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titolo ALTRILUOGHI

ALCOL, STUPEFACENTI E INCIDENTI STRADALI



Introduzione

Gli effetti dell'alcol e delle sostanze stupefacenti sulla guida

Gli incidenti stradali da alcol e stupefacenti in Italia

La legislazione sugli incidenti e l'infortunistica stradale in Italia

Campagne a tema In Italia




Introduzione

Secondo i dati Istat, integrati dalle statistiche sanitarie e dai rilevamenti su base annua effettuate dalla polizia stradale, l'abuso di alcol e sostanze stupefacenti, in Italia, come nei Paesi dell'Unione Europea e negli Usa, è la principale causa di incidenti stradali, con un'incidenza del 30/35 per cento sul totale dei sinistri, toccando picchi del 38 per cento negli incidenti mortali.

In Italia muoiono ogni anno per incidenti stradali circa 8.000 persone, 20.000 rimangono invalide e 170.000 vengono ricoverate per traumi vari. Il 50% dei decessi per incidente stradale riguarda soggetti sotto i 41 anni; il 25% dei decessi per incidente stradale riguarda soggetti sotto i 25 anni.
Negli incidenti mortali dovuti a eccesso di alcol e stupefacenti, l'età media del 75 per cento delle vittime oscilla dai 20 ai 34 anni.

In concomitanza con la settimana della prevenzione e sicurezza stradale, e in occasione della campagna di prevenzione degli incidenti da alcol e sostanze psicotrope, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, proponiamo un'analisi comparata dei dati, con spunti di approfondimento e contributi di esperti.

Si partirà da una panoramica degli effetti dell'alcol e delle singole droghe, disgiunte o in combinazione tra loro, sulla guida e in generale sullo stato dei conducenti, per parlare poi degli incidenti in Italia e in Europa e negli Stati Uniti, analizzando quindi codici della strada, comparando le diverse campagne e strategie di prevenzione.

Gli effetti dell'alcol e delle sostanze stupefacenti sulla guida

Secondo uno studio a cura del gruppo TIV (Traumi, Incidenti & Violenza) dell'Istituto Superiore di Sanità (basata su materiale pubblicato in gran parte in Mobilità e sicurezza - Insieme verso il 2000, a cura del professor Franco Taggi) il consumo di alcol e stupefacenti, correlato alla guida è il maggior fattore di rischio di incidenti stradali.
I dati 2002 denotano un alto tasso di mortalità su strade provinciali e superstrade che si concentra soprattutto nella fascia che va dal venerdì al lunedì mattina, con un'incidenza di sinistri che si aggira attorno al 38% del totale.
Uno studio comparato deve partire innanzitutto dall'analisi dei dati di base e dal loro articolarsi nel tempo e nello spazio, per poi passare ai fattori di rischio, alla prevenzione e alla valutazione dei costi sanitari e umani.

I DATI DI BASE:

  • (Statistiche correnti, casistiche, sorveglianza, ecc.)

FATTORI DI RISCHIO:

  • (Studi trasversali, longitudinali, retrospettivi per l'individuazione e la quantificazione dei fattori di rischio. Valutazione della possibilità di rimozione o controllo dei fattori di rischio individuati.)

PREVENZIONE:

  • Evitare che si verifichi l'incidente

  • Minimizzare i possibili danni durante lo svolgimento dell'incidente

  • Minimizzare i danni provocati dall'incidente avvenuto, sino alla guarigione clinica

  • Riabilitazione

VALUTAZIONE:

  • (Valutazione dell'efficacia dei sistemi adottati e dell'efficienza delle strategie di prevenzione sperimentate)


I dati di base

Ogni anno nel mondo muoiono circa 1.500.000 di persone a causa di incidenti stradali.

In Italia ogni anno si osservano in seguito a incidenti stradali:

  • Circa 8.000 morti (statistiche sanitarie)
  • Circa 20.000 invalidi (stima di massima ISS)
  • Circa 170.000 ricoverati, compresi gli invalidi (stima progetto SISI/ISS)
  • Circa 600.000 accessi al Ps, senza ricovero (stima progetto SISI/ISS)

Rispetto alla mortalità generale nell'anno (550.000 morti), gli incidenti stradali rappresentano circa l'1,5% di tutte le morti.

Tuttavia,

  • La gran parte delle 550.000 morti osservate nell'anno è sostanzialmente "fisiologica" (la metà di tutti i decessi avviene, infatti, sopra i 78 anni di età);
  • Il 50% dei decessi per incidente stradale riguarda soggetti sotto i 41 anni;
  • Il 25% dei decessi per incidente stradale riguarda soggetti sotto i 25 anni.

Sotto i 40 anni di età gli incidenti stradali costituiscono attualmente la prima causa di morte.
Il problema interessa, dunque, particolarmente i più giovani, cosa drammaticamente evidenziata dal fatto che negli ultimi 30 anni sono morte per incidente stradale oltre 300.000 persone, più di un quarto delle quali aveva età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Come si osserva da studi comparti, il 25% dei morti nell'anno ha meno di 69 anni, un altro 25% ha più di 84 anni. A differenza di quanto visto per la mortalità generale, ben il 25% dei morti per incidente stradale ha meno di 25 anni e il 50% ha meno di 41 anni. In certe classi di età si muore prevalentemente per incidenti stradali: ad esempio, intorno ai 18 anni oltre la metà delle morti è dovuta a questa causa.

Dal 1969 al 1998 la mortalità per incidente stradale è in costante diminuzione (-48%). Tra i fattori che possono aver contribuito a questa riduzione, pur non essendo noti i singoli contributi, vanno sicuramente considerati:

  • Avvento della TAC
  • Miglioramento del sistema emergenza-urgenza
  • Campagne di informazione ed educazione stradale
  • Auto e strade più sicure
  • Progressi in anestesiologia e rianimazione
  • Uso delle cinture e dei seggiolini
  • Uso del casco
  • Introduzione del limite legale dell'alcolemia e controlli su strada
  • Controlli diversi, in particolare quelli sul rispetto dei limiti di velocità

Tuttavia, se analizziamo i dati di mortalità per classi di età, osserviamo che la riduzione è minima nella fascia 15-29 anni. Poiché molti dei fattori di protezione in precedenza segnalati (TAC, dispositivi di sicurezza, anestesia e rianimazione) hanno il loro massimo effetto nel caso dei giovani, viene da pensare che la sostanziale invarianza della mortalità osservata nel tempo per la classe 15-29 anni sia dovuta a una maggiore acquisizione di rischio rispetto al passato.
Le principali fonti di dati sulla morbosità per incidente stradale (arrivi al pronto soccorso, ricoveri, ecc.) sono le statistiche sui dimessi dagli ospedali (Schede di Dimissione Ospedaliera - SDO) e i risultati di indagini epidemiologiche ad hoc.
Per quanto riguarda l'invalidità, non esistono fonti correnti in grado di fornirci un quadro esatto della situazione; tuttavia, da studi specifici svolti dalle società di riabilitazione del trauma cranico e del trauma spinale risulta che circa il 70% dei soggetti perviene al trattamento riabilitativo in seguito a incidente stradale

I fattori di rischio

Allo stato attuale delle conoscenze, possiamo dire che la guida sotto l'effetto dell'alcol rappresenta il fattore di rischio più potente nella genesi dell'incidente stradale grave o mortale. Ciò riveste particolare importanza data l'alta prevalenza del consumo di bevande alcoliche in Italia (si stima che vi siano nel nostro Paese 4.000.000 di bevitori eccessivi, di cui circa 1.000.000 di alcol-dipendenti).

Tre sono le evidenze scientifiche comuni a tutti gli studi epidemiologici svolti al proposito nel mondo:

  1. Il rischio aumenta in maniera esponenziale con l'aumentare dell'alcolemia (ovvero della concentrazione di alcol nel sangue del conducente) già a partire da 50mg di etanolo ogni 100ml di sangue
  2. A parità di alcolemia il rischio aumenta molto rapidamente quanto è minore l'età del conducente
  3. A parità di alcolemia, il rischio aumenta molto rapidamente quanto è minore la frequenza con cui si consumano usualmente bevande alcoliche

Ecco i livelli alcolemici (in mg di etanolo ogni 100 ml di sangue) e le capacità di guida:

  • 20 = il 20% dei soggetti non sono sicuri nella guida e manifestano iniziale allungamento del tempo di reazione allo stimolo visivo.
  • 30 = inizia il deficit del senso di profondità (stereoptometrico).
  • 40 = compare un ottundimento del riflesso corneale; peggiora pericolosamente il rendimento di guida ad una velocità che non sia modesta.
  • 50 = il 25-30% dei soggetti è incapace di guidare correttamente.
  • 65 = cominciano i disturbi dell'equilibrio.
  • 90 = diminuisce la capacità di adattamento all'oscurità.
  • 100 = ulteriore peggioramento dei tempi di reazione e del rendimento nella guida. Lo stato del soggetto è diagnosticabile anche dal profano.
  • 170 = ubriachezza evidente, incapacità di valutare le distanze, gravi disturbi dell'equilibrio, eccitazione e comportamento rumoroso.

L'assunzione di alcol riduce la performance dei soggetti già a livelli molto bassi. Il calo delle prestazioni diviene via via più rapido all'aumentare dell'alcolemia del soggetto.


Distribuzione percentuale dell'alcolemia nella popolazione generale dei conducenti e in conducenti responsabili di incidenti stradali mortali
Conducenti fermati casualmente tra le 22 e le 4 (distribuzione percentuale)
ALCOLEMIA (mg/100ml) <=10 11-49 50-99 >=100
CANADA 79,1 9,2 7,1 4,1
USA 77,4 9,1 8,5 5,0
OLANDA 73,0 12,0 9,0 6,0


Conducenti responsabili di incidenti mortali (distribuzione percentuale)
ALCOLEMIA (mg/100ml) <=10 11-49 50-99 >=100
CANADA 55,8 3,2 5,5 35,5
USA 38,9 3,6 8,2 49,3
REGNO UNITO 45,0 12,0 9,0 34,0


La proporzione di conducenti che presentano valori elevati di alcolemia è, fra coloro che sono responsabili di incidenti mortali, circa 10 volte più alta che nei conducenti fermati casualmente in fasce orarie a rischio

Uno dei fenomeni più rilevanti, sia a livello sanitario che in termini sociali, che si è presentato negli ultimi 30 anni è certamente la diffusione delle sostanze d'abuso, in particolare tra i giovani (allucinogeni, amfetamine, cannabinoidi, cocaina, ecstasy, inalanti, oppiacei). Purtroppo, oltre ai problemi legati alla salute e al comportamento di soggetti che assumono sostanze stupefacenti, è stato dimostrato da numerosi studi epidemiologici che l'assunzione di sostanze da parte di conducenti di veicoli, specie se accompagnato da consumo di alcol, comporta un aumento cospicuo del rischio di incidente stradale grave o mortale. Il livello di queste conoscenze epidemiologiche non è certo comparabile con quanto già maturato per l'alcol etilico, soprattutto perché un dosaggio affidabile delle sostanze è ancora basato su metodologie di prelievo invasive.
L'uso di sostanze si accompagna a un'alterazione dei sensi e del comportamento, alla necessità di aumentare progressivamente la dose assunta per mantenere gli effetti desiderati (assuefazione e tolleranza), all'incapacità di limitare l'uso della sostanza (dipendenza psichica) e alla presenza di disturbi organici che accompagnano la sospensione dell'assunzione (dipendenza fisica).
In termini di effetti sul sistema nervoso centrale (SNC), le sostanze possono essere distinte in:
  • Psicolettiche (sostanze che deprimono il SNC, quali l'oppio e l'eroina);
  • Psicoanalettiche (sostanze che stimolano il SNC, come le amfetamine e la cocaina);
  • Psicodislettiche (sostanze che "scombussolano" il SNC, a volte stimolandolo, talvolta deprimendolo come nel caso degli allucinogeni quali LSD, mescalina, ecc..)

Cannabinoidi e oppiacei

Tra le sostanze psicotrope considerate in rapporto all'idoneità alla guida appare evidente che i cannabinoidi (marijuana e hashish) hanno il ruolo più importante, sia per la frequenza dell'uso nella popolazione, sia per l'effetto diretto della sostanza sulla capacità di guida attraverso modificazione dei riflessi, della concentrazione, dell'umore, della capacità di autocontrollo e della difficoltà nel mettere a fuoco ostacoli e contorni dell'ambiente circostante.
E' ancora dibattuto il ruolo degli oppiacei (oppio, morfina ed eroina) nella genesi degli incidenti stradali. Tuttavia si ritiene che determinino alterazioni della capacità di guida soprattutto per modificazioni dell'umore accompagnate da sonnolenza e rallentamento ideo-motorio. Anche gli effetti clinici della sindrome da astinenza devono essere considerati rischiosi per la capacità di guida. E' inoltre da considerare certo che l'associazione tra oppiacei e alcol, data l'interazione tra questi gruppi di sostanze, abbia effetto negativo sulla guida.

Ecstasy

Relativamente alla cocaina, dati recenti indicano come una significativa percentuale di campioni prelevati durante le autopsie di conducenti deceduti per incidenti stradali presentino metaboliti della cocaina. Ciò riveste una grande importanza visti alcuni degli effetti indotti dalla sostanza (euforia, eccitazione motoria, ipervalutazione delle proprie capacità e mancanza del senso del pericolo).
Anche se non tutti gli studi sono concordi, la potenziale pericolosità alla guida, soprattutto in condizione di stress e di fatica fisica (come dopo molte ore di ballo) - solo in apparenza mascherate dall'effetto farmacologico delle amfetamine - non deve essere sottovalutata. A tal proposito è sufficiente ricordare l'effetto "up-down" tipico degli stimolanti che può indurre un improvviso colpo di sonno.
In forma pura, l'ecstasy è una polvere bianca che, però, viene sempre addizionata con altri preparati artificiali e compressa sotto forma di pasticche. Gli effetti variano in funzione della quantità e della purezza, ma in linea generale si parla di euforia, disinibizione, potenziamento delle facoltà intellettive ed entactogene, disorientamento temporale e spaziale, ipertermia, tachicardia allucinazioni visive e auditive. Per questi effetti risulta una sostanza particolarmente usata nelle discoteche in quanto permette di percepire i suoni più forti e i colori più accesi, consentendo di sostenere più facilmente i ritmi della musica e di un'intera nottata in discoteca.
Gli allucinogeni sono sostanze chimiche sintetiche come l'acido lisergico (LSD) o naturali come la psilocybina e la mescalina. Provocano allucinazioni visive e auditive con distorsione del tempo e dello spazio. L'abuso di queste sostanze può provocare danni permanenti al cervello e subito dopo la scomparsa dell'effetto, oltre al rischio di colpo di sonno, nascono sintomi psicotici quali paura, angoscia e depressione.

Molti studi epidemiologici hanno mostrato come l'assunzione di certi farmaci da parte dei conducenti di veicoli possa aumentare il rischio di incidente stradale. I rischi relativi messi in luce sono in genere non troppo elevati; tuttavia, i farmaci in questione sono numerosi e largamente utilizzati (sedativi-ipnotici, tranquillanti, antidepressivi, anestetici, antistaminici, farmaci cardiovascolari, diuretici, ormoni, antidiabetici, anti-ipertensivi). Sarebbe comunque auspicabile che all'atto della prescrizione ogni medico informasse il proprio paziente sugli effetti indesiderati che possono nascere dall'assunzione di certi farmaci (effetti talora temporanei, limitati alla prima fase della terapia) e sottolineasse come sia inoltre opportuno evitare il consumo di bevande alcoliche (anche a distanza di ore dall'assunzione del farmaco), poiché l'alcol generalmente tende a potenziare questi effetti, oltre che a vanificare in molti casi la terapia stessa.
Molte malattie che possono affliggere un conducente, quali epilessia, diabete, malattie cardiovascolari, problemi di vista, problemi cognitivi, disturbi del sonno, ecc., si sono dimostrate essere in grado di aumentare il rischio di incidente stradale. La normativa vigente, tuttavia, garantisce largamente la sicurezza della collettività alla luce dei diritti del singolo cittadino (esistono, peraltro, norme differenziate tra uso civile dei veicoli ed attività di lavoro, queste ultime, ovviamente, ancor più restrittive). D'altra parte, e questo vale anche per quanto già segnalato a proposito dei farmaci, una consistente quota di incidenti stradali gravi e mortali è associata a conducenti giovani i quali, senza dubbio, presentano meno malattie e seguono meno terapie rispetto ai soggetti adulti.


Gli incidenti stradali da alcol e stupefacenti in Italia

L'analisi del dato nazionale degli incidenti stradali dovuti a eccesso di alcol e stupefacenti deriva dal computo e dal raffronto delle statistiche ISTAT 2000, che rappresentano una proiezione ufficiale con i dati Polstrada 2001 e 2002. Dai dati si evince un calo fisiologico del 2% dei sinistri, che rispetta la media europea della casistica, con una leggera prevalenza di vittime nelle regioni del centro-nord, ma con una situazione di allarme che interessa tutta la penisola visto l'estendersi a macchia di leopardo del consumo di droghe a uso ricreativo, quali ecstasy, anfetamine ed Lsd.

Pur non essendo possibile un'analisi su base regionale, dal computo dei sequestri di sostanze stupefacenti in prossimità di locali notturni e su scala nazionale, appare chiaro come si assista a una diversificazione di mercato e di prodotto rispetto alle sostanze stupefacenti, con una preponderanza della LSD e degli acidi sui cannabinoidi e sulle anfetamine con effetti deleteri sullo stato di guida dei giovani conducenti.

I dati ufficiali, le statistiche Istat del 2000

Resta ancora allarmante il numero di incidenti stradali dovuti ad alcol e stupefacenti in Italia. Pur mancando un dato complessivo degli anni 2001/2002 (le statistiche Istat sono ancora in fase di elaborazione), il dato del 2000 fotografa una situazione ai limiti dei livelli di guardia.
Su 163.176 incidenti, dovuti nel 2000 all'imperizia del conducente nella circolazione, di cui 5057 riferibili allo stato psico-fisico del guidatore, ben 3292, risultano ascrivibili all'eccesso di alcol, mentre 265 sarebbero causati dall'uso di sostanze stupefacenti o altrimenti classificate come medicamentose.
Questo tipo di incidenti, che si verificano a macchia di leopardo per tutta Italia, con una leggera prevalenza nelle regioni del centro nord e raggiungono picchi di pericolosità nelle serate tra il venerdì e la domenica, hanno provocato nel 2000 ben 91 morti e 5098 feriti per eccesso di alcol e 18 morti e 414 feriti per l'uso di sostanze stupefacenti. Il maggior numero di sinistri, soprattutto scontri frontali, sbandate e cambi di carreggiata, si verificano su superstrade e strade provinciali. Delle auto coinvolte, una su quattro è guidata da giovani.

Il dato 2000 che può essere considerato una cartina di tornasole, nell'attesa che l'Istat divulghi statistiche più recenti 1 , ravvisa il maggior numero di vittime tra i conducenti delle autovetture per una fascia di età che oscilla tra i 20 e i 37 anni. Il maggior numero di feriti, oltre che tra i conducenti, si riscontra tra i passeggeri. Assolutamente inferiore, ma non trascurabile, il numero delle vittime tra i pedoni.


I dati ufficiali, le statistiche Istat del 2001

Rispetto all'anno precedente, gli ultimi dati ufficiali dell'Istat confermano un trend negativo per quanto riguarda gli incidenti stradali. Nel 2001 le autorità di polizia hanno rilevato 235.142 incidenti stradali che hanno causato il decesso di 6.682 persone (altre 334.679 hanno subito lesioni di diversa gravità).
Nel nostro paese si verificano circa 644 incidenti al giorno, muoiono
mediamente 18 persone, mentre altre 917 rimangono ferite. L'uso e l'abuso di alcol e sostanze stupefacenti e pisicotrope rimane il più alto fattore di rischio per incidenti gravi e mortali. In un normale incidente stradale infatti, il rischio di mortalità è pari al 2,2 percento, negli incidenti causati da alcol e stupefacenti, invece, la percentuale di rischio raggiunge il 6,1 per cento. L'alterazione psicofisica del conducente, tra cui vanno annoverati i comportamenti anomali dovuti ad alcol e droga, causa più 48 per cento dei morti e più del 60 percento dei feriti.
In linea generale, rispetto al 2000 si riscontra una crescita degli incidenti (+2,7 per cento), dei morti (+0,5 per cento) e dei feriti (+4,1 per cento).
Le città si confermano i luoghi dove si registrano il maggior numero di incidenti, di morti e di feriti: nel 2001, infatti, si sono avuti 179.817 incidenti pari al 76,5 per cento del totale, 243.413 feriti e 3.096 morti (pari, rispettivamente, al 72,7 e al 46,3 per cento del totale).
Il mese in cui si verifica il maggior numero di incidenti stradali è luglio (22.645 in valore assoluto). Se si rapportano gli incidenti mensili al numero di giorni di ciascun mese, il maggior numero di incidenti giornalieri si verifica nel mese di giugno (751 incidenti al giorno). Agosto e febbraio costituiscono, invece, i mesi con il più basso numero di incidenti giornalieri (576 incidenti al giorno). Il mese in cui si verifica il maggior numero di morti è luglio (680 in valore assoluto), con una media giornaliera di 21,9
decessi.
Nelle città il maggior numero di incidenti si verifica nei mesi di maggio, giugno e luglio, mentre l'incidentalità crolla nel mese di febbraio e di agosto. Nelle aree extraurbane invece l'incidentalità è più elevata nei mesi di luglio e di agosto a causa dei grandi esodi estivi.
Il giorno della settimana in cui si concentra il maggior numero di morti e feriti è il sabato dove il numero di incidenti è pari a 34.939 (equivalenti al 14,9 per cento del totale), il numero dei morti è pari a 1.175 (17,6 per cento del totale) e i feriti corrispondono a 52.795 (15,8 per cento sul totale).
Analizzando la distribuzione degli incidenti durante l'arco della giornata, si può osservare un primo picco intorno alle ore 8 del mattino, evidentemente legato all'elevata circolazione derivante dagli spostamenti casa-ufficio e casa-scuola; un secondo picco si registra intorno alle ore 12 in corrispondenza dell'uscita dalle scuole e in relazione alla mobilità di alcune categorie (professionisti, commercianti, ecc.) che hanno orario spezzato; infine, il picco più elevato di incidentalità si ha intorno alle ore 18, quando si sommano gli spostamenti dal luogo del lavoro verso l'abitazione, a fattori psico-sociali quali lo stress da lavoro e la difficoltà di percezione visiva dovuta alla riduzione della luce naturale.
Dal punto di vista della pericolosità, le ore in cui gli incidenti presentano il più elevato tasso di mortalità (numero di morti per 100.000 incidenti) sono proprio quelle in cui il numero di sinistri è più basso, durante la notte cioè, tra le ore 24 e le sei del mattino.
Nel 2001 si sono verificati nella suddetta fascia oraria 17.713 incidenti con 909 morti e 31.093 feriti. Rapportando i dati del venerdì e sabato notte sul totale dei dati complessivi relativi agli incidenti notturni di tutta la settimana, emerge che gli incidenti del venerdì e sabato notte sono pari al 45,4 per cento del totale degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti del venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente, il 47,1 ed il 48,7 per cento del totale. Nel 2001 gli incidenti più numerosi sono legati agli errati comportamenti di guida del conducente (60,8 per cento, corrispondenti a 143.061 incidenti). Comportamenti che riguardano soprattutto la mancata distanza di sicurezza (9,7 per cento del totale); seguono la guida distratta o andamento indeciso (9,5 per cento) e l'eccesso di velocità (8,7 per cento). I comportamenti scorretti di guida del conducente determinano, anche in valore assoluto, il maggior numero di morti (46,8 per cento) e di feriti (61,7 per cento). Ma gli incidenti a più alto rischio di morte sono quelli dovuti a un anormale stato psico-fisico del conducente. Tali incidenti presentano, infatti, il tasso di mortalità più elevato: 6,1 per cento contro il 2,2 per cento relativo agli incidenti generati da comportamenti di guida sbagliati da parte del conducente. Il 63,8 per cento dei decessi e il 68,6 per cento dei feriti a seguito di incidente stradale è costituito da conducenti dei veicoli coinvolti; i passeggeri trasportati rappresentano il 22,3 per cento dei morti ed il 26 per cento dei feriti ed i pedoni, che sono l'elemento più debole, costituiscono solo il 5,4 per cento dei feriti ma ben il 13,9 per cento dei morti. La fascia di età più colpita dalle conseguenze degli incidenti stradali è quella tra i 30 e i 44 anni, con 1.539 morti e 92.934 feriti. In definitiva, come illustrano le tabelle, nel 2001 le alterazioni psicofisiche dovute ad alcol e stupefacenti hanno causato 2308 incidenti, di cui 65 mortali, provocando 33 morti e più di 95 mila feriti. La maggior parte dei sinistri si è verificato su strade statali e provinciali.

Incidenti connessi allo stato psico-fisico dei conducenti
Circostanze
Strade urbane
Strade extraurbane
Tot. Incidenti Mortali Tot. incidenti Mortali
Ebbrezza di alcol
1488
28
525
27
Ingestione di sostanza stupefacenti
125
7
44
3
Totale
1613
35
569
30

Incidenti connessi allo stato psico-fisico dei conducenti per tipo di strada
 
Autostrade
s. statali
s. provinciali
I.
M.
F.
I.
M.
F.
I.
M.
F.
Circostanze riferibili allo stato psico-fisico del conducente
6
 
12
206
16
392
165
4
258
Anormale per ebbrezza da alcol
2
 
5
190
13
361
153
4
140
anormale per ingestione di sostanze stupefacenti e psicotrope
4
 
7
16
3
31
12
 
18

I. : Numero degli incidenti

M. : Numero dei morti

F. : Numero dei feriti

I dati Polstrada 2001

I dati relativi al biennio 2001/2002, in possesso della Polizia stradale, seppur non ancora ufficiali, confermano il trend negativo, pur attestando una generale tendenza al calo degli incidenti su base annua.
Dei 123.035 incidenti rilevati nel 2001, ben 3.716 sono ascrivibili, direttamente, o indirettamente all'uso di alcol e sostanze stupefacenti, toccando una percentuale che si aggira, per difetto, attorno al 0,07% del totale.
Entrando nello specifico, nel 2001 si sono registrati 2.597 incidenti mortali di cui 65 imputabili allo stato di ebbrezza e al consumo di sostanze stupefacenti e psicotrope, con una incidenza pari al 4% del totale. Le vittime da incidente stradale nel 2001 sono state 2.874 di cui 33 casi accertati per uso di alcol e sostanze stupefacenti, con una percentuale del 3,4% del totale.
Il dato relativo agli incidenti con feriti da intendersi come complessivo dei conduttori e delle persone trasportate, parla di 95.631 casi nel 2001, di cui 2.307 coinvolti a vario titolo in incidenti da alcol e sostanze stupefacenti, con una incidenza dello 0,10%
A corollario della statistica fornita dalla Polizia stradale è interessante analizzare il dato relativo alla voce "danni a cose", sotto cui vanno annoverati i danni specifici ai veicoli, che hanno visto nel 2001 62.439 incidenti, di cui 1.373 ascrivibili alle cause in oggetto con una incidenza dello 0,15%, come si capisce dalla tabella.

Attività infortunistica della polizia stradale nell'anno 2001
Totale generale Attribuiti allo stato di ebbrezza (*)
Incidenti rilevati 123.035 3.716
Incidenti mortali 2.597 65
Incidenti con lesioni 57.999 2.278
Incidenti con danni a cose 62.439 1.373
Persone decedute 2.874 33
Persone ferite 95.631 2.307

1 L'Istituto nazionale di statistica assicura che i dati relativi al biennio saranno disponibili alla fine di maggio.



I dati Polstrada 2002

Passando al dato 2002, su un totale di 120.836 incidenti, 3.650 sono ascrivibili all'uso di alcol e stupefacenti con un calo rispetto al 2001 quantificabile attorno al 2%. Rispettando ampiamente il trend europeo che attesta un calo annuo complessivo nei Paesi dell'Unione che si aggira, appunto, attorno al 2%.
Dei 120.836 incidenti riscontrati nel 2002, 3.650 sono ascrivibili a causa dovute ad eccesso di alcol e stupefacenti, toccando la percentuale dello 0,08%.
Gli incidenti mortali nel 2002 sono stati 2545, di cui 73 per le cause in oggetto, con una percentuale del 3,8%.
I sinistri hanno lasciato 2799 vittime, di cui 81 per incidenti causati da alcol e sostanze psicotrope, con una incidenza del 3,5%.
Gli incidenti con persone ferite sono stati invece 57323 di cui 2251 casi per alcol e consumi di droghe, con una percentuale dello 0,16%.
Le persone ferite sono state 93251, quelle per alcol e droga 3662, con un'incidenza dello 0,10%.
Per ultimo rimane il dato degli incidenti con danni alle cose, da intendersi, esclusivamente, come danni ai veicoli. I sinistri registrati nel 2002 sono stati 60968, quelli da alcol e sostanze psicotrope, 1326, con un'incidenza dello 0,16%.


Attività infortunistica della polizia stradale nell'anno 2002
Totale generale(**) Attribuiti allo stato di ebbrezza (*)
Incidenti rilevati 120.836 3.650
Incidenti mortali 2.545 73
Incidenti con lesioni 57.323 2.251
Incidenti con danni a cose 60.968 1.326
Persone decedute 2.799 81
Persone ferite 93.251 3.662

Allo stato degli atti non è ancora possibile formulare una stima precisa e circostanziata dei dati suddivisi per regioni, aree geografiche o fasce orarie con maggior incidenza di rischio, anche se registra un maggior numero di casi nel Centronord del Paese.
Queste analisi si potranno effettuare con l'ufficializzazione delle statistiche da parte dell'ISTAT, nel prossimo giugno 2003.

Secondo fonti dell'Istituto superiore di sanità, guardando a un dato europeo, gli incidenti dovuti ad alcol e stupefacenti, rappresenta il 38% del totale sinistri su base annua, ma questa analisi sarà oggetto di ulteriori approfondimenti e di altri termini di comparazione. La maggiore incidenza di incidenti stradali causati da alcol e stupefacenti, va comunque ascritta al consumo di eroina e cocaina, frammista a cocktail di alcol e psicofarmaci. Un discorso diverso può farsi per la cannabis indiana e i derivati che sono causa della perdita di concentrazione e di cognizione oculo-spaziale, da cui possono derivare comportamenti di guida pericolosa e imprudente, soprattutto da parte di consumatori occasionali (di coloro che facciano un uso cosiddetto "domenicale" di hashish e marijuana) che non abbiano quindi sviluppato dipendenza dalle sostanze, non ingenerando tutta quella serie di anticorpi che si riscontrano nell'organismo dei consumatori abituali. Conseguenze analoghe possono riscontrarsi anche nei consumatori occasionali di ecstasy e sostanze correlate, con una maggiore incidenza degli effetti collaterali ed un maggior rischio di incidenti da malore.

Pur non essendo disponibile un dato omogeneo su base regionale e per fasce d'età, un buon indicatore può essere quello relativo ai sequestri di sostanze stupefacenti operati da Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza in prossimità dei locali notturni e su scala nazionale. L'analisi dei dati a disposizione, relativi all'anno 2000, 2001, 2002, rileva una massiccia preponderanza del consumo di droghe ad uso ricreativo nel triangolo compreso tra Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, anche se si riscontra un massiccio consumo di ecstasy in Sicilia e, se si guarda al dato nazionale, salta subito agli occhi come il numero maggiore di sequestri di droghe sintetiche sia stato effettuato nel Friuli Venezia Giulia. Questo non corrisponde a un'elevazione vertiginosa degli incidenti sul territorio a riprova del fatto che la regione è luogo di transito e di spaccio per l'immissione sul mercato clandestino di nuovi attori come, ad esempio, le mafie slave e soprattutto le organizzazioni albanesi che controllano, di concerto con le mafie italiana e russa, lo smercio di sostanze psicotrope.

Il dato rilevante resta comunque quello relativo a Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, che risultano essere anche tra le regioni più colpite dagli incidenti del sabato sera, che vanno ascritti all'abuso di alcol e sostanze stupefacenti.

Ecco un quadro d'insieme dei sequestri di sostanze stupefacenti in prossimità di locali notturni su scala nazionale.


Sostanze stupefacenti sequestrate nei pressi e all'interno di locali notturni e intrattenimenti musicali
Regione 2000 2001 2002
EXT ANF LSD EXT ANF LSD EXT ANF LSD
Abruzzo 6 112 30
Calabria 1 1
Campania 50 304
Emilia Romagna 820 35 353 75
Friuli V.G. 131 49 50
Lazio 110 163 76
Liguria 48 193 105 46
Lombardia 64 25 5 268 6 105
Marche 24 35 4
Piemonte 135 1 100
Puglia 53 129 20
Sardegna 175 63
Sicilia 1074 10
Toscana 93 45 1578 9
Trentino A.A. 17
Umbria 8 300
Veneto 329 472 1 239
Totale 3608 25 40 2347 0 107 2534 105 9


Anfetaminici e Lsd sequestrati in ambito nazionale
Regione 2000 2001 2002
EXT ANF LSD EXT ANF LSD EXT ANF LSD
Abruzzo 1787 254 3 1291
Basilicata 60
Calabria 118 6 10 1748 8 41 25
Campania 55942 47 40 1316 1 2315 7
Emilia Romagna 14524 44 167 71515 80 43 80339 85 693
Friuli V.G. 340517 143 5513 12 9266 51
Lazio 4964 61 41 40896 34 7270 5 22
Liguria 4612 147 4200 36 135 4503 36
Lombardia 33043 90 603 60942 51 221 17801 173 1827
Marche 2991 4910 71 22 1029 5
Molise 72 323 6904
Piemonte 6874 14 220 7903 59 247 205058 10 126
Puglia 474 5 11 2237 5297
Sardegna 1407 178 4299 8 2657
Sicilia 4458 207 1968 231 9816 60
Toscana 7328 13 176 6730 56 9304 28 139
Trentino A.A. 149 77000 7 20579 24 8 2904 23 17
Umbria 847 1 761 1326
Valle d'Aosta 3 427
Veneto 20300 19 29 76298 118 30385 10 63
Totale 500131 77299 1980 312819 329 1139 397566 341 3064


Legislazione contro gli incidenti da alcol e stupefacenti in Italia

La campagna di contrasto degli incidenti e dell'infortunistica stradale in Italia, trova riscontro in una serie di norme e sanzioni all'interno del codice della strada, poiché la prevenzione, secondo indagini di genere, soprattutto dell'Istituto Superiore di Sanità, è inefficace qualora non si accompagni a una corretta sanzione.

Per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza , l'articolo 186 comma 1 sancisce che:

  1. È vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.
  2. Chiunque guida in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato, con l'arresto fino ad un mese e con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire duemilioni. All'accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a tre mesi, ovvero da un mese a sei mesi quando lo stesso soggetto compie più violazioni nel corso di un anno, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI.
  3. Il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, può essere fatto trainare fino al luogo indicato dall'interessato o fino alla più vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o gestore di essa con le normali garanzie per la custodia.
  4. In caso di incidente o quando si abbia motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psico- fisica derivante dall'influenza dell'alcool, gli organi di polizia stradale di cui all'art. 12 hanno la facoltà di effettuare l'accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento.
  5. Qualora dall'accertamento risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore ai limiti stabiliti dal regolamento, l'interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini della applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.
  6. In caso di rifiuto dell'accertamento di cui al comma 4, il conducente è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con l'arresto fino a un mese e con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire duemilioni.

Diverse e a tratti più aspre le pene pecuniarie e detentive comminate ai conducenti trovati alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. L'art.187, che sanziona questo comportamento, recita:

Art. 187. Guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti.

  1. È vietato guidare in condizioni di alterazione fisica e psichica correlata con l'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.
  2. In caso di incidente o quando si ha ragionevolmente motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l'effetto conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, gli agenti di polizia stradale di cui all'art. 12, fatti salvi gli ulteriori obblighi previsti dalla legge, hanno facoltà di accompagnare il conducente presso le strutture pubbliche di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto ministeriale 12 luglio 1990, n. 186, per il prelievo di campioni di liquidi biologici. Lo stato di alterazione fisica e psichica sarà accertato con le modalità stabilite con decreto del Ministro della sanità, di concerto con i Ministri dell'interno e dei lavori pubblici. Copia del referto sanitario positivo deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell'organo di polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza.
  3. Il prefetto, sulla base della certificazione rilasciata dai centri di cui al comma 2, ordina che il guidatore sia sottoposto a visita medica ai sensi dell'art. 119 e può disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all'esito dell'esame di revisione, che deve avvenire, comunque, nel termine indicato dal regolamento.
  4. Si applicano le disposizioni dei commi 2 e 3 dell'art. 186.
  5. In caso di rifiuto dell'accertamento di cui al comma 2, il conducente è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con l'arresto fino a un mese e con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire duemilioni.

Nella prassi, comunque, i comportamenti ostativi e omissivi correlati alla guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti è spesso sanzionato - secondo stime dell'Istituto Superiore di Sanità - solo da pene accessorie e questo inficia l'effetto deterrente delle sanzioni con una possibile reiterazione dei reati anche in ragione del fatto che i contravventori sperano sempre di farla franca.
Il codice della strada è comunque soggetto ad ampia riforma, anche in rapporto alla conversione in euro del sistema monetario europeo, essendo valido solo fino al 29 giugno 2003.


Le campagne di prevenzione in Italia

L'azione di contrasto delle problematiche correlate ad alcol e stupefacenti ha visto, dagli anni '90 in poi, tutta una serie di campagne di prevenzione e sensibilizzazione, orchestrate a più riprese dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, della Sanità, dall'Istituto Superiore di Sanità e da associazioni e fondazioni private.

Gli interventi degli anni '90, pur agendo su larga scala e contando su un forte impatto mediatico ed emozionale - si ricordino gli spot televisivi a tema del 90/95 sul problema droga e sugli incidenti del sabato sera - si presentavano come campagne monotematiche che non instauravano nessuna correlazione tra il consumo di alcol e stupefacenti e la mortalità per incidente stradale, trattando i problemi in modo disgiunto.

La prima vera campagna di sensibilizzazione sul rapporto tra alcol, droga e incidenti stradali, è sicuramente quella del 2002 denominata Urban Tribe, cui ha collaborato anche la comunità di recupero San Patrignano. A metà strada tra inchiesta, rappresentazione teatrale, talk show e programma televisivo, Urban Tribe nasce come opera informativa e di prevenzione in merito a varie problematiche giovanili e si svolge nei teatri davanti a una platea composta da centinaia di studenti. Sul palcoscenico, assieme al giornalista e conduttore Luca Pagliari, sono presenti ragazzi che hanno vissuto in prima persona drammi legati alla tossicodipendenza, agli incidenti "del sabato sera", all'emarginazione sociale, etc. Urban Tribe si occupa principalmente di "corretti stili di vita" e di comportamenti a rischio, spaziando dal problema droga a quello della guida sicura. Incidenti alcol correlati, il dramma ecstasy e il rispetto per "il diverso", sono solo alcuni tra i temi affrontati nel talk show. Urban Tribe affronta inoltre anche il problema delle barriere architettoniche, andando a sottolineare le quotidiane difficoltà incontrate da chi è paraplegico, e cercando perciò di sviluppare un forte senso civico fra i ragazzi che assistono al talk show. Tutte le fasi del talk show sono evidenziate musicalmente da un DJ. L'impianto narrativo cresce e si sviluppa seguendo una precisa sceneggiatura. Le musiche, i filmati e i particolari tagli di luce, scandiscono i tempi dell'incontro sottolineandone i vari momenti. La realtà viene dunque raccontata e mostrata seguendo una logica teatrale. Urban Tribe non intende fornire facili suggerimenti o soluzioni ai problemi trattati, ma lascia, in maniera semplice ed efficace, che a parlare siano solamente le storie, le immagini e i suoni. La sospensione d'ogni giudizio e l'assenza d'intenti didascalici rappresentano la base della filosofia comunicativa di Urban Tribe. Il progetto, per come risulta strutturato e concepito, è mirato adun pubblico di ragazzi fra i 16/20 anni ed è pertanto particolarmente adatto ad essere proposto alle scuole medie superiori. Il talk-show dispone dei crediti formativi presso il Ministero della Pubblica Istruzione.