RAI collegamento al portale RAI in una nuova finestra
Torna alla Homepage del Segretariato Sociale
back to home page Social Action Department
Segretariato
Guidelines

L'AFFARE PIÙ SPORCO DEL MONDO

A cura di Maria Barrera per La Caramella Buona - Associazione Nazionale contro la pedocriminalità

Nel mondo, la pedofilia e la pedocriminalità alimentano un mercato ricchissimo e con interessi ramificati.

L'ipocrisia e l'omertà sono alleate dell'abuso all'infanzia: questa tragedia è molto più diffusa di quanto non si creda. Non solo violenza sessuale fin dai primi anni di vita, ma condizionamenti psicologici che fanno crescere il bambino con profondi problemi che possono esplodere, con effetti devastanti, nell'età adulta.

 

LA PEDOFILIA

CHI E' IL PEDOFILO?

CHI SONO LE VITTIME?

LA PEDOCRIMINALITÀ  E IL TURISMO SESSUALE

LA PEDO-PORNOGRAFIA

 

L'ABUSO SESSUALE INTRAFAMILIARE

 

LE CONSEGUENZE PSICO-SOCIALI SULLE VITTIME

 

LA CARAMELLA BUONA

CHI SIAMO

COME OPERIAMO

BIBLIOGRAFIA – WEBGRAFIA


 

LA PEDOFILIA

  • Con tale termine si indicano tutte le forme di rapporto eterosessuale e omosessuale tra soggetti prepuberi di entrambi i sessi e adulti.
  • In psichiatria è definita come una parafilia, ossia un'attrazione caratterizzata da una spinta molto forte e/o irrefrenabile a mettere in atto comportamenti sessuali considerati anomali dalla società.
  • La  pedofilia è costituita da una vera e propria costellazione di fenomeni diversi, tra cui:
    • la pedofilia in senso stretto, ovvero come parafilia;
    • la violenza sessuale a danno di minori;
    • l'abuso intrafamiliare;
    • la prostituzione minorile e la tratta di minorenni a scopo sessuale;
    • la pornografia minorile, cartacea e su internet;
    • il turismo sessuale ai danni dei minori

Torna all'indice

CHI E' IL PEDOFILO?

  • Non esiste una tipologia del pedofilo: la pedofilia è un tratto multifattoriale in cui entrano in gioco aspetti mentali, istituzionali, di attività, di educazione sessuale, di violenza, di controllo delle pulsioni e di modalità di attivazione sessuale. Per questo motivo non è sempre facile distinguere una pedofilia "primaria" (o essenziale) ben radicata nel soggetto, da forme di pedofilia secondarie, perlopiù estemporanee e connesse a fattori o quadri psicopatologici diversi che possono abbassare la soglia di controllo delle pulsioni, della capacità di giudizio, dei comportamenti adattivi e quindi  condurre a isolati atti sessuali con bambini.
  • La pedofilia è praticata da individui con caratteristiche diverse: anziani, adulti e giovani, incolti ma anche colti, omosessuali ma anche eterosessuali, sconosciuti ma anche, nella maggior parte dei casi, familiari o parenti, uomini generalmente, ma qualche volta anche donne.
  • La personalità dei pedofili è polimorfa e la tendenza ad avere un contatto sessuale con i bambini può essere considerata un continuum che va dall'individuo per il quale il bambino rappresenta l'oggetto sessuale scelto (pedofilia) a quello (l'altro estremo) per il quale la scelta di un oggetto sessuale immaturo è essenzialmente una questione di opportunità o di coincidenza. Ciò aiuterebbe in parte a spiegare il sempre più fiorente turismo sessuale, praticato anche da individui che di norma hanno rapporti con partner adulti.
  • Si tratta di una fenomenologia che affonda le proprie radici nella storia dell'umanità e che è stata fino ad oggi, ed è in gran parte ancora, tenuta nascosta quale patologia occulta ed inconfessabile, per l'evidente contrasto con i più basilari principi della convivenza e della morale collettiva.

Torna all'indice

CHI SONO LE VITTIME?

  • Le vittime dell'abuso, della pedofilia e della pedocriminalità sono i bambini o i minori in genere. Pur vivendo in una società che sempre di più sottolinea i diritti dei minori e riconosce all'infanzia un ruolo fondamentale nella costruzione della personalità, molti bambini vengono ogni giorno abusati e/o subiscono violenze di ogni tipo, sia psicologiche sia fisiche.
  • Gli abusi sessuali e i maltrattamenti all'infanzia continuano ad essere molto numerosi: le statistiche, spesso, rischiano di essere fuorvianti, poiché non sempre un caso di pedofilia o di abuso sessuale intrafamiliare vengono denunciati. L'elevato numero oscuro è da aggiungere a tutti quei casi che non vengono mai risolti, ai bambini scomparsi e mai ritrovati (circa tremila ogni anno), al dilagante fenomeno dei minori stranieri non accompagnati, di cui si sa poco o nulla.
  • Tuttavia, i dati a disposizione confermano che le violenze sui minori sono in costante aumento. I numeri, quindi,  sembrano confermare l'allarme pedofilia. Due minori al giorno sono oggetto in Italia di abusi sessuali, mentre le denunce di violenze su minori sono in crescita esponenziale: erano 305 nel 1996 sono diventate 470 nel 1997, 534 nel 1998, 586 nel 1999 con un aumento di più del 90% in quattro anni. Ogni anno poi vengono svolti 1.000 processi sui casi di bambini abusati e maltrattati (il 35% dei quali di età inferiore ai 3 anni). Benché oltre l'80% degli abusi sessuali e fisici si svolga in ambito familiare o comunque ad opera di conoscenti delle vittime, molti vengono perpetrati da sconosciuti. (Fonte: Eurispes)

Torna all'indice

LA PEDOCRIMINALITÀ  E IL TURISMO SESSUALE

  • Un trattamento schiavista è quello che il business della pedofilia riserva a chi ne è vittima. Il business della pedofilia è una realtà, come gli abusi che compie e il dolore che lascia. Esso prende forma da tasselli differenti e da attori ben precisi. E' un meccanismo che svela atti di scambio, di contrattazione, di vendita dove la "merce" è un bambino o un adolescente. I passi sui quali si muove sono sorprendenti. 
  • Il fenomeno assume una dimensione preoccupante e coinvolge diverse aree geografiche: innanzitutto il Sud Est asiatico. Si parla in Thailandia di 2 milioni di prostitute di cui 800.000 bambine e bambini, dai 40.000 ai 200.000 nelle Filippine, dai 70.000 ai 100.000 in Giappone; ma anche paesi come il Pakistan, il Nepal, la Cambogia, il Vietnam.  Poi il Sud America: in Brasile più di 2 milioni di bambini sono destinati a turismo sessuale e più di 25.000 nella Repubblica Dominicana. In Russia si parla di 60.000 bambini, ma sono sicuramente molti di più, se si considerano gli altri paesi dell'ex blocco socialista sovietico.
  • E c'è poi l'Occidente ricco e sviluppato, il nostro mondo con le nostre leggi, da cui parte la domanda. E' da qui, è da questi nostri paesi civili che partono i turisti del sesso e chiedono e domandano la rete di pedofilia e pagano per avere a disposizione bambini e bambine.

Torna all'indice

LA PEDO-PORNOGRAFIA

  • La pedo-pornografia viene definita come ogni rappresentazione, con qualunque mezzo, di un bambino in attività sessuali esplicite, reali o simulate o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di un bambino per scopi principalmente sessuali.
  • La pedo-pornografia esiste almeno da quando esiste la fotografia, dunque da prima dell'avvento di Internet.
  • È difficile stabilire se Internet abbia contribuito ad aumentare la produzione di foto e video pedo-pornografici, oppure semplicemente abbia creato un nuovo canale per la circolazione delle immagini. Internet ha sicuramente contribuito a rendere più facile e più semplice la diffusione di questo tipo d'immagini.
  • La pedo-pornografia on-line si caratterizza per 5 differenti aspetti:
    • L'abuso sessuale del minore in tutte le sue forme;
    • La documentazione fotografica, in video o attraverso registrazione audio dell'abuso e della violenza;
    • La diffusione delle immagini in un enorme circuito telematico;
    • L'accesso alle immagini dell'abuso da parte di molte persone;
    • La possibilità di scaricare le immagini.
  • Lo sfruttamento sessuale è preordinato a scopi di lucro. Infatti, il più delle volte il "consumatore" è persona diversa dal "produttore" di immagini e siti a contenuto pedo-pornografico. Il mercato pedo-pornografico produce ogni sorta di prodotto.
  • Il 90% dei piccoli violentati è di razza bianca, l'80% europeo, e in sette casi su dieci si tratta di bambine. Prodotti rivolti a un pubblico di "contemplatori", veicolati con grande efficacia su Internet dove sono stati individuati circa 70mila siti del genere. Più della metà di questi sono confezionati negli Stati Uniti, il 20% in Giappone, il 13% in Europa.
  • La pornografia minorile è un crimine che rientra nello sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali e, più in generale, nell'abuso sessuale commesso a danno dei minori.
  • Secondo i dati della Polizia Postale, dal 1998, anno dell'entrata in vigore della nuova legge contro lo sfruttamento sessuale dei minori (L. 269/98), a marzo del 2002, sono stati monitorati 40 mila siti web,  e ci sono state 729 denunce per pedofilia on-line, 73 arresti, 721 perquisizioni e 4081 segnalazioni a polizie straniere. Internet risulta essere il canale maggiormente utilizzato da chi vuole offrire e da chi vuole ricevere materiale pedo-pornografico. Su circa 25 milioni di minori statunitensi che ogni giorno navigano su Internet, 1 su 4 ha visitato almeno una volta un sito pornografico, mentre 1 su 5 ha ricevuto proposte sessuali. Il valore del mercato on-line della pedofilia è di 5 miliardi di dollari; una foto di bambini ritratti in scene violente può costare dai 30 ai 100 dollari. I siti pedofili denunciati nel mondo tra il 1996 e il 2000 sarebbero circa 29.000 e le immagini diffuse sulla rete 12 milioni.
  • In Italia, secondo la Procura di Roma, sono stati scoperti circa 89mila foto di ragazzini mentre avevano rapporti sessuali con gli arrestati, 128 videofilmati e 5.000 files informatici crittografati, tutti raffiguranti le piccole vittime da immettere sul mercato della pedofilia.

Torna all'indice

L'ABUSO SESSUALE INTRAFAMILIARE

  • La stragrande maggioranza degli abusi sessuali ai danni dei minori (70-90% dei casi) avviene in ambito familiare e riguarda soprattutto la relazione genitore-figli. 
  • Sia i dati relativi alle denunce, sia quelli relativi ai procedimenti penali a carico degli abusanti, rafforzano questa evidenza, del resto confermata dalla comparazione con le situazioni riscontrate in altri paesi, come gli Stati Uniti o la Francia.
  • Avvalendoci, a causa delle profonde carenze in ambito nazionale, di indici e riscontri provenienti da studi e ricerche disponibili negli Stati Uniti,  si stima che in Italia il numero di minorenni vittime di violenza sessuale (violenza carnale e molestie sessuali) sia tra i 10.500 e i 21.000 ogni anno.
  • In Italia, quindi, circa due bambini su mille subirebbero, ogni anno, violenza sessuale.
  • Inoltre, un'analisi più approfondita del fenomeno dell'abuso intrafamiliare, che tiene conto di un'analisi qualitativa dei casi e delle denunce presso le autorità di polizia, dimostra come la violenza si perpetri all'interno di tipologie di famiglie che non risultano connotate né in termini di ceto socioeconomico né in termini di collocazione geografica. Indipendentemente dal reddito, dal titolo di studio, dalla professione dei genitori, dalla città o regione di residenza, la violenza e l'abuso all'interno delle famiglie sono un fenomeno trasversale, le cui ragioni sono evidentemente da rintracciarsi negli equilibri interni alle coppie e alle famiglie e nei loro sistemi di relazione, spesso incerti e problematici.

Torna all'indice

INTERNET E LE NUOVE TECNOLOGIE

  • Degli oltre 13 milioni di navigatori in Internet italiani, più di un milione sono bambini di età compresa fra i 2 e i 13 anni, ed almeno il doppio di essi vive in case dotate di connessione al web.
  • I dati relativi al possesso del telefono cellulare, fra i giovani registrano una pressoché assoluta presenza del mezzo (oltre il 90%), e l'accesso ai contenuti multimediali tramite il telefonino è in crescita continua.
  • Questi numeri servono a dare la percezione della vastità del mondo composto da bambini on-line, che costituisce anche un'importante fetta del mercato in espansione.
  • Le nuove tecnologie forniscono stimoli e informazioni che possiamo definire a flusso continuo e, laddove non mediate da filtri (critici, innanzi tutto), possono avere effetti indesiderati devastanti, specie sui bambini, che non sempre detengono una consapevolezza critica formata che li aiuti a non subire il flusso indiscriminatamente.
  • Chat, webcam, posta elettronica e molti altri sistemi di interazione one-to-one o one-to many, forniscono vantaggi mirabili quali il feedback immediato o la velocità di scambio di informazioni, ma possono anche diventare terribilmente invasivi per un bambino.

Torna all'indice

QUALI RISCHI?

  • Ma quali rischi corre un bambino di 10 anni in rete? E quali rischi possono derivare da un uso inconsapevole e a-critico di un cellulare?
  • I rischi di molestie e di adescamento a mezzo tecnologico, a fini di abusi sessuali e/o pedo-pornografia, sussistono realmente.
  • In una ricerca condotta fra 1500 bambini:
    • il 20% dice che chatta regolarmente,
    • il 21% si chiama per nome con gli altri utenti [delle chat].
    • il 53% è coinvolto in conversazioni di natura sessuale. E questo nell'età da 8 a 11 anni.  Questi bambini parlano di flirt nel cyberspazio.
    • Il 16% parlano di avere avuto degli incontri faccia a faccia. Questi sono bambini che chattano regolarmente in rete. Molti di loro si recano non accompagnati agli incontri concordati sul web. (Fonte: Save the Children, maggio 2004)
  • La ricerca in rete del minore, da parte dell'adulto, può avvenire secondo metodi "grossolani", cercando fra i profili personali lasciati in communities da minori. In queste schede vengono spesso indicati nome e cognome, età, luogo di origine, caratteristiche fisiche e hobbies personali, e altre informazioni come indirizzi e-mail, che possono interessare l'adulto per selezionare la vittima.
  • Possono anche esserci tecniche più raffinate di avvicinamento, come tentativi fatti direttamente in chat, operati da adulti "esperti", che frequentano i luoghi di comunicazione dedicati ai bambini.
  • Inoltre, l'adulto che intende avere relazioni sessuali con minori può contare su una rete di appoggio fatta di consigli utili, informazioni preziose su come comportarsi, esperienze passate di altri, che costituiscono un vademecum aggiornato dei luoghi, modi e comportamenti utilizzabili allo scopo. Esistono molte situazioni in Internet dove questi adulti si ritrovano e scambiano opinioni e informazioni relative al come prendersi cura del bambino (grooming), per evitare errori che possano compromettere la relazione instaurata. Questa relazione virtuale in chat fra adulto e bambino può durare tempi lunghissimi (anche mesi), prima di arrivare alla molestia sessuale o che l'abuso sessuale si realizzi.

Torna all'indice

INFORMAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

  • Il PC di casa, se utilizzato da un bambino, dovrebbe essere situato in un posto accessibile a tutti i componenti della famiglia.
  • L'informazione corretta del bambino rispetto agli aspetti negativi del web o degli incontri sgraditi che è possibile in Internet, può essere una soluzione molto efficace.
  • Genitori, educatori e insegnanti devono spostare l'attenzione degli interventi, dalla percezione di passività del rapporto medium-bambino alla consapevolezza dello strumento, concentrandosi sugli aspetti relativi alla crescita del minore, siano essi processi cognitivi, comportamentali o affettivi e valorizzando l'esperienza individuale.
  • Il genitore dovrebbe acquisire egli stesso la consapevolezza delle opportunità e dei rischi dei mezzi in questione, diventando un interlocutore informato (nei limiti delle possibilità) e un aiuto al bambino, assistendolo nella navigazione.
  • Alcuni consigli per i bambini per una "navigazione sicura":
    • Salvaguardare i propri dati personali, il proprio indirizzo, quello della scuola, ecc. e non diffonderli. La privacy è un valore e un diritto.
    • Non inviare mai fotografie personali a qualcuno che non si conosce e comunque ricordarsi che possono essere diffuse e rimanere in rete per molto tempo.
    • Non accettare o dare appuntamenti. Dall'altra parte del filo può esserci chiunque: un adolescente può essere un adulto, una femmina magari è un maschio o viceversa. Parlarne sempre con genitori, insegnanti, fratelli e amici più grandi.
    • Consultarsi sempre con gli adulti qualora si faccia uno strano incontro on-line o si rimanga turbati da qualche esperienza.
  • Consigli per i genitori:
    • Insegnare il valore della privacy e a non diffondere i propri dati tramite PC o telefonino;
    • Assistere i bambini nella navigazione;
    • Non collocare il PC nella stanza dei bambini;
    • Accrescere le proprie esperienze tecniche;
    • Non lasciare il bambino solo al PC come se fosse un televisore;
    • Individuare siti e chatroom sicuri in cui i bambini possano comunicare con tranquillità;
    • Spiegare ai bambini che, grazie ad Internet si possono scoprire e imparare tante cose, ma si rischia anche di fare brutte esperienze.

Torna all'indice

LE CONSEGUENZE PSICO-SOCIALI SULLE VITTIME

  • L'abuso sessuale si configura sempre  e comunque come un attacco confusivo e destabilizzante alla personalità del minore e al suo percorso evolutivo (a differenza del maltrattamento fisico, in cui non vi è la possibilità di scambiarlo con una manifestazione d'affetto, nell'abuso il bambino sovente non è in grado di discriminare e ciò provoca confusione e destabilizzazione);
  • L'intensità e la qualità degli esiti dannosi derivano dal bilancio tra le caratteristiche dell'evento:
    • precocità
    • frequenza
    • durata
    • gravità degli atti sessuali
    • relazione con l'abusante
    •  ed i fattori di protezione:
    • risorse individuali della vittima
    • risorse dell'ambiente familiare
    • interventi attivati in ambito psico-sociale, sanitario, giudiziario.
  • Le conseguenze psicologiche della violenza determinano il modo in cui la vittima vedrà se stessa e gli altri, nonché le sue aspettative circa la natura delle interazioni tra gli individui ed il modo in cui affronterà la vita.
  • Il minore abusato può presentare, ma non necessariamente, dei sintomi di natura psicologica e comportamentale. Per non incorrere in facili diagnosi è però utile sapere che tali sintomi (pigrizia, demotivazione, stanchezza cronica, scarso rendimento scolastico, disturbi dell'attenzione) non sono tipici solo dell'abuso sessuale, ma possono essere determinati anche da altre forme di disagio. In tale ambito è necessario procedere con la massima cautela: soltanto l'esperienza e la capacità di operare una sintesi tra i diversi sintomi, il contesto ambientale, l'insieme degli indizi, delle testimonianze e delle informazioni raccolte consente di fare una diagnosi corretta.
  • L'integrità sessuale e psicofisica di una persona è in buona parte frutto del rispetto che gli altri hanno avuto del suo sviluppo e del suo corpo quando questa era bambina. 
  • Per quanto riguarda le conseguenze, nel tempo, degli abusi sessuali subiti in tenera età, molte persone restano psichicamente traumatizzate o diventano anormalmente iperattivi in campo sessuale o rischiano di trasformarsi in abusanti. Ovviamente, non si tratta di una regola generale, soprattutto per quanto riguarda il circolo abusato-abusante. Anche dopo abusi gravi, molti riescono a cicatrizzare il trauma: ciò accade più facilmente se l'abusato può parlare della sua esperienza, se viene ascoltato e aiutato, se non si assume una responsabilità che non gli appartiene.
  • Ecco perché è fondamentale che i genitori, gli insegnanti e tutti gli operatori che vengono a contatto coi bambini siano capaci di ascoltarli e di comprendere i segnali di disagio manifestati. Il bambino abusato può diventare, in alcuni casi, un adulto con numerosi problemi e talora disturbi psichiatrici.
  • L'intervento tempestivo in materia di abuso e maltrattamento all'infanzia, oltre ad essere raccomandato per tutti i bambini vittime di abuso, ha anche un sicuro valore preventivo sulla patologia in età adulta: le statistiche dimostrano che il 50% delle giovani tossicodipendenti e il 30-40% delle pazienti psichiatriche ambulatoriali sono state vittime di abuso sessuale non trattato; possiamo da qui facilmente inferire quanto peso specifico sulla patologia in età adulta possa essere attribuito al complesso di tutte le forme di abuso nell'infanzia. In questo caso, la prevenzione si configura anche come un dovere e una responsabilità sociale.

Torna all'indice

ETICA E RESPONSABILITA'

  • Nell'epoca attuale, l'attenzione per i problemi del disagio infantile è molto cresciuta di livello. Gli episodi di disagio e di abuso infantile sono ancora troppi ma la coscienza sociale ha sviluppato, e introiettato stabilmente, un senso di disgusto e di condanna nei loro confronti.
  • Nonostante la derivazione etimologica del termine pedofilia esprima l'amore per i bambini, il significato della parola si è ristretto al campo dell'attrazione erotica e delle molestie nei confronti dei minori. È a questo proposito che alcuni autori parlano di pedotropia, ossia "volgersi ai bambini".
  • Purtroppo, anche a fronte della denuncia e delle misure adottate dalle varie istituzioni e dalla società civile esiste, anche in Italia, un movimento di controcultura pedofila che rivendica il diritto alla espressione della sessualità dei pedofili e il valore positivo della sessualità infantile in tutte le sue forme, denunciando l'ostracismo e la demonizzazione che riguardano questi ambiti.
  • Tuttavia, da un punto di vista sociologico, si può rilevare che la sanzione dell'abuso sessuale infantile è da due o tre decenni così totale e incondizionata che ogni distacco, anche cauto, dalla decisa condanna di tutto ciò che, anche lateralmente, ricade nel concetto, è visto come immorale. Questo è eticamente e socialmente un bene poiché non lascia spazio per abusi travestiti da ambiguità accettabili e rispettabili e non c'è alcuno spazio di manovra e di giustificazione per chi attenta alla salute psicologica del bambino.

Torna all'indice

LA PREVENZIONE

  • Assicurare lo stato di benessere al minore è un dovere che si ritrova nell'articolo 24 della Carta Internazionale dei Diritti dell'Infanzia che definisce il diritto del fanciullo al "godimento dei più alti livelli raggiungibili di salute fisica e mentale e la fruizione di cure mediche riabilitative".
  • La prevenzione non si compone soltanto della capacità di individuare forme di abuso psicologico ma anche dalla capacità di ascolto dei bisogni di bambini. Un bambino "sta bene" se vive in contesti armonici, rassicuranti, stimolanti e genuini.
  • La prevenzione del disagio infantile non può essere demandata soltanto alla famiglia, o soltanto alla scuola o allo Stato. Chi lavora per difendere il benessere psicologico dei bambini non può non lavorare al fianco degli insegnanti, delle famiglie, degli operatori socio-sanitari, di chi lavora per l'arresto dei pedocriminali internazionali.
  • Il disagio infantile nasce da molti mali e la pedofilia e la pedocriminalità hanno numerosi risvolti sull'individuo e sulla società. Solo con un serio, costante ed efficiente lavoro d'equipe si può progettare una prevenzione adeguata ed efficace.

Torna all'indice

L'INFORMAZIONE E LA SENSIBILIZZAZIONE

  • Un'adeguata prevenzione non può prescindere dalla promozione di campagne di informazione tramite pubblicazioni, la scuola, i consultori familiari, i mass media, per rendere genitori e insegnanti consapevoli della realtà in cui vivono i bambini, dei rischi fisici e psichici che possono correre, del tipo di sensibilità, di comprensione della realtà e di reazioni che possono avere i bambini e gli adolescenti in diversi contesti e situazioni.
  • La sensibilizzazione dei singoli cittadini riguardo un così ramificato problema è essenziale per sradicarlo in profondità. Negli Stati Uniti, i programmi di prevenzione primaria  e sensibilizzazione sono diventati molto comuni, specialmente in ambito scolastico e perseguono alcuni obiettivi fondamentali:
    • rendere il bambino consapevole del proprio corpo e del diritto a controllarne l'accesso da parte di altri;
    • insegnargli che esistono contatti "buoni" e appropriati e contatti "cattivi" e inappropriati;
    • accrescere la consapevolezza che è lecito condividere dei segreti che riguardano il contatto corporeo e che è possibile parlarne con altri;
    • individuare un certo numero di persone da cui si può avere sostegno e amore;
    • riconoscere che ci si può fidare dei propri sentimenti, per cui, quando una situazione sembra strana o fonte di disagio, ciò costituisce un segnale sufficiente per parlarne con qualcuno;
    • apprendere a dire "no": dopo aver imparato a discriminare la situazione potenzialmente pericolosa, il bambino viene istruito a rifiutare la proposta e a chiedere aiuto.

Torna all'indice

LA FORMAZIONE

  • La preparazione degli adulti è molto importante: un'efficace prevenzione dell'abuso sessuale e della violenza nei confronti dei minori risiede nel "formare i formatori", il che significa, in primo luogo, favorire una migliore conoscenza di sé e superare incompetenze e personali imbarazzi, in caso contrario è difficile riuscire a fornire ai ragazzi una corretta e completa informazione sui problemi della sessualità e sugli eventuali abusi.
  • Il lavoro collettivo di genitori, insegnanti, istituzioni e associazioni può dare forza e consistenza ad una visione del mondo "a misura di bambino".
  • Per combattere, prevenire e contenere la pedofilia e la pedocriminalità, è necessario mettere i bambini nella condizione di apprendere i principi di prevenzione e di sicurezza, senza falsi moralismi o pudori, sia pure con un linguaggio adatto alla loro età e rispettando la gradualità dello sviluppo.
  • Il preoccupante diffondersi della pedocriminalità in rete, ma non solo, necessita altresì di interventi volti a sensibilizzare le forze dell'ordine e chiunque si occupi del problema.

Torna all'indice


 

LA CARAMELLA BUONA

www.caramellabuona.org

Numero Verde: 800.311.960

CHI SIAMO

  • L'associazione Nazionale per la lotta alla pedo-criminalità, LA CARAMELLA BUONA, è un'Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (Onlus), "non profit", iscritta al registro del volontariato al n. 4670/14485 del 08/09/1997.

COME OPERIAMO

  • La Caramella Buona opera in campo nazionale ed internazionale nella lotta all'abuso all'infanzia, utilizzando principalmente lo strumento della Formazione qualificata e continua. È fondamentale offrire strumenti e conoscenze agli adulti che hanno il compito di "ascoltare" i bambini: solo così si può affrontare un serio discorso di Prevenzione dell'abuso (non solo fisico).
  • Corsi, conferenze, seminari, incontri nelle scuole, pubblicazioni per bambini: facilitare la lettura di eventuali disagi nei piccoli, creare sinergie utili alla tutela della potenziale vittima, fare opera di lobbing con governi ed istituzioni.
  • Il team di esperti dell'organizzazione è formato da medici, psicologi, criminologi, avvocati, magistrati, investigatori, operatori di polizia, educatori: professionisti disponibili per consulenze gratuite, pareri, ascolto e valutazione di casi specifici.
  • Un settore specifico si occupa delle adozioni internazionali, con rapporti consolidati in diversi Paesi dell'Est europeo e del Sudamerica. Le famiglie vengono seguite passo per passo in tutte le delicate fasi per l'adozione.
  • L'Associazione è referente di organismi consultivi ministeriali (Codice di autoregolamentazione Internet&Minori, Ministero delle Comunicazioni; Ministero di Grazia e Giustizia) e della RAI-Segretariato Sociale. Grazie al lavoro svolto in questi anni, ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

BIBLIOGRAFIA – WEBGRAFIA

Torna all'indice