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EMERGENZE UMANITARIE
Angola
Superficie: 1.246.700 Kmq
Popolazione: 10.978.552 abitanti
Capitale: Luanda (2.297.200 abitanti)
Popoli: ovimbundu 37%, kimbundu 25%, bakongo 13%, mestico
(meticci europei e nativi africani) 2%, europei 1%, altri 22%
Lingua: portoghese (ufficiale), bantu e dialetti africani
Religione: culti locali (47%), cristiano cattolica (38%),
protestante (15%)
Ordinamento dello stato: repubblica parlamentare
Emergenze: la carestia e la guerra civile, durata da più di
venticinque anni, hanno messo in ginocchio il paese. L'Angola è il 3 ° paese
al mondo per presenza di mine antiuomo sul territorio.
Popolazione: nonostante le immense ricchezze economico-naturali
del paese il processo di ricostruzione richiederà molti anni, a causa
del devastante impatto del conflitto: il sistema dei servizi pubblici è ridotto
in uno stato di grave decadimento; il 25% della popolazione, in grande maggioranza
donne e bambini, è rimasto sfollato; il massiccio esodo verso i centri
urbani ha contribuito a sottoporre i servizi sociali di base a una pressione
insostenibile. Su oltre 13 milioni di abitanti, il 60% risulta oggi concentrato
nelle aree urbane, con le popolazioni sfollate spesso ammassate in baraccopoli
fatiscenti, che crescono in modo incontrollato alle periferie dei grandi centri.
Economia: l'Angola è il secondo produttore africano
di greggio, inferiore solo alla Nigeria, ma si stima che siano 100.000 gli
angolani che muoiono di fame.
Storia: l'11 aprile 2002 il governo e i ribelli dell'UNITA
hanno firmato un cessate il fuoco e un accordo di pace. La decisione di venire
ad un accordo è nata a seguito dell'uccisione, avvenuta nel febbraio
dello stesso anno, del leader storico dell'UNITA, Jonas Savimbi, durante uno
scontro armato su un territorio controllato dall'UNITA, nei pressi del confine
con lo Zambia.
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