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EMERGENZE UMANITARIE
Costa d'Avorio
Superficie: 322.460 kmq
Popolazione: 17.298.040 abitanti (tasso di crescita demografica
2,1%)
Capitale: Yamoussoukro (185.600 abitanti, capitale politica);
Abidjan (4.113.600 abitanti, capitale amministrativa)
Popoli: 42,1% akan (che comprendono baoulé e agni),
17,6% gur, 16,5% mandé settentrionali, 11% kru (un tempo chiamati yacouba
o dan), 10% mandé meridionali, 2,8% senoufo, maliani, burkinabe, francesi,
libanesi
Lingua: francese (lingua ufficiale). Delle 60 lingue native
le più parlate sono il dioula, lo yacouba, il senoufo, il baoulé,
l'agni
Religione: dal 25 al 40% animista e religioni tradizionali,
dal 35 al 40% musulmana, dal 20 al 30% protestante con una minoranza cattolica
Ordinamento dello stato: repubblica presidenziale
Emergenze: Dopo un prolungato periodo di stallo, il processo
di pace in Costa D'avorio ha subito una brusca battuta d'arresto, con la ripresa
- il 4 novembre 2004 - dell'offensiva del Governo nelle aree settentrionali
controllate dai ribelli delle Forze Nuove. L'accesso degli aiuti alla popolazione
e la sicurezza del personale umanitario sono minacciati dalla situazione di
insicurezza, mentre crescono i timori di violenze e abusi a danno di donne
e bambini.
Popolazione: In Costa D'Avorio, su una popolazione di oltre
16 milioni di abitanti, oltre 8.000.000 hanno meno di 18 anni, 2.467.000 meno
di 5 anni. I dati del Rapporto UNICEF "La condizione dell'infanzia nel mondo" (2004)
confermano la grave crisi sociale che attraversa il paese: la mortalità infantile
0-5 anni registra tassi del 176 per 1.000 (ogni 1.000 nati vivi 176 bambini
non raggiungono il quinto anno di vita); il tasso di mortalità materna
indica il decesso di 600 gestanti ogni 100.000 parti, per complicazioni legate
alla gravidanza o al parto. L'HIV/HIDS colpisce oltre 9,7 milioni di persone;
770.000 sono adulti, 84.000 bambini. Gli orfani dell'AIDS sono oltre 600.000.
La Costa D'Avorio ha la più alta incidenza di HIV/AIDS della regione,
pari a circa il 12%.
Storia: L'interruzione violenta del processo di pace, avviato
dopo il tentato colpo di Stato del settembre 2002, è giunta dopo mesi
di tensione, soprattutto per il mancato varo parlamentare - il 29 settembre
2004 - della nuova legge sulla cittadinanza, uno dei punti fondamentali degli
accordi di pace del gennaio 2003, cui è seguito il rifiuto dei ribelli
di procedere al disarmo e il richiamo dei loro ministri nelle aree del nord
sotto loro controllo. L'attacco lanciato il 4 novembre 2004 contro la città di
Bouakè, nelle aree controllate dai ribelli - e dove è di stanza
un contingente ONU di 10.000 caschi blu - ha rotto il cessate il fuoco firmato
nel luglio 2003. Le violenze che ne sono seguite rischiano di far sprofondare
il paese nella guerra civile.
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