarebbero affidati in percentuale molto bassa e comunque a condizioni inadeguate. L’intervista al neuropsichiatra Giovanni Bollea sottolinea l’importanza della figura paterna nella crescita dei bambini. Anche il Tg2 rilancia questa manifestazione, aggiungendovi la testimonianza della presidente dell’associazione madri separate, Daniela Fincato.

Il Tg3, invece, insiste sul Medio Oriente, dedicando quattro edizioni alla morte di una bambina di tre anni a Rafah, cittadina palestinese attaccata dall’esercito israeliano.

Sempre il Tg3 ed anche il Tg1 riferiscono della vicina entrata in vigore dell’obbligo di patente anche per i motocicli.

Il mese di giugno prevede alcuni servizi di rito sugli esami di maturità, che sono diffusi da tutti e tre i canali.  il Tg2  annuncia la scomparsa di un’adolescente

Verso la fine del mese Il Tg1 delle 13.30 parla della lotta alla pedofilia via Internet. Tra il 21 e il 22 giugno tutte e tre le redazioni si interessano, seppur con differente attenzione, alla scomparsa di una quindicenne a Roma; dopo un depistaggio ai danni di una presunta setta satanica che avrebbe commesso il rapimento, la ragazza viene ritrovata e si scopre che era scappata di casa. Il 22 giugno il Tg1 rende note due sentenze: la prima, in Italia, riguarda la reclusione per sedici anni per l’assassino di Francesco Estatico che aveva rivolto un apprezzamento a una ragazza; la seconda sentenza, in Belgio, colpisce Marc Dutroux, noto anche come mostro di Marcinelle: ergastolo per l’uccisione di quattro persone fra bambini e ragazze, e per la segregazione di altre due ragazze.

Nel frattempo, come ci segnala il Tg1 delle 20:00, proseguono le indagini sulle “Bestie di Satana”, setta di ragazzi del varesotto che ha ucciso alcuni coetanei praticando rituali improntati al satanismo. Viene intervistata la madre di una delle vittime sulle frequentazioni della figlia, ex-fidanzata di uno dei membri della setta e autore dei delitti. Anche il Tg2 e il Tg3 si occupano della vicenda.

Il 26 giugno il Tg1 delle 13:30 riferisce di una strage familiare, a Mazzarino (Sicilia), dove un ventisettenne ha ucciso la madre e la sorella,  ferito il fratello,   e alla fine si è suicidato. 

Il Tg2 delle 20:30 ci riporta la notizia tragica dell’omicidio di un quindicenne, in Gran Bretagna, da parte di tre coetanei per rapinargli un cellulare. Anche il Tg3 Oredodici parla di giovani vite spezzate, ma dal fronte palestinese, a Nablus (Cisgiordania), dove gli scontri tra soldati israeliani e terroristi palestinesi hanno causato la morte di due giovani palestinesi e di numerosi feriti. 

Il Tg3, invece, è l’unico a parlare di una morte sul luogo di lavoro per un sedicenne che guidava un automezzo che trasportava materiale ferroso.

Tutti e tre i canali tornano a ricordare l’imminente obbligo del patentino per la guida dei ciclomotori. Il 24 giugno il Tg1 delle 13:30 propone, sull’argomento, anche un’intervista al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi sull’importanza dei corsi tenuti nelle scuole per il miglioramento della sicurezza stradale. Sempre il Tg1 e nella stessa data dà spazio all’emergenza umanitaria in corso nel Darfur, regione del Sudan in cui imperversano violenti combattimenti tra la popolazione nera di religione cristiana e le tribù nomadi musulmane protette dal governo. Il sottosegretario agli esteri Margherita Boniver rilascia un’intervista sui fondi stanziati per questa emergenza che colpisce particolarmente le donne  e i bambini. Anche il Tg2 riporta la notizia.

Il Tg3, e gli altri due canali, avvertono che non ci sarà alcuna proroga per l’entrata in vigore dell’obbligo del patentino per la guida dei ciclomotori. Il Tg3 Pomeriggio dedica un servizio alla vita quotidiana di una famiglia irachena.

Nel corso del mese di luglio si verificano diversi incidenti stradali mortali, in cui rimangono coinvolti alcuni bambini e molti adolescenti. Il Tg3 Pomeriggio

Il 12 luglio il Tg2 Giorno e il Tg3 delle 19:00 si occupano del tentativo, bloccato dal ministero dell’istruzione, di costituire presso l’istituto magistrale “Agnesi” di Milano una classe di soli studenti islamici Il 18 luglio il Tg1 delle 20:00 e il Tg3 delle 19:00 propongono un paio di servizi sul Festival del cinema per ragazzi di Giffoni, con interviste, tra gli altri, all’attore Michele Placido e all’esperto in effetti speciali Carlo Rambaldi. Il Tg2 Giorno parla del problema dei bambini cinesi rimasti orfani a causa della morte dei genitori per AIDS. Il Tg2 Costume e società dà spazio aa alcune interviste a genitori di ragazzi affetti da malattie mentali sulle patologie dei propri figli, e sulla mancata assistenza dello stato verso i problemi dei propri figli.

Il Tg2 delle 20:30 riporta l’attenzione sulla tragedia dell’Uganda dove i guerriglieri dell’esercito di resistenza del Signore, Lords Resistance Army (LRA), intendono sostituire la costituzione ugandese con i dieci comandamenti cristiani. Il servizio è accompagnato dall’intervista al presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace, cardinale Renato Martino, sulle violenze perpetrate da questi guerriglieri.

Il Tg1 delle 20:00 del 15 luglio dedica un servizio alla quindicesima conferenza mondiale sull’AIDS, e intervista padre Giovanni Contarin, dell’ordine dei Camilliani, sul centro di accoglienza di bambini affetti da AIDS da lui diretto. Sempre il Tg1 riferisce poi del proseguimento delle indagini a carico degli imputati nei delitti legati alle sette sataniche. Infine ci propone un’intervista al presidente del comitato TV e minori sulle violazioni delle norme legislative per la tutela dei minori, e al ministro delle comunicazioni, Maurizio Gasparri.

Il giorno dopo un certo clamore suscita il rogo avvenuto in una scuola elementare indiana che ha provocato la morte di un’ottantina di bambini. Il Tg3 Pomeriggio riferisce anche del calo delle nascite in Germania.

Il 17 luglio il Tg1 delle 20:00 pubblicizza il Festival del cinema di Giffoni, con alcune sequenze del film “Garfield” del regista Peter Hewitt.

Il giorno successivo si torna a parlare di neonati abbandonati: a Bergamo viene trovato presso un’edicola un bambino in buone condizioni di salute. Nel frattempo i tre telegiornali segnalano la prosecuzione del processo per il delitto di Cogne.

Agosto, oltre ai numerosi incidenti stradali, riporta la scoperta di un traffico di neonati tra la Bulgaria e l’Italia, grazie all’operazione di polizia “Gypsy Storke”.

Medicina Trentatre, il 2 agosto, intervista un primario di dermatologia che spiega l’importanza del sole per i bambini per la cura e la prevenzione di malattie quali il rachitismo e i consigli da seguire per evitare le scottature durante l’esposizione ai raggi solari. Ancora la stessa rubrica, il giorno dopo, intervista il segretario del movimento dei radicali italiani, Daniele Capezzone, sulla raccolta firme per un referendum abrogativo della legge sulla fecondazione artificiale, sui limiti alla ricerca scientifica imposti da tale legge, sulla violazione dei diritti delle donne e sul problema delle adozioni.

Il Tg3 delle 19:00 del 4 agosto riporta l’attenzione sul rapporto criminalità/gioventù che è particolarmente stretto in certe aree del Meridione: la squadra mobile di Caltanissetta fa irruzione all’interno di una villa nell’ambito di un’operazione anti-mafia, arrestando nove persone, di cui tre minorenni, per furto e traffico di droga. Le  le tre reti riferiscono dell’arresto a Gela di nove persone, di cui tre minorenni, con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione, traffico e spaccio di droga. Il Tg3 delle 19.00 intervista il sacerdote della missione “Italia solidale” e la responsabile sulla difficile situazione umanitaria sudanese nella regione del Darfur dove imperversano violenti combattimenti dovuti alla guerra civile tra popolazione nera cristiana e le tribù nomadi musulmane appoggiate dal governo che vuole islamizzare il paese.

Un altro rogo, anche questo avvenuto in terra straniera, richiama l’attenzione generale: sette ragazzi francesi trovano la morte in un centro equestre in Savoia a causa di un incendio divampato all’interno del maneggio. 

Anche una notizia positiva, data la sua peculiarità, trova largo riscontro: un bambino di sei anni, abbandonato dai genitori e vissuto grazie alla protezione del fedele cane, gioca e comunica a gesti poiché non ha imparato a parlare a causa della sua vita trascorsa solo con gli animali.

Il Tg1 Economia rivela l’aumento dei consumi dei ragazzi durante il periodo estivo e le loro fonti di guadagno. Il Tg2 Costume e società propone un’intervista al presidente della Fondazione Pangea Onlus, Luigi Lopresti, sulla costruzione di una scuola in un villaggio del Kenya, con un finanziamento di soli sedicimila euro.

Il Tg2 delle 20:30 intervista l’avvocato Carlo Taormina sugli sviluppi che avrà la vicenda del delitto di Cogne in seguito ad alcune prove che scagionerebbero Anna Maria Franzoni, condannata con rito abbreviato a trenta anni di carcere per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi.

A settembre, prevedibilmente, si susseguono i servizi sulle riaperture delle scuole. Quest’anno, però, sono diversi dal solito in quanto legati al ricordo della recentissima strage di Beslan, in Ossezia, che ha visto una scuola elementare presa in ostaggio da un gruppo di terroristi ceceni con mille persone al suo interno (molti di queste sono bambini): quattrocento vittime alla fine conta l’operazione di salvataggio dell’esercito russo per liberare la scuola.

Il Tg2 Giorno ci ricorda che le indagine sulla scomparsa di Denise Pipitone proseguono, e ci rivela che il cellulare è sempre più usato dai bambini italiani: sull’argomento è richiesta l’opinione della docente di psicologia dell’età evolutiva Anna Oliverio Ferrararis. Sempre il Tg2, ma edizione Mezzasera, dà spazio alla protesta spettacolare di un uomo che, infrangendo i controlli di Buckingham Palace, espone uno striscione dell’associazione dei padri divorziati che chiede maggiori diritti sui figli.

Il Tg1 delle 20:00 raccoglie le lamentele di un gruppo di insegnati di un liceo sul degrado dell’abbigliamento degli studenti, giudicato eccessivamente provocatorio.

In data 14 settembre il Tg2 delle 20:30 pubblicizza l’ultimo libro della serie legata al personaggio, tutto italiano, di Geronimo Stilton, “Il segreto del coraggio”. Sempre il Tg2, nel pomeriggio, si era occupato delle attività extrascolastiche dei bambini, senza però citare la lettura per svago. Nella stessa data il Tg3 allarga alla situazione internazionale il tema dei minori: a Baghdad muoiono alcuni ragazzi mentre erano in fila per arruolarsi nella polizia; negli USA, invece, scade il divieto di vendita sulle armi semiautomatiche, imposto dall’ex presidente Bill Clinton nel 1994. Il servizio ricorda la strage del 1999 del liceo “Colombine High School” in cui un paio di studenti uccisero a colpi di arma da fuoco quattordici compagni e un insegnante prima di suicidarsi.

Il 15 settembre il Tg1 delle 20:00 fa discutere studenti, insegnanti e genitori sull’opportunità o meno di tenere il telefono cellulare acceso durante le lezioni.

Il Tg2 delle 18:00 riferisce di una nuova incursione israeliana, a Nablus, che provoca la morte di sei militanti palestinesi e di una bambina di undici anni.

Coperte da tutte e tre le reti sono poi le notizie sulla riapertura della scuola di Beslan, in cui hanno trovato la morte quattrocento persone, tra cui molti bambini a causa di un sequestro da parte di terroristi ceceni (e dell’irruzione dell’esercito russo), e sul ritorno in Iraq di una bambina irachena che è stata curata in Italia.

A metà settembre il ministro dell’istruzione, Letizia Moratti, illustra al Tg2 Giorno gli interventi previsti per agevolare l’integrazione dei bambini immigrati nella scuola italiana.

Intorno al 16 settembre torna alla ribalta il caso del delitto di Cogne grazie a una nuova deposizione di Stefano Lorenzi, marito di Anna Maria Franzoni, condannata in primo grado a trenta anni di carcere per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi avvenuto il 30 gennaio 2002. Il marito avrebbe depositato una memoria in cui indica il vero colpevole.

Mantiene alta l’attenzione sulla scomparsa della figlia il nuovo appello di Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, che chiede di estendere le indagini anche all’estero.

Il Tg1, come anche le atre due reti, in data 17 settembre, puntano i riflettori su un bombardamento americano che ha colpito la cittadina irachena di Falluja, ferendo e uccidendo numerosi bambini. Le immagini mostrano gli interni di un ospedale dove il personale medico assiste donne e bambini, e guerriglieri sanniti iracheni che, con il volto coperto, imbracciano bazooka e fucili mitragliatori.

Fa notizia anche la condanna esemplare – ergastolo – per un giovane pregiudicato di sedici anni di origine italiana a Londra, per avere tentato l’omicidio di una sua insegnante mentre praticava ginnastica in un parco.

Un servizio un po’ diverso è costituito dalle interviste che il Tg1 delle 20:00 ha fatto ad alcuni giovani sui graffiti metropolitani mentre un sondaggio Eurispes rileva che l’opinione dei giovani italiani in merito ai graffiti risulta positiva.

Il 18 settembre il Tg1 delle 20:00 avverte che il gioco d’azzardo sta diventando un problema patologico per molti adolescenti.

Mentre continuano le ricerche su Denise Pipitone, per la quale arrivano anche segnalazioni rivelatisi presto infondate, il Tg1 delle 13:30 dedica un servizio a un padre siciliano che si suicida dopo essersi reso conto di aver sparato mortalmente al figlio che lo accompagnava in una battuta di caccia.

Il 18 Ottobre ciascuna delle reti RAI copre le seguenti notizie:  la conferenza mondiale delle donne parlamentari sulla tutela dei minori a Roma, la profanazione delle tombe del padre e della sorella di uno dei ragazzi appartenenti alle “Bestie di Satana”, l’omicidio di un diciassettenne napoletano che aveva rubato il motorino alla figlia di un boss della camorra. In più il Tg1 delle 13:30 riferisce di un processo in corso a Brescia contro due maestre indagate per atti di pedofilia sui bambini di un asilo comunale. Il  Tg2 Salute dedica un servizio all’eccessiva frequenza di pasti fuori dalle occasioni abituali dei bambini  italiani, ritenuta la principale causa del soprappeso crescente nella popolazione infantile. Infine il Tg3 si occupa dell’atto vandalico che ha prodotto l’allagamento del liceo milanese “Giuseppe Parini”: l’intervista al preside chiarisce le dimensioni dei danni.

Il 19 ottobre il Tg2 delle 20:30 propone un’intervista alla responsabile dell’Unicef Maria Calivis sull’elevato tasso di mortalità dei bambini dell’Europa dell’Est che vivono in condizioni di povertà. Il servizio ricorda poi la strage di Beslan. Sempre il Tg2, ma nell’edizione Giorno, si era soffermato sulla situazione internazionale con un’intervista a un curdo, in cui parla dei soprusi subiti durante il regime dell’ex presidente Saddam Hussein e dei disagi causati dalla povertà della propria famiglia.

Il 20 ottobre il Tg1 delle 13:30 riferisce della conclusione dell’inchiesta sulla setta “Bestie di Satana”. Il Tg1 delle 20:00, presenta il libro “C’era una volta nonno Libero” dell’attore Lino Banfi, che dichiara che parte del ricavato andrà in beneficenza per la costruzione di scuole per i bambini dell’Eritrea e di un campo di calcio grazie all’aiuto del calciatore Francesco Totti, anch’egli come Banfi ambasciatore Unicef. Nella stessa data, il Tg2 delle 20:30 rende noto il caso che ha fatto schierare la Regione Veneto contro l’iniziativa di un istituto agrario, il “Kennedy”, dove il preside ha avviato un progetto di coltivazione della marijuana, regolarmente autorizzato.

Il Tg1 delle 13:30 del 21 ottobre contiene due servizi sui giovani: il primo riguarda le confessioni degli studenti del liceo classico di Milano “Giuseppe Parini”, responsabili dell’allagamento dell’intero istituto. Il secondo servizio mostra un gruppo di studenti italiani visitare il campo di concentramento nazista di Auschwitz.    

I liceali che, per evitare un compito in classe, hanno devastato un intero edificio scolastico (trecentomila euro di danni) si guadagnano l’attenzione anche del Tg1 delle 20:00 e del Tg2 delle 20:30. Il Tg2 Giorno segnala che, in Francia, sono avvenute le prime espulsioni delle studentesse musulmane che non hanno rispettato il divieto di indossare il velo islamico a scuola.

Il Tg1 delle 13:30 del 21 ottobre contiene due servizi sui giovani: il primo riguarda le confessioni degli studenti del liceo classico di Milano “Giuseppe Parini”, responsabili dell’allagamento dell’intero istituto. Il secondo servizio mostra un gruppo di studenti italiani visitare il campo di concentramento nazista di Auschwitz.    

La rubrica Medicina Trentatre torna sull’alimentazione dei bambini, e sull’importanza della mensa scolastica per la loro educazione alimentare. Il Tg1 delle 13:30 parla dello stato delle scuole irachene, che sono fatiscenti, e mostra immagini, tra le altre, di soldati americani che parlano con gli scolari iracheni. Sempre il Tg1, e nelle edizioni principali, torna sul caso già coperto dal Tg3 del liceo “Giuseppe Parini” di Milano: il gruppo di liceali che ha devastato la scuola confessa e spiega che in questo modo intendevano evitare il compito di greco.

Il Tg2 Giorno, invece, si occupa delle prime espulsioni dalle scuole francesi delle ragazze islamiche che non hanno obbedito alla legge che vieta di indossare il velo islamico a scuola.

Visti i recenti e mortali casi di meningite in Liguria, Medicina Trentatre dedica un servizio ai vaccini esistenti utili per prevenire la meningite.

In data 24 ottobre, il Tg2 delle 20:30 dà spazio all’inaugurazione di una scuola materna a Betlemme, realizzata con fondi italiani raccolti dalla Conferenza Episcopale italiana (CEI). Su tutti i canali viene rilanciata la notizia della morte di un tredicenne per le ferite procuratisi mentre giocava con altri bambini durante un compleanno.

Nella settimana campione di novembre in seguito all’omicidio del regista Theo van Gogh, hanno una certa risonanza i fatti provenienti dall’Olanda, come l’esplosione di una bomba che ha danneggiato una scuola elementare islamica (attentato rivolto contro la comunità islamica ritenuta responsabile della morte del regista). Il Tg1 Economia propone un discorso del vicepresidente della Fiat, John Elkann, ai giovani lettori che hanno partecipato al progetto “Un quotidiano in classe”, sul suo rapporto col mondo dell’editoria.

Il Tg1 delle 20:00 e il Tg2 delle 18:30 segnalano il rientro degli studenti nell’istituto professionale “Alcide de Gasperi”, dopo che l’edificio era stato allagato nella notte, presumibilmente da alcuni studenti che avevano manomesso un idrante. Grande attenzione continua a ricevere il delitto di Cogne, in cui viene indagato per calunnia lo stesso avvocato difensore, Carlo Taormina, che avrebbe saputo delle fabbricazione artificiale delle prove che avrebbero dovuto scarcerare Anna Maria Franzoni.

Il Tg2 Salute propone interviste ad un primario di medicina sportiva, sui vantaggi dello sport per i bambini, ad un primario di ortopedia e traumatologia sui traumi più frequenti che colpiscono i bambini che praticano calcio, e infine ad un primario di psicologia clinica sugli effetti positivi e negativi di tale attività.

Il 9 novembre il Tg1 delle 20:00 annuncia l’approvazione, da parte del governo francese, di una sperimentazione della castrazione chimica sui detenuti colpevoli di reati sessuali nell’ambito della lotta alla violenza sessuale e alla pedofilia, mentre il Tg3 pubblicizza il primo battesimo civile in Spagna.

Il 10 novembre il Tg1 delle 20:00 riferisce che per gli studenti del liceo classico “Giuseppe Parini”, responsabili dell’allagamento dell’istituto, è stata decisa una sospensione di quindici giorni. Il Tg2 Salute ricorda quali esami è bene effettuare prima di dedicarsi a un’attività sportiva: il test da sforzo con il cicoergometro per valutare i battiti cardiaci durante uno sforzo, la misurazione della massa grassa e l’esame spirometrico.

Il giorno dopo il Tg1 Economia si occupa di quanto costa un neonato con alcune interviste separate a mamme sulle spese medie mensili per i propri neonati. Intanto arriva il provvedimento disciplinare contro i cinque studenti del liceo classico Parini di Milano che ne avevano provocato l’allagamento il 17 ottobre, procurando danni per trecentomila euro. Il provvedimento dichiara la sospensione dei ragazzi per quindici giorni. Il Tg1 del giorno successivo nelle sue principali edizioni dà spazio al permesso di libertà richiesto dagli educatori di Mauro, detto Omar, Favaro, che con la fidanzata Erika aveva ucciso la madre e il fratello di lei. Sempre le stesse edizioni segnalano l’arresto a Gravina, in Puglia, di due maestre  e un bidello per pedofilia. Il Tg2 Giorno si occupa invece dell’educazione dei bambini al riciclaggio, mentre il Tg3 rivela che i ragazzi italiani preferiscono la cucina della nonna a quella dei fast food. Il Tg2 delle 20.30 propone un’intervista al funzionario della squadra mobile di Roma, Dania Manti, sullo sfruttamento dei bambini nomadi costretti all’accattonaggio

Il 13 novembre viene ritrovato il corpo senza vita di una quindicenne a Manfredonia, Puglia. Il brutale omicidio di Giusy appare in un primo tempo senza testimoni.

Giunge infine dalla Gran Bretagna la notizia che i ragazzi inglesi sono sempre più obesi, mentre le immagini mostrano il primo ministro Tony Blair che utilizza macchine per la ginnastica.      

Chiudono la settimana campione di novembre il Tg1 delle 13:30 con le immagini della partita tra la nazionale italiana di rugby e quella neozelandese, il Tg1 delle 20:00 con l’allarme della Gran Bretagna sull’incremento dell’obesità nella sua popolazione giovanile, il Tg3 delle 19:00 che mantiene alta l’attenzione sulle proteste all’interno del mondo della scuola italiana, con l’annuncio di uno sciopero generale della scuola.  

A dicembre continuano le operazioni anti-pedofilia, colpendo in particolare chi scarica immagini pornografiche da siti internet con protagonisti bambini.

Una notizia che fa molto discutere è la decisione di alcune maestre della scuola elementare “Acciardi” di mettere in scena la favola di Cappuccetto rosso e non la tradizionale recita natalizia per non offendere la sensibilità degli alunni di origine musulmana. Il servizio è corredato dalle interviste al presidente della provincia di Treviso, Luca Zaia, e dal rappresentante della comunità musulmana di Treviso, Abdal Kerzajaim. Il Tg1 delle 20:00 del 6 dicembre annuncia anche l’introduzione della patente a punti per i ciclomotori.

Nella stessa giornata riscuote grande attenzione pure il tentativo di suicidio e l’omicidio della figlioletta da parte di una donna di Cremona.

Il 7 dicembre  viene comunicato che, in riforma al sistema di valutazione scolastica nelle scuole elementari, ad ogni istituto viene attribuita la libertà di deciderne metodi e tempi, eliminando così la vecchia pagella. Nello stesso giorno il Tg1 delle 20:00 rivela il progressivo avanzamento dell’età in cui le donne italiane diventano madri: seguono alcune interviste a donne quarantenni sulla loro recente maternità.

Rilanciata più e più volte è la condizione di maltempo che ha colpito la Sardegna, provocando la morte di una donna anziana e di sua nipote di tre anni a causa di un’ondata di fango che le ha travolte.

Il Tg2 Notizie intervista due imprenditori, i cui dipendenti usufruiscono di un asilo aziendale creato con gli investimenti di otto aziende limitrofe. Ma il servizio ricorda che si tratta di una realtà rara, quella dell’asilo aziendale.

Il Tg3 Pomeriggio introduce il discorso dei giochi (tipico del periodo natalizio) con l’annuncio della vittoria da parte di un ragazzo italiano della finale europea del torneo di videogiochi organizzato dalla FIFA.

  Il giorno 8 dicembre esce il rapporto della FAO sulla fame nel mondo: ne danno notizia tutte e tre le redazioni nelle principali edizioni. Il Tg2 salute si occupa dei difetti dell’udito con un’intervista al primario di audiologia dell’università La sapienza, Giancarlo Cianfrone, sullo studio di uno screening universale per la diagnosi della sordità nei bambini e sulle terapie chirurgiche per la cura di tale disturbo; inoltre, la rubrica propone un’intervista del giornalista Luciano Onder al docente di pediatria all’università La sapienza, Manuel Castello, sull’elevato numero di bambini obesi e in soprappeso in Italia e su come intervenire per affrontare tale fenomeno.

Il Tg2 delle 20:30 parla ampiamente del rapporto dei bambini coi videogiochi e lo fa attraverso tre interviste: la prima alla professoressa di psicologia dell’età evolutiva dell’università la sapienza Anna Oliverio Ferrarsi sul corretto comportamento da adottare nei confronti dei figli riguardo al problema dei videogiochi; la seconda al sacerdote Gianni Todescato sulla violenza di alcuni videogiochi e sul comportamento più corretto da tenere rispetto ai videogiochi; la terza, e ultima, intervista al pedagogista Giuseppe Lisciani sui rischi che comportano i videogiochi per la salute dei bambini e sulla tendenza della scuola italiana a non considerare il gioco una forma di apprendimento.

Il 9 dicembre esce il rapporto UNICEF sulle condizione dell’infanzia: un’intervista al direttore UNICEF Italia Roberto Salvan sull’aumento del numero di bambini poveri nei paesi industrializzati e sull’aumento del tasso mortalità infantile nei paesi del terzo mondo.

Nell’ambito di servizi su una grande operazione anticamorra a Napoli, il Tg2 delle 20:30 dell’11 dicembre intervista il vicepreside della scuola elementare “Pascoli II”, Rosanna Casalino, sulla percezione della camorra da parte dei bambini napoletani e sulla condizione disagiata dei bambini che abitano i quartieri più poveri della città.

L’anno si chiude con una notizia drammatica: due ragazzi, di cui uno appena maggiorenne, confessano l’omicidio di un benzinaio a Lecco durante un tentativo di rapina.