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L'adozione internazionale

A cura di Ai.Bi. - Associazione Amici dei Bambini (http://www.aibi.it)


1. Cosa è l'adozione internazionale

2. Le convenzioni internazionali e la normativa italiana

3. Una nuova cultura per l'adozione internazionale

4. L'ente autorizzato

4a La Commissione adozioni internazionali

5. La formazione dei futuri genitori adottivi: dal bambino sognato al bambino reale

5.a. L'accompagnamento di Ai.bi. alle coppie

6 La 'sussidiarietà' dell'adozione internazionale

7. L'adozione internazionale: un progetto di cooperazione internazionale

8. Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini

9. 'Vademecum' per giornalisti e autori televisivi

10 Link utili




1. Cos'è l'adozione internazionale

L'adozione internazionale è uno strumento di protezione dei minori stranieri in stato di abbandono e può intervenire soltanto nei casi in cui non sia possibile nessun'altra forma di accoglienza familiare.

Adottare significa accogliere come figlio un bambino rimasto privo delle cure della propria famiglia di origine.

Caratteristica dell'adozione internazionale è che il bambino e i genitori adottivi - tra i quali si instaura un 'legame di filiazione' definitivo - sono cittadini di Paesi diversi. Rappresenta quindi l'incontro di due differenti culture, lo strumento attraverso cui una mamma e un papà, che stanno da una parte del mondo, possono raccogliere il grido di aiuto di un bambino che vive dall'altra parte.

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2. Le convenzioni internazionali e la normativa italiana

Il nostro ordinamento giuridico ha predisposto numerose ed incisive forme di tutela dei minori stranieri in stato di abbandono:
  • la convenzione internazionale ONU sui diritti del bambino del 1989, ratificata con legge 176/91, ha riconosciuto il perseguimento del "superiore interesse del minore" in tutte le decisioni che riguardano le istituzioni pubbliche e private impegnate nella tutela dei minori;
  • la convenzione internazionale de L'Aja sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale del 1993, ratificata con legge 476/98, ha predisposto incisive forme di garanzia per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali del minore anche nell'ambito della procedura adottiva, riconoscendo inoltre il principio di sussidiarietà dell'adozione internazionale rispetto ad ogni altra forma di protezione dei minori in difficoltà;
  • la risoluzione del Parlamento europeo sul miglioramento del diritto e della cooperazione tra gli Stati membri in materia di adozione dei minori, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C 20 del 20 gennaio 1997, ha ribadito come l'adozione internazionale debba essere realizzata soltanto quando la permanenza del minore nella sua famiglia d'origine o, in subordine, in una famiglia affidataria o adottiva del suo Paese risulti assolutamente impraticabile;
  • la delibera del 26 novembre 1998 n. 180 del Comitato Direzionale presso il Ministero Affari Esteri, contenente le "Linee-guida della cooperazione italiana sulla tematica minorile" indica espressamente, tra le strategie d'intervento, quella di "combattere il fenomeno della tratta e del mercato dei minori con attività di prevenzione anche in coordinamento con programmi di sostegno a distanza e dove necessario, con le cautele del caso, di adozione internazionale".
  • la nuova legge sull'assistenza (l.328/00), che disciplina il sistema integrato di interventi e servizi sociali, ha ribadito espressamente uno dei fondamentali principi del nostro ordinamento, il principio di non discriminazione, assicurandone una sua effettiva e concreta realizzazione (art.1, co.1);
  • la recente riforma della legge in materia di adozione e affido (L.149/01) ha riconosciuto ed assicurato espressamente al minore "il diritto a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione" (art.1, co.5).

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3. Una nuova cultura per l'adozione internazionale

Nonostante le confortanti premesse riguardo la legislazione in materia, l'adozione internazionale non vive ancora un momento significativo perché possa soddisfare pienamente la tutela dei diritti dei minori. Occorre un reale cambiamento di prospettiva, una nuova cultura che possa riportare al centro dell'intera procedura adottiva i primari bisogni del bambino.

Come è stato del resto recentemente affermato anche dall'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza (Relazione sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia relativa all'anno 2000, con riferimento alla tutela dei minori stranieri in Italia), "non sempre i diritti astrattamente riconosciuti sono anche effettivamente goduti": carenze nella legislazione, prassi applicativa talvolta riduttiva o quantomeno inefficace hanno contribuito a creare una situazione preoccupante in materia di adozione internazionale.

L'adozione internazionale oggi va esclusivamente vista e percepita nell'ottica della 'sussidiarietà': può infatti intervenire soltanto nei casi in cui tutti gli altri strumenti di tutela dei minori in difficoltà si siano dimostrati infruttuosi (reinserimento familiare, adozione nazionale) e non ci sia più alcuna speranza per loro di restare in famiglia o quantomeno nel loro Paese d'origine.

I bambini che aspirano all'adozione internazionale si devono quindi accontentare di una famiglia di "terza scelta", si portano addosso un pesante bagaglio di sofferenza e magari hanno già sopportato più di un rifiuto.

In quest'ottica è necessario ricercare per loro famiglie realmente in grado di accoglierli, capaci di dare una risposta a problemi che inevitabilmente si porteranno con sé.

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4. L'ente autorizzato

L'ente autorizzato all'adozione internazionale è una associazione senza fini di lucro accreditata presso la Commissione per le adozioni internazionali (Cai). Svolge un compito essenziale per la tutela dei diritti dei minori in stato di abbandono, che la stessa legge di ratifica della Convenzione de L'Aja gli ha conferito.

L'ente, per tutelare i diritti del minore svolge una serie di azioni:

1 - Concorda con l'autorità straniera sull'opportunità o meno di procedere all'adozione sulla base di un dato abbinamento (art.31, co.3, lett.f della legge 476/98): è garante del fatto che l'adozione si sia svolta nel rispetto del superiore interesse del minore.

2 - L'ente autorizzato è tenuto per legge a vigilare sull'effettivo stato di abbandono del minore adottato e sulla corretta applicazione del principio di sussidiarietà dell'adozione internazionale.

3 - Ha la responsabilità di non avere né operare discriminazioni nei confronti delle persone che aspirano all'adozione, prime fra tutte i bambini (art.39 ter, co.1, lett.e della legge 476/98). E' quindi chiamato ad opporsi nei confronti di qualsiasi atto o comportamento che risulti pregiudizievole nei confronti del diritto di ciascun bambino a una famiglia.

La recente riforma della legge in materia di adozione e di affido (L.149/01) ha del resto espressamente ribadito il principio di non discriminazione, in quanto il diritto del minore a vivere, crescere e essere educato nell'ambito di una famiglia deve essere assicurato "senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua e di religione".

Questa fondamentale prescrizione, che non permette all'ente autorizzato di operare scelte o compiere attività che possano pregiudicare il diritto di ciascun bambino a vivere, crescere ed essere educato in una famiglia, richiede una precisa responsabilità a tutti gli enti autorizzati, chiamandoli a compiere determinate scelte operative.

A fronte dell'emanazione di decreti di idoneità all'adozione internazionale discriminatori nei confronti di una parte dei minori che si trovano in stato di abbandono, l'ente autorizzato è infatti tenuto ad astenersi da qualsiasi attività che possa essere pregiudizievole, rinunciando, se necessario, all'accettazione dell'incarico conferitogli dalla coppia.

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4.a La Commissione adozioni internazionali

La Commissione per le adozioni internazionali è stata istituita a seguito della entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale. Ha sede presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è costituita da rappresentanti di Amministrazioni Centrali, Regioni ed Enti Locali. In materia di costi, oggi esistono criteri di uniformità per tutti gli enti. Sono stati dettati dalla Commissione delle tabelle cui attenersi, con dei minimi e dei massimi per i paesi di origine del minore.

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5. La formazione dei futuri genitori adottivi: dal bambino sognato al bambino reale

La Commissione per le adozioni internazionali, secondo le linee guida per l'ente autorizzato, ha sottolineato l'importanza di momenti d'incontro, informativi e di preparazione, e la necessità di realizzare percorsi maturativi di sostegno così che le aspiranti coppie adottive raggiungano un buon livello di consapevolezza del significato dell'adozione internazionale.

La stessa legge n. 476 del 1998 ribadisce l'organizzazione di attività d'informazione e preparazione delle coppie da parte degli enti autorizzati, in collaborazione con i Servizi socio-assistenziali.

Gli enti autorizzati devono contribuire in modo rilevante all'attività di preparazione delle coppie aspiranti all'adozione. L'esperienza che gli enti hanno maturato sul campo deve essere al servizio della coppia, perché possa crescere nella consapevolezza dell'adozione internazionale e divenire una vera risorsa per un bambino abbandonato. Gli enti autorizzati sono, in altri termini, investiti di una precisa responsabilità nei confronti di tutti i minori che aspirano all'adozione internazionale: devono garantire, ad ognuno di loro, genitori realmente in grado di prendersi cura dei loro bisogni.

Nell'ottica poi del principio di sussidiarietà del privato sociale rispetto al settore pubblico - riconosciuto anche dalla legge 328/00 che disciplina il sistema integrato di interventi e Servizi sociali - l'esperienza degli enti rappresenta un prezioso strumento formativo.

Sulla base di una collaborazione con i Servizi socio-assistenziali del territorio, può essere infatti valorizzata la specificità degli enti nell'attività di preparazione delle coppie, data la conoscenza del problema e l'esperienza nell'adozione internazionale.

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5.a. L'accompagnamento di Aibi alle coppie

Amici dei Bambini è vicino ai futuri genitori adottivi in vario modo:

Informazioni telefoniche:

E' possibile telefonare in ogni sede di Amici dei Bambini per precisazioni sulle attività di formazione e sulle modalità d'iscrizione ai corsi o per qualsiasi altro tipo d'informazione o dubbio riguardante l'iter adottivo.

  • Bologna (Emilia Romagna): da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 18.00, al n. 051/330639;
  • Bolzano (Trentino Alto Adige): mercoledì e venerdì, dalle 9.00 alle 13.00, e lunedì, martedì e giovedì, dalle 14.00 alle 18.00, al n. 0471/301036;
  • Cava dé Tirreni (Campania): lunedì e venerdì dalle 9.00 alle 18.00 al n. 349/5394305;
  • Mestre (Veneto): si può telefonare al n. 338/7556500;
  • Mezzano (sede nazionale): da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 19.00, al n. 02/988221;
  • Napoli (Campania): si può telefonare al n. 348/8885186;
  • Roma (Lazio): da lunedì a venerdi, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 al n. 06/68808686;
  • Vallo Torinese (Piemonte): lunedì e giovedì dalle 17.00 alle 19.00 al n. 011/9252715.
Incontri informativi:

Gli incontri informativi sono condotti da coppie che hanno adottato con Amici dei Bambini e hanno lo scopo d'informare le aspiranti coppie adottive su determinate tematiche:

  • chi è Amici dei Bambini, qual è la sua missione e come si sviluppa;
  • i Paesi in cui opera;
  • il significato dell'adozione internazionale;
  • l'accompagnamento delle coppie e l'iter adottivo;
  • i costi dell'adozione internazionale.

Gli incontri informativi sono gratuiti e vengono organizzati in tutte le sedi di Amici dei Bambini:

  • Mezzano: ogni sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00
  • Bologna: tutte le settimane, di sabato o nei giorni feriali (mercoledì-venerdì);
  • Roma e a Napoli: un sabato ogni 15 giorni;
  • Bolzano e a Vallo Torinese: colloqui informativi individuali su appuntamento;
  • Mestre: un sabato ogni 15 giorni.

Incontrare una famiglia adottiva

E' possibile, per le coppie che lo desiderano, incontrare una famiglia adottiva di Amici dei Bambini facendo riferimento ai Punti di Amici dei Bambini diffusi sul territorio italiano. I Punti rappresentano una rete di volontari che aiutano a diffondere il messaggio di solidarietà dell'associazione, èrappresentata da coppie di genitori adottivi.
Informazioni: http://www.aibi.it

Corsi di preparazione

Amici dei Bambini propone corsi di preparazione destinati a tutte le coppie che intendono avvicinarsi all'adozione internazionale e che hanno iniziato il percorso formativo presso i Servizi socio-assistenziali degli Enti Locali (in osservanza a quanto stabilito dalla L. n. 476/98, art. 29 bis, comma 4/b, che rende obbligatoria la formazione degli aspiranti genitori adottivi da parte dei Servizi socio-assistenziali e degli enti autorizzati).

I corsi di preparazione prevedono un'esposizione iniziale sugli aspetti legislativi dell'adozione internazionale (Convenzione de l'Aja e L. n. 476/1998), le procedure adottive nei paesi d'origine e i costi dell'adozione internazionale; proseguono poi con una riflessione e lavori di gruppo sui temi del figlio 'sognato' e del figlio 'reale'

Sedi in cui sono attivi i corsi di preparazione: Mezzano, Mestre, Bologna e Roma

Conduttori: équipe formate da psicologi e assistenti sociali ed esperti di adozione internazionale, con il compito di proporre gli argomenti e stimolare la discussione;

Metodologia: discussione di tematiche sull'adozione, attività ed esercitazioni in gruppo;

Destinatari: da un minimo di 8 ad un massimo di 10 coppie, non ancora in possesso del decreto di idoneità;

Durata: due giorni, sabato (9.45-20.00 circa) e domenica (9.30-16.30).

Amici dei Bambini propone, alle famiglie che hanno avuto l’idoneità dal Tribunale per i minorenni, anche corsi maturativi di sostegno e di post-adozione.

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6. La 'sussidiarietà' dell'adozione internazionale

Il principio di sussidiarietà è il fondamento della nuova adozione internazionale, così come è stata configurata dalla Convenzione de L'Aja: l'adozione internazionale è vista esclusivamente come ultimo strumento possibile per la tutela dell'infanzia in difficoltà, che interviene soltanto se non esiste nessun'altra possibilità per quel bambino di rimanere nel suo Paese d'origine.

Tutti i soggetti coinvolti nella procedura adottiva sono tenuti a collaborare perché venga sempre accertato che l'adozione internazionale rappresenti l'unica, possibile alternativa alla situazione di abbandono del minore.

Questo fondamentale principio, a esclusiva difesa dei diritti dei minori, presenta importanti sviluppi e implicazioni.

  • A livello legislativo: l'adozione internazionale deve essere inserita nella nuova legge sulla cooperazione internazionale, in quanto ne è strumento a tutti gli effetti.
  • A livello dei Servizi socio-assistenziali: è rilevante la relazione psico-sociale della coppia disponibile all'adozione, così che l'autorità straniera possa valutarla come reale risorsa per un bambino abbandonato.
  • A livello dei Tribunali per i minorenni: è necessario che la valutazione sull'idoneità all'adozione internazionale sia operata nella prospettiva di ricercare delle coppie in grado di affrontare i problemi e le difficoltà che porta con sé un bambino abbandonato, che per vari motivi non è riuscito a trovare una famiglia nel suo Paese d'origine. Eventuali limitazioni o precise restrizioni sulla 'capacità genitoriale' della coppia non possono venire positivamente valutate dall'autorità straniera, che al contrario è alla ricerca di disponibilità piene e effettive.
  • A livello della Commissione per le Adozioni Internazionali: acquista importanza l'attività di collaborazione con le autorità centrali straniere e di promozione di accordi bilaterali, per garantire una reale applicazione del principio di sussidiarietà di adozione internazionale.
    La stessa Commissione per le Adozioni Internazionali del resto, insieme alle Regioni, è chiamata a dare immediata applicazione a questo principio attraverso la promozione e il finanziamento di progetti di cooperazione internazionale realizzati dagli enti autorizzati.
  • A livello degli enti autorizzati: è fondamentale l'attività svolta per la preparazione degli aspiranti genitori adottivi, così come l'assunzione di un preciso impegno alla promozione dei diritti dei minori da parte di ciascun ente (richiesto, del resto, dall'art.39 ter, lett. f) della legge 184/83, così come modificata dalla legge 476/98, ai fini dell'ottenimento e del mantenimento dell'autorizzazione).

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7. L'adozione internazionale: un progetto di cooperazione internazionale

L'adozione internazionale rappresenta soltanto uno degli strumenti attraverso cui l'ente autorizzato si adopera per la tutela e la protezione dei bambini abbandonati.

L'attività di intermediazione adottiva deve quindi necessariamente essere accompagnata dall'attività di promozione dei diritti dei minori, dall'impegno degli enti autorizzati a lavorare in funzione della prevenzione dell'abbandono e della realizzazione di progetti di cooperazione internazionale.

A questo impegno deve però necessariamente seguire l'effettiva realizzazione di progetti di cooperazione internazionale a sostegno dei minori in difficoltà.

Gli enti autorizzati all'adozione internazionale devono quindi confrontarsi anche sulla cooperazione internazionale e sui progetti sociali realizzati, che rappresentano parte integrante dell'attività dell'ente e che contribuiscono in maniera determinante alla configurazione della sua identità giuridica e sociale.

Nell'ottica del principio di sussidiarietà, del resto, il radicamento dell'ente autorizzato nella realtà politica e sociale dei Paesi d'origine dei minori è presupposto essenziale per un corretto utilizzo da parte dello stesso ente dello strumento dell'adozione internazionale.

Soltanto sulla base di un'effettiva conoscenza della realtà, l'ente autorizzato potrà farsi carico delle problematiche dell'infanzia in difficoltà di quel Paese e contribuire alla promozione dei diritti dei minori. Il radicamento nel Paese d'origine dei minori rappresenta inoltre l'unico strumento attraverso cui l'ente autorizzato può dare concreta ed effettiva applicazione ai principi etici in cui crede.

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8. Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini

Amici dei Bambini è una Organizzazione umanitaria internazionale nata per la tutela dei diritti dei minori.

Dal 1986 l'associazione, impegnata con l'adozione internazionale e la cooperazione Internazionale, opera con i propri volontari in Africa, in America Latina, nell'Europa dell'est ed in Italia.

Amici dei Bambini grazie al Sostegno a distanza si è presa cura sino ad oggi di oltre 50.000 bambini, assicurando loro la possibilità di restare nel proprio paese e nella propria famiglia.

Nel febbraio del 2002, Amici dei Bambini è stata la prima organizzazione non governativa di volontariato ad ottenere la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001 per interventi di Cooperazione Internazionale e di Sostegno a Distanza.

A novembre del 2002 l'Associazione ha vinto il Premio Oscar di Bilancio e della Comunicazione Sociale promosso da FERPI, FIVOL, CNDC, Il Sole 24ore e Vita per la categoria cooperazione allo sviluppo, e nel 2003 è entrata nella rosa dei 5 finalisti per l'Oscar Assoluto del Non Profit.

GLI IMPEGNI ASSOCIATIVI
  • Creare le condizioni per cui una madre e/o un padre, in qualsiasi parte del mondo si trovino, siano in grado di crescere e prendersi cura del proprio figlio.
  • Operare ed intervenire affinché un minore in stato di abbandono ritrovi l'amore di un padre ed una madre, preparando le famiglie all'accoglienza di un bambino abbandonato e sostenendo quelle disponibili anche al cammino adottivo.
  • Informare e sensibilizzare la società nei confronti dei problemi dei minori in difficoltà familiare con la conseguente assunzione della responsabilità nella promozione dei diritti del minore e della cultura dell'accoglienza.

LE ATTIVITA'

Gli impegni associativi si traducono operativamente in tre campi di azione:

  • Cooperazione Internazionale e Sostegno a Distanza
    • organizzazione, promozione e gestione di progetti di cooperazione, rivolti ai minori dei Paesi in via di sviluppo e nelle aree di emergenza;
    • gestione di Servizi di Prossimità per i minori stranieri immigrati in Italia.
  • Adozione Internazionale
    • gestione integrale delle procedure di adozione internazionale in 17 paesi stranieri;
    • organizzazione di attività di informazione, sensibilizzazione e formazione per aspiranti genitori adottivi.
  • Promozione dei diritti del minore
    • organizzazione di convegni, seminari, dibattiti;
    • edizione di pubblicazioni sulle problematiche dei minori in difficoltà.

I PAESI DI INTERVENTO

L'Associazione è intervenuta ed opera in America Latina (Brasile, Ecuador, Perù), in Europa Orientale (Albania, Bosnia, Bulgaria, Kosovo, Moldavia, Romania, Ucraina), in Africa mediterranea (Marocco, Libano) e in Medio-Oriente (Iraq).

I NUMERI DI AMICI DEI BAMBINI

Sul piano degli interventi di solidarietà internazionale Amici dei Bambini ha raggiunto importanti risultati: 50.000 bambini sostenuti a distanza, oltre 1.000 bambini abbandonati che hanno trovato una famiglia italiana e 70.000 sostenitori in Italia.

INDIRIZZI E NUMERI DI TELEFONO

Amici dei Bambini, (sede nazionale) Mezzano di S. Giuliano M.se (MI) http://www.aibi.it
Tel. 02/9882.21, Fax 02/98. 23. 26. 11 Email: aibi@aibi.it

Roma, Lungotevere dei Sangallo 1.
Tel. 06/6880.8686 Fax 06/ 6880.8608 Email: aibiroma@aibi.it

Altre sedi: http://www.aibi.it/sedi/sedi.htm

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9. 'Vademecum' per giornalisti e autori televisivi

Il tema dell' adozione internazionale non è sempre facile da trattare per un autore televisivo, per un giornalista o per un addetto alla comunicazione, a meno che non sia direttamente coinvolto. Il tema è particolarmente delicato per i molteplici aspetti privati che inevitabilmente coinvolge: il rispetto del minore, il diritto alla privacy, la sfera emozionale del bambino e dei genitori adottivi.

Non da ultimi devono essere considerati gli aspetti della vita sociale che un bambino adottivo affronta, dall'integrazione nella scuola a quello nella società in senso più ampio.

Può capitare, quindi, che in questi contesti la suscettibilità nei confronti di immagini, notizie, sceneggiati o film possa essere maggiore.

Quando un professionista della comunicazione deve trattare il tema dell'adozione, è dunque consigliabile che si rivolga con fiducia agli enti autorizzati.

Grazie alla loro esperienza, possono consigliare l'approccio più opportuno per affrontare il tema dell'adozione.

In caso contrario si potrebbero verificare, per dovere di cronaca o per involontaria superficialità, situazioni potenzialmente rischiose per l'equilibrio già delicato del bambino e della famiglia adottiva.

Amici dei Bambini, che offre tutto l'anno formazione alle aspiranti coppie adottive e segue l'iter adottivo delle famiglie anche per i periodi successivi è in grado di supportare il lavoro di chiunque volesse chiarire dubbi o approfondire aspetti dell'adozione.

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10. Link utili

Commissione per le adozioni internazionali
http://www.commissioneadozioni.it

Glossario per le adozioni internazionali
http://www.commissioneadozioni.it/site/it-IT/Glossario/

Coordinamento europeo di associazioni per l'adozione internazionale
http://www.euradopt.org

Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza
http://www.minori.it

Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie
http://www.anfaa.it

Ministero della Giustizia
http://www.giustizia.it/minori/indice.htm

Ministero degli Affari esteri
http://www.esteri.it

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