con la collaborazione del Cesvi 
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (rapporto 2008), la malaria colpisce più di 250 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo, mettendo a rischio oltre il 40% della popolazione mondiale che vive principalmente nei Paesi del Sud del mondo (3 miliardi di persone a rischio distribuiti in 109 paesi, soprattutto bambini di età inferiore ai 5 anni).
La maggior parte dei casi di infezione e dei decessi (circa il 90%) avviene nell'Africa subsahariana, nonostante siano considerate zone a rischio anche l'Asia, l'America Latina, il Medio Oriente e alcune aree dell'Europa. In Africa la malaria rimane la più grave minaccia alla vita, soprattutto tra i bambini, e si contano circa un milione di morti all'anno. La distribuzione geografica della malattia dipende principalmente da fattori climatici come la temperatura, l'umidità e le piogge. Luoghi ideali per la malaria sono infatti le regioni tropicali e subtropicali, dove proliferano le zanzare.

La mappa della malaria nel mondo (fonte: Roll Back Malaria Partnership) (apre una nuova finestra)
Malaria: cure, progetti e prevenzione
(intervento del Dott. Roberto Moretti, medico epidemiologo esperto in salute comunitaria, pubblica e tropicale e consulente Cesvi sui progetti sanitari)
Progetto Myanmar (Dott. May Aung Lin, Mattia Cristofoli - Cesvi)
La malaria nella Repubblica Domocratica del Congo (Maria Agata Messina - Cesvi, Dott. Luwasa - coordinatore provinciale del programma di lotta contro la malaria in Rdc)
La malaria (o paludismo) è una malattia causata da un parassita. A trasmetterlo sono le zanzare che, pungendo l'uomo, lo infettano. La zanzara che porta il parassita appartiene al genere Anopheles e il parassita si chiama Plasmodio. Quattro le specie esistenti di Plasmodio: falciparum, vivax, ovale e malariae; tra questi il più pericoloso è il Plasmodio falciparum. Quando la zanzara che porta dentro di sè il parassita punge un essere umano, lo contagia: il parassita trova infatti, nell'organismo umano, un ambiente favorevole alla sua riproduzione. Comincia perciò a rilasciare nuovi parassiti ogni 48 o 72 ore circa, causando in breve tempo l'insorgere della malattia. Se poi un'altra zanzara punge la persona già infettata, il parassita passa nell'insetto sano che diventa, a sua volta, veicolo della malaria. A volte la trasmissione si verifica con la trasfusione di sangue e, occasionalmente, da madre a feto durante la gravidanza.
I sintomi dipendono dal tipo di parassita contagiato attraverso la puntura della zanzara: in genere vanno dalla comparsa di febbre ai dolori alle articolazioni e ai muscoli, dal mal di testa al vomito fino alle convulsioni, dall'anemia all'ingrossamento della milza. Il tipico attacco di malaria si manifesta con febbre molto alta (fino ai 42°C) che può durare dalle 3 alle 8 ore, seguita da un brusco e improvviso calo della temperatura. La malaria può anche attaccare il cervello e dare luogo alla forma più grave di malaria, la "malaria cerebrale" o "perniciosa", che dagli stati di confusione e delirio può portare al coma e, se i sintomi vengono trascurati, alla morte.
La malaria è la più diffusa fra tutte le malattie parassitarie ed è particolarmente sensibile alle variazioni climatiche, soprattutto all'innalzamento della temperatura e all'umidità. E' diffusa soprattutto nei luoghi più caldi del mondo e raggiunga l'apice durante la stagione delle piogge. La malaria è così diffusa per due motivi: prima di tutto per la facilità di trasmissione, causata da 60 specie diverse di zanzare che vivono ovunque (nelle case, nelle giare piene d'acqua utilizzate per lavarsi e cucinare, nei pozzi) e che, pungendo l'uomo, trasmettono il parassita. Il secondo motivo è la mancanza di forme di prevenzione e cura nei paesi più a rischio.
Oggi la malaria è il flagello dei paesi più poveri, dell'Africa soprattutto, ma fino a cinquanta anni fa infestava anche l'Europa e gli Stati Uniti (in Italia l'epidemia si concentrava nell'Agro Pontino, lungo il delta del Po e in Sardegna). La sua sconfitta nei paesi industrializzati e, negli stessi anni, anche in alcuni paesi tropicali, è stata merito dell'uso estensivo dell'insetticida Ddt, unito alla somministrazione di alcuni farmaci antimalarici. Ma il successo di questa strategia è durato poco: l'estromissione dal commercio del Ddt e lo sviluppo della resistenza ai farmaci in uso hanno provocato, nei paesi caldi e più poveri, una rapida risalita dei tassi di mortalità e contagio.
Sebbene nessun programma internazionale
di disinfestazione sia riuscito finora a debellare zanzara e parassita,
la ricerca genetica ha studiato la zanzara e il parassita responsabili
del contagio. Oggi si conoscono 1400 geni della zanzara Anopheles, mentre
del parassita sono stati identificati 14 cromosomi e 5300 geni. Un passo
in più verso medicinali più efficaci e un vaccino.
Nei paesi ad alta trasmissione, la malaria causa una perdita media dell'1,3% della crescita economica annuale. Nel corso del tempo, questa perdita porta a differenze sostanziali tra il Pil dei Paesi in cui la malaria è diffusa e di quelli in cui è stata eliminata. I costi diretti della malaria includono la spesa pubblica e quella privata, sia dal punto di vista della prevenzione sia del trattamento della malattia. In alcuni paesi, la malaria è causa anche del 40% delle spese della sanità pubblica, del 39-50% dei ricoveri ospedalieri e del 60% delle visite ambulatoriali. La malaria ha anche effetti a lungo termine: aumento della povertà, difficoltà di apprendimento, diminuzione della frequenza scolastica e lavorativa. In molti Paesi in via di sviluppo la malaria è considerata come il primo nemico della salute pubblica e numerose nazioni africane non hanno a disposizione infrastrutture e risorse necessarie per organizzare campagne antimalaria sostenibili.
In Africa la malaria è considerata sia una malattia della povertà che una causa di povertà: lo sviluppo economico in paesi con alta trasmissione di malaria è stato storicamente più basso che in nazioni senza malaria. E' stato stimato che la malaria costa all'Africa più di 12 miliardi di dollari l'anno in Pil perduto.
Il rapporto 2008 dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla malaria nel mondo riafferma la gravità della situazione, soprattutto nell'Africa sub-sahariana: circa il 90% dei casi e dei decessi per malaria avvengono in Africa, con la Nigeria, la Repubblica Democratica del Congo, l'Etiopia, la Tanzania e il Kenia tra i paesi più colpiti.
Secondo l'Africa Malaria Report 2006 (pubblicato dall'ufficio regionale dell'Oms per l'Africa e il Mediterraneo orientale) oltre il 60% dei casi di malaria e oltre il 90% delle morti attribuibili a malaria, cifra che si aggira intorno a un milione di morti (variabile tra i 700 mila e 1,3 milioni), si registra nell'Africa subsahariana. Il 75% delle morti riguarda i bambini al di sotto dei cinque anni.
Molte delle stime fatte tralasciano gli effetti indiretti della malaria come l'anemia, l'ipoglicemia, i problemi respiratori, il basso peso alla nascita e altre complicanze. Valutazioni più recenti attribuiscono proprio a questo tipo di effetti i circa 75.000-200.000 bambini che muoiono ogni anno in Africa; l'anemia e il basso peso alla nascita contribuiscono fino al 50% della mortalità tra i bambini sotto i cinque anni di età.
Gli strumenti per controllare la malaria su larga scala includono attualmente: le zanzariere impregnate d'insetticida a lunga durata, cioè con l'insetticida incorporato nella fibra sintetica in modo che rimanga attivo per l'intera vita della zanzariera (detto LLIN, "Long lasting insecticide-treated nets"); la terapia combinata con un farmaco a base di derivati dell'artemisinina (detti ACT, "Artemisinin-based combination therapy"); i trattamenti nelle abitazioni con insetticidi particolari (gli IRS, "Insecticide residual spraying"); il trattamento farmacologico preventivo per le donne durante la in gravidanza (detto IPT, "Intermittent preventive treatment").
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nonostante l'aumentata distribuzione di zanzariere, nella maggior parte dei paesi dell'Africa sub-sahariana il loro numero è risultato nel 2006 molto inferiore al necessario. Lo stesso per i farmaci antimalarici disponibili nelle strutture pubbliche: l'accesso al trattamento è inadeguato, secondo l'Oms, nella maggior parte dei paesi esaminati, anche se le dosi di farmaci somministrati sono aumentate da 6 milioni del 2005 a 49 milioni del 2006, di cui 45 milioni per la sola Africa.
Nel 2006 le zanzariere disponibili erano sufficienti a proteggere il 26% della popolazione in 37 paesi Africani. In 18 paesi esaminati è stato trovato che il 34% delle famiglie possedeva una zanzariera; il 23% dei bambini e il 27% delle donne in gravidanza dormivano protetti da una zanzariera; il 38% dei bambini con febbre erano trattati con farmaci antimalarici, ma soltanto il 3% aveva ricevuto una terapia combinata con i farmaci derivati dell'artemisinina (attualmente i più efficaci); il 18% delle donne aveva ricevuto un trattamento farmacologico preventivo durante la gravidanza. Soltanto 5 paesi Africani disponevano di trattamenti con insetticidi di ultima generazione, sufficienti a proteggere il 70% della popolazione a rischio. Sebbene sia sempre difficile stabilire una chiara relazione tra interventi e impatto atteso – dice l'Oms -, è stato osservato che in 7 paesi Africani su 45 esaminati, con un buon sistema di sorveglianza e una elevata copertura degli interventi, i contagi e la mortalità per malaria sono state ridotte di più del 50% tra il 2000 e il 2007.
Tra il 1995 e il 2005, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, i casi di malaria all'interno della regione europea sono diminuiti passando da 90.712 a 5072. Su una popolazione di 873.457.500 persone che vivono nella zona, si stima che 35-40 milioni risiedono in aree a rischio variabile di malaria. Attualmente la malaria rappresenta un problema di salute pubblica in 8 dei 53 Stati appartenenti alla regione: Armenia, Azerbaigian, Georgia, Kirghizistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Uzbekistan.
Ogni anno all'interno della Unione europea (specialmente in Francia, Regno Unito, Germania e Italia) sono segnalati tra i 10 mila e i 12 mila casi di malaria di importazione. Un'analisi dei dati del sistema di sorveglianza TropNetEurop (che copre circa il 12% di tutti i casi di malaria importata in Europa) mostra 453 casi di malaria importati nel 2007, di cui 442 causate dal parassita più pericoloso, il Plasmodio falciparum (97,6%). I numeri complessivi mostrano un calo rispetto al picco raggiunto nel 2003 con 928 casi di malaria da Plasmodio falciparum. Sempre secondo i dati TropNetEurop 2007, la maggior parte dei pazienti colpiti da malaria sono maschi, con un'età media di 37 anni e hanno viaggiato in media 30 giorni.
Tra chi ha contratto la malaria, si trovano immigrati e turisti: gli europei costituiscono il 32% circa dei casi del 2007, dove con il termine "europei" si intendono le persone nate in Europa. Tra i motivi del contagio ci sono viaggi, visita a familiari e amici (la ragione principale di contagio tra gli immigrati, 76,4%). Un numero considerevolmente alto tra i pazienti europei erano in viaggio d'affari (10,4%), il 25,7% è andato in visita di parenti e amici e l'11,8% è stato in viaggio per motivi di beneficenza.
La Giornata mondiale per la lotta alla malaria, istituita nel maggio
2007 e promossa dalla partnership Roll Back Malaria, si celebra il 25
aprile: l'obiettivo è cercare di dare una svolta alla lotta a questa
malattia e contribuire alla realizzazione dei Millennium Development
Goals.
L'Oms sul World Malaria Day 2009
http://www.who.int/mediacentre/events/annual/malaria/en/index.html
Già nel 2005 l'Assemblea mondiale della sanità aveva chiesto ai paesi membri di formulare piani d'azione con l'obiettivo di assicurare trattamenti preventivi e curativi per l'80% della popolazione colpita da malaria o a rischio d'infezione, in modo da ridurre il carico della malattia di almeno il 50% entro il 2010 e del 75% entro il 2015. Questi obiettivi sono stati ripresi nel Piano Stategico Globale 2005-2015 di Roll Back Malaria Partnership. Anche la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite ha stabilito l'obiettivo di arrestare o di dare inizio a una diminuzione globale dell'incidenza della malaria entro il 2015.
Nel 2008 la partnership di Roll Back Malaria, che comprende Governi, organizzazioni internazionali, istituzioni di ricerca, fondazioni, Ong e privati, ha elaborato il Global Malaria Action Plan: un programma che stabilisce quali sono gli sforzi da compiere per raggiungere l'obiettivo di eliminazione ed eventuale eradicazione della malaria entro il 2010.
Il programma, avviato nel 2008 e di durata biennale, mira a intensificare gli sforzi per rafforzare i sistemi sanitari dei Paesi in cui la malattia è endemica. L'iniziativa prevede anche il raggiungimento, attraverso campagne di prevenzione, del 100% della popolazione a rischio per la malaria entro il 2010 e la riduzione delle morti fino ad un valore vicino allo zero entro il 2015. Per raggiungere questi obiettivi, entro il 2010 saranno necessari più di 700 milioni di zanzariere trattate con insetticidi; più di 200 milioni di dosi di farmaci per il trattamento della malattia; spray insetticidi per circa 200 milioni di case ogni anno.
In termini di denaro si traduce in 5,3 miliardi di dollari per il 2009; 6,2 miliardi di dollari per il 2010; 5 miliardi di dollari all'anno dal 2011 al 2020; circa un miliardo di dollari all'anno per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecniche di prevenzione e di trattamento.
Il World Malaria Day di Roll Back Malaria
www.rollbackmalaria.org/
www.rollbackmalaria.org/worldmalariaday/index.html
Il Global Malaria Action Plan
www.rollbackmalaria.org/gmap/index.html
World malaria report 2008
http://malaria.who.int/
Rapporto Unicef: "Malaria and Children"
www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3752
Ministero della Salute e lotta alla malaria
www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=170
Iss e malaria
www.iss.it/mipi/index.php?lang=1
Società italiana di medicina tropicale
www.simetweb.eu/index.htm
Epicetro - Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
www.epicentro.iss.it/problemi/malaria/malaria.asp
European Network on Imported Infectious Disease Surveillance (TropNetEurop)
www.tropnet.net/
Oms Europa e malaria
www.euro.who.int/eprise/main/WHO/Progs/MAL/Home
Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie
http://ecdc.europa.eu/
The European Malaria Vaccine Initiative
www.emvi.org/
Oms e malaria
www.who.int/topics/malaria/en/
Global Malaria Programme
http://malaria.who.int/
Roll Back Malaria Partnership
http://rbm.who.int/
Malaria. Special programme for Research and Training in Tropical disease (Tdr)
http://apps.who.int/tdr/
National Institutes of Health e malaria
http://health.nih.gov/result.asp?disease_id=417
National Institute of allergy and infectious disease (Niaid)
www3.niaid.nih.gov/topics/Malaria/default.htm
PanAmerican Health Organization e malaria
www.paho.org/english/hcp/hct/mal/malaria.htm
The global fund to fight Aids, Tubercolosis and malaria
www.theglobalfund.org/en/