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Lotta alla siccità e alla desertificazione

A cura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dell'Università della Calabria, Dipartimento di Ecologia



 

1. CHE COSA E' LA DESERTIFICAZIONE

"La desertificazione è il degrado del territorio nelle zone aride, semi aride e sub umide secche attribuibile a varie cause fra le quali variazioni climatiche e le attività umane" (UN CCD, 1994).
La desertificazione costituisce una delle maggiori sfide ambientali attuali. Consiste in una forma di degrado del suolo, di solito irreversibile, con la perdita delle sue capacità produttive. è diffusa in tutti i continenti con aspetti, cause ed effetti diversi.
La desertificazione minaccia la sopravvivenza di milioni di persone e, in particolare, di una larghissima parte delle popolazioni più povere che vivono in aree a clima secco e la cui sopravvivenza è direttamente collegata all'utilizzo delle risorse naturali locali per la produzione di cibo e di energia.
Nei Paesi in via di sviluppo, povertà e desertificazione sono strettamente collegate.
La desertificazione minaccia anche le terre arabili nei paesi sviluppati dove gli effetti dei cambiamenti climatici e lo sfruttamento intensivo dei suoli hanno innescato processi di perdita della produttività biologica ed economica.
La desertificazione non va confusa con l'estendersi dei deserti esistenti nelle aree iperaride del Pianeta.

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2. LA DESERTIFICAZIONE: UNO SCHEMA GENERALE

La desertificazione può evolvere o regredire come conseguenza dell'adozione di politiche di mitigazione e della realizzazione di interventi che incidano sulle sue cause e sui suoi effetti.
La conoscenza dello stato dei problemi ambientali, sociali ed economici costituisce la premessa all'adozione delle migliori strategie per ridurre gli impatti e rimuovere le cause.
Il degrado del territorio nelle zone aride, semi-aride e sub-umide è favorito da alcune caratteristiche ambientali e da fenomeni naturali, ma è anche generato dallo sfruttamento delle risorse naturali.

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3. LA DESERTIFICAZIONE NEL MONDO

La desertificazione costituisce una minaccia per le regioni aride, semi aride e sub umide secche presenti in tutti i Continenti. L'aridità è una naturale caratteristica climatica che interessa con vari gradi di intensità il 47% delle terre emerse del Pianeta, contrassegnata da condizioni di carenza delle piogge e da alte temperature.
Questi fattori determinano limitazioni ambientali contraddistinte da scarsa presenza di vegetazione, suoli poveri di sostanze nutritive e limitate risorse idriche.
La desertificazione rappresenta una minaccia per circa un miliardo di abitanti degli oltre cento Paesi a rischio e per un quarto delle terre del Pianeta.
La situazione è certamente drammatica in Africa, dove il 73% delle terre aride coltivate sono interessate dal degrado e dalla desertificazione, ma esistono vaste aree degradate o minacciate anche in Asia, in America Latina e nel Nord del Mediterraneo. Vaste aree degradate sono state rilevate anche in Paesi sviluppati, come gli Stati Uniti e la Russia, per motivi legati, in generale, a fattori climatici ed alla presenza di ecosistemi fragili.

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4. LA CONVENZIONE ONU PER LA LOTTA ALLA SICCITA' E ALLA DESERTIFICAZIONE

I dati anagrafici

luogo e data di adozione:     Parigi, 17 giugno 1994
entrata in vigore:      26 Dicembre 1996
ratifica da parte dell'Italia:    4 Giugno 1997
vi aderiscono:       191 Paesi

Gli obiettivi della convenzione

L'obiettivo principale consiste nel definire i principi, le strategie e gli impegni che "le Parti" si impegnano a rispettare per contrastare gli effetti della siccità e della desertificazione nelle aree affette, con una particolare attenzione all'Africa.
La CCD si prefigge di individuare e rendere possibili "strategie integrate a lungo termine incentrate simultaneamente nelle zone colpite, sul miglioramento della produttività delle terre e sul ristabilimento, la conservazione e la gestione sostenibile in terre e in acqua, che permettano, in definitiva, di migliorare le condizioni di vita, in particolare a livello della collettività". (Art. 2)

Gli strumenti per realizzarli

PROGRAMMI DI AZIONE NAZIONALE (PAN): elaborati individualmente dai singoli Paesi, hanno lo scopo di identificare i fattori che contribuiscono alla desertificazione, individuando concrete strategie di intervento e precisando, nella ripartizione delle competenze statali e regionali, gli specifici ambiti di azione.
PROGRAMMI DI AZIONE REGIONALE E SUB REGIONALE: hanno la finalità di integrare e rafforzare l'operatività dei programmi di azione nazionale coordinando gli interventi nazionali in un più ampio contesto internazionale e creando le opportune sinergie per la loro migliore attuazione.

Le parti

Nell'individuazione dei soggetti direttamente investiti dagli obblighi previsti dalla Convenzione occorre distinguere tra:

  • PAESI AFFETTI, ai quali spetta il compito di accordare debita priorità alla lotta contro la desertificazione mediante la predisposizione e l'attuazione di uno specifico Programma di Azione Nazionale.
  • PAESI DONATORI, per i quali la Convenzione impone specifici obblighi di aiuto verso i Paesi colpiti tramite l'offerta di strumenti concreti di natura finanziaria e scientifica.

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5. LA CCD: LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA

LA CONFERENZA DELLE PARTI (COP) è l'organismo decisionale supremo della Convenzione a cui partecipano i rappresentanti di tutti i Paesi che vi hanno aderito e le organizzazioni regionali di integrazione economica (come l'Unione Europea). Si riunisce con cadenza biennale per esaminare il processo di attuazione della CCD.

La COP si avvale di Organi Ausiliari per la preparazione delle sue decisioni:
IL COMITATO DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA (CST) è costituito da esperti in materia in rappresentanza dei Paesi Parte, fornisce alla COP informazioni e consulenza in ambito scientifico tecnologico avvalendosi delle conoscenze multidisciplinari più avanzate.

IL COMITATO PER L'ESAME DELLA ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE (CRIC) Il CRIC si riunisce annualmente e trasmette alla COP raccomandazioni specifiche per il raggiungimento degli obiettivi della Convenzione.

IL SEGRETARIATO è lo strumento organizzativo della Convenzione ed opera attraverso la predisposizione dei servizi necessari allo svolgimento delle sessioni della COP e dei suoi Organi Ausiliari.

IL MECCANISMO MONDIALE (GM) è l'organo che fornisce alla COP ed ai singoli Paesi una consulenza sull'acquisizione di finanziamenti, identificando possibili programmi di cooperazione ed assistendo le parti nella ricerca di metodi innovativi per il raggiungimento degli obiettivi.

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6. LA DESERTIFICAZIONE IN ITALIA

L'Italia, insieme ad altri Paesi della riva nord del Mediterraneo, condivide un contesto di crisi ambientale i cui effetti rendono vulnerabile il territorio a molteplici processi di degrado.
La Comunità Internazionale ha rivolto, dal 1994, la sua attenzione verso il fenomeno desertificazione" che, pur non essendo molto conosciuto, ha suscitato interesse per la sua consistenza, che risiede nelle interazioni complesse tra fattori fisici e biologici, socio-culturali, politici ed economici.
Per attenuarne e/o combatterne gli effetti è necessario conoscere il processo, prendere coscienza che la desertificazione è in progressiva espansione, soprattutto, nelle aree dove risiedono ecosistemi fragili.
Per mitigare le conseguenze nefaste generate dalla desertificazione e curare le criticità ambientali è indispensabile disinnescare il meccanismo dello sfruttamento attraverso una complessa rivoluzione culturale, che organizzi i saperi in un preciso percorso: quello della sensibilità e della responsabilità.
La strada da percorrere comporta l'assunzione di responsabilità sempre più precise nelle tecniche di gestione e di monitoraggio del territorio.
Nell'ambito del progetto DISMED è stato calcolato che circa il 30% del territorio italiano presenta caratteristiche tali da essere predisposto al rischio di desertificazione.

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7. LA DESERTIFICAZIONE IN ITALIA: LE CAUSE E GLI EFFETTI

1.

Le cause del processo di desertificazione, sono determinate sia da attività di origine antropica, sia da fattori insiti nella natura stessa dell'ambiente in cui si verificano.
Per quanto attiene l'Italia, sono le caratteristiche climatiche, relativamente simili nell'intero Bacino del Mediterraneo, insieme alla morfologia del territorio e soprattutto al suo uso, ad interessare aree sempre più vaste con processi di impoverimento delle qualità chimico - fisiche e biologiche dei suoli.
Per quanto riguarda i fattori climatici, fenomeni di aridità, ovvero la contemporanea scarsità delle piogge e forte evapotraspirazione, sottraggono umidità ai terreni e alla vegetazione.
La siccità, che è invece un fenomeno che colpisce anche aree non aride quando le precipitazioni sono sensibilmente inferiori ai livelli normalmente registrati, influisce sul degrado del territorio apportando danni alle attività produttive agricole e zootecniche. Gli ecosistemi naturali hanno, in genere, la necessaria resilienza per superare periodi di siccità, mentre i settori produttivi che dipendono da un costante apporto di acqua possono essere danneggiati.
La siccità nelle zone aride, ove l'impiego delle risorse idriche è sempre vicino alla soglia della sostenibilità, può rompere il delicato equilibrio fra risorse ambientali ed attività produttive, generando crisi alimentari, abbandono di territori e perfino migrazioni e conflitti.
L'erosività della pioggia si manifesta quando precipitazioni brevi ed intense colpiscono terreni privi di copertura vegetale e l'impatto delle gocce di pioggia disgrega il suolo, facilitando il dilavamento dello strato superficiale più ricco di materia organica.

2.

Le principali cause antropiche di desertificazione sono legate alle attività socio-economiche e ai loro impatti: agricoltura, zootecnia, gestione delle risorse idriche, incendi boschivi, industria, urbanizzazione, turismo, discariche, attività estrattive.
Queste attività determinano un uso competitivo delle risorse naturali (suolo, acqua e vegetazione/biodiversità) con il conseguente sovrasfruttamento rispetto alle reali disponibilità.
In Italia, il sovrasfruttamento delle risorse idriche sta compromettendo la ricchezza di acque sotterranee. In prossimità della costa, poi, può essere provocato il richiamo di acque marine, causando la salinizzazione delle falde.
Gli incendi, determinano effetti negativi sulla composizione e sulla struttura delle comunità vegetali ed animali e sulle proprietà fisico-chimiche del suolo, cambiando, ad esempio, la struttura del terreno rendendolo meno permeabile e, quindi, più esposto a processi erosivi.
A livello agricolo i processi di degrado del suolo sono il risultato della gestione erronea dei mezzi di produzione, delle superfici e delle modifiche degli ordinamenti produttivi: l'uso dei mezzi meccanici provoca la costipazione e la compattazione del terreno e la fertilità chimico-fisica dello strato di terreno arato; la sempre più consistente attività di allevamento intensivo provoca fenomeni di inquinamento ambientale per il carico eccessivo in aree limitate.
Il processo di urbanizzazione incide sul fenomeno di desertificazione in termini di sottrazione di suoli fertili all'impiego agricolo, con conseguente riduzione delle capacità produttive, così come le discariche/attività estrattive.

3.

Alle cause di origine naturale ed antropica si sommano fattori naturali predisponenti che contribuiscono all'innesco dei processi di degrado del territorio, tra cui la morfologia e l'orografia: la pendenza riduce la capacità di assorbimento del terreno, la forte esposizione solare dei versanti meridionali determina condizioni microclimatiche sfavorevoli alla rigenerazione della vegetazione naturale. Anche la tipologia di copertura vegetale, caratterizzata da specie con una tendenza alla perdita di umidità attraverso l'evaporazione, rende il territorio italiano maggiormente sensibile ai processi di desertificazione.
In un Paese in cui, a livello di consapevolezza comune, sembra essere ancora inesistente il rischio di una perdita progressiva di fertilità dei terreni, risulta difficilmente percepibile la comprensione di eventuali conseguenze di tali fenomeni.

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8. LA DESERTIFICAZIONE IN ITALIA: LE AZIONI

L'Italia ha ratificato la Convenzione sotto una duplice veste: pur rientrando anche tra i cosiddetti "Paesi donatori" previsti dalla Convenzione, è considerata tra i Paesi affetti, quindi direttamente colpiti dal problema della siccità e desertificazione.
A livello locale, gli sforzi per combattere la desertificazione sono stati intensificati grazie allo sviluppo e all'attuazione dei Programmi di Azione Nazionale (PAN), Sub-Regionale (SRAP) e Regionale (RAP), finalizzati alla riduzione delle perdite di produttività dei suoli, causate dalla variabilità climatica e dalle attività antropiche.
A tal fine, il Comitato Nazionale per la Lotta alla Siccità e Desertificazione nel luglio 1999 ha elaborato le Linee Guida del Programma di Azione Nazionale di lotta alla siccità e desertificazione, approvate il 21 dicembre 1999 con la Delibera CIPE 299/99.
Tale Programma individua quattro settori prioritari di azione:

  • protezione del suolo, in particolare:
  • gestione sostenibile delle risorse idriche, in particolare:
  • riduzione dell'impatto delle attività produttive, in particolare:
  • riequilibrio del territorio,

Il Comitato nazionale per la lotta alla siccità e alla desertificazione sta sviluppando una intensa attività finalizzata soprattutto al coinvolgimento attivo degli attori locali, delle istituzioni e degli organismi di ricerca, allo scopo di intrecciare l'azione politica per combattere la siccità e il degrado del suolo e gli aspetti sociali, economici, energetici, ambientali e culturali dell'area del Mediterraneo.

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9. IL CNLSD - COMITATO NAZIONALE PER LA LOTTA ALLA SICCITA' E ALLA DESERTIFICAZIONE

Il Comitato Nazionale per la Lotta alla Siccità e alla Desertificazione viene istituito con DPCM del 26 Settembre 1997 con il compito di garantire l'efficace attuazione della UNCCD - United Nations Convention to Combat Desertification, di seguire l'evoluzione dei processi di siccità e/o desertificazione in Italia e nel bacino del Mediterraneo e con il compito di organizzare la predisposizione del Piano d'Azione Nazionale (PAN).

Il Presidente del Comitato Nazionale per la Lotta alla Siccità e alla Desertificazione (CNLSD) vine nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. L‘attuale Presidente è stato nominato con DPCM DEL 19 AGOSTO 2002.
Il CNLSD ha sede presso il Ministero dell'Ambiente è composto da rappresentanti designati dalle diverse Amministrazioni interessate:
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Ministero degli Affari Esteri
Ministero dell'Economia e delle Finanze
Ministero per i Beni e le Attività CulturaliMinistero per le Politiche Agricole e Forestali
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Ministero delle Attività Produttive
Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica

e da rappresentanti:
della Presidenza del Consiglio dei Ministri
della Conferenza Stato-Regioni e Province Autonome
delle associazioni ambientaliste riconosciute ex art. 13 della Legge n°349/86
dell'Assemblea delle Organizzazioni non Governative (ONG).
Tali rappresentanti sono nominati dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.

CTS

Il Comitato si avvale del supporto di una Commissione Tecnico-Scientifica (CTS), anch'essa composta da rappresentanti designati dalle diverse Amministrazioni interessate e nominati dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio:
AISF (Accademia Italiana di Scienze Forestali)
APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici)
CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
ECOMED (Agenzia per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo)
ENEA (Ente Nazionale per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente)
IAO (Istituto Agronomico per l'Oltremare)
INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria)
UCEA (Ufficio Centrale di Ecologia Agraria)

Il Comitato può avvalersi anche della collaborazione di istituti universitari ed esperti della materia.
Il CNLSD ha sede presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio

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10. IL CNLSD: LE AZIONI NAZIONALI

Le Azioni Nazionali di lotta alla siccità e alla desertificazione sostenute dal CNLSD si propongono di migliorare lo stato delle conoscenze e la disponibilità di informazioni sul tema della desertificazione, invertire il trend di deterioramento delle risorse naturali del nostro Paese e frenare l'impatto crescente delle attività umane sull'integrità degli ecosistemi.
Le Azioni Nazionali si ispirano ai principi di:

  • Protezione integrata delle risorse del Pianeta
  • Applicazione e valorizzazione di norme nazionali e strumenti normativi di intervento dell'Unione Europea
  • Sinergie con le Convenzioni sui Cambiamenti Climatici e sulla Diversità Biologica
  • Azioni durevoli per lo Sviluppo Sostenibile
  • Promozione e partecipazione dei cittadini e del mondo produttivo alle scelte e alla realizzazione degli interventi

OBIETTIVI DEL CNLSD

  • Individuazione di strategie all'interno dei piani e delle politiche di sviluppo sostenibile, per la lotta contro siccità e desertificazione.
  • Catalogazione delle tecnologie, delle conoscenze e delle pratiche tradizionali che mitigano il fenomeno della siccità e della desertificazione.
  • Predisposizione ed attuazione del Piano di Azione Nazionale (PAN) di Lotta alla Siccità e Desertificazione.
  • Creazione di un idoneo quadro legislativo.
  • Definizione degli indicatori per la valutazione del fenomeno della desertificazione.
  • Promozione di attività di formazione e di ricerca.
  • Coinvolgimento dell'opinione pubblica.
  • Coordinamento delle attività con Paesi dell'Annesso IV.

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11. ALCUNI PROGETTI

1.

DESERTNET presentato su un progetto di InterregIIIB Medocc, Asse 4 "Ambiente, valorizzazione del patrimonio e sviluppo", Misura 4.4 "Gestione delle risorse idriche e lotta contro la siccità e la desertificazione", con le finalità di:
contribuire allo sviluppo di una cartografia basata su indicatori comuni tra le varie regioni italiane coinvolte nel progetto;
portare avanti uno studio specifico (Work Package) sul territorio regionale sviluppando metodologie di analisi che possano divenire patrimonio comune per le altre regioni.
CLEMDES (Clearing House Mechanism sulla Desertificazione per la Regione del Nord Mediterraneo) è un progetto finalizzato alla creazione di un network per promuovere e facilitare la cooperazione tecnica e scientifica in primo luogo tra il Gruppo dei paesi dell'Annesso IV della UU CCD (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia, Israele) e poi con e tra gli altri Paesi colpiti dai processi di desertificazione della Regione Mediterranea.
DISMED (Desertification Information System For The Mediterranean), si propone di migliorare la capacità delle Amministrazioni nazionali nei Paesi del Mediterraneo, di programmare misure e politiche per combattere la desertificazione e gli effetti della siccità.
CLIMAGRI, A febbraio 2001 ha preso il via un progetto triennale di ricerca denominato CLIMAGRI e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali con D.M. 494 e 504/7303/2000. Esso è finalizzato alla conoscenza delle conseguenze, nel settore agricolo, delle variazioni climatiche in Italia; mira cioè ad approfondire le interconnessioni tra
agricoltura e variazioni climatiche.
SEDEMED Il progetto SEDEMED - "Sècheresse et Dèsertification Mèditerranèe" - dans le bassin, inquadrato nell'ambito del Programma Comunitario INTERREG III B MEDOCC, persegue l'obiettivo di realizzare un sistema integrato funzionale per il monitoraggio e la previsione degli eventi di siccità e dei processi di desertificazione, nonchè di definire idonee misure di mitigazione degli impatti prodotti da tali eventi.

2.

DESERTLINKS, (Combating Desertification In Mediterranean Europe Linking Scence With Stakeholders), tale progetto di ricerca è finanziato dalla UE e riguarda i processi di degrado ambientale e desertificazione nei paesi del Bacino del Mediterraneo. Le attività di ricerca si sono avviate a Dicembre 2001 e sono terminate a Novembre 2004.
RIADE: (Ricerca Integrata per l'Applicazione di Tecnologie e processi innovativi per la lotta alla DEsertificazione)
ENEA, il Nucleo Ricerca Desertificazione (NDR) dell'Università di Sassari, l'Advanced Computer System ACS S.p.A., hanno realizzato fra il 2003 ed il 2006 ill Progetto RIADE cofinanziato dal MIUR.
L'obiettivo del progetto è quello di sviluppare un sistema informativo integrato per il monitoraggio dei processi di desertificazione in Basilicata.
DESERTWATCH, L'Agenzia Spaziale Europea ( ESA ) ha promosso lo sviluppo di un sistema di monitoraggio e di valutazione della desertificazione che faccia uso di sistemi di tele rilevamento Quattro stati europei affacciati sul Mediterraneo, Italia, Portogallo, Grecia e Turchia, partecipano al progetto, Il progetto mette a punto ed applica modelli e sistemi di valutazione già disponibili verificandone l'attendibilità in alcune zone pilota in collaborazione con i rispettivi Comitati Nazionali.
DESURVEY, Progetto di ricerca quinquennale finanziato dall'Unione Europea a cui partecipano 39 istituzioni scientifiche da 17 paesi europei ed extra europei che si prefigge di realizzare un sistema di monitoraggio e valutazione della desertificazione. Partecipano al progetto gruppi di ricerca dell'ENEA dell'INEA e dell'NRD di Sassari.

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