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    Anvcg ONLUS

    Associazione : Anvcg ONLUS

L'Anvcg ONLUS

Nata il 26 marzo 1943 come Associazione Nazionale Famiglie Caduti, Mutilati ed Invalidi Civili per i bombardamenti nemici, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) viene eretta in ente morale con il nome attuale nel gennaio 1947, assumendo ufficialmente le funzioni di rappresentanza e tutela degli interessi morali e materiali dei mutilati e degli invalidi civili di guerra e delle famiglie dei caduti civili per causa bellica. Attualmente si tratta ancora di circa 120.000 persone (dato ricavato dalla Elaborazione statistica sulle partite di pensioni di guerra in pagamento, predisposta annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Dopo essere stata ente pubblico dal 1956 al 1978, con il D.P.R. 23 dicembre 1978 acquista l’attuale forma giuridica di diritto privato, conservando i compiti di rappresentanza e tutela degli invalidi civili di guerra e delle loro famiglie.
Per la sua attività benemerita l'Associazione è stata insignita della Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte con D.P.R. 2 giugno 1981, della Medaglia d'Oro al Merito  Civile con D.P.R. 31 dicembre 1998 e della Medaglia della Liberazione il 15 dicembre 2015.

Nel 1979 l’ANVCG è membro fondatore della Confederazione fra le Associazioni combattentistiche italiane e dal 2001 della European Union of War Invalids, con sede a Lubiana, che riunisce le associazioni europee di invalidi di guerra.
Dal 2012 è iscritta nel registro nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale ed è  presente capillarmente sul territorio nazionale attraverso le sue 80 sedi periferiche e i sui 50 fiduciariati.

L’ANVCG è stata parte del "tavolo di consultazione" tra il Governo e le associazioni rappresentative delle vittime delle stragi nazifasciste ed è parte del Comitato Nazionale per l'Azione Umanitaria contro le Mine Anti-Persona presso il Ministero degli Affari Esteri.
Le vittime civili di guerra nel XXI° secolo Il XXI° secolo è purtroppo ancora caratterizzato da sanguinosi conflitti bellici in varie arie del pianeta, specialmente in Africa e Medio Oriente.

Accanto alle guerre dichiarate, vi sono inoltre tutta una serie di situazioni di conflitto che non sono così facilmente decifrabili o caratterizzabili ma vengono vissute e percepite come tali.
Per questo motivo diventa difficile persino quantificare il numero delle guerre in atto che negli ultimi anni oscilla costantemente tra le 20 e le 50 a seconda dei criteri di rilevazione utilizzati.

Anche la tipologia dei combattenti si è differenziata e sfumata: accanto agli eserciti, infatti, le guerre del nostro secolo vedono in azione sempre più spesso milizie più o meno organizzate, gruppi terroristici, armate mercenarie e fazioni locali sotto il comando dei cosiddetti “signori della guerra”.
Al di là dei numeri e delle classificazioni un fatto è certo e indiscutibile: in tutte queste situazioni che possiamo definire di guerra, dichiarata o meno, i civili sono sempre più sotto attacco e costituiscono, oramai, il 90% delle vittime. Dati spaventosi se si pensa che 1 vittima su 3 è un minore sotto i 14 anni.
L’uso di armi sempre più numerose e micidiali e la mutazione della natura dei conflitti, divenuti spesso scontri fra fazioni opposte all'interno di una stessa nazione, sono fattori che causano un terribile e costante aumento della popolazione civile coinvolta nelle battaglie.


Vi sono diversi territori nel mondo che, trovandosi in uno stato di guerriglia permanente, sono diventati assolutamente invivibili per la gente comune e tali lo rimarranno per molto tempo a causa degli ordigni bellici inesplosi disseminati ovunque. Tutto ciò causa il moltiplicarsi dei rifugiati e degli sfollati, costretti a passare da un campo di accoglienza ad un altro, portando con sé solo lo stretto necessario e vivendo in condizioni di estrema indigenza e incertezza.
In questo scenario le sofferenze delle vittime civili di guerra sono ormai sentite come una violazione dei diritti fondamentali comuni a tutti gli esseri umani e considerate un fatto inaccettabile, a prescindere da dove si verifichino. Condividendo questo sentire comune, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) ha il dovere morale di rafforzare la sua funzione di tutela delle vittime civili di guerra, in qualunque parte del mondo esse si trovino: nessuno infatti può incarnare questo spirito meglio di chi ha subìto sul proprio corpo e nella propria vita le offese della violenza bellica.

Da questa volontà, comune a tutte le vittime civili di guerra italiane, sono nate negli ultimi anni nuove attività e iniziative al fine di creare una profonda comunione di intenti tra tutti coloro che credono nella pace.

 

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