Il cyberbullismo è un fenomeno nato negli ultimi anni tra i ragazzi e viene messo in atto attraverso internet, telefoni cellulari o computer. Il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite sms, e-mail o in chat oppure la fotografa e filma in momenti in cui non desidera essere ripresa. Solitamente il bullo invia poi le immagini della vittima ad altri, per diffamarla, minacciarla o infastidirla. Secondo la definizione di uno dei più importanti studiosi di bullismo, Peter Smith, per cyberbullismo si intende “una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta, attuata attraverso un testo elettronico, agita contro un singolo o un gruppo con l’obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a difendersi” (2008). Il cyberbullismo o bullismo elettronico comprende quindi tutte le forme di prevaricazione e prepotenze tra coetanei messe in atto attraverso e-mail, messaggini con i cellulari, chat, blog, siti internet, immagini o video diffusi sulla rete. L’obiettivo del bullo è sempre lo stesso: molestare la vittima, minacciarla, deriderla. Il fenomeno è in crescita, anche perché attraverso il web o il telefono cellulare il bullo si può nascondere dietro l’anonimato e agire indisturbato. Non solo: il bullismo elettronico può essere maggiormente nascosto al mondo degli adulti poiché i ragazzi hanno in genere una competenza informatica maggiore rispetto ai genitori o agli insegnanti.
Tra i ricercatori è aperto il dibattito se il bullismo elettronico vada considerato semplicemente una forma nuova di un vecchio fenomeno, il bullismo, o se sia invece qualcosa di diverso. La maggior parte degli studiosi ritiene che sia una nuova manifestazione del bullismo tradizionale e, a conferma di questa ipotesi, ci sono alcune ricerche che sottolineano come chi mette in atto il bullismo tradizionale utilizzi con maggiore frequenza anche il cyberbullismo. In Italia il primo episodio che ha aperto il dibattito sul cyberbullismo risale al 2006 e ha coinvolto un ragazzo disabile: i compagni di classe lo hanno picchiato e uno di loro ha ripreso tutto l’accaduto con il telefono cellulare.
Il cyberbullismo viene messo in atto in diversi modi:
attraverso internet: posta elettronica, blog, reti sociali informatiche, siti personali, siti di diffusione di immagini o filmati;
attraverso telefoni cellulari: sms, fotografie scattate senza permesso, scambio di filmati, diffusione di filmati intimi o riservati.
può offendere: insultare utilizzando messaggi elettronici con linguaggio volgare;
può appropriarsi di identità altrui: entrando nel sito internet della vittima, scrivendo o mandando messaggi a suo nome per metterla in cattiva luce o rovinare le sue amicizie;
può diffamare: denigrare con pettegolezzi per rovinare l'immagine o la reputazione della vittima o rompere dei legami di amicizia;
può escludere: isolare intenzionalmente la vittima da un gruppo online, come ad esempio da una lista di amici;
può diffondere informazioni riservate: svelare o scoprire con l'inganno questioni private che riguardano la vittima, divulgare informazioni imbarazzanti, oppure diffondere con internet o il cellulare immagini intime o a contenuto sessuale;
può perseguitare: inviare alla vittima ripetuti messaggi minacciosi;
Emma frequenta le scuole medie e ha dovuto cambiare numero di telefono e dire ai compagni che aveva perso il cellulare. Ogni giorno, soprattutto di pomeriggio e di sera, le arrivavano decide di messaggini, da un numero sconosciuto. Gli sms riguardavano sempre il suo modo di vestire oppure il suo aspetto fisico, deridendola, insultandola oppure prendendola in giro per i suoi jeans non firmati. Aveva sempre la sensazione di essere osservata e giudicata da qualcuno quando era a scuola, perché i messaggi arrivavano di sicuro da qualche compagna. Emma non ha osato dire nulla nemmeno alle sue amiche più care e ai suoi genitori.
Luca ha 16 anni e diversi suoi compagni di scuola hanno ricevuto messaggi offensivi via mail, provenienti dal suo indirizzo di posta elettronica. Hanno così cominciato a eliminarlo dai propri indirizzi, escludendolo anche dalle chat. Luca all’inizio non capiva, ma poi ha scoperto che qualche altro compagno di classe, di cui però non è mai riuscito a sapere l'identità, conosceva la sua password e inviava mail offensive dal suo indirizzo: con l’obiettivo di rovinare tutti i suoi rapporti di amicizia e isolarlo dal resto del gruppo.
Non sono state ancora condotte ricerche approfondite sulle conseguenze del cyberbullismo, a differenza di quanto invece avvenuto per il bullismo tradizionale del quale si conoscono a fondo le conseguenze per i ragazzi. Secondo gli studi più recenti, i danni su cyberbulli e cybervittime sono comunque simili rispetto a quelli di bulli e vittime tradizionali. Le vittime, ad esempio, molto frequentemente sviluppano un’autostima bassa, depressione, ansia, paure, problemi di rendimento scolastico, problemi relazionali e nei casi più gravi anche pensieri di suicidio. Alcune ricerche hanno dimostrato che, secondo bambini e adolescenti, offese e minacce attuate attraverso e-mail o messaggini telefonici hanno un impatto minore rispetto al bullismo tradizionale. Al contrario le forme di cyberbullismo messe in atto con telefonate hanno effetti simili a quelli del bullismo tradizionale, mentre il diffondere foto o video che danneggiano o umiliano la vittima ha un impatto molto elevato. Anche per il cyberbullismo, così come avviene nei casi di bullismo, bambini e adolescenti difficilmente parlano con gli adulti o con gli amici degli episodi di cui sono vittime.
Gli episodi più gravi di cyberbullismo possono sfociare in reati: come ad esempio alcune azioni dei bulli che violano la privacy della vittima, molestie o adescamenti a fini sessuali, ma anche persecuzioni gravi e ripetute che alterano la normale vita quotidiana della vittima. Un’indagine condotta online su un gruppo di oltre 1500 ragazzi statunitensi di età compresa tra gli 11 e i 15 anni ha dimostrato che il 35% delle vittime di molestie digitali ha subito approcci sessuali indesiderati anche fuori dal Web e che il 21% dei cyberbulli ha cercato contatti con le vittime nel mondo reale.
Il cyberbullo in genere compie azioni di prepotenza per ottenere popolarità all’interno di un gruppo, per divertimento o semplicemente per noia.
Per il cyberbullismo, in particolare, sono stati definiti alcuni comportamenti specifici che possono scatenare il fenomeno:
un utilizzo eccessivo di Internet: in particolare la vittima, utilizza il Web più frequentemente rispetto ai coetanei;
un accesso alla rete senza controllo da parte degli adulti: sia il bullo che la vittima navigano su Internet senza un controllo da parte dei genitori o di qualche adulto.
partecipazione a gruppi online particolari, e diffusi tra i giovanissimi, nei quali ci sono anche incitazioni esplicite alla violenza;
può offendere: insultare utilizzando messaggi elettronici con linguaggio volgare;
utilizzo di webcam e social network che possono favorire la diffusione di immagini o informazioni personali;
utilizzo molto frequente di videogiochi violenti che rafforzano nel cyberbullo l’idea che minacce o insulti sul Web siano solo virtuali e quindi un gioco.
Il Ministero della Pubblica Istruzione ha attivato dal 2007 il numero verde nazionale 800 669696, all’interno della campagna per la lotta al bullismo "Smonta il bullo". Gli operatori rispondono a dubbi e domande, raccolgono segnalazioni di atti di bullismo, danno informazioni sul fenomeno e consigliano i comportamenti migliori da tenere in situazioni critiche. L’equipe del numero anti bullismo è formata da psicologi, insegnanti, genitori e personale ministeriale. Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19. Le domande più frequenti poste agli operatori del numero verde sono disponibili sul sito web www.smontailbullo.it.
E’ possibile rivolgersi anche alle linee di consulenza telefonica di Telefono Azzurro. Il Centro nazionale di ascolto dell’associazione è attivo in tutta Italia 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.
Esistono due linee:
la linea gratuita 19696: a disposizione di tutti i bambini e gli adolescenti fino a 18 anni di età che desiderano parlare con un consulente (psicologo o pedagogista) per affrontare il proprio disagio.
la linea istituzionale 199151515: a disposizione dei ragazzi oltre i 14 anni e degli adulti che desiderano confrontarsi su situazioni di disagio.
Esistono dei segnali ai quali i genitori dovrebbero fare attenzione. Gli indicatori che il proprio figlio potrebbe essere coinvolto in episodi di cyberbullismo, come vittima o come bullo, possono essere riassunti così:
si rifiuta di parlare di ciò che fa online;
utilizza Internet fino a tarda notte;
fa un uso eccessivo del computer e di Internet;
ha un calo dei voti scolastici;
è turbato dopo aver utilizzato Internet.
Se i genitori temono che il proprio figlio sia vittima di cyberbullismo possono mettere in atto alcuni accorgimenti pratici:
tenere il computer in una stanza della casa frequentata da tutti;
controllare con regolarità che cosa faccia il proprio figlio, condividendo con lui anche le attività sul computer;
cercare di parlargli per capire quale genere di attività online gli piacciono;
cercare online il suo nome: esaminando i suoi profili o i messaggi sui siti delle comunità di teenager, si può capire se è coinvolto in atti di bullismo.
È importante, inoltre, insegnare ai ragazzi alcune regole base per un uso sicuro di Internet:
mai dare informazioni personali, come nome, indirizzo, numero di telefono, età, nome e località della scuola o nome degli amici a chi non si conosce personalmente o a chi si conosce sul web;
non condividere le proprie password, neanche con gli amici;
non accettare incontri di persona con qualcuno conosciuto online;
mai rispondere a un messaggio che faccia sentire confusi o a disagio. Meglio ignorare il mittente, terminare la comunicazione e riferire quanto accaduto a un adulto;
mai usare un linguaggio offensivo o mandare messaggi volgari online.
Ci sono consigli pratici anche per i ragazzi:
non rispondere a e-mail o sms molesti e offensivi;
non rispondere a chi insulta o prende in giro;
non rispondere a chi offende nelle chat o esclude da una chat;
salvare i messaggi offensivi che si ricevono (sms, mms, e-mail), prendendo nota del giorno e dell’ora in cui il messaggio è arrivato;
cambiare il proprio nickname;
cambiare il proprio numero di cellulare e comunicalo solo agli amici;
utilizzare filtri per bloccare le e-mail moleste;
non fornire mai dati personali (nome, cognome, indirizzo di residenza) a chi si conosce in chat o sul web;
parlane immediatamente con un adulto (genitori o insegnanti);
in caso di minacce fisiche o sessuali, è possibile contattare anche la Polizia.
Campagna nazionale contro il bullismo
www.smontailbullo.it
Sito del Ministero della Pubblica Istruzione dedicato agli studenti
http://iostudio.pubblica.istruzione.it
Il bullismo, a cura della Polizia di Stato
www.poliziadistato.it
Telefono azzurro
www.azzurro.it
Meglio amici che bulli, a cura del Moige
www.meglioamicichebulli.it
Associazione SOS bullismo
www.bullismo.com
Il bullismo, a cura dell'Informagiovani d’Italia
www.informagiovani-italia.com/bullismo.htm
Stop al bullismo
www.stopalbullismo.it
Bullismo.it
www.bullismo.it
Info Bullismo
www.bullismo.info
Bullismo elettronico
www.cyberbullismo.com