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    Associazione : Comunità di Sant'Egidio

LA COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO

 

Nata a Roma nel 1968, oggi la Comunità di Sant’Egidio è presente in più di 70 Paesi con oltre 60 mila aderenti e una vasta cerchia di simpatizzanti e amici che collaborano attivamente in diverse iniziative. E’ stata fondata dallo storico Andrea Riccardi quando era ancora liceale e il suo presidente è attualmente Marco Impagliazzo. La Comunità è conosciuta nel mondo per il suo impegno sociale e religioso, il lavoro per la pace e il dialogo, le campagne per i diritti, come quello alla salute in Africa e l’abolizione della pena di morte.

Cresciuta nello spirito del Concilio Vaticano II e aperta al contributo di chiunque intenda lavorare per la pace e difendere i più deboli, la Comunità è composta da persone di ogni età ed estrazione sociale, che sentono come una priorità l’impegno per gli altri, a partire dai poveri.

La caratteristica che la contraddistingue è la gratuità: nessuno è pagato per il servizio che svolge come volontario e tutte le iniziative sono portate avanti con il contributo di chi intende sostenerle.

 

L’amicizia con i poveri

Sin dalle origini, il servizio ai poveri e il sostegno ai diritti e alla dignità della persona ha caratterizzato la vita della Comunità con diverse forme di aiuto e di sostegno a favore Di anziani soli e non autosufficienti, immigrati, senza fissa dimora, malati terminali e malati di Aids, bambini a rischio di devianza sociale, persone disabili e detenuti. Sono stati realizzati nel tempo anche alcuni progetti concreti come:

le mense per i poveri, le scuole di lingua per gli immigrati, i centri in cui si distribuiscono aiuti, le Scuole della Pace per i bambini delle periferie, le case-famiglia per gli anziani. Inoltre, la Comunità offre i suoi servizi anche nei campi nomadi e gestisce laboratori d’arte con le persone disabili.

 

I corridoi umanitari

Questo progetto è frutto di un Protocollo d'intesa tra la Comunità di Sant'Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e il Governo Italiano.

Nell’ambito dell’accordo, le associazioni inviano sul posto i loro volontari, che prendono contatti diretti con i rifugiati nei paesi interessati dal progetto, come in Libano per i profughi siriani, a cui vengono rilasciati visti umanitari. Il progetto, che è interamente autofinanziato dalle organizzazioni promotrici, protegge dai rischi della morte nel Mediterraneo e dallo sfruttamento dei trafficanti di uomini, concedendo a persone in "condizioni di vulnerabilità" un ingresso legale sul territorio italiano e la possibilità di presentare subito domanda di asilo.

Una volta arrivati in Italia, i profughi vengono accolti in strutture o case alloggio dove viene insegnato per prima cosa l'italiano per favorire l’integrazione nel nostro paese.

Da Febbraio 2016 a oggi – grazie alla Comunità di Sant’Egidio - con i corridoi umanitari sono arrivati in Italia oltre 1000 profughi dal Libano, in gran parte siriani, molti dei quali bambini. Ma tanti aspettano ancora nei campi profughi, o rischiano la vita nei pericolosi viaggi in mare. Per questo un nuovo protocollo per l’arrivo altri 1.000 profughi in due anni è stato firmato recentemente al Viminale. Altri corridoi umanitari stanno per partire dall’Etiopia grazie alla Comunità di Sant’Egidio e la Conferenza episcopale italiana.

 

I progetti in Africa: Dream e Bravo!

La Comunità di Sant’Egidio porta inoltre avanti due programmi socio-sanitari, Dream e Bravo!, entrambi nel continente africano.

Il programma Dream (acronimo di Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition) consiste in una serie di centri di analisi e cura per HIV sieropositivi e malati di AIDS, oltre a centri nutrizionali - dedicati alla popolazione locale ed ai pazienti in terapia nei centri di cura – ed infine numerosi laboratori di analisi.

Grazie a questo programma, presente in 11 paesi africani, vengono assistite migliaia di persone. Viene posta particolare attenzione alla prevenzione del contagio verticale (dalla madre al figlio durante il parto) e sono circa 100 mila i bambini nati sani da madre sieropositiva dall’inizio del programma.

Il programma Bravo! (acronimo di Birth Registration for All Versus Oblivion) si pone l'obiettivo di contrastare il fenomeno dei bambini privi di registrazione anagrafica in Africa. Il loro numero è stimato dall'UNICEF intorno ai 51 milioni l'anno. La mancata registrazione alla nascita esclude da qualsiasi servizio pubblico, compresi quelli scolastici e sanitari ed espone i minori a gravi rischi, alimentando i casi di scomparsa, rapimento o addirittura vendita da parte di famiglie poverissime. All'interno del programma viene praticata la registrazione anagrafica dei bambini che non sono registrati e che sarebbero altrimenti inesistenti dal punto di vista legale. Si tratta di un progetto-pilota, realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio e completamente autofinanziato che, solo in Burkina Faso, ha permesso la registrazione di oltre 3 milioni e mezzo di persone, in gran parte minori.

 

Impegno per la pace e dialogo interreligioso

Numerose sono state, nel corso degli anni, le iniziative per favorire la pace in diverse aree del mondo, dopo che nel 1992, grazie alla mediazione di Sant’Egidio, fu firmato l’accordo che ha portato alla fine della guerra civile in Mozambico, uno dei più sanguinosi e lunghi conflitti  civili africani.

La Comunità promuove inoltre  il dialogo interreligioso per contribuire, in questo modo, non solo alla conoscenza e al rispetto reciproco, ma ugualmente alla costruzione della pace. Ogni anno organizza un incontro internazionale nello “spirito di Assisi”, dalla storica Preghiera per la Pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986 nella città di San Francesco.

 

www.santegidio.org