La nomenclatura utilizzata nel corso del tempo, per esprimere il concetto di ritardo mentale, risente in maniera massiccia di concezioni antropologiche alquanto stigmatizzanti e dispregiative della persona.
L'espressione "ritardo mentale" ha definitivamente sostituito termini come idiozia, imbecillità, cretinismo, subnormalità, debolezza mentale e più recentemente oligofrenia, frenastenia, insufficienza mentale, ipofrenuia e deficienza mentale.
Ancora alla fine del' 700, la nosografia ufficiale individuava con il termine tecnico"amentia", la condizione di imbecillità della facoltà di giudizio con inabilità a percepire e ricordare, di natura prevalentemente congenita, mentre nel linguaggio comune si faceva strada il corrispondente termine di "idiozia o idiotismo", intesi come abolizione più o meno assoluta delle funzioni di comprensione e di sentimento, acquisita o congenita.
Nel corso dell' 800 continua la progressiva concettualizzazione medica e psichiatrica dell'idiozia, classificata tra i disturbi mentali insieme a melanconia, mania e demenza, come caratterizzata da una insufficienza nello sviluppo delle facoltà intellettuali. I contributi pedagogici ed i risultati incoraggianti dell'intervento educativo concomitanti all'approccio clinico e nosografico, conducono alla identificazione della debolezza mentale come condizione in cui lo sviluppo psicologico è stato impedito e prevenuto.
Con il '900, vengono introdotte tre tematiche fondamentali nella definizione di Ritardo Mentale:
L'OMS negli anni '80 ha introdotto tre nuove definizioni - menomazione, disabilità, handicap, considerando per la prima volta l'influenza dei fattori sociali e ambientali nel determinare la condizione di vita.
Oggi la definizione di Ritardo Mentale viene correttamente riportata e codificata negli attuali Sistemi di Classificazione dei Disturbi Mentali, l' ICD-10 e il DSM-IVTR e nella 10° Edizione del Manuale di Definizione, Classificazione e Sistemi di Supporto nel campo del Ritardo Mentale dell'AAMR, che insieme all' ICF consentono una articolata individuazione delle caratteristiche diagnostiche e funzionali della persona.
ANFFAS onlus ,fondatanel 1958 come Associazione Nazionale Famiglie di Fanciulli Adulti e Subnormali, è stata attraversata da questa evoluzione dei concetti volti a definire in particolare le esigenze dellepersone con disabilità intellettiva, modificando alla fine degli anni '90 la propria ragione sociale in Associazione NazionaleFamiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali.