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titolo ALTRILUOGHI

Memorie

Presentazione

70.000 disabili tedeschi, fisici e mentali, 80.000 omosessuali e più di 500.000 zingari, tra Rom, Sinti e Lalleri1 . Queste sono le cifre dell'altro olocausto, dello sterminio nazista di disabili, zingari e omosessuali, che in parte prefigurò quello degli ebrei. Ma i dati non sono ancora esaustivi. A quasi sessanta anni dai fatti, non si riesce a stabilire il numero esatto delle vittime. Le maggiori difficoltà riguardano le prove documentali che, oltre al materiale del processo di Norimberga ai criminali nazisti, risultano di difficile rinvenimento, distrutte o stipate in archivi segreti che solo adesso aprono le porte agli studiosi.
Cerchiamo quindi aprire un varco, cominciando proprio dallo sterminio delle persone disabili. Subito dopo la guerra, infatti, le prime prove documentali sull'olocausto riguardarono la strage nazista di disabili fisici e mentali.
Con una chiara scelta di politica processuale, volta a stemperare le tensioni, gli alleati imposero che si svolgessero in Germania solo i processi per crimini di guerra perpetrati contro cittadini tedeschi. E il maggior numero di vittime tedesche dell'orrore nazista si riscontrò tra i disabili, prima ostracizzati, poi sterilizzati, infine sistematicamente e scientificamente eliminati.
Per questi motivi si parlerà prima delle vittime disabili, per passare agli zingari2 e agli omosessuali, guardando di seguito a tutte le politiche di ostracismo e discriminazione che, nel corso del 20° secolo, nei diversi paesi del mondo, hanno visto vittime appartenenti a queste tre categorie, o comunque persone discriminate in ragione delle loro caratteristiche fisiche e biologiche.

1Gli zingari provenienti dalla penisola balcanica, sotto la pressione degli unni bianchi, a partire dall'XI secolo si suddivisero in due grandi bande, Rom e Sinti. L'una migrò in tutto il nord Europa, l'altra verso est e, più lentamente, in tutto il Mediterraneo. Questa suddivisione, che corrisponde grosso modo a quella tra "Nomadi elemosinanti", i Nomadi del "chiedere" (Rom) e Nomadi giostrai, teatranti, circensi, calderai... (Sinti), si articola poi in una miriade di sottogruppi connotati su base etnica, geografica, di attività (Rom Kalo, Travels, Cam minanti, Calderash ecc.). I Lalleri erano un gruppo di Nomadi stanziatisi stabilmente entro i territori del Reich, entro cui compivano le loro migrazioni. Costituiti su base fortemente familiare e semitribale, erano considerati dai nazisti, a torto o a ragione "Zingari puri". Per questo furono oggetto delle morbose attenzioni del dottor Mengele e del suo gruppo di scienziati e medici assassini. Confinati nell'apposito campo zingari di Auschwitz (Zingherlager o Birkenau II), furono le principali cavie per gli esperimenti di Mengele sulla famosa teoria dei gemelli. Il "Dottor Morte" selezionò un gruppo di Lalleri per farne "oggetto da collezione", esemplari unici di una razza estinta. Per questo i medici nazisti del campo zingari Birkenau II non sterilizzarono questo particolare gruppo di Lalleri selezionati da Mengele, ma anzi ne favorirono le unioni matrimoniali.

Cfr: Henry Friedlander, "Le origini del genocidio nazista", Editori Riuniti, Roma, 1997.


2

Il termine "Zingari" è improprio ed ha assunto, nel corso degli anni, una connotazione anche inconsciamente dispregiativa. Per questo si preferisce parlare di Rom o Sinti, scritto in maiuscolo, ad indicare, non tanto il singolo soggetto, quanto il popolo o l'etnia (N.d.r).


IL PROGETTO T4

PORRAJMOS: L'OLOCAUSTO ZINGARO

IL TRIANGOLO ROSA, LA PERSECUZIONE NAZISTA DEGLI OMOSESSUALI

OMOFOBIA SOVIETICA: GAY E LESBICHE NEI GULAG

EUGENETICA IN EUROPA TRA LE DUE GUERRE E OLTRE: GLI ZINGARI E IL CASO "SVIZZERA"

CRONOLOGIA DELLA LIBERAZIONE DEI CAMPI DI STERMINIO (1943-1945)