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LA PERSONA CON DISABILITÁ MENTALE
ANffAS - ONLUS



1° Percorso: Dal concetto di subnormale al concetto di persona con disabilità

La nomenclatura utilizzata nel corso del tempo, per esprimere il concetto di ritardo mentale, risente in maniera massiccia di concezioni antropologiche alquanto stigmatizzanti e dispregiative della persona.

L'espressione "ritardo mentale" ha definitivamente sostituito termini come idiozia, imbecillità, cretinismo, subnormalità, debolezza mentale e più recentemente oligofrenia, frenastenia, insufficienza mentale, ipofrenuia e deficienza mentale.
Ancora alla fine del' 700, la nosografia ufficiale individuava con il termine tecnico"amentia", la condizione di imbecillità della facoltà di giudizio con inabilità a percepire e ricordare, di natura prevalentemente congenita, mentre nel linguaggio comune si faceva strada il corrispondente termine di "idiozia o idiotismo", intesi come abolizione più o meno assoluta delle funzioni di comprensione e di sentimento, acquisita o congenita.
Nel corso dell' 800 continua la progressiva concettualizzazione medica e psichiatrica dell'idiozia, classificata tra i disturbi mentali insieme a melanconia, mania e demenza, come caratterizzata da una insufficienza nello sviluppo delle facoltà intellettuali. I contributi pedagogici ed i risultati incoraggianti dell'intervento educativo concomitanti all'approccio clinico e nosografico, conducono alla identificazione della debolezza mentale come condizione in cui lo sviluppo psicologico è stato impedito e prevenuto.
Con il '900, vengono introdotte tre tematiche fondamentali nella definizione di Ritardo Mentale:

  • la possibilità di misurare, con i test di intelligenza, lo stato mentale della persona con Ritardo Mentale cercando di compararlo con quello di una persona normale ad una data età
  • la distinzione tra Malattia Mentale e Ritardo Mentale, inteso come disturbo dello sviluppo
  • l'importanza del comportamento adattivo non adegauto (comportamento disadattivo), in diverse aree del funzionamento personale e sociale, come criterio essenziale della definizione di Ritardo Mentale.

L'OMS negli anni '80 ha introdotto tre nuove definizioni - menomazione, disabilità, handicap, considerando per la prima volta l'influenza dei fattori sociali e ambientali nel determinare la condizione di vita.
Oggi la definizione di Ritardo Mentale viene correttamente riportata e codificata negli attuali Sistemi di Classificazione dei Disturbi Mentali, l' ICD-10 e il DSM-IVTR e nella 10° Edizione del Manuale di Definizione, Classificazione e Sistemi di Supporto nel campo del Ritardo Mentale dell'AAMR, che insieme all' ICF consentono una articolata individuazione delle caratteristiche diagnostiche e funzionali della persona.
ANFFAS
onlus ,fondatanel 1958 come Associazione Nazionale Famiglie di Fanciulli Adulti e Subnormali, è stata attraversata da questa evoluzione dei concetti volti a definire in particolare le esigenze dellepersone con disabilità intellettiva, modificando alla fine degli anni '90 la propria ragione sociale in Associazione NazionaleFamiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali.

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