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    Associazione : D.i.Re Donne in Rete contro la violenza

di.re. in rete contro la violenza

D.i.Re Donne in Rete contro la violenza, nasce nel 2008, inizialmente fondata da 45 Associazioni di donne, impegnate da oltre 15 anni di attività politica e culturale contro la violenza alle donne, e riunite in un'unica associazione nazionale.

Oggi conta 70 realtà associative distribuite su tutto il territorio italiano, ognuna delle quali gestisce Centri antiviolenza per le donne che hanno subito violenza.

 

mission

L’Associazione affronta il tema della violenza maschile sulle donne secondo l’ottica della differenza di genere e ha lo scopo di costruire azioni politiche nazionali per innescare cambiamenti culturali di trasformazione della società italiana nei riguardi del fenomeno della violenza di genere.

D.i.Re opera per rafforzare i Centri antiviolenza presenti sul territorio nazionale e la loro rete, svolge un ruolo politico di sensibilizzazione e di promozione di politiche locali, nazionali, internazionali adeguati ai bisogni delle donne che subiscono violenza.

 

i centri antiviolenza

I Centri antiviolenza sono i luoghi nei quali si offre consulenza e dove sono accolte le donne che hanno subito violenza. Alla base del lavoro dei Centri vi è una profonda conoscenza delle cause della violenza e delle conseguenze che hanno queste sulle vittime. Costituiscono la risposta più coordinata e organizzata al fenomeno della violenza contro le donne in Italia, delle quali ne rappresentano diritti e interessi.

Si tratta di realtà relativamente recente: i primi Centri antiviolenza in Italia risalgono agli inizi degli anni ‘90 nei paesi anglosassoni, negli anni ‘80 nel nord Europa. Fino ad allora, le donne vittime di maltrattamenti non avevano luoghi dove rivolgersi per essere ospitate o semplicemente ascoltate e sostenute nei propri diritti. Non c’erano campagne di informazione, né se ne trattava sui sui giornali o in televisione; il divorzio era ancora una rarità, peraltro molto stigmatizzante per le donne che, a causa di ciò, restavano intrappolate in relazioni violente, senza via di fuga.

L'origine dei Centri è strettamente collegata al movimento di liberazione delle donne degli anni Settanta, sviluppatosi a livello internazionale, ed all’intensa attività politica che lo caratterizzava. Le radici del movimento erano stati i gruppi di autocoscienza, nei quali le donne condividevano storie di vita ed esperienze e costruivano l’analisi storico-politica della dominazione maschile e della subordinazione femminile.

È nei gruppi di autocoscienza femminista che il fenomeno della violenza in famiglia emerge in maniera preponderante a tal punto da prendere far emergere l’idea di istituire case rifugio dove le donne vittime potessero nascondersi e proteggersi per ricominciare una vita libera dalla violenza. Una vera e propria rivoluzione culturale e sociale.  

Dalla nascita della prime Case delle donne in Italia nel 1989, in meno di un decennio, in Italia, nacquero 70 Centri antiviolenza che organizzarono per la prima volta a Ravenna nel 1988 un Convegno nazionale dedicato a questa esperienza e dal quale emerse una piattaforma di pratiche politiche condivise.

In tutti questi anni i Centri italiani hanno dibattuto su come creare servizi indipendenti e attenti a rispondere ai bisogni di donne e bambini/e, vittime della violenza maschile, ma soprattutto su come obbligare le istituzioni a mettere al centro della loro agenda politica azioni contro la violenza.

i centri antiviolenza Di.Re.

D.i.Re raccoglie in un unico progetto di accoglienza delle donne oltre 80 associazioni che affrontano il tema della violenza maschile sulle donne secondo l’ottica della differenza di genere.

I Centri Antiviolenza oltre all’accoglienza telefonica, ai colloqui personali, all’ospitalità in case rifugio e ai numerosi altri servizi offerti chi arriva qui è coadiuvato nel proprio percorso di uscita dalla violenza.

Presso i Centri sono svolte attività di consulenza psicologica, consulenza legale, gruppi di sostegno, formazione, promozione, sensibilizzazione e prevenzione, raccolta ed elaborazione dati, orientamento ed accompagnamento al lavoro, raccolta materiale bibliografico e documentario sui temi della violenza.

Le Case rifugio, spesso ad indirizzo segreto, ospitano le donne ed i loro figli minorenni per un periodo di emergenza.

Tutto il lavoro dei Centri è rivolto a tener conto dell'importanza della centralità del punto di vista della donna vittima di violenza e nella ricerca di soluzioni e risposte al suo problema; nel sostenere il processo di empowerment delle donne al fine di riguadagnare potere e controllo sulle proprie vite; nel dare il valore di ciò che è stato vissuto e nel condividere la stessa esperienza con altre donne in situazioni simili; a rispondere ai bisogni dei figli e delle figlie delle donne che hanno subito violenza ed a riconoscere questi ultimi come vittime della violenza maschile.

 

http://www.direcontrolaviolenza.it/