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LINEE GUIDA SULL'AMBIENTE

in collaborazione con logo WWF


INTRODUZIONE AL CODICE ETICO LINGUISTICO AMBIENTALE

di Gianfranco Bologna, portavoce del WWF Italia

Sembra che finalmente il buon senso faccia breccia. Ormai si può dire che quasi tutti condividano l'essenza del messaggio centrale che ci viene dalle scienze ambientali e dalla cultura ambientalista seria e qualificata che può essere riassunta nella frase scritta da Lester Brown, fondatore e guru del Worldwatch Institute, il prestigioso istituto di analisi interdisciplinari sullo stato dell'ambiente planetario, nell'edizione 1988 dello "State of the World" (il rapporto annuale prodotto dall'Istituto e tradotto ormai in più di 30 lingue): la salute degli abitanti della Terra è inscindibile da quella del pianeta stesso. Purtroppo sono ancora in pochi quelli che riescono a tradurre in concreto tale consapevolezza, passando dalla sensibilizzazione all'azione diretta.

Ormai è sempre più evidente che mantenendo gli attuali trend di crescita dell'economia, della popolazione e dei livelli di consumo della nostra specie le capacità di sopportazione e di rigenerazione dei sistemi naturali potranno non riuscire più a reggere tale impatto nel corso del tempo. La nostra specie, che ha visto i suoi albori circa 150.000 anni fa (ricordiamo che forme di Ominidi sono presenti sulla superficie terrestre da più di 4 milioni di anni), ha raggiunto il primo miliardo di individui agli inizi del 1800. Agli inizi del 1900 eravamo 1.6 abitanti, il consumo di energia era quello equivalente a pochi barili di petrolio giornalieri, consumavamo circa 20 milioni di tonnellate di metalli, circa 4 milioni di tonnellate di carta e attingevamo ad una ventina di elementi presenti in natura e compresi nella Tavola periodica degli elementi. Alla fine del secolo la popolazione umana ha superato i 6 miliardi di abitanti, il consumo di energia ha superato i 70 milioni di barili di petrolio, gli 1,2 miliardi di tonnellate di metalli, i 160 milioni di tonnellate di carta, e le nostre società hanno attinto a tutti i 92 elementi presenti in natura, sconvolgendo il ciclo naturale di diversi di essi (ad esempio carbonio ed azoto).

Non solo ma il prodotto interno lordo globale è passato da 2.300 miliardi di dollari nel 1900 agli oltre 42.000 miliardi di dollari di fine secolo. Tutta questa continua, imperterrita, crescita quanto può durare? E quanto si possono sopportare gli effetti di tutto ciò sui sistemi naturali e sulla qualità della vita umana?

Secondo le stime più recenti della Banca Mondiale, già oggi 2,8 miliardi di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno, 1,2 miliardi di persone vive con meno di 1 dollaro al giorno, 1,1 miliardo di persone sono malnutrite e 1,2 miliardi non hanno accesso all'acqua potabile.

Secondo alcuni autorevoli indicatori aggregati recentemente elaborati, lo stato di salute degli ecosistemi planetari di acque dolci, marine e di foresta è andato declinando di circa il 33% dal 1970 al 1999 (indice del pianeta vivente) mentre la pressione umana sugli ambienti della Terra (segnalato da un noto indicatore aggregato, definito Impronta Ecologica) è andata incrementando dal 1960 al 1996 di circa il 50%. In un certo periodo, a metà degli anni Settanta, questo indicatore ci dice che la pressione umana ha sorpassato la capacità di rigenerazione degli ecosistemi.

La specie umana ha ereditato un patrimonio naturale accumulato in circa 4,5 miliardi di anni di evoluzione del nostro pianeta, ha straordinarie capacità di modificazione, trasformazione, manipolazione e distruzione di tale patrimonio che ha sino ad oggi esercitato, senza particolari freni. Attualmente le riserve di capitale naturale stanno calando vertiginosamente e le funzioni vitali da esso svolte assumono ormai un'importanza critica per la nostra sopravvivenza ed il nostro benessere.

Oggi è indispensabile che i nostri sistemi economici e sociali siano in grado di riconoscere la fondamentale interdipendenza tra produzione e consumo del capitale creato dalla nostra specie e la conservazione e la corretta utilizzazione del capitale naturale. È la natura con la sua esistenza ed i servizi che ci fornisce a consentire la nostra esistenza. Moltissimi dei servizi resi dai sistemi naturali non hanno nessun sostituto possibile da parte umana, a nessun prezzo (chi può sostituire lo straordinario ruolo delle piante nella produzione dell'ossigeno necessario alla nostra esistenza ?). Albert Einstein ha ricordato che i problemi non possono essere risolti dallo stesso atteggiamento mentale che li ha creati.

Ecco perché diventa più che mai importante essere informati su tutto ciò che la nostra conoscenza interdisciplinare ci dice circa lo stato di salute dei sistemi naturali, il loro funzionamento, le relazioni che intercorrono con noi e gli effetti da noi provocati su di loro. Si tratta di temi affascinanti, ma complessi, che richiedono anche nuovi approcci di apprendimento, più interdisciplinari, più innovativi e quindi più impegnativi. Le nostre capacità di conoscenza sui complessi fenomeni naturali, nonostante gli straordinari avanzamenti fatti, sono ancora scarse; è probabile che per molte questioni non riusciremo mai a comprendere realmente come funzionino le cose. I sistemi naturali seguono logiche non lineari, spesso caotiche. Quindi è inevitabile prepararsi a "gestire", a "governare", nell'incertezza. Governare nell'incertezza significa pero' avere ben chiari alcuni "paletti" certi che le ulteriori conoscenze scientifiche sin qui accumulate non hanno fatto altro che confermare: la specie umana proviene dal mondo naturale, ad esso è indissolubilmente legata e senza di esso, fino a prova contraria, non può vivere.

Il tentativo che presentiamo di una sorta di dizionario guidato delle problematiche ambientali cerca di andare in questa direzione, con grande semplicità e, ci auguriamo, chiarezza. Le voci presentano ciascuna una brevissima spiegazione di poche righe essenziali, corredata, ove è stato possibile, di indicazioni di siti web scelti, seguendo al massimo l'autorevolezza e la qualità degli stessi.

Speriamo che questo sforzo costituisca un utile strumento operativo per tante persone che oggi, o per lavoro, o per interesse personale, desiderino saperne di più su problemi cosi' cruciali per la nostra stessa sopravvivenza.

I testi sono stati curati da Veronica Brizzi. La responsabilità scientifica é di Gianfranco Bologna.