logo RAI Segretariato Sociale Social Action Department
codici
regolamenti
ATELIER
agenda
programmazione sociale
web e accessibilita'
link utili
relazioni esterne
link a pagine esterne filodiffusione Vç canale televideocerca @ scrivi
scritta: www.segretariatosociale.rai.it

titolo DOSSIER

 

Handicap, scuola e sport
Dossier sull'accessibilità dell'ora di educazione fisica agli studenti con disabilità

a cura di CittadinanzAttiva

 

Indice

Premessa

Alcuni dati di contesto

I risultati dell'indagine di Cittadinanzattiva

Una prassi possibile: "buone pratiche" di integrazione di studenti disabili

Considerazioni finali


 

Premessa

Nell'ambito della campagna nazionale "Obiettivo barriere" che Cittadinanzattiva ha promosso nel 2004 per la rilevazione delle barriere architettoniche negli impianti sportivi pubblici, questo Dossier [1] rappresenta un contributo per porre all'attenzione di tutti i soggetti interessati il tema della accessibilità per gli studenti con disabilità anche del percorso didattico collegato all'attività motoria, partendo dalla questione della accessibilità delle strutture.

"Obiettivo barriere", infatti, ha al suo centro il censimento di tutti gli impianti sportivi pubblici extrascolastici dei comuni capoluogo di provincia, per rilevarne i livelli di accessibilità e pubblicarli poi in una guida che verrà diffusa nel 2005. Non volevamo, però, tralasciare il tema dell'accessibilità delle palestre scolastiche, soprattutto in occasione dell'Anno europeo dell'educazione attraverso lo sport, ma piuttosto raccogliere un segnale di allarme lanciato dalle organizzazioni dei disabili: le ore di educazione fisica nella maggior parte dei casi o non vengono svolte dagli studenti con disabilità o vengono utilizzate per altri scopi.

Non ci occupiamo di un lusso. È ovviamente un tema complesso che trova "barriere" nelle norme, nelle strutture, nell'approccio culturale e nella prassi dei percorsi educativi. Ma non dimentichiamo che l'Italia, rispetto ad altri paesi europei, ha optato per una scelta precisa, quella della piena integrazione degli alunni disabili nelle scuole "regolari" statali, principio ribadito nuovamente dal MIUR nella direttiva del 6 maggio 2004 prot. 967. E l'integrazione deve avvenire in tutti gli aspetti del percorso didattico, ivi compresa l'attività motoria. Data questa impostazione, l'intento deve essere quello di non rendere vano il principio o addirittura fonte di maggiore discriminazione.

Il perseguimento della massima autonomia e di una vita "normale" in tutti i suoi aspetti si configura per le persone con disabilità - e, a maggior ragione per gli studenti con disabilità - più che come un diritto civile, un diritto "umano" da riaffermare e da praticare.

Come abbiamo più volte avuto modo di ribadire, per quanto riguarda il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche l'Italia può vantare una legislazione completa e dettagliata. Anche per l'edilizia scolastica, la normativa è chiara: all'articolo 23 del DPR 503/96 le indicazioni relative all'accessibilità degli "edifici delle istituzioni prescolastiche, scolastiche, comprese le università e delle altre istituzioni di interesse sociale nel settore della scuola" sono chiare e precise. Ciononostante, la realtà è ben diversa, dal momento che questa normativa è ancora largamente inapplicata e disattesa. È per questo che continuiamo a considerare anche le barriere architettoniche nelle scuole come "barriere fuorilegge".

Il dossier è articolato in quattro sezioni:

  • la prima è orientata a fornire alcuni elementi di contesto rispetto al tema trattato;
  • la seconda punta l'attenzione sui dati che emergono dal monitoraggio degli edifici scolastici realizzato da Cittadinanzattiva;
  • la terza presenta alcune "buone pratiche" di integrazione di studenti anche nelle attività motorie condotte in ambito scolastico;
  • la quarta ed ultima sezione è dedicata ad alcune considerazioni finali.

[1] Il Dossier è stato redatto da Daniela Mondatore, responsabile nazionale della Campagna "Obiettivo barriere". Un ringraziamento particolare va a tutti i cittadini che - aderenti a Cittadinanzattiva e non - hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro passione per la tutela dei diritti e hanno, così, reso possibile la raccolta delle informazioni sulla sicurezza delle scuole. Un ringraziamento sincero va anche a tutti quei Centri Servizi Amministrativi (di seguito citati in sigla CSA) che hanno risposto positivamente al nostro invito a segnalarci buone pratiche di integrazione o a fornirci dati sulle palestre scolastiche delle scuole di loro competenza.

Alcuni dati di contesto

Il tema dell'integrazione degli studenti e delle studentesse con disabilità nei percorsi formativi relativi all'attività motoria si inserisce in un contesto caratterizzato da alcuni elementi.

L'approccio dell'integrazione e il trend di crescita

Il primo elemento è costituito senza dubbio dalla scelta dell'integrazione scolastica come approccio generale dell'Italia e il costante aumento del numero di studenti disabili nelle scuole italiane. A differenza di tutti gli altri paesi europei, l'Italia non ha optato per il semplice inserimento o adattamento scolastico dei ragazzi disabili, ma per l'integrazione scolastica. E dai dati ufficiali del MIUR [2] risulta esserci un costante aumento del numero di studenti disabili che, ad oggi, hanno quote di presenza superiori al 2% nelle scuole elementari e medie e di poco inferiori all'1% nelle scuole secondarie superiori (coinvolte, queste ultime, dalla fine degli anni '80).

Più rilevante l'incremento della presenza nelle scuole che non appartengono alla fascia dell'obbligo: il trend relativo alla scuola dell'infanzia mostra una crescita di disabili di oltre 4000 unità (un incremento del 46% in tredici anni), ma ancora più forte risulta la progressione nelle scuole superiori, dove le presenze di studenti in situazione di handicap hanno raggiunto una proporzione pari a 7 volte quella dell'inizio degli anni '90. Un'attenzione particolare andrà posta anche alle scuole dell'infanzia non statali dal momento che dai dati ufficiali risulta che sono frequentate dal 22,40% dei bambini in situazioni di handicap scolarizzati.

Di seguito si riporta una tabella che riprende schematicamente dati del MIUR e della Corte dei Conti.

dati del MIUR e della Corte dei Conti

Anno scolastico

Scuola dell'infanzia

Scuola primaria

Secondaria Primo grado

Secondaria Secondo grado

Tot. nazionale

2001/2002 [3]

13.540

57.251

46.298

21559

138.648

2002/2003 [4]

10.830

58.446

48.049

29064

143.389

2003/2004 [5]

11.113

59.105

49.723

31.386

151.327

Pur non essendo in presenza di dati del tutto omogenei rispetto alle due fonti, un fatto certo è il costante incremento degli alunni con disabilità nel sistema scolastico italiano e, in particolare nella scuola secondaria di secondo grado, che è passata da un numero di iscritti con disabilità pari a 2.037 nell'a.s. 89/90 ai 31.386 attuali.

Appare importante sottolineare in questo contesto una carenza di dati qualificati rispetto alle tipologie di handicap interessate. Infatti, i dati ufficiali disaggregati per tipologia di handicap rispecchiano la classificazione adottata, di tipo amministrativo, legata ai requisiti richiesti al docente di sostegno più che alla descrizione dell'handicap dell'alunno e non ne permettono una analisi precisa e significativa.

[2] Cfr. MIUR 2003, Rapporto sull'integrazione scolastica.

[3] Cfr. id.

[4] Cfr. Corte dei Conti, Relazione 2003.

[5] Cfr. MIUR, La scuola statale: sintesi dei dati - a.s. 2003/2004.

 

Alla ricerca dell'accessibilità

Il secondo elemento di contesto è relativo alla condizione di accessibilità dei nostri edifici scolastici. Non si dispone di dati aggiornati su questo punto se non quelli riportati nella Relazione del MIUR "2003: l'handicap e l'integrazione nella scuola" e quelli precedenti che emergono dall'indagine del MIUR del febbraio 2002, relativa allo stato di applicazione della legge 626/94.

Lo stesso MIUR riconosce, in quella sede, che dal punto di vista della rimozione degli ostacoli architettonici i risultati ottenuti non sono "ottimi" come quelli raggiunti rispetto all'integrazione. Schematicamente, risulta che solo meno di un terzo ha adattato le porte e i servizi igienici alle particolari esigenze degli alunni disabili, che una scuola su cinque presenta strutture per il superamento delle scale e appena il 12,88% dispone di ascensori adeguati.

Nella tabella successiva, viene fornito il dato per regione.

dati per regione

Regione

Percentuale di edifici dotati di strutture per il superamento delle barriere architettoniche

 

Porte

Servizi igienici

Scale

Ascensori

Abruzzo

20,22%

19,04%

15,48%

8,37%

Basilicata

20,55%

17,67%

14,66%

9,05%

Calabria

31,26%

30,32%

19,30%

4,58%

Campania

17,58%

19,98%

19,75%

8,53%

Emilia-Romagna

38,74%

40,72%

22,71%

18,56%

Friuli Venezia Giulia

41,52%

46,35%

26,29%

17,27%

Lazio

21,56%

24,26%

15,61%

13,73%

Liguria

25,03%

25,60%

18,37%

16,19%

Lombardia

39,51%

40,46%

25,83%

21,49%

Marche

35,63%

37,35%

25,22%

16,60%

Molise

30,28%

25,56%

15,00%

7,78%

Piemonte

29,29%

32,78%

19,60%

15,42%

Puglia

24,14%

22,68%

20,15%

10,03%

Sardegna

22,04%

19,00%

13,55%

7,16%

Sicilia

29,97%

28,78%

15,54%

10,00%

Toscana

28,98%

32,74%

20,11%

12,51%

Umbria

37,42%

40,32%

23,32%

18,31%

Veneto

34,66%

33,63%

23,36%

12,19%

Totale nazionale

29,29%

30,12%

20,06%

12,88%

Nulla si dice sul superamento delle barriere architettoniche per disabili sensoriali e nulla si dice sulla presenza di barriere in locali scolastici specifici come le palestre.

Un dato che può essere significativo anche se riferito all'anno scolastico 2000-2001 è quello relativo al possesso o meno da parte delle scuole del certificato di agibilità igienico-sanitaria, che fa riferimento anche al parametro dell'accessibilità. Ebbene, il 42,65% delle scuole risultava in possesso del certificato di agibilità igienico-sanitaria e ben il 57,35% dichiarava di non esserne ancora in possesso.

L'integrazione nella pratica sportiva

Il terzo elemento è costituito da una promozione dell'integrazione anche nella pratica sportiva degli studenti con disabilità e in una prassi diffusa dell'esonero da essa, che evidentemente nasconde una serie di questioni organizzative e procedurali che non siamo in grado di analizzare in dettaglio in questa sede, ma di cui sarebbe opportuno determinare una sorta di check list.

Tre elementi vogliamo, comunque, sottolineare.

Il primo riguarda ancora una volta i dati. Non vi è centralmente una fonte che ci dica in modo puntuale in quante scuole gli alunni disabili sono inseriti nel percorso formativo dell'attività motoria e attraverso quali modalità. Chiaramente ogni CSA ribadisce il principio dell'integrazione, ma una chiara mappa di come, quanto e con quali livelli di qualità, siamo ancora lontani dal saperlo. Gli unici dati che si possono ottenere - il che non è poco - sono quelli relativi alla partecipazione degli alunni disabili ai giochi sportivi scolastici, che fa presupporre una attenzione specifica da parte delle scuole coinvolte anche a questo tipo di inserimento.

A questo proposito, possiamo dire che all'edizione 2003/2004 [6] dei Giochi Sportivi Scolastici, nelle due manifestazioni finali, svolte a Riccione e a Caserta, hanno partecipato rispettivamente 73 e 49 alunni disabili. 26 le province alle quali faceva riferimento il primo gruppo di studenti disabili, 13 nel secondo caso.

In tutte e due le manifestazioni sono stati interessati alunni con varie tipologie di disabilità, con il maggior numero di partecipanti per quelli con disabilità mentale, seguiti da alunni con varie tipologie di disabilità fisiche e con la partecipazione di pochi alunni ipovedenti. 15, invece, le regioni di provenienza degli studenti: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto [7].

Il secondo elemento che vogliamo sottolineare è la cogenza del diritto alla partecipazione alla pratica motoria nelle scuole da parte di studenti con disabilità. Tale cogenza esiste sia dal punto di vista della norma scritta, che dal punto di vista dei principi affermati al livello nazionale, internazionale ed europeo. Non vi è, infatti, esclusione di alcun percorso didattico per uno studente con disabilità.

Vi è però una cogenza legata, come si diceva, alle dichiarazioni di principio affermate al livello nazionale, internazionale ed europeo in merito all'importanza sociale dello sport e che rischia, se disattesa, di creare uno scarto forte tra realtà scolastica e realtà extrascolastica, con un significativo effetto di emarginazione. Il principio viene ribadito anche all'art. III-282 della Costituzione Europea, sottoscritta a Roma il 29 ottobre scorso e che dovrà essere ratificata da ogni Stato-membro; in esso si prevede che "L'Unione contribuisce alla promozione delle sfide europee dello sport, tenendo conto delle sue specificità, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale ed educativa".

Ma basti considerare attentamente la Decisione del Parlamento Europeo che istituisce l'Anno europeo dell'educazione attraverso lo sport. In essa, in particolare, viene ribadito come negli anni lo sport sia diventato, in termini di numero di praticanti, di interessi dei cittadini, di presa in considerazione nelle politiche pubbliche ma anche in termini di impatto economico, un fenomeno sociale ed economico determinante. "In queste condizioni lo sport costituisce uno strumento privilegiato di ogni politica di educazione e di qualsivoglia iniziativa in materia di istruzione. Lo sport forma parte integrante dei programmi di insegnamento. Inoltre, comporta valori educativi essenziali. Esso costituisce un vettore di apprendimento delle norme di vita collettiva favorendo l'integrazione in un gruppo. Facilita l'acquisizione di valori come il rispetto degli altri, partner e avversari, il rispetto delle norme, la solidarietà, il senso dello sforzo, della disciplina collettiva e della vita di gruppo".

Anche l'Unesco ha sottolineato a varie riprese la necessità di associare l'attività sportiva ai programmi di istruzione, nella misura in cui questa attività contribuisce alla formazione integrale del cittadino, al suo sviluppo fisico e allo sviluppo delle abitudini sociali. Proprio questa sottolineatura richiama - soprattutto per l'Italia che ha fatto dell'integrazione una esperienza unica e significativa - l'esigenze di rimettere al centro la pratica sportiva per gli studenti disabili come opportunità formativa per tutti, proprio in virtù dell'integrazione.

Un ultimo elemento che si vuole sottolineare rispetto alla "praticabilità" dell'integrazione degli studenti con disabilità nei curricula relativi alla attività motoria è costituita da un "paradosso" che riguarda gli insegnanti di sostegno. Non entriamo nel merito del numero, della loro posizione contrattuale e di tutte le altre questioni che pure hanno un peso specifico non indifferente per la riuscita di un processo integrativo. Facciamo esclusivamente riferimento al dato sui settori di insegnamento di provenienza di tali docenti che evidenzia come siano prevalenti quelle discipline caratterizzate da un numero di insegnanti in soprannumero più elevato tra cui le scienze motorie, con ben il 25,56% di incidenza rispetto ad altre discipline) [8]. Questo a fronte, però, di uno scarso se non nullo utilizzo di tali professionalità nelle ore di attività motoria, ma solo in quelle di impegno "intellettuale".

[6] I dati sono stati forniti dalla FISD - Federazione Italiana superamento handicap.

[7] Vogliamo citare le scuole che sono riuscite a portare in finale questi studenti, proprio perché si presuppone un lavoro di integrazione nelle attività sportive particolarmente attento. Le scuole sono: Scuola media Bellini di Roma, IC Travesto (PN), SM B. Partendo Spolimbergo (UD), SM Balabanof Roma, SM Oristano, SM n3 Oristano, SM Sinisgalli Potenza, SM Terricciola Pisa, IS Einaudi Staranzano (GR), Liceo Scientifico Torricelli - Maniaco (PN), IPAS Mauro Perrone - Castennaleta (TA), IPAA - Frosinone, SM "Vescovo Valtorta "- Capate Brianza (MI), Scolastico Savigliano - Cuneo, P.S.C. Salvemini - Palermo, IPSAR Cascino - Palermo, IPSAA Milazzo, III Istituto d'Arte Roma, ISA - Roma, Ist. Via Aquilonia -Roma, Liceo Levi - Roma, Liceo Montale - Roma, IPSIA Ferrari Biella, Ist. "R. Margherita" - Palermo, IPSIA Ferraris - Torino, L. S. Tosi - Busto Arstizio, Savigliano - Cuneo, IM Pascasilo - Trapani, ITC Turoldo Zogno Bergamo, ITI Marro Salvemini MT., Ist. Juvara - Siracusa, IPSCT Salvemini - Palermo, ITIS Gazzada - Varese

[8] Cfr.Miur, 2003: handicap e integrazione scolastica.

Il monitoraggio condotto da Cittadinanzattiva

I dati che presentiamo sono tratti da un monitoraggio civico sulla sicurezza degli edifici scolastici, condotta da cittadini volontari tra marzo e giugno del 2004, nel quadro di una campagna di Cittadinanzattiva dal titolo "ImparareSicuri", alla sua seconda edizione. Nella analisi del livello di sicurezza degli edifici osservati, sono state prese in considerazione alcune componenti:

  • gli edifici, relative alle strutture in cui si svolgono le diverse attività della scuola;
  • la qualità, relativa al livello di adeguatezza e di comfort delle stesse strutture;
  • la prevenzione/vigilanza, relativa al livello di diffusione di una cultura della sicurezza all'interno delle scuole osservate;
  • l'organizzazione, relativa a fattori come la certificazione e l'igiene.

Pur non essendo un monitoraggio dedicato esclusivamente al tema della accessibilità, dall'indagine si evincono dati interessanti su di essa, riferita sia allo specifico delle palestre che, in generale, all'accessibilità delle strutture scolastiche.

L'analisi che segue non è basata sulla elaborazione di un campione statisticamente ponderato. Tuttavia, essa rappresenta, al pari di altre forme di informazione civica, un termometro della presenza di barriere architettoniche, a maggior ragione significativo vista l'assenza di dati aggiornati sulla materia. Le indicazioni che potranno trarre sono a nostro avviso molto utili per cercare di identificare il peso dei problemi in gioco e per definire le linee di impostazione di una rilevazione statisticamente corretta che rispecchi un punto di vista civico.

A sostegno delle considerazioni finali che emergeranno dall'analisi dei dati, prenderemo in considerazione, quindi, poi quattro realtà specifiche, una del nord, due sud e una del centro, che per motivi diversi costituiscono dei "casi studio" rappresentativi di specifiche questioni legate alla praticabilità del diritto all'accesso all'attività motoria degli studenti con disabilità di quelle realtà.

I numeri dell'indagine

Gli edifici scolastici osservati sono stati complessivamente 200 e fanno riferimento a tutte le tipologie - materne, elementari, medie inferiori e medie superiori - e a tutto il territorio nazionale, comprese le isole.

Le tabelle e i grafici che seguono rendono conto della tipologia di scuole osservate, della loro distribuzione per provincia e del loro peso percentuale rispetto a macro aree geografiche.

 

Tabella 1. La tipologia delle scuole monitorate

Tipologia

Numero assoluto

Percentuale

scuole medie superiori

76

37%

scuole elementari

51

25%

scuole medie inferiori

33

17%

scuole materne

27

14%

istituti comprensivi

13

7%

totale

200

100%

 

Tabella 2 - La suddivisione per province

Provincia

n. scuole

Agrigento

12

Alessandria

37

Ancona

1

Cagliari

24

Caltanissetta

6

Campobasso

1

Caserta

1

Foggia

19

Genova

10

Imperia

4

Lucca

4

Matera

2

Milano

4

Nuoro

5

Perugia

1

Ragusa

1

Roma

18

Siracusa

8

Treviso

39

Verbania

3

Totale scuole

200

Le scuole fanno riferimento, quindi, a tutto il territorio nazionale. Le località interessate sono, in totale 49, relative alle seguenti province (20 in tutto). Considerando la stessa distribuzione per macro aree regionali, si può vedere che il 48,5% si trova al nord, il 12% al centro e il 39,5% al sud e nelle isole.

Grafico 1 - Distribuzione per macro aree regionali

grafico a istogrammi: Distribuzione per macro aree regionaliD

2. La presenza di alunni disabili

Dai dati relativi alla popolazione scolastica coinvolta, emerge che del totale delle scuole che hanno fornito dati sul numero degli studenti e degli studenti disabili (178 su 200), 100 scuole segnalano la presenza di alunni disabili. Il dato rappresenta oltre il 56% del totale delle scuole.

In particolare, il numero totale degli studenti di queste 178 scuole è di 55.542 di cui 483 con disabilità. In percentuale, il dato rappresenta ca. lo 0,90%.

Considerando il dato per tipologia di scuole, risulta quanto riportato nella tabella seguente:

I Dati sulle palestre

Il primo dato interessante che abbiamo rilevato - e che riguarda l'universo degli studenti - è stato quello relativo alla presenza o meno di una o più palestre all'interno dell'edificio scolastico considerato e la loro dislocazione, ovvero la loro posizione interna o esterna allo stesso. Del totale delle scuole abbiamo, ovviamente, considerato solo le scuole elementari, medie inferiori e medie superiori, essendo previsto curricularmente un percorso didattico relativo all'attività motoria e non potendosi parlare, per le scuole materne, di vere e proprie palestre, ma piuttosto di aule o spazi ludici.

I risultati sono riportati nella tabella n. 3.

 

Tabella 3 - Presenza di palestre e loro dislocazione
  numero istituti percentuale istituti

Numero istituti che non hanno né palestre interne né palestre esterne

24

13,87%

Numero istituti che hanno solo palestre esterne

35

20,23%

Numero istituti che hanno solo palestre interne

100

57,80%

Numero istituti che hanno sia palestre interne che esterne

14

8,09%

Totale

173

100%

 

Dai dati riportati emerge che solo il 57,80% della scuole dispone di una palestra al proprio interno e il 20,23% delle scuole dispone di una palestra esterna; l'8,09% dispone di palestre sia all'interno che all'esterno e che il 13,87% non dispone affatto di una palestra. Quest'ultimo dato, in particolare, è da tenere in considerazione perché rinvia alla mancanza totale - per gli studenti delle scuole a cui il dato fa riferimento - di pratica di un percorso educativo di attività motoria.

Rispetto, quindi, alla possibilità offerta dalle scuole di fare pratica motoria, il dato sulla assenza totale di palestre diventa più significativo se si considera che quel 20,23% di scuole che dispone di palestre esterne fa di fatto riferimento in pochi casi a palestre situate nello stesso complesso scolastico ma esterne al corpo delle classi, quanto piuttosto a cortili o palestre dislocate nella città, nella maggior parte dei casi di proprietà comunale, il che rinvia alla questione dell'eventuale trasporto degli studenti con disabilità e all'accessibilità degli impianti sportivi pubblici extrascolastici.

Un'ultima considerazione: correlando il dato della presenza o meno di palestre al numero di studenti presenti nei diversi istituti si evidenzia la mancanza di qualsiasi rapporto numerico tra i due dati. Si passa da una scuola media superiore di Canicattì con 1060 studenti e 1 sola palestra interna, ad una scuola media inferiore di San Severo con 506 studenti e nessuna palestra, ad un istituto professionale di Nuoro con 265 studenti e 1 palestra interna e 1 esterna, ad un liceo di Milano con 800 studenti e 4 palestre interne ed una esterna comprensiva di campo da basket, salto in alto, lancio del peso e pista da corsa.

Siamo, evidentemente, di fronte ad un contesto in cui il diritto degli studenti in generale alla pratica motoria è abbastanza disatteso, a fronte di una affermazione sempre più pressante (Ministero della salute in Italia, Unione europea e Nazioni unite) dell'importanza e della necessità di una promozione maggiore dell'attività motoria non agonistica in quanto strumento di benessere psico-fisico, di cui la scuola potrebbe rappresentare un luogo privilegiato.

È chiaro che, in questo contesto, per un ragazzo o una ragazza con disabilità la percentuale di possibilità di partecipare al percorso educativo di attività motoria in una qualche forma, risulta già di fatto ridotta drasticamente. Ma proseguiamo nel "calcolo delle probabilità".

L'accessibilitˆ delle palestre

Ma proseguiamo nella analisi dei dati. Verifichiamo ora la accessibilità delle palestre. Il monitoraggio per verificare l'accessibilità delle palestre ha considerato esclusivamente un dato molto semplice - se vogliamo anche riduttivo, ma comunque indicativo - della presenza o meno di ostacoli fisici che rappresentino fonte di disagio per la mobilità di chiunque e, particolare, di coloro che per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea.

Nell'ambito delle scuole che hanno dichiarato di avere una palestra al proprio interno, il 21% del totale risulta non accessibile, il che significa che su 114 scuole che dispongono di una palestra interna, 24 di esse risultano non accessibili.

E questo è un dato che messo in relazione con altri servizi didattici considerati risulta essere il più grave. Infatti, la percentuale di accessibilità dei laboratori scientifici è, per esempio, del 13%; quella delle aule computer del 14% e quella della biblioteca dell'11%.

Consideriamo ancora tre dati.

Il primo è riferito allo stato della pavimentazione, che può rappresentare una "barriera" per persone con difficoltà deambulatorie o con disabilità sensoriali: nel 13% delle palestre interne considerate, la pavimentazione risulta danneggiata.

Il secondo fa riferimento alla presenza o meno degli spogliatoi: in quasi una scuola su quattro lo spogliatoio risulta assente (23%). Attenzione: non stiamo parlando, quindi, di adeguamento delle strutture e degli arredi degli spogliatoi (così come prevede la normativa sul superamento delle barriere architettoniche), ma di presenza o meno.

Il terzo e ultimo elemento è la presenza o meno di attrezzature specifiche per disabili. In questo caso abbiamo riconsiderato il totale della scuole, comprese quelle materne. Il 90% delle scuole ha risposto di non possedere attrezzatura specifica o non ha risposto. Il 10% delle scuole ha risposto, invece, positivamente e, dal momento che non si tratta di pratica così diffusa, riteniamo corretto citare tali realtà. Si tratta dei seguenti 13 istituti:

  • Scuola elementare "Pirri" - Cagliari Pirri
  • Scuola Media "Stefanini" - Treviso
  • Istituto comprensivo - Scuola elementare "G. Carducci" - Monte Porzio Catone (RM)
  • Istituto comprensivo - Scuola media "E. Fermi" - Monte Porzio Catone (RM)
  • Scuola elementare"S. Giusto" - Caltanissetta
  • Scuola elementare "L. Sciascia" - Caltanissetta
  • Scuola media "Rosso di San Secondo" - Caltanissetta
  • Liceo Ginnasio "Bachelet" - Nova Siri
  • ITIS "A. Volta" - Alessandria
  • Scuola media "G. Pascoli" - Valenza (AL)
  • Scuola elementare "Fraccacreta" - San Severo (FG)
  • Istituto tecnico "Salvatore Satta" - Nuoro
  • Liceo scientifico "G. Peano" - Tortona (AL).

Segnaliamo, comunque, anche la Scuola Materna Montessori di Lanzago - Silea (TV) che dichiara di essere dotata di attrezzatura per bambini disabili.

L'accessibilità delle scuole

Dai dati del monitoraggio non si riesce ad evincere con precisione l'accessibilità del percorso di uno studente con disabilità dall'ingresso della scuola all'aula, da questa agli spogliatoi e poi alla palestra perché non era questo lo specifico dell'indagine. Ma, comunque, alcuni dati sull'accessibilità generale delle scuole emergono ugualmente e forniscono una idea - a nostro avviso sovrastimata - della possibilità per uno studente disabile di muoversi autonomamente all'interno della scuola.

I dati in nostro possesso ci danno informazioni sulla presenza di barriere architettoniche per le seguenti strutture: ingresso principale, corridoi, ascensori, segreteria, sala professori, cortile, servizi igienici, laboratori scientifici, aule computer, biblioteche, aule. Sul totale delle scuole, i risultati percentuali sono i seguenti:

 
Tabella 5 - Presenza di barriere architettoniche

Componenti scolastiche

Percentuale rispetto al totale

ingresso principale

23%

accesso ai corridoi

12%

corridoi

6%

ascensori [9]

18%

segreteria

12%

sala professori

6%

cortile

19%

laboratori scientifici

13%

palestre

21%

aule computer

14%

biblioteche

11%

aule

10%

Il dato resta di fatto ancora molto preoccupante: quasi in una scuola su 5 non si può accedere autonomamente e - fatta eccezione per quasi tutte le scuole materne - la quasi totalità delle scuole si sviluppa su più piani, in assenza di ascensori, o in presenza di ascensori non utilizzati o non collaudati o non accessibili (nel 18%dei casi). Resta molto drammatica la situazione dei servizi igienici dedicati: la presenza di servizi dedicati è stata segnalata in pochissimi casi.

Nonostante l'urgenza del problema, un segnale positivo comunque lo abbiamo rilevato. Gli indicatori considerati non consentono un raffronto con i dati ufficiali cui si è accennato nella parte relativa ad alcuni elementi di contesto. Ma, dal raffronto con l'indagine "ImparareSicuri" del 2003 un segnale di miglioramento si può registrare. Infatti, per quanto riguarda le componenti considerate, le percentuali di presenza di barriere architettoniche si sono abbassate di qualche punto (v. tabella seguente).

 

Tabella 6 - Presenza di barriere architettoniche 2003/2004

Componenti scolastiche

%

2003

%

2004

ingresso principale

38%

23%

accesso ai corridoi

26%

12%

corridoi

15%

6%

segreteria

22%

12%

sala professori

16%

6%

cortile

29%

19%

laboratori scientifici

22%

13%

palestre

28%

21%

aule computer

21%

14%

biblioteche

27%

11%

Le ragioni che stanno dietro a questo miglioramento pensiamo siano da ricondurre all'approssimarsi della scadenza indicata per l'adeguamento alla 626/94, fissata (all'epoca della rilevazione) per il dicembre del 2004.

Tre casi particolari

Abbiamo scelto di porre l'attenzione su quattro approfondimenti, relativi ad una realtà urbana di una regione del sud, ad una realtà di una regione del nord e ad una realtà del centro. Si tratta di due realtà - quella di Treviso e quella di Siracusa - i cui dati tratti dal monitoraggio mettono in evidenza alcune questioni specifiche, e di altre due realtà - Ancona e Avellino - per le quali, in occasione di questo dossier, il CSA competente e la ASL competente hanno fornito dati aggiornati. Anche se non sono omogenei dal punto di vista degli elementi rilevati, danno comunque un'idea di quello di cui ci stiamo occupando.

Treviso

Nel caso di Treviso, le scuole osservate sono state 15: 1 scuola materna, 10 scuole elementari, 2 scuole medie inferiori, 2 scuole medie superiori.

In particolare, le scuole che hanno collaborato al monitoraggio sono:

  • Scuola materna "Cervellini"
  • Scuola elementare "Vivaldi"
  • Scuola elementare "A. Martini"
  • Scuola elementare "S. Giovanni Bosco"
  • Scuola elementare "A. Manzoni"
  • Scuola elementare "Anna Frank"
  • Scuola elementare "Don Milani" - centrale
  • Scuola elementare "Carrer"
  • Scuola elementare "Vittorino da Feltre"
  • Scuola elementare "C. Tegon" - succursale
  • Scuola elementare "Tommaseo" - succursale
  • Scuola media "Stefanini"
  • Scuola media "A. Manzoni"
  • Liceo Artistico
  • ITIS "Fermi"

La popolazione studentesca coinvolta è stata di 2.293, di cui 16 con disabilità. Entrambe le cifre vanno considerate per difetto in quanto 3 scuole non hanno fornito i dati numerici relativi al numero di studenti.

Rispetto al dato generale che abbiamo discusso in precedenza, Treviso sembra rappresentare un caso positivo, per quanto riguarda la disponibilità di palestre. Infatti, esclusa la scuola materna, tutte le scuole dispongono di una palestra. In particolare, 11 dispongono esclusivamente di una palestra interna, 2 di una palestra interna e di una esterna e solo 1 scuola fa riferimento esclusivamente ad una palestra esterna, di proprietà del CONI.

Un dato significativo è quello relativo al rapporto tra numero degli studenti e palestre. Esclusa la scuola materna, le 14 scuole restanti fanno riferimento in totale a 17 palestre per un numero di utenza pari a 2.217 studenti, per un rapporto 1/130 ca.

Nel complesso, solo 2 scuole risultano avere le palestre non accessibili, che rappresenta ca. il 15% delle palestre, percentuale di parecchio inferiore alla media che avevamo rilevato in generale (21%).

In relazione agli altri fattori che compongono il giudizio sulla qualità delle palestre (stato della pavimentazione, presenza di spogliatoi e di attrezzatura per disabili) si può dire quanto segue:

1) delle 13 scuole che hanno una palestra interna, 7 dispongono di spogliatoi, dato che rappresenta quasi il 54%8 su 14 hanno gli spogliatoi (oltre il 57%);

2) 1 scuola (la scuola materna "Cervellini") dispone di attrezzatura specifica per disabili;

3) stato della pavimentazione è uniforme in tutte le scuole.

Una considerazione generale sul "caso" Treviso viene proprio dal confronto con i risultati complessivi dell'indagine sulla sicurezza nelle scuole. 13 delle 15 scuole di Treviso si collocano nelle prime due delle cinque categorie, che corrispondono ad un giudizio complessivo rispettivamente buono e discreto. Solo due si collocano nella terza categoria, in cui il livello di attenzione e orientamento alla sicurezza si può considerare appena sufficiente.

Caltanissetta

Nel caso di Caltanissetta le scuole monitorate sono state 6. In particolare si è trattato di 1 scuola materna, 1 scuola materna ed elementare, 1 scuola elementare, 1 media inferiore e 1 media superiore.

La popolazione studentesca coinvolta è stata di 2.967 studenti, di cui 61 con disabilità.

Rispetto al dato sulla presenza e la dislocazione delle palestre, Caltanissetta presenta la seguente situazione: fatta eccezione per la scuola materna, le restanti 5 scuole hanno tutte una palestra interna, il che rappresenterebbe un dato positivo. Il confronto fra Treviso e Caltanissetta dal punto di vista, però, del rapporto tra popolazione scolastica e numero delle palestre ci riporta ad una considerazione generale che abbiamo già fatto: non vi è alcuna proporzione tra bacino di utenza di riferimento e strutture. Alla luce di questo dato la situazione di Caltanissetta non è senza dubbio quella di Treviso; e la presenza nelle scuole della città del sud di un numero maggiore di studenti con disabilità non può che rendere più difficile una pratica di integrazione.

Consideriamo ora il dato dell'accessibilità delle palestre: 4 su 5 risultano accessibili. In termini percentuali il dato si avvicina di più al dato generale, rappresentando il 20%. Dal punto di vista poi dello stato della pavimentazione in 5 scuole su 5 risulta omogenea; gli spogliatoi sono presenti in 4 casi su 5 e l'attrezzatura specifica per disabili viene dichiarata in ben 3 su 5, che presentano una sensibilità particolare nei confronti del tema. Infatti una delle tre scuole, la scuola media "Rosso di San Secondo" presenta anche aule informatiche attrezzate per disabili e una palestra apposita per la psicomotricità. In un caso abbiamo anche la segnalazione specifica della presenza del bagno per disabili.

E tale sensibilità esiste ed è praticata anche a fronte di un rapporto tra studenti e palestre che potrebbe creare difficoltà per la "densità abitativa": infatti, esclusa la scuola materna, le 5 scuole restanti fanno riferimento in totale a 7 palestre per un numero di utenza pari a 2892 studenti (di cui 61 con disabilità), con un rapporto di 1/413.

Ancona

Il Centro servizi amministrativi di Ancona - Ufficio per le attività sportive, in occasione della stesura di questo dossier ha inviato i seguenti dati relativi alla situazione delle palestre delle scuole medie e superiori del comune di Ancona.

Situazione delle palestre delle scuole medie e superiori del comune di Ancona

Denominazione scuola

Accessibilità dell'ora di educazione fisica in orario curriculare per studenti con disabilità

Accessibilità delle palestre in orario extra curriculare

Ist. Compr. Tavernelle - Scuola Media Marconi

Palestra accessibile in quanto dotata di ascensore interno e scivoli che consentono agevole ingresso in palestra e negli spogliatoi

Accessibile

Ist. Compr. Cittadella sud S. Media Donatello

Palestra accessibile in quanto 2 aule sono al livello della palestra e sullo stesso piano di un parcheggio

Accessibile

Ist. Compr. Quartieri Nuovi S. media Buonarroti

Palestra accessibile in quanto dotata di ascensore interno e scivoli che consentono agevole ingresso in palestra e negli spogliatoi

Accessibile

Ist. Compr. Pinocchio S. media Pinocchio

Palestra accessibile in quanto 2 aule sono al livello della palestra e sullo stesso piano dell'ingresso

Non accessibile

Ist. Compr. Ancona nord - sc. Media Volta

Palestra non accessibile per scale non munite di scivolo

Non accessibile

Ist. Compr. Ancona centro - Sc. Media Pascoli

Palestra non accessibile per scale non munite di scivolo

Non accessibile

Ist. Compr. Ancona centro Sud est - Sc. Media Leopardi

Palestra non accessibile per scale non munite di scivolo

Non accessibile

Ist. Compr. Ancona centro sud est - Sc. Media Pietralacroce

Impianto comunale distante dalla sede didattica; accessibile

Accessibile

Ist. Compr. Posatora Sc. Media Podesti.

Palestra non accessibile per scale non munite di scivolo

Accessibile

Delle 9 scuole medie di Ancona, solo 4 sono accessibili; una è esterna distante, ma accessibile e 4 completamente inaccessibili. Questo significa che di 9 ragazzi disabili distribuiti nelle 9 scuole 4 da un punto di vista strutturale esclusivamente legato alla palestra possono aspirare ad essere inseriti nelle attività di educazione fisica; 4 ragazzi non potranno mai sperarci ed 1 potrebbe farcela se risultasse efficiente il sistema di trasporto scolastico per disabili.

Guardiamo, ora, la situazione relativa alle scuole medie di II grado.

Scuole medie di II grado

Denominazione scuola

Accessibilità dell'ora di educazione fisica in orario curriculare per studenti con disabilità

Accessibilità delle palestre in orario extra curriculare

Liceo Classico Rinaldini

Palestra accessibile in quanto dotata di ascensore interno che conduce agevolmente in palestra e negli spogliatoi

Accessibile

ITC Benincasa

Palestra accessibile in quanto dotata di ascensore interno che conduce agevolmente in palestra e negli spogliatoi

Accessibile

Liceo Scientifico Savoia

Palestra non accessibile in quanto non dotata di ascensore interno che consenta agevole ingresso in palestra e negli spogliatoi

Accessibile

Liceo scientifico Galilei

Palestra non accessibile in quanto dislocata al di fuori del complesso didattico e con spogliatoi al piano superiore privi di scivoli

Non accessibile

Ist. Sup. Elia

Palestra non accessibile in quanto dislocata al di fuori del complesso didattico e con scale privi di scivoli

Non accessibile

Ist. Sup. Vanvitelli

Palestra non accessibile per scale non munite di scivoli

Accessibile

ITIS Volterra

Palestra non accessibile in quanto dislocata al di fuori del complesso didattico e con scale prive di scivoli

Non accessibile

IPC Podesti

Palestra specializzata per disabili

Accessibile

Ist. Arte Mannucci

Palestra non accessibile per scale non munite di scivoli

Accessibile

Anche in questo caso, sono 9 gli istituti considerati. Di questi, 6 possiedono una palestra non accessibile; 2 istituti hanno palestre accessibili e 1 ha una palestra specializzata per disabili. A differenza delle scuole medie, la discriminazione in questo caso può essere maggiore, in quanto si fa riferimento a tipologie di istituto differenti.

Avellino

Un ultimo caso è quello di Avellino. Dall'Unità operativa "Igiene e sanità pubblica" della ASL Av2 sono giunti i dati relativi alla verifica delle palestre a servizio delle scuole elementari e medie della città di Avellino. Le informazioni relative sono le seguenti:

dati relativi alla verifica delle palestre a servizio delle scuole elementari e medie della cittˆ di Avellino

Denominazione scuole

accessibilitˆ

Palestra scuola elementare Rione Ferrovia

Accessibile a disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra Scuola Elementare Rione Parco

Accessibile a disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra Scuola Elementare Bellizzi I.

Accessibile a disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra Scuola elementare S. Tommaso

Non accessibile a disabili; allo stato non è funzionante

Palestra Scuola Elementare Rione Mazzini

Accessibile a disabili, non ancora dedicato servizio igienico dedicato; allo stato non funzionante per lavori in corso

Palestra Scuola Elementare Via Roma

Non accessibile ai disabili

Palestra Scuole elementare e media Valle

Accessibile ai disabili con ascensore allo stato guasto, non ancora realizzato il servizio igienico dedicato

Palestra Scuola elementare Perna

Accessibile a disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra Scuola elementare C. Colombo

Accessibile ai disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra Scuola media F. Tedesco

Accessibile ai disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra Scuola media Cocchia

Accessibile ai disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra Scuola Media S. Tommaso

Non accessibile ai disabili, allo stato non funzionante

Palestra Scuola Media Solimena

Accessibile a disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra scuola media D. Alighieri

Accessibile ai disabili, non ancora realizzato servizio igienico dedicato

Palestra Scuola Media L. Da Vinci

Accessibile a disabili con ascensore allo stato guasto, non ancora realizzato il servizio igienico dedicato

Delle 15 scuole - tra elementari e medie - considerate, 12 risultano non avere il servizio igienico per disabili, requisito indispensabile per ottenere il certificato igienico-sanitario. Delle tre scuole restanti non si ha notizia del contrario. Sull'accessibilità delle palestre, invece, i risultati sono i seguenti: 9 risultano accessibili; 3 risultano accessibili, ma di fatto non fruibili; 3 completamente inaccessibili. Anche se in questo caso la situazione potrebbe consideransi migliore, nulla si sa dei criteri di accessibilità utilizzati.

Le "buone pratiche"

Cittadinanzattiva, nel suo agire civico, è sempre andata oltre la denuncia, ribadendo la necessità di proposte concrete e di diffusione di buone pratiche di cui, pur se in maniera maggiore o minore a seconda dei settori e sicuramente "a macchia di leopardo" rispetto al territorio nazionale, ogni ambito della pubblica amministrazione può vantare una serie di casi.

Questo è lo spirito con cui si è inserita in questo dossier una parte dedicata a "buone pratiche" di integrazione di studenti con disabilità nei percorsi didattici dell'attività motoria. La modalità con cui sono state raccolte non permette di qualificare tali buone pratiche come le uniche o le migliori. E d'altra parte non è quello che ci interessa maggiormente. L'obiettivo è quello di avviare una "banca delle buone pratiche" che possa fungere da "banca delle idee" per tutte le scuole di ogni ordine e grado e facilitare una circolazione di prassi positive e fattibili e un contatto tra le scuole.

Cittadinanzattiva si impegna, quindi,a proseguire nella raccolta di tutti quei casi diffusi sul territorio, dedicando uno spazio ad hoc sul sito www.obiettivobarriere.it.

Elenco delle buone pratiche:

  • Bologna - "Laboratorio equestre" - Istituto comprensivo n. 6 di Via Fanelli
  • Parma - "SportScuola insieme"
  • Prato - "Insieme per giocare"
  • Ravenna (Riolo Terme) - Scuola Media G. Pascoli
  • Roma - Laboratorio sportivo per ragazzi diversamente abili
  • Roma - "Educazione fisica per tutti" - Istituto di Istruzione "Via delle sette Chiese, 259
  • Torino - Istituto professionale "Giulio"

Bologna - "Laboratorio Equestre" - Istituto comprensivo n.6 di via Finelli (progetto inserito nel P.O.F. 2003/2004) [10]

All'interno della scuola media Irnerio sono presenti alunni diversamente abili con difficoltà di apprendimento, relazione, attenzione, concentrazione, autonomia nella cura della propria persona. Il bisogno è stato rilevato dai rispettivi consigli di classe tramite diversi strumenti di osservazione. Gli obiettivi del progetto "Laboratorio equestre" sono:

  • autonomia relazionale, intesa come capacità di relazionarsi con altri in modo corretto, efficace, significativo;
  • autonomia espressiva, intesa come capacità di far emergere le proprie idee, emozioni, esperienze;
  • autonomia motoria, intesa come capacità di muoversi nell'ambiente in ambiti via via più specifici.

Il progetto si rivolge ad alunni diversamente abili con difficoltà importanti nelle seguenti aree: apprendimento, relazione con gli altri, verbalizzazione delle emozioni, abilità motorie, attenzione concentrazione. È rivolto, altresì, alle classi in cui sono inseriti gli alunni.

Il progetto prevede due fasi:

  • una prima fase con lezioni destinate ai soli alunni diversamente abili, effettuate presso il centro equestre "Paddock" a Vedrana di Budrio;
  • una seconda fase con lezioni destinate all'intero gruppo classe.

Le 3 lezioni previste nella prima fase del progetto si sono regolarmente svolte all'interno dell'orario scolastico durante l'anno 2003/2004, avvalendosi della collaborazione dei genitori per il trasporto degli alunni al centro equestre. Le attività effettuate dai ragazzi sono ampiamente documentate su supporto informatico (CD Rom).

La seconda fase del progetto, che prevede il coinvolgimento de.ll'intero gruppo classe, si attiverà nell'anno scolastico 2004/2005, se saranno disponibili i finanziamenti richiesti.

L'esperienza è risultata estremamente positiva, svolta con entusiasmo e successo dai ragazzi e apprezzata dai genitori.

[10] I testi delle "buone pratiche" corrispondono alle schede inviate dai rispettivi referenti.

 

riferimenti:

Responsabile del progetto: Anna Maria Lelli

Dirigente Scolastico: Fortunato Morleo

Istituto comprensivo n. 6 di Via Finelli

Via Finelli 2 - 40126 Bologna

tel. 051 - 240188 - fax 051 240189

e-mail: bomm01500d@istruzione.it

Parma - "Sportscuola insieme - Anno scolastico 2004-2005"

L'inizio del 2004 ha visto la Federazione Italiana Sport Disabili della Provincia di Parma, con l'aiuto del Comune, della Provincia e del CSA Provinciale, mettere in pratica u progetto importantissimo presso le scuole medie inferiori della nostra città. Nelle classi ove era presente un portatore di handicap sono state proposte quattro diverse discipline sportive: nuoto, scherma, basket, attività di pre-judo.

L'innovazione di tale iniziativa è dovuta al fatto che, contrariamente al metodo classico che vede il disabile adattarsi, pur con aiuti e ausili, allo sport, i nostri tecnici, partendo dalla disabilità del ragazzo inserito nella classe, hanno invece cercato di adattare tutti gli alunni a quello che il disabile voleva o poteva fare.

In un paio di classi ove era inserito un portatore di ipo-acusia, gli alunni si sono visti proporre delle lezioni "senza sonoro", in altre ove la disabilità era poco manifesta si è cercato di crearla, ponendo i ragazzi in diverse situazioni-tipo, e così via…

Il risultato che abbiamo ottenuto è andato ben oltre le nostre aspettative e la risposta sia degli alunni sia dei docenti è stata davvero molto grande, soprattutto per l'alto valore educativo che tale iniziative ha avuto.

Il poter fare sport insieme in diversi modi ha permesso ai partecipanti di comprendere appieno che TUTTI hanno delle potenzialità e che la disabilità scompare nel momento in cui si imposta l'insegnamento sotto una diversa ottica. Ciascuno di noi ha delle capacità, la bravura dei nostri tecnici è stata quella di riuscire a tirare fuori il meglio da ciascuno dei ragazzi.

Il nostro scopo era quello di far giocare i ragazzi e, al contempo, di livellare il più possibile le diversità tra tutti, per poter partire da un piano di lavoro comune e per cercare di spezzare dei pregiudizi che purtroppo ancora troppo spesso si incontrano anche negli stessi istituti scolastici.

Abbiamo notato una grande cooperazione tra tutti gli allievi, che oltre a divertirsi, hanno dimostrato una grande volontà di apprendere nuovi modi per stare insieme e hanno confermato l'idea che se si insegna ai giovani a crescere uniti, soprattutto in un'età nella quale i preconcetti non sono ancora ben radicati, si può pensare di attuare grazie a loro quel cambiamento di mentalità che tutti ci aspettiamo.

La stampa locale e in particolare La Gazzetta di Parma ha aiutato il nostro lavoro mettendo in luce tale iniziativa; la stessa è stata anche molto ben presentata nella rubrica regionale del TG di RAI 3 "Abilhandicap" e in un articolo di "Hocchio" di Repubblica.

Impostazioni iniziali

Si è ravvisata la necessità di predisporre per il prossimo ciclo di lezioni un corso di formazione per i nostri tecnici di almeno 5 incontri, durante i quali impostare quella linea comune così fondamentale per poter ottenere dei risultati e chiarire tutti gli eventuali dubbi possano sorgere.

In collaborazione con il CSA provinciale, verranno ricontattate le scuole medie inferiori della nostra città per presentare nuovamente la nostra iniziativa e poter esporre i risultati ottenuti, alla luce di quelle che sono anche le esperienze dirette sia dei docenti di Educazione Fisica e degli insegnanti di sostegno sia dei ragazzi stessi, con proiezioni di filmati e spiegazione dei nostri istruttori.

Entro i primi giorni di ottobre si raccoglieranno le adesioni delle classi interessate, le quali saranno poi contattate dai nostri tecnici per concordare insieme agli insegnanti un piano di lavoro di massima da seguire.

Le lezioni inizieranno poi nel mese di gennaio per un ciclo di 10 incontri, che riteniamo il minimo indispensabile per poter ottenere dei risultati tangibili.

Abbiamo ritenuto opportuno mantenere l'offerta delle stesse discipline: nuoto, attività motoria e pre-judo, mini-basket in carrozzina, scherma., specificando che nell'ambito della scherma vi è una limitazione per i disabili mentali, mentre consigliamo il mini basket in carrozzina in quelle classi ove sia inserito un disabile motorio.

Riferimenti:

Luciano Selleri, coordinatore Ed. Fisica e sportiva CSA Parma csa3@provincia.parma.it

Cinzia Mainardi, delegato provinciale FISD, gigicinzia@inwind.it

Prato - "Insieme per giocare: il bambino disabile, protagonista di un progetto educativo"

Il progetto, organizzato da cinque anni dal MIUR - Ufficio di educazione fisica e sportiva del CSA di Prato e patrocinato dalla Regione Toscana, ha come obiettivo principale l'integrazione degli alunni disabili in attività motorio-sportive all'interno delle scuole medie della provincia e dove l'alunno disabile lavora insieme alla classe e si prepara per una manifestazione conclusiva di fine anno.

L'iniziativa si fonda sul riconoscimento dell'educazione fisica come strumento formativo-educativo, ed i giochi proposti alle scuole vengono, preventivamente concordati con lo staff tecnico di docenti specializzati e sono tesi a favorire la creatività, il rispetto reciproco, la cooperazione, l'eliminazione della disuguaglianza, la reale e propositiva collaborazione del "gruppo classe" nel raggiungimento del risultato di squadra.

Per la realizzazione degli obiettivi sopraccitati, attraverso una programmazione accurata dall'inizio dell'anno scolastico, intervengono, oltre ai docenti di educazione fisica, anche gli insegnanti di lettere, di educazione artistica, educazione tecnica e di sostegno e collaborano tutti insieme alla realizzazione di coreografie motorie, raffigurazioni pittoriche, costruzioni di piccoli attrezzi, riflessioni e dibattiti sul tema dell'integrazione, della solidarietà e dell'amicizia.

Le attività all'interno del progetto sono giochi che utilizzano movimenti semplici e complessi in soluzioni originali e finalizzate all'acquisizione di specifiche abilità motorie, relazionali e cognitive, tenendo conto del tipo di disabilità dei ragazzi.

In quest'ambito, lo sport si esprime attraverso elementi culturali, come insieme di regole, di valori, d'interessi e come ambiente adatto a sviluppare l'esperienza e l'immagine di sé.

La collaborazione, la cooperazione e l'aggregazione del gruppo sono fondamentali per il raggiungimento dell'obiettivo finale: "tutti insieme per giocare".

Il nostro intento è stato quello di considerare la diversità come elemento della realtà e come possibile risorsa di ricchezza. La diversità intesa come apertura verso nuove conoscenze: è da questo punto che si è sviluppato il nostro progetto.

Abbiamo incontrato un mondo fatto d'abilità, bisogni e potenzialità diverse; ci siamo confrontati, abbiamo esaminato attentamente ogni possibilità nel costruire i nostri giochi motori per realizzare in un tempo adeguato di preparazione tutti gli alunni della classe compreso l'alunno disabile senza che quest'ultimo si sia sentito un "soggetto aggiunto".

Questa esperienza è stata presentata al Convegno del Panathlon Club di Viareggio, dello scorso anno, e da qui alcune province della Regione Toscana la hanno riproposta alle scuole del loro territorio.

Quest'anno, la Provincia di Prato propone l'iniziativa a tutte le scuole della Regione Toscana e invita i partecipanti a ritrovarsi il 15 maggio all'Istituto Tecnico Commerciale J.M. Keynes.

Ed ora speriamo che la mongolfiera, che alla fine dei giochi, si alzerà verso il cielo voli, volli in alto e porti lontano messaggi di fratellanza, di solidarietà e di pace scritti da tanti bambini e che questo grido arrivi al cuore di chi oggi non vuole ascoltare.

Riferimenti:

prof.ssa Donatella Ristagno

c/o I.C.S. "L. Bartolini" di Vaiano (PO)

tel. 0574 - 989608

fax 0574 - 988266

Ravenna - Scuola Media "G. Pascoli" - Riolo Terme

Titolo del progetto

Consolidamento degli schemi motori di base, della coordinazione dinamico-generale e della socializzazione scolastica (in particolare con la propria classe).

Ordine di scuola

Scuola media I.C. "G. Pascoli" di Riolo Terme, provincia di Ravenna.

Aspetti su cui si è lavorato

Difficoltà di integrazione, in particolare sulla psicomotricità, in quanto forte canale di comunicazione. Per questo alunno, attraverso il "mezzo" psicomotricità, si è arrivati all'inserimento e alla convivenza serena del ragazzo con la sua classe durante le lezioni di educazione fisica.

Ambiti di intervento

Autonomie, comunicazione psicomotoria

Patologia, come da certificazione

Ritardo mentale grave da cerebropatia pre-natale (infezione da citomegalovirus), acusia bilaterale, neurosensoriale grave.

Partecipanti al progetto

Un alunno nella prima fase del progetto; tutta la sua classe nella seconda fase e nella verifica finale.

Elementi di forza del progetto

Team nella fase di verifica

Individuali per tutta la durata del progetto (motivazione dell'alunno per l'attività fisaca e l'ambiente palestra a lui consono).

Elementi di criticità

Scarso coinvolgimento con la classe, dato che non ci sono momenti di vita comune tra l'alunno e i compagni. Lo scopo del progetto era proprio quello di aumentare i tempi di convivenza con la sua classe in un ambiente favorevole come la palestra.

Obiettivi

Sia individuali che di gruppo. Si è partiti con un lavoro individuale per arrivare gradatamente, in base alle esigenze dell'alunno, ad un lavoro di gruppo.

Risorse (interne alla scuola)

Umane, spazi (palestra), altro (attrezzi piccoli e grandi).

Metodologie

Metodo imitativo, rafforzato con spiegazione gestuale. Nel momento della verifica, supporto di un compagno.

Abstract

In modo graduale si è cercato un rapporto affettivo e di fiducia con l'alunno attraverso l'attività in palestra a lui gradita per eccellenza. Il lavoro è partito in maniera individuale, visto i problemi sorti durante tutto l'anno precedente nella convivenza con la classe. In seguito si è cercata l'integrazione con il gruppo, iniziando con pochi minuti fino ad arrivare ad una buona tolleranza da parte dell'alunno di circa 30-45 minuti.

Canali di finanziamento

Altro

Materiale disponibile

Piccoli e grandi attrezzi convenzionali

Phisioball di 95 cm di diametro

Rototubo

Videocamera

Documentazione finale

Mini DVD conservata dall'Istituto comprensivo e non divulgata in quanto tutelata dalla legge della privacy.

Riferimento

Prof.ssa Silvia Bigini - I.C. "G. Pascoli" di Riolo Terme (RV)

Ufficio di educazione fisica e sportiva - CSA Ravenna e-mail csubini@libero.it

Roma - Progetto Laboratorio sportivo per ragazzi diversamente abili

Premessa

Il laboratorio sportivo per ragazzi diversamente abili, inserito in un più ampio progetto di istituto, ha lo scopo di favorire la crescita e lo sviluppo delle capacità esistenti in un allievo, di acquisire strategie didattiche e operative aumentando di fatto il numero di ore nella scuola nelle quali questi ragazzi possono usufruire di un potenziamento dell'insegnamento.

Il laboratorio sportivo è inteso quindi come mezzo per il raggiungimento degli obiettivi trasversali dell'apprendere attraverso il gioco, lo sport e la competizione innata in ognuno di noi e si porrà come meta finale la partecipazione dei ragazzi alle gare dei Giochi Sportivi Studenteschi, in particolare nelle discipline dell'atletica leggera e del basket 3 contro 3 come momento di verifica del lavoro svolto e di confronto con gli altri.

Obiettivi

Migliorare le capacità coordinative e condizionali, le abilità motorie, il senso ritmico, la socializzazione attraverso proposte di lavoro motorio che si pongano come obiettivo lo svolgimento di gare sportive e come risultato il miglioramento l'autonomia e la crescita dell'autostima.

Destinatari

Il laboratorio è rivolto a tutti gli alunni disabili della scuola che desiderano farne parte. I ragazzi sono suddivisi in piccoli gruppi sia in relazione alla gravità della disabilità che della tipologia; infatti, può essere più opportuno dividere i ragazzi in carrozzina da quelli deambulanti per permettere una maggiore specificità del lavoro. È prevista la partecipazione, in qualità di "assistente-allenatore", di uno o due di quegli alunni che, pur trovandosi in difficoltà di apprendimento o relazionale, non si riconoscono con i loro compagni diversamente abili e pertanto non accetterebbero di partecipare al gruppo sportivo in altra veste.

Organizzazione e attività

Due ore a settimana per gruppo, durante l'orario curriculare. Il progetto inserito nel P.O.F. e approvato dai singoli Consigli di Classe, prevede la partecipazione di ragazzi di differenti classi al gruppo del laboratorio sportivo .

Il progetto inizia già nei corridoi della scuola dove i ragazzi sono impegnati a chiamare dalle rispettive classi i compagni del gruppo e, in maniera sempre più autonoma, imparano a recarsi in palestra aiutando nel frattempo chi ha più difficoltà.

Per quanto riguarda la programmazione didattica, nel primo periodo dell'anno scolastico il lavoro è finalizzato prevalentemente al miglioramento delle abilità motorie di base e dell'autonomia, alla creazione del gruppo, al rispetto delle regole, alla relazione e collaborazione; in un secondo momento il lavoro sarà più specificatamente rivolto alla preparazione delle gare di atletica leggera (velocità, lancio della palla e salto in lungo) e infine, nell'ultima parte dell'anno, il tema centrale dell'attività sarà più orientata al gioco di squadra.

Metodologia

Le metodologie di insegnamento saranno quelle specifiche per ciascuna disciplina sportiva proposta, in quanto non esiste uno sport per disabili ma esiste lo sport. Si tratterà, quindi, di dosare i carichi di lavoro in maniera adeguata ed offrire a questi ragazzi il tempo loro necessario ad apprendere e a riadattare i gesti sportivi in relazione alle loro capacità funzionali.

Risorse

È sempre opportuna la presenza in palestra di due insegnanti o di un insegnante e di un A.E.C. per la gestione dei ragazzi che talvolta per lavorare richiedono un rapporto frontale, o per permettere a disabili fisici di potersi esprimere in nuovi gesti motori nella massima sicurezza.

Valutazione dei risultati

Il lavoro si svolge sempre in un clima di grande entusiasmo e partecipazione da parte di ragazzi. In tutti si è potuto verificare, attraverso anche l'uso di test, il miglioramento delle capacità motorie, ma soprattutto si è potuto constatare il cambiamento sotto il profilo dell'autonomia e quello relazionale, sia all'interno del gruppo di lavoro che rispetto ai contesti esterni.

L'esperienza delle gare è stato un momento di grande crescita personale, ricco di emozioni per loro, per gli insegnanti e per i genitori che ci hanno accompagnato.

Da parte dei partecipanti cosiddetti "normali" alle gare dei Giochi Sportivi Studenteschi, fino alla fase delle finali nazionali, alla quale abbiamo partecipato, abbiamo ricevuto un caloroso tifo che ha sempre accompagnato le performance sportive di questi ragazzi diversamente abili e le loro premiazioni.

Al di là delle aspettative, si è dimostrata la compresenza in palestra del gruppo del laboratorio con un gruppo classe della scuola che svolgeva la lezione di educazione fisica; infatti, se gli uni hanno migliorato la capacità di concentrazione anche in presenza di altre persone che svolgevano, in contemporanea, un lavoro completamente diverso dal loro, per gli altri è stato motivo iniziale di curiosità, nello scoprire le potenzialità insospettate di questi ragazzi e, in un secondo momento, di crescita relazionale verso il "diverso", fino ad arrivare alla integrazione dei due gruppi che, verso la fine dell'anno scolastico, svolgevano giochi e gare insieme con pieno godimento di tutti.

Conclusioni

Questi ragazzi hanno potuto, attraverso una attività riccamente gratificante, acquisire sicurezza e conquistare vittorie prima di tutto umane, che difficilmente avrebbero potuto raggiungere in altre situazioni scolastiche o extrascolastiche.

L'attività sportiva, qualunque sia il livello di partenza, ha mostrato, ancora una volta, il suo valore nel concorrere al processo di crescita dell'individuo e alla formazione della personalità nella sua interezza, nonché le enormi potenzialità di crescita che ci sono in ogni individuo, che necessitano solo di essere aiutata a venire fuori con obiettivi tangibili, come la lunghezza di un salto in lungo.

Attraverso la determinazione ed il coraggio che in alcuni momenti è stato necessario a questi ragazzi, in special modo i disabili fisici, per affrontare da "pari" il mondo degli altri atleti, la scuola, attraverso lo sport, ha offerto l'immagine di una integrazione possibile e vera.

Riferimenti:

prof.ssa Valeria Di Segni

III Istituto d'Arte

Piazza dei Decemviri 8

Roma

Tel. 06 7480609

Roma - Progetto scolastico "Educazione fisica per tutti"

Presentazione dell'Istituto

L'Istituto di Istruzione Superiore "Via delle Sette Chiese, 259" di Roma è caratterizzato da una particolare situazione che lo vede da tempo impegnato nell'integrazione scolastica degli studenti disabili, in particolare non vedenti, essendo ubicato nelle vicinanza dell'Istituto per ciechi S. Alessio Margherita di Savoia.

L'istituto nel tempo si è dotato di strumenti tiflodidattici sempre più aggiornati finalizzati allo studio, alla comunicazione, all'autonomia individuale dell'alunno con disabilità visiva.

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento degli studenti in situazioni di handicap psicofisico, alcuni dei quali presentano gravi disturbi dell'apprendimento.

Attualmente nel nostro istituto sono presenti 27 studenti in situazioni di handicap, di cui 26 presso la s.a. J.J.Rousseau e 1 presso la s.a. Platone.

Attività

Al fine di migliorare la qualità dell'integrazione durante l'anno scolastico si organizzano varie attività che vengono verificate attraverso i gruppi di lavoro previsti dalla legge quadro 104/1992 (art. 12 c.5). Nello specifico, si cerca di garantire la co-presenza del docente specializzato durante una delle due ore di educazione fisica e di far partecipare lo studente disabile alle gare organizzate dall'Ufficio educazione fisica del CSA di Roma. Inoltre, da quest'anno scolastico è stata formalmente istituita l'attività sportiva extra-scolastica dedicata agli studenti disabili.

Risultati

Il risultato immediato è dato dalla partecipazione degli studenti a tutte le attività curriculari, comprese le ore di educazione fisica, le quali generalmente o non vengono svolte o vengono utilizzate per altri scopi.

Attualmente uno dei nostri studenti, da noi iniziato all'Atletica Leggera, si è iscritto ad una società sportiva e frequenta regolarmente il campo di allenamento delle Tre Fontane di Roma, mentre un altro ex-alunno ha partecipato alle ultime Paraolimpiadi di Atene.

Il futuro: progetto "Rete sport e integrazione"

Obiettivo del progetto è quello di avviare una serie di esperienze di sport integrato utilizzando le strutture sportive scolastiche disponibili sul territorio, ma anche le strutture in cui operano le cooperative sociali di zona ed eventualmente le associazioni sportive interessate a proporre un'attività socializzante/non agonistica.

I soggetti a cui è rivolta l'attività sono gli studenti della scuola secondaria della zona di Roma e provincia.

I gruppi sportivi dovranno essere composti cercando di coinvolgere un ampio numero di studenti "normodotati" ed i ragazzi in situazione di disabilità presenti negli istituti scolastici considerati, in modo tale da realizzare dei gruppi disomogenei ed integrati.

Le attività sportive verranno proposte sotto forma di "attività non agonistiche", "ludiche", "socializzanti", secondo un'ottica definibile nell'ambito dello "sport per tutti" e della partecipazione sportiva estesa.

Per proporre le attività dei gruppi integrati verranno utilizzate le tecniche e le metodologie in corso di sperimentazione nel laboratorio di "giochi ed attività sportive integrate" afferente alla cattedra di pedagogia sociale dello IUSM di Roma.

I punti cardine di questa proposta metodologica sono:

  • il gioco come mezzo per esprimere se stessi e divertirsi;
  • educare a stare insieme, tolleranza, socialità, disciplina, rispetto dei tempi, rispetto degli altri;
  • competitività non esasperata, piacere di partecipare, superamento della solitudine ma anche superamento dei propri limiti,
  • lavorare col gruppo senza dimenticare i singoli adattando interventi, correzioni, richiami , incoraggiamenti;
  • importanza del gruppo "unito".

Le attività verranno condotte da studenti tirocinanti del corso di Pedagogia speciale attivato nel Corso di Laurea in Scienze Motorie e sportive, eventualmente coadiuvati dai docenti di educazione fisica della scuola, anche in possesso di specializzazioni per il sostegno, o dagli operatori e dai tecnici presenti nelle cooperative sociali e nelle associazioni sportive.

Il compito degli studenti tirocinanti sarà quello di far adottare le linee guida dello "sport integrato" sia in fase di programmazione che di realizzazione delle attività sportive.

Tali linee sinteticamente sono:

  • analizzare le capacità del ragazzo in tutta la loro complessità (non nei limiti) ed intuirne le capacità;
  • modulare gli obiettivi, graduare le proposte, per far vivere esperienze di successo;
  • ideare giochi che sfruttino al massimo le potenzialità dei soggetti con differenti abilità valorizzare gli aspetti positivi, non i limiti;
  • progressività: proporre esercizi via via più impegnativi ma non impossibili; il ragazzo deve "sentire" e sapere che ce la può fare;
  • utilizzare giochi, esercizi e circuiti che possano essere affrontati in differenti modi in relazione alle capacità ed abilità dei partecipanti;
  • il ragazzo deve sapere di avere delle potenzialità che grazie all'allenatore, al gioco e al gruppo possono "saltare fuori";
  • valorizzare i progressi compiuti, enfatizzare i successi, gratificare chi riesce ed incoraggiare chi non ce la fa;
  • eventuale variazione dei regolamenti sportivi delle attività proposte in modo da consentire una partecipazione attiva ed efficace da parte di tutti i ragazzi, dai più abili ai meno abili.

Parallelamente all'effettuazione delle attività di sport integrato effettuabili sul territorio verrà organizzata una rete di monitoraggio delle attività stesse per verificare il raggiungimento degli obiettivi del progetto in armonia con i punti cardine indicati, il gradimento da parte degli studenti interessati e delle famiglie, eventuali problemi sopraggiunti, la possibilità di adeguamento negli interventi, ecc.

Questa attività di monitoraggio verrà effettuata sul territorio dagli stessi studenti tirocinanti, mentre i dati verranno elaborati al gruppo di ricerca afferente alla cattedra di pedagogia speciale dello IUSM di Roma.

Riferimenti:

prof. Iacopo Balocco, docente specializzato e coordinatore per le attività di sostegno

prof. Rossano Mastrodomenico, docente specializzato e tecnico federale FISD

prof.ssa Rosalba Marchetti, coordinatore ufficio educazione fisica CSA Roma

prof.ssa Lucia De Anna, ordinario Pedagogia speciale IUSM Roma.

Torino - Istituto professionale "Giulio"

a.s. 2004/2005

Allievi disabili frequentanti: 59

Attività di laboratorio:

  • musicoterapica
  • psicomotricità
  • danza in carrozzina
  • manualità

Attivitˆ motoria e sportiva adattata

1997/98

Basket in carrozzina per maschi e femmine

Tennis in carrozzina

Partecipazione ai giochi sportivi studenteschi di ginnastica e campestre

1998/99

Basket in carrozzina

Tennis in carrozzina

Ki Aikido in carrozzina

G.S.S.: ginnastica+nuoto+atletica

1990/2000

Basket in carrozzina

Tennis da tavolo

Sci alpino

Orienteering

G.S.S.: Campestre + ginnastica+ Orienteering+nuoto+atletica+sci

2000/2001 - 2001/2002

come l'anno precedente

2002/2003

Danza in carrozzina (in aggiunta)

Progetto "Sport e abilità diverse" - manifestazione sportiva in strada, in collaborazione con la Circoscrizione n. 8

2003/2004

Progetto "Sport e abilità diverse", in collaborazione con la Circoscrizione n.2

Partecipazione al Paralimpic Day e ad Ability dall'anno 2000

Riferimenti:

Prof.ssa Bruna Lorea

IPSSCT "C. I. Giulio"

Via G: Bidone, 11 - 10125 Torino

Tel. 011- 658702

Considerazioni Finali

Sulla base dei dati emersi dalla rilevazione, ci sembra si possano formulare alcune considerazioni di carattere generale.

1. Una prima considerazione di ordine generale è che, pur essendo un diritto, l'integrazione nella pratica sportiva degli studenti con disabilità è ancora un lusso. Pur incontrando grande sensibilità da parte di tanti operatori del sistema scolastico, il tema in questione sembra essere più nella agenda dei principi ma non della politica.

2. La seconda considerazione è legata alla conoscenza del problema, dal momento che siamo convinti che l'informazione e la documentazione sullo stato dell'arte rappresenti una strada obbligata per l'affermazione di un diritto. Per costruire una politica efficace per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici scolastici e per rendere possibile l'integrazione degli studenti con disabilità anche nei programmi relativi all'attività motoria, è necessario:

  1. produrre un censimento dell'impiantistica sportiva scolastica;
  2. impostare e produrre una rilevazione puntuale delle barriere architettoniche nelle palestre e nelle scuole in generale;
  3. creare e aggiornare una mappatura delle disabilità di cui sono portatori gli studenti "in situazione di handicap" della scuola italiana, ad oggi insufficiente perchè la classificazione adottata, di tipo amministrativo, è legata ai requisiti richiesti al docente di sostegno più che alla descrizione dell'handicap dell'alunno.

In assenza di questi dati sarà difficile individuare piani di intervento puntuali e specifici per ciascun contesto territoriale e sarà difficile, altresì, comprendere la portata economica di tali interventi e l'investimento necessario, quindi, per passare dalla messa in agenda del tema alla sua risoluzione. Anche dal punto di vista delle linee di indirizzo che al livello nazionale le diverse istituzioni competenti sono tenute a dare, il rischio, in assenza di dati qualificati e aggiornati, è quello di ribadire o promuovere principi difficilmente contestabili, ma altrettanto generici ai fini di una implementazione reale ed efficace.

3. Una terza considerazione riguarda il valore che si dà alla questione "integrazione degli studenti disabili nell'attività motoria scolastica" nei fatti e non solo nelle dichiarazioni di principio. In un contesto, infatti, caratterizzato da una situazione dell'edilizia scolastica difficile e da una condizione della pratica sportiva poco accessibile in generale, il rischio che il tema dell'integrazione degli studenti disabili venga tralasciato è elevato. È importante, quindi, ribadire con fermezza l'idea che non stiamo parlando di un lusso, di qualcosa che in una scala di valori non dichiarata ma praticata venga collocata ad un gradino inferiore. Non ci sono, infatti, diritti di serie A e diritti di serie B, piuttosto deve diventare un obbligo per tutti i soggetti adottare un approccio trasversale alla disabilità che, nel nostro caso, significa che la messa a norma degli edifici scolastici non può dichiararsi tale se non vi è anche il requisito della accessibilità nella accezione più completa che ne dà la normativa. Ma significa anche che l'approccio deve diventare parte integrante nell'impostazione degli interventi di tutte le istituzioni ad ogni livello.

4. Una quarta considerazione è relativa al fatto che l'applicazione della 626/94: un volano per il miglioramento e l'adeguamento anche delle condizioni di accessibilità. Il miglioramento - seppur ancora limitato - della situazione legata alla accessibilità va, a nostro avviso, rapportato ad una conclusione generale che è emersa dall'indagine di Cittadinanzattiva sulla sicurezza a scuola. Lo scorso anno, infatti, si denunciava la sottovalutazione della gravità della situazione di molti edifici scolastici italiani e, conseguentemente, gli scarsi e inadeguati investimenti previsti sia al livello nazionale che al livello locale per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Quest'anno la situazione si è venuta a modificare: i risultati evidenziano di fatto un miglioramento significativo dal punto di vista strutturale degli edifici monitorati. E a fronte di tutto questo si è, invece, nuovamente prorogata la scadenza alla legge 626 del 1994. Bisogna tenere, comunque, duro e non cedere rispetto a termini poco stringenti. Dal punto di vista di questo dossier, due sono gli obiettivi che vanno tenuti presenti nell'applicazione della 626: adeguare sicuramente tutti quegli aspetti legati alla accessibilità e fare in modo che le scuole e le palestre, in particolare, finalmente sicure, non "producano" esse stesse studenti disabili.

5. Una quinta considerazione fa riferimento al ruolo fondamentale che possono rivestire le buone pratiche di integrazione e la loro diffusione. È chiaro, infatti, che la situazione relativa sia al superamento delle barriere architettoniche negli edifici scolastici che alla pratica di integrazione nello specifico dell'attività motoria è assolutamente "a macchia di leopardo" e rischia di essere lasciata molto all'iniziativa di singoli dirigenti scolastici o di singoli insegnati o di singoli CSA. Una funzione centrale dovrebbe essere quella di raccogliere e comunicare le buone pratiche per un duplice obiettivo: rendere visibili gli effetti positivi della spinta autonomistica, in termini di pluralità di risposte che ha prodotto, e costituire una fonte a cui attingere standard di qualità e "antidoti" alle distorsioni in termini di tutela omogenea di un diritto che la stessa spinta autonomistica può provocare.

6. Una sesta e ultima considerazione riguarda il coinvolgimento dei cittadini. Nello spirito della sussidiarietà orizzontale espresso dal 4° comma dell'articolo 118 della Costituzione italiana, l'attività di censimento e mappatura di cui al punto 1 potrebbe essere condotta dai cittadini favoriti dalle amministrazioni competenti, che potrebbero non disporre di risorse umane (e di tempo) per lo svolgimento di questa attività. Il valore aggiunto di questa collaborazione sussidiaria è triplice:

  • ribadisce nei fatti che la scuola è di tutti, che rappresenta un bene comune dell'intera comunità locale e nazionale la cui difesa e il cui miglioramento deve riguardare chi in essa vive e lavora, le istituzioni di competenza locali e nazionali, le famiglie e cittadini portatori di competenze civiche, quali possono essere quelli appartenenti ad associazioni che si occupano dei temi in questione;
  • contribuisce ad evitare il rischio dell'autoreferenzialità, tipica ancora di molte amministrazioni: favorire una rilevazione condotta da soggetti terzi rispetto alle istituzioni, ma parimenti "proprietari" della scuola evita di raccogliere risposte a volte solo burocratiche, che non passano attraverso una attenta osservazione degli oggetti da censire;
  • contribuisce ad abbassare il rischio di conflittualità tra cittadini ed enti competenti; la conflittualità non riguarda soltanto il permanere di situazioni di inaccessibilità da parte di studenti disabili alle strutture sportive e scolastiche in generale; spesso, riguarda anche l'appropriatezza degli interventi come nel caso di una palestra accessibile e dotata di attrezzatura specifica ma collocata in un piano diverso dal piano terra in assenza di ascensore o di ascensore adeguato; o nel caso di spogliatoi con bagni per disabili il cui arredo non è adeguato e così via.

Il coinvolgimento dei cittadini singoli o associati, e in particolare di coloro che hanno acquisito competenze "civiche" in questo settore, potrebbe rivelarsi vincente non solo nella fase di individuazione delle barriere architettoniche, ma anche per la individuazione delle soluzioni e il collaudo delle stesse.